Indovina chi | Vigneti bio e convenzionale a confronto

di Alessandro Morichetti

Da piccolo, adoravo la rubrica “Scopri le differenze” sulla Settimana Enigmistica quasi quanto ora mi incanta chi, con un semplice sguardo, sa dirti vita, morte e miracoli di un vigneto. Tutti hanno un amico così: tu incespichi tra varietà e forma di allevamento, lui con nonchalance e dopo un’occhiata apparentemente distratta sentenzia: età del vigneto, qualità dell’uva, tecnica di allevamento, conduzione e trattamenti eseguiti, composizione di suolo e sottosuolo, numero di ceppi per ettaro, esposizione e magari anche qualità del vino finale. Che poi spesso escano emerite castronerie è un altro discorso, il fascino c’è tutto lo stesso.

Ordunque, che voi apparteniate alla prima categoria (quelli che rimangono interdetti) o alla seconda (i sapienti), guardate il video ideato, girato e montato da Giulia Graglia. Due vigne adiacenti, una convenzionale e l’altra a conduzione biologica. Diverse le morfologie, diversa la filosofia produttiva e immaginiamo diverso il prodotto finale. Ricchi premi per chi azzarda osservazioni intelligenti: una giornata di vendemmia non retribuita per chi indica il vigneto bio (facile), un intero ciclo di potatura invernale per chi arriva invece a localizzare vigna e produttore. In bocca al lupo!

avatar

Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

28 Commenti

avatar

Giuseppe

circa 11 anni fa - Link

Minuto 0.26" vigneto bio che pratica l'inerbimento.

Rispondi
avatar

Alessandro Griccioli

circa 11 anni fa - Link

‎" Diverse le morfologie, diversa la filosofia produttiva e immaginiamo diverso il prodotto finale." Non sono affatto d'accordo!!! Se un produttore è stato bravo con i trattamenti l'uva bio a vendemmia deve essere perfetta, cosiccome lo è quella non bio; i fitofarmaci possono dare dei sentori al vino (studi università di Bordeaux che posseggo), ma in casi particolari, altrimenti uve sanissime bio e uve sanissime non bio, danno lo stesso identico vino! Non cambia il vino ma la filosofia di produzione che è più bioetica, in quanto esclude fitofarmaci chimici dannosi per l'ambiente. I vini bio non sono diversi da vini normali, a meno che il produttore bio a livello agronomico non combini disastri.

Rispondi
avatar

Paolo Cianferoni

circa 11 anni fa - Link

Non sono d'accordo che i bio non hanno più rischi dei convenzionali. Questi rischi si possono tradurre in alcune perdite di produzione ma attenzione: la qualità può essere molto superiore del convenzionale (che magari ha uve belle esteticamente) per il minore impatto sull'ambiente dei prodotti usati e per la selezione naturale della produzione. Questo è evidente per esempio nella fermentazione: tra i convenzionali non c'è sicurezza che parti spontaneamente, tra i bio si.

Rispondi
avatar

Giuseppe

circa 11 anni fa - Link

@Alessandro "Non cambia il vino ma la filosofia di produzione che è più bioetica, in quanto esclude fitofarmaci chimici dannosi per l’ambiente."...E PER LA SALUTE DI CHI LO BEVE, NO? Parli di uva "perfetta" e uve "sanissime", ovvio che ti riferisci all'aspetto esteriore, perchè se si và ad analizzare in laboratorio, non sono certamente uve uguali...o no?

Rispondi
avatar

filippo ferrari

circa 11 anni fa - Link

che gente che siete

Rispondi
avatar

filippo ferrari

circa 11 anni fa - Link

intendo in modo ironico e solo i lanciatori di post....sembra un drive-in del vino...

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 11 anni fa - Link

scusa, non ho capito alcunche'. cos'e' un lanciatore di post, e cos'e' un drive-in del vino?

Rispondi
avatar

Giulia

circa 11 anni fa - Link

Forse Fiore, siamo troppo poco noiosi...

Rispondi
avatar

Francesco

circa 11 anni fa - Link

In Germania i produttori bio possono usare piu zolfo che quelli non bio.

