Contucci a Montepulciano | La prima vera urban winery del mondo?

di Andrea Gori

Cantine ContucciLe urban wineries sono un fenomeno americano recente. Al vino che nasce e cresce in campagna si affiancano realtà che “svezzano” velocemente il mosto per poi lavorare, imbottigliare e vendere il prodotto in città, facilitando l’accesso alla cantina da parte di tutti. Neanche a dirlo, gli americani sono orgogliosissimi della loro invenzione ma, in realtà, la più antica cantina urbana ce l’abbiamo noi. Usciti dal Palazzo Comunale di Montepulciano, ci troviamo di fronte Palazzo Contucci e, a 10 metri dalla piazza, l’ingresso alla cantina. La sensazione di trovarla nel centro città, subito accanto ad una piccola vetrina, è spiazzante. Scoprire come sia possibile produrre all’incirca 100.000 bottiglie in queste condizioni è una piccola meraviglia.

La necessità aguzza l’ingegno ed ogni dettaglio produttivo è studiato su misura per poter “resistere” in un palazzo imbottigliatrice Contuccistorico. Si pensi alle macchine per l’imbottigliamento, di dimensioni calibrate e dotate di ruote per poter essere spostate nei tre piani sotterranei. Altro discorso per le botti, quasi tutte grandi e grandissime, fatta eccezione per 3 misere barrique, dimenticate in un angolo a imperitura memoria del fatto che non si possa fare un Nobile in botte piccola. Ogni volta che ne arrivano di nuove, poi, occorre smurare un gradino cinquecentesco del palazzo per farle entrare e tutta una serie di giochi di prestigio per rotolarle fin dove devono essere sistemate. Che poi le bottiglie vengano affinate nei posti più impensati lo immaginate bene da soli, grazie a umidità e temperatura di 15 gradi costanti nei secoli. La magia del vino Contucci è proprio tutta nel profumo di storia che si respira all’interno delle spesse mura. Proprio la mancanza di spazio è il limite più grande per la conservazione di vecchie annate, che pure hanno la stoffa dei grandi sangiovese italiani. A titolo dimostrativo, ogni anno una decina di eletti viene invitata ad assaggiare vecchie glorie. A noi sono toccate proprio 3 annate bestiali – 1986, 1996, 2006 – scaraffate e servite nella vecchia cucina del palazzo da Alamanno Contucci (enologo e direttore tecnico) e dal nipote Andrea, responsabile vendite.

Queste le emozioni dei millesimi assaggiati, tra parentesi il rating dell’annata:cucina Contucci
1986 Riserva (****)
Aprile rigido, maggio bello, luglio-agosto con bel tempo ma molte piogge a settembre, per fortuna ottobre secco. Buona vendemmia.
Vino dallo scelto delle migliori uve, non cru: sangiovese, canaiolo, trebbiano, malvasia, botti grandi castagno.
Al naso, carruba, cardamomo, tartufo e goudron, caramella d orzo, amarena, rosmarino e anice, la bocca è vitale, elegante, il sorso equilibrato con finale di prugna, viola e forte balsamico, tannino ancora vispo da tavola, bello davvero il finale. Un po’ di amarognolo ma grandissima bevuta.

1996 Pietra Rossa (***)
Stagione irregolare, un po’ freddo, vendemmia a fine settembre.
Naso ferroso minerale, arancio, lavanda e mirto, cuoio, pellame nobile, bocca integra da grande vino, molto bevibile con grande spina acida, tannino ancora ben presente ancora, finale di sottobosco e tabacco.

2006 Pietra Rossa (*****)
80% sangiovese, 20%  colorino e canaiolo. Odore di castagna, caramella d’orzo, marmellata di lampone e ampiamente floreale. Arancio, frutta rossa, mirtillo fresco, bocca vivissima, tannino favoloso, grip potente, il finale è bello, l’ aroma intenso e penetrante, quasi balsamico.

E’ innegabile che assaggiare questi vini all’interno delle mura faccia un effetto speciale, ma anche al di fuori i vini Contucci sanno farsi riconoscere e bene: a detta di molti, il millesimo 2007 “base” è uno dei migliori tra quelli presentati fuori en primeur sotto il tendone, praticamente fuori dal portone di casa. La volontà di non crescere e di insistere su tradizione e ‘ortodossia ripagano spesso in maniera esemplare e commovente.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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daniele

circa 12 anni fa - Link

Condivido l'articolo, ho visitato la Cantina Contucci lo scorso agosto e la posizione centralissima ha sicuramente un suo fascino.

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christian

circa 11 anni fa - Link

Ho appena visitato la Cantina in centro a Montepulciano... Fascino incredibile, tipica accoglienza Toscana e dei vini a dir poco superbi, degustati in una cantina medioevale. Lunga vita ai Contucci!

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