Il fascino discreto della geologia | Il genio di Olivier Zind-Humbrecht e il mare nel Roero

di Alessandro Morichetti

Di pedologia e geologia capisco poco, so solo che quando piove è meglio avere i piedi sulla sabbia piuttosto che affondare melmosamente nell’argilla. I sassi li riconosci da quanti ne hai tirati in gioventù, il vulcano è scuro – come nel Vulture, il calcare è una versione nobile dei residui da lavatrice televisiva e via dicendo. A ciascuno (vino), il suo (terreno). Per capirci, sentite com’è appassionante l’enologo Federico Almondo quando parla del mare nel Roero, sud-ovest Piemonte, patria di arneis e nebbiolo. Video (realizzato durante Nebbiolo Prima, la scorsa settimana) e mare in sottofondo sono merito di Francesca Ciancio e sfido il più rozzo degli assaggiatori parkerizzati a non trovare un fascino profondo in questi fossili del mare che fu, 2 milioni e mezzo di anni fa. Che poi i fossili di un mondo perduto dotino il terreno del calcare necessario a far attecchire il nebbiolo è un concetto che prendo per buono e rilancio.

Immaginate per un attimo di essere in Alsazia (regione di Francia al confine con la Germania), a casa di quel mostro di uomo che è Olivier Zind-Humbrecht, nell’ordine ingegnere, enologo e Master of Wine (commento: me coj*ni!). Domaine Zind-Humbrecht è un’azienda a conduzione biodinamica sviluppata su 40 ettari tra Thann (5,5 ha), Hunawihr (6,2 ha), Gueberschwihr (2,4 ha), Wintzenheim (8,3 ha) e Turckheim (18,0 ha). Una foto vale più di mille parole e l’associazione terreno-vino diventa una specie di rompicapo quando hai prevalentemente 3 vitigni (riesling, gewurztraminer, pinot grigio) e un tripudio di suoli differenti. Guardare per credere.

Non c’è da essere bravi in matematica per immaginare la varietà di gusto, aromaticità (e valori analitici). Se poi parti dall’Italia alle 4 di notte, alle 14 ti mettono davanti una batteria interminabile ed epocale con vista su preziose botti di legno intarsiato, e alla bisogna tirano fuori dalla cantina bottiglie divine (Clos Jebsal Selection de Grains Nobles Pinot Gris 1994, Clos Saint Urban Rangen de Thann Riesling 1987) con una naturalezza imbarazzante, la vita ti sorride. Tutto merito della pedologia, lo sapevo io.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

7 Commenti

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gianpaolo paglia

circa 10 anni fa - Link

l'Alsazia e' famosa per questo, perche' durante la generazione dei suoli si sono avuti dei sommovimenti tali da portare alla luce qualita' e tipi diversissimi nello spazio di poche decine di chilometri.

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corrado dottori

circa 10 anni fa - Link

L'Alsazia è uno dei "viaggi" enologici in assoluto più interessanti.

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Andrea Ricci

circa 10 anni fa - Link

Con dei prezzi fantastici...a 5 euri si trovano dei dignitosissimi Riesling e Gewurztraminer...per esempio da Baur e Boxler.

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

Vini di boxler a 5 euro? Dove, come e quando e sopratutto da chi?

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Andrea Ricci

circa 10 anni fa - Link

Si da Boxler a Nied...quel nome lunghissimo son passati tre anni ..chiaramente era il vino di un anno ..non capisco il soprattutto da chi...buona serata

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Alberto Fatticcioni

circa 10 anni fa - Link

Il suolo ha un grande fascino, e meriterebbe una considerazione maggiore quando si parla di vino. Mille articoli come questo... fotografate i suoli delle vigne, sarebbe bello confrontarli tutti insieme.

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Alberto Guizzardi

circa 9 anni fa - Link

che il suolo abbia un grande fascino è indubbio ela sua composizione geologica e mineralogica oltre ad essere un libro aperto è certamente un fattore ad alta incidenza che contribuisce in maniera determinante a definire le peculiarità del vino che nasce in un suolo o in un altro. Approfondire questo argomento è stimolante. Alberto Guizzardi

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