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 11 anni fa - Link

Ciao ,I vigneti sono potati entrambi a guyot ,mi sembra ,ma la vigna che ha usato il diserbo -striscia gialla sotto le piante con infestanti secche- è stata anche scacchiata,insomma vi è stato una selezione dei tralci produttivi ,con eliminazione di quelli superflui, mentre l'altra vigna con le rose in testata-suppongo la bio- non è stata ancora toccata e sembra anche più rigogliosa di quanto non sia...forse la differenza sta nel viticoltore,quello più stanco sarà??? Mi piacerebbe sapere anche come sia la lotta alle infestanti del vigneto Bio, rasaerba interfilare-quanto tempo....-erpice rotante con tastatore-speriamo funzioni altrimenti sono Bestemmie del contado -oppure decespugliatore a scoppio e via di sudore .Insomma è un gran casino ma si lotta e ogniuno cerca di fare del suo meglio per il suo vigneto bio o no. ciao Gian Paolo P.S: Giuseppe mi classifichi i fitofarmaci dannosi? il Rame dove lo mettiamo ?

Rispondi
avatar

Giuseppe

circa 11 anni fa - Link

Nooo, fitofarmaci dannosi? e chi l'ha detto? Io il mancozeb lo metto nel latte a colazione, tutte vitamine!

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 11 anni fa - Link

Giuseppe il Mancozeb ,come il Rame và usato con criterio come girare in macchina e fare tante altre cose.Non è essere bio o no la differenza è quella di cercare di fare il meglio per la tua vigna nel rispetto dell'ambiente.Poi sei libero di pensare come vuoi .ciao Gian Paolo

Rispondi
avatar

corrado dottori

circa 11 anni fa - Link

Gian Paolo, paragonare Mancozeb e Rame è francamente eccessivo. Non mi piace quando si fa confusione su aspetti così importanti. Ciascuno nei limiti della legge può coltivare come gli pare e bere quello che gli pare: però evitiamo di confondere i consumatori: "Uno studio scientifico pubblicato dal prof. Soffritti, direttore scientifico del Centro ricerche per la prevenzione del cancro della Fondazione Ramazzini di Bologna ha dimostrato che il “mancozeb”, utilizzato in Italia da oltre 40 anni, è un cancerogeno multipotente capace cioè di aggredire vari organi e tessuti. La pericolosità è stata confermata anche dal prof. Mantovani dell’Istituto Superiore della sanità in un programma di ricerca finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale in cui vengono evidenziati i potenziali effetti endocrini dell’etilene bisditiocarbammatil (mancozeb) in quanto agiscono da stimolatori o inibitori dell’attività ormonale determinando alterazioni dei processi riproduttivi e dello sviluppo pre e post-natale (disfunzioni della tiroide, infertilità maschile per alterazioni degli spermatozoi, abortività precoce, patologie metaboliche quali l’osteoporosi postmenopausale,…)".

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 11 anni fa - Link

Corrado l'aspetto fondamentale è capire il territorio che si ha di fronte nei suoi molteplici aspetti ,sinceramente queste polemiche mi danno un po' fastidio, bio è ok tutto il resto fa schifo...piano io vi invito a venirmi a trovare nella mia azienda poi ne parliamo. Sono cresciuto in un' azienda bio e ora ho una mia azienda e non sono ne bio ne altro cerco solo di reagire ai capricci del tempo .Quando ti alzi la mattina e hai una cappa di umidità che penetra fino al midollo io ci penserei bene sul da farsi se hai mutuo e da famiglia da mantenere.Penso anche che ripetuti trattamenti di rame non facciamo moltlo bene alle falde acquifere. Poi ti ripeto la differenza la fa chi c'è dietro all' azienda non iprodotti in se .poi se vuoi generalizzare è giusto quello che dici.Io ho solo scritto quello che sò.I consumatori si evitano di confondere anche quando non si fà polemica e mettersi muro contro muro.Dici bene nel commento che hai eseguito dopo:" Ci sono agricoltori convenzionali bravi così come agricoltori bio meno bravi e viceversa." Ciao e buona domenica Gian Paolo

avatar

Catine

circa 11 anni fa - Link

Dietro la mia casa vi è un vigneto bio e uno non. Dato che in questa settimana ha piovuto a giorni alterni, il conduttore bio è già entrato a fare i trattamenti (rame?) ben 2 volte mentre nel vigneto convenzionale (lotta integrata,mi ha spiegato) ne hanno fatto uno solo. Le rose sono in entrambe le capezzagne.... Il vigneto convenzionale è più rigoglioso mentre quello bio mi dà la sensazione dei miei fiori quando mi dimentico di dargli un pò di concime. Due anni fa per la peronospera l'agricoltore bio non ha vendemmiato perchè non c'era uva sui tralci ma in inverno vendeva ugualmente vino.....

Rispondi
avatar

corrado dottori

circa 11 anni fa - Link

Gentile Catine, prendere il caso del tuo vicino "bio" per generalizzare, quasi a mettere in cattiva luce l'intera categoria, mi pare molto disonesto intellettualmente. Ci sono agricoltori convenzionali bravi così come agricoltori bio meno bravi e viceversa. E allora? Cerchiamo di portare argomenti un pò più pregnanti, altrimenti questi dibattiti servono solo a insinuare, confondere e farsi una risatina.

Rispondi
avatar

Catine

circa 11 anni fa - Link

Io non ho insinuato nulla. Ho solo detto cosa fa l'unico agricoltore bio che io conosco personalmente.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Anch'io una volta ho conosciuto un ladro. Poi si sa che i negri hanno la musica nel sangue, di mamma c'è n'è una sola e che non ci sono più le mezze stagioni. Visto che sono più bravo di te con i luoghi comuni?

Rispondi
avatar

Catine

circa 11 anni fa - Link

Bravissimo! Comunque questo non mi fa cambiare idea sui biologici.... anche se il campione è ristretto.

avatar

corrado dottori

circa 11 anni fa - Link

@catine: beh, come "campione" statistico mi pare un pò deboluccio... @gian paolo: io non ho assolutamente sostenuto "bio è ok, tutto il resto fa schifo". Ho solo detto, e ribadisco, che il Mancozeb ed il Rame (nelle sue diverse manifestazioni commerciali) non possono essere paragonati (come tu hai fatto) con leggerezza: il primo è un prodotto cancerogeno che ritroviamo poi nella catena alimentare, il secondo è un metallo pesante che la natura tende ad assorbire. Fermo restando che un vignaiolo bio deve cercare di ridurne al massimo l'utilizzo.

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 11 anni fa - Link

@Corrado Simpaticamente ti dico che di leggero non ho niente...:)è brutto e riduttivo fare certe discussioni così davanti alla tastiera magari non abbiamo la stessa idea ma la meta che ci prefiggiamo è simile;se mai passi dalle mie parti ti invito a fermarti e chieccherare o bere un bicchiere di vino-ti presento anche le analisi del vino così controlli tutto anche la solforosa,molto ma molto bassa-Ciao Gian Paolo

avatar

bacillus

circa 11 anni fa - Link

Ops. Questo è un post dedicato a me... Che gentili, grazie.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

vista da chi il vino lo vende la querelle assume un aspetto diverso e, forse, sinistro. Bio, non Bio, Naturale, Olistico, sono "nomi" troppo spesso usati come semplici bandiere. Nessuno dei produttori naturali (et similia) con cui ho avuto modo di interagire o durante degu o mediante incontri (la visita in enoteca o quella in cantina) ha mai posto l'accento sul fatto che la loro produzione sia più salutare per il consumatore finale. Tutta la comunicazione si riassume nel concetto della riduzione al minimo della "mano dell'uomo" nel processo creativo del vino. Non volendo aggiungere considerazioni antroposociali (l'uva non ha i piedi e se li avesse non li userebbe per suicidarsi sotto una pressa) mi vien da pensare che questo battage dialettico si giustifichi col fatto che sono rarissimi i casi di produttori che non intendano espandere produzione E fatturato. Essendo il mercato vino in questo momento strasaturo e occupato per la stragrande maggioranza da prodotti "convenzionali" trovo naturale che si faccia ricorso a tutte le leve possibili per "scalzare il re dal trono", però, almeno si abbia l'onestà intellettuale per ammetterlo p.s. @ gian paolo "Quando ti alzi la mattina e hai una cappa di umidità che penetra fino al midollo io ci penserei bene sul da farsi se hai mutuo e da famiglia da mantenere" E' raro leggere qualcosa di così onesto e chiaro.... ce ne fossero

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 11 anni fa - Link

@ Francesco Quello che scrivo ,molto male e pieno di errori ...:):),lo scrivo perchè lo vivo davvero;quasi sempre non riesco a esprimermi come vorrei è per questo che preferisco sempre parlare con le persone e invitarle a vedere ciò che faccio per vivere e vivo per farlo-concetto alla Marzullo-ciao Buona Giornata.Gian Paolo

Rispondi
avatar

Annalisa

circa 11 anni fa - Link

Mi spiace che in alcuni interventi si confonda la lotta integrata col "convenzionale", forse per poca conoscenza. Scusatemi l'intervento da maestrina, ma la confusione non giova all'informazione. Non essere bio non significa fregarsene dell'ambiente e della salubrità. Infatti la lotta integrata è un sistema nato apposta per avere un'agricoltura più sostenibile sotto diversi aspetti, con alle spalle decenni di prove sperimentali in campo e ricerca scientifica. Qual è allora la differenza col bio (gli intenti sono gli stessi)?: - si scelgono i prodotti e gli interventi col minor impatto sulll'ambiente e col minor rischio di residui, ma senza avere il preconcetto che tutto ciò che è naturale va bene e tutto ciò che è di sintesi è negativo. Infatti ci sono ormai diversi prodotti di sintesi studiati appossitamente in modo che hanno un impatto sull'ambiente bassissimo e non lasciano residui. Viceversa, dove ci sono sistemi naturali efficaci e sicuri, si usano quelli (ad esempio, la confusione sessuale). Dove non ci sono, si usano anche prodotti di sintesi, ma solo ed esclusivamente fra quelli testati per il basso impatto ambientale. Il rame è uno degli aspetti più spinosi del biologico, ammesso dagli stessi utilizzatori. La stessa Comunità Europea cerca di imporre dei limiti nell'utilizzo, anche se in condizioni climatiche avverse se non lo si usa a "badilate" non si proteggono la piante (agisce solo se copre fisicamente la foglia; quindi se continua a piovere devo continuamente mettercelo). E' un metallo pesante che si accumula nella falda acquifera (e non viene "rissorbito" dalla natura). Altro aspetto della lotta integrata è che tutti gli interventi vengono fatti con un monitoraggio molto intenso, inteso a far sì che si interviene solo quando serve e nelle giuste quantità. In altre parole si tengono monitorate le condizioni di sanità del vigneto (es. trappole dei parassiti, per valutarne l'entità,...) e non si interviene a caso o inutilmente a scopo preventivo, non si irrora il mondo circostante di prodotti (il controllo della cosiddetta "deriva", cioé dispersione dei prodotti, è un punto importante), non si spreca nulla con inutili eccessi (che oltre tutto costa) Così in fretta non è possibile descrivere bene tutto ciò. Spero però di aver dato un'idea (anche se vaga) che c'e tutto un mondo che sta fra il biologico o il biodinamico e la cossidetta agricoltura convezionale. Credo che sia riduttivo e poco informativo ridurre la discussione ai soli poli estremi, soprattutto perché la lotta integrata è la scelta ormai di un'ampio numero di vignaioli seri e volenterosi di seguire la strada dell'eco-compatibilità agricola.

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 11 anni fa - Link

ottimo commento, molto equlibrato, razionale, sensato. Per questo verra' pressoche' ignorato. Quando si parla di queste cose bisogna fare atto di fede, dichiarazioni apodittiche, insomma, essere un po personaggi, meglio se in possesso del sacro fuoco della verita'. Segui spesso questi post e vedrai che impari.

Rispondi
avatar

Annalisa

circa 11 anni fa - Link

Mi scuso per i diversi errori che ho trovato rileggendo il mio intervento precedente, ma ho scritto di gran fretta :-)

Rispondi
avatar

Silvana Biasutti

circa 11 anni fa - Link

Ciò che mi ha impressionato nel filmato sono le strisce arancione del diserbo (o disseccante?!); mi domando come mai si continui a utilizzarlo (anche se dicono che si 'dissolva' al contatto con l'aria) con tuttti i dubbi connessi alla possibile induzione di malattie neurologiche. Quello che mi colpisce invece - nei post qui sopra - è la franchezza e l'onestà dei commenti! Grazie per l'ospitalità.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.