Coccolino Concentrato | Come ammorbidire i vini in affinamento

di Jacopo Cossater

Il titolo, come ammorbidire i vini in affinamento, è anche il soggetto di un’email ricevuta qualche giorno fa. Io, curioso e un po’ basito per essere stato inserito tra i destinatari di quella particolare newsletter, non ho resistito: sono andato a leggere. Ecco alcuni stralci:

La vendemmia 2011 è quasi terminata: ci auguriamo che sia andata bene (..) dopo la fermentazione ora si passa ai travasi e agli arieggiamenti per fissare il colore ed evitare il ridotto, in attesa della malolattica che ammorbidisca il vino nuovo al palato.

A questo proposito spero di fare cosa gradita invitandola a leggere la relazione di un nostro consulente enologo (..) che ha ottenuto notevoli miglioramenti sulla sua Barbera nella stabilizzazione del colore e nella gradevolezza al naso e in bocca, utilizzando il nostro Microssigenatore Ossigena! prima della malolattica e, successivamente, abbinando all’ossigenazione l’aggiunta di tannini esogeni. Il tutto nautalmente seguito con scupolose analisi chimiche e degustazioni periodiche.

Se anche Lei vuole migliorare i suoi vini con l’uso delle nostre attrezzature enologiche può approfittare dell’offerta promozionale (..) con sconti fino al 50% rispetto ai prezzi di listino.

Davvero, senza polemica e con il sorriso sulle labbra, vorrei partecipare ad una degustazione di una tipologia sapendo tutte le pratiche che, in cantina, hanno portato a quel determinato vino. Vorrei assaggiare, non so, dieci barbera e capire la differenza tra una che subisce un’ossigenazione forzata (in foto l’apposito macchinario) e una con tannini aggiunti. Per capire come una determinata azione porta ad un determinato risultato. Unica perplessità, non sono sicuro da parte delle cantine ci sia tutta questa volontà nel rendere trasparenti i loro piccoli (sporchi?) segreti.

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Giornalista, su Intravino dal 2009.

128 Commenti

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

...ahi, ahi, ahi. Su Intravino hanno scoperto la microssigenazione. So già come va a finire...

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link
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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Bacillus, qui stai sugli zebedei un po' a tutti, lo sai. Quindi non credo avrai alcun timore nel dirci che benefici ottieni per i tuoi vini con la microssigenazione. Sarebbe una discussione interessante, al netto di un immancabile vestalismo intransigente e indignato, cui peraltro credo tu sia preparato.

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Tommaso Farina

circa 10 anni fa - Link

A me Bacillus piace, incrina un po' il clima taleban-conformista che caratterizza almeno l'80% dei commenti.

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

la FATIDICA "microxigenation" di Rolland in "mondovino" ... dove alla domanda dell'intervistatore lui, col suo impeccabile sorriso, risponde "lei non lo vorrebbe sapere" e la produttrice franzosa presente, su domanda, chiosa con un concetto tipo "non so esattamente cosa sia e mi interessa poco, basta che il vino venga buono"

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

"basta che il vino venga buono" ...eh, infatti, boh, checchacchio.... non so se mi spiego...

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Mammamsterdam

circa 10 anni fa - Link

Dici che se mi attacco al macchinario mentre dormo e mi cospargo di tannini, fa bene alle rughe?

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Alessandro Bandini

circa 10 anni fa - Link

Ricevuta anch'io quella mail non si sa bene a che titolo...ma quante aziende avranno in cantina un aggeggio del genere?

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Daniele

circa 10 anni fa - Link

Ho ricevuto anche io questa mail!! Dan non credere...ma chi gli ha dato la mia mail? Noto solo che da quando sono iscritto a Vinix, mi arrivano svariate mails...Wine related di cui ignoro il mittente e la provenienza.. Quanto al merito..boh..bah...buh

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Daniele

circa 10 anni fa - Link

Notando lo sconto proposto..50%off...mi vien da pensare non stiano veleggiando su ordinativi in gran crescita comunque

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

Non vedo nulla di male. Il micro ossigernatore è una cosa che si utilizza spesso in alcune cantine per • Attivare dei lieviti all’avvio della fermentazione o in caso di arresti fermentativi, stabilizzazione del colore in fase di follatura, iperossidazione di mosti in pre-fermentazione. • Strutturazione dei vini a fine fermentazione, simulazione di travasi e arieggiamenti, evitare la formazione di composti solforati. • Armonizzazione di vini tannici, riduzione di gusti e odori erbacei, ottenimento di vini piu’morbidi, stabilizzazione del colore, prevenzione delle riduzioni, attivazione dei processi enzimatici naturali. spesso ho utilizzato una microssigenazione per aiutare i lieviti durante la fermentazione. Non vedo cosa ci sia di strano... è un po' come scoprire che esiste l'acqua calda!

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Come si chiama il tuo vino?

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

non faccio vino mio, lo faccio per altri...

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Lascia perdere Riccardo. Montes è un inutile provocatore. Sottolineo inutile. Almeno ci si potesse costruire un ragionamento: non è possibile, esperienza personale.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

bacillo, sei soltanto una persona mediocre che non riesce a trovare il suo spazio nella vita. E' brutto vedersi sorpassati da tutti, vero? *edit* massimiliano, fammi il piacere, non farmi intervenire di editing, non al sabato. e in difesa del bacillus poi! al bacillo non gli dico niente perche' ho una fifa nera che mi faccia bere il suo pino'. ma tu non raccogliere la provocazia, dai. anzi, eddaje. graz, [fiorenzo].

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Hai ragione Fiorenzo, ma mi scappava proprio di dirglielo ;-)

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armin kobler

circa 10 anni fa - Link

jacopo, se ti interessano gli effetti delle pratiche enologiche cerca di entrare in una commissione di degustazione di un centro sperimentale. Lí per valutare gli effetti di pratiche innovative proposte dalle diverse ditte o per vedere se techniche nuove elaborate dall'istituto stesso portanbo ad un miglioramento del prodotto le diversi tesi micro- o macrovinificate devono per forza passare una commissione di degstazione (alla cieca ovviamente). se l'organismo è serio hanno commissione miste di dipendenti e gente da fuori che conosce la realtà commerciale. cmq la microossigenazione non è cosa nuova o strana. invece di fare travasi all'aria dove non sai mai, quanto ossigeno si scioglie veramente nel vino, con questi piccoli macchinari lo si può dosare in modo più mirato. io non lo uso perchè non mi serve e sarebbe troppo dispendioso per la mia piccola realtà, però non demonizzo i colleghi che ne fanno uso. se poi utilizzi ossigeno captato nel tuo vigneto esalti il terroir! ;-)

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Federico

circa 10 anni fa - Link

Attenzione a dire certe cose, che poi dopo i container di terra toscana potrebbero prendere la via trans-atlantica anche silos di aria compressa piemontese!

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 10 anni fa - Link

uhuhuhu...ne ho giusto giusto accennato anche io ieri a questa newsletter, che mi è arrivata insieme ad altre proposte più o meno commerciali. M'han scambiato per un'azienda..ma anche te, vedo ;-) Ric.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 10 anni fa - Link

Niente di nuovo, è come il trucco per le donne (o uomini, viva la parità!) che se una è un tegame può fare poco. Altro discorso è la chirurgia estetica, e qui mi fermo.

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Egregio SCC, c'entra meno di nulla con questa discussione, ma ritengo di avere risolto il problema che Lei condivide con Vinogodi, ovvero il rimpianto per il Brusco che fu e che mai tornerà. Grazie alla mia trovata sensazionale (venghino signori venghino), la Fattoria dei Barbi potrà tornare a produrre il Brusco d'antan. E' in fondo semplice: siccome non le è più permesso produrre vino in questione, non le resta che produrlo lo stesso, bono ma bono com'era, rinunciando tuttavia alla dicitura 'vino'. Lo chiami 'Bruscaccio - sangue d'uva' spiegando in retroetichetta ciò che ha convincentemente scritto in queste lande, che una volta il Brusco etc etc. Se Vinogodi non è rara avis, il successo è assicurato. A me ne viene solo la fornitura di una cassa di Bruscaccio e una di Brunello, come vede sono parco. Cordialità

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Stefano Cinelli Colombini

circa 10 anni fa - Link

Mi piacerebbe, ma dai miei archeologici bighellonamenti nella facoltà di legge direi che mi ingabbiano.

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Ma no, ma no. Da quelle parti, un tempo, bighellonavo anche io. E se non si vende per vino una bevanda, non si può essere accusati di frode per averla spacciata per tale. Sangiorgescamente parlando, lo definisca 'Liquido odoroso'. E in etichetta, una soluzione à la Magritte: "Ceci n'est pas un vin". Più chiari di così...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 10 anni fa - Link

Mmm... Mi sa che quelli delle Frodi (o l'ICQ come si dice in questi tempi politicamente corretti) non siano mica tanto d'accordo se tengo le vinacce dopo Natale. Dev'essere per via del proverbio Epifania tutte le vinacce porta via, o qualcosa di simile. Magari l'anno prossimo ci provo, ma poi voi tutti venite coi cartelli sotto il gabbio recitando "libero vino in libero Stato", d'accordo?

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

Semmai, 'Libero liquido odoroso in libero stato!". Affare fatto, e le porto pure le arance in cella. Cordialità

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Michael Jackson si microossigenava...

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bubba

circa 10 anni fa - Link

Boh, sapevo che la microssigenazione indotta la facevano quelli che non usano il legno, infatti botti e barili non esausti la fanno naturalmente, mentre l'acciaio, ovviamente, no. Quindi chi affina in acciaio mette questi cosi per avere gli stessi pro del legno (ma ottenuti artificialmente), ed evitare i contro (no tannini e toni vanigliati del legno). Personalmente non amo l'acciaio, conduce elettricità (e nel vino ci sono polarità + e -) e 'ci fa freddo'.

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Pietro Caputo

circa 10 anni fa - Link

Mi dite come entrare nella mailing list? Anche se non faccio vino, un'ossigenatore in casa fa sempre comodo...

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Paolo Cianferoni

circa 10 anni fa - Link

Nei concorsi internazionali, nei mercati cinesi e americani generalmente non gli piace duro e spigloso, gli piace morbido, morbido, quasi molliccio, vellutato e tenerone, da succhiare con voluttà la sera dopo mangiato, o in compagnia il pomeriggio. Rigorosamente fuori dai pasti...

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Hai capito il Cianferoni... nei concorsi internazionali (dove, per inciso, i francesi - e non solo loro - la fanno da padroni, mentre noi non ci caga nessuno) piacciono i vini "morbidi" (sulla cui definizione semplicistica ci sarebbe da dire...). Per contro, qui in Italì, dove noi sì che ci capiamo qualcosa, vanno rigorosamente robe toste, che ti scavano la lingua, che ti arricciano i peli del c..., che ti fanno sentire "uomo" sennò saresti davvero una mammoletta... ...ma sareste davvero voi, puristi, naturalisti, fancazzisti, il futuro dell'enologia italica? 8O

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

...osservo. Come mai il Cossater, autore del post, dopo una giornata di interventi, molti dei quali significativi, non sente il dovere di intervenire? Aspetta, dopo aver lanciato impudentemente il sasso, di capirci qualcosa? Beh, faccia delle domande e provi ad addurre delle considerazioni, no?

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Seguo in effetti i commenti con vivo interesse, contributi interessanti per fare chiarezza su pratiche di cui si parla davvero troppo poco. L'intervento di Riccardo, per dire, è di rara onestà intellettuale. Nel post poi c'è un riferimento ai tannini aggiunti, e mi ricordo benissimo di quella volta in cui mentre visitavo la barricaia (si lo so, scusa, è termine terribilmente anni novanta) ed assaggiavo dalle botti, l'enologo, con una noncuranza quasi ammirevole, aggiungeva una polverina quà e là. "Tannini", mi diceva, "niente di strano". Peccato poi che, a chiedere una descrizione degli stessi, venissero presentati quasi come naturali, fedeli espressioni del terroir, senza interventi di sorta. Oh, e magari poteva anche avere ragione, io vorrei solo sapere da dove sei partito per arrivare lì, senza alcun pregiudizio. Ma devo avere gli strumenti necessari.

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Mauro ArdeCore

circa 10 anni fa - Link

A riguardo dei tannini aggiunti, un mio professore di chimica enologica ci aveva "confidato" a lezione che in Francia già verso la fine dell'Ottocento era pratica abbastanza comune l'aggiunta di "pezzi" di legno, stecche o listelli, al vino in affinamento in botte, più per da stabilizzare il colore che per smussare l'astringenza.

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Moreno

circa 10 anni fa - Link

Ma scusate, ma qualcuno di quelli che critica ha una vaga idea di cosè la cinetica chimica dei vini e delle reazioni che intervengono durante un travaso, una svinatura o una micro/macro ossigenzione?parlare per partito preso è la cosa peggiore che puo fare una persona intelligente....

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Sì, quella vaga idea io ce l'ho. Quindi?

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moreno

circa 10 anni fa - Link

quindi cosa?non capisco perchè bisongna sempre odiare quello che è innovazione....la tecnologia non è il diavolo.....

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Ah, ecco, infatti...

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...quoto..

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Questo è quello che fa la microossigenazione al vino: "RUOLO DELL'OSSIGENO NEL VINO NEI CONFRONTI DEI POLIFENOLI La somministrazione dell'O2 nel vino avviene in due fasi successive, la prima corrisponde al periodo che intercorre dalla fine della fermentazione alcolica sino alla fermentazione malolattica esclusa; la seconda si riferisce al periodo successivo la fermentazione malolattica. PRIMA FASE (1): detta fase di strutturazione: condensazione tannini secchi con antociani liberi ancora presenti. SECONDA FASE (2) : detta fase di armonizzazione: continuo ammorbidimento dei tannini e recupero della componente colloidale attraverso la rimogeinizzazione della feccia. La condensazione tannini secchi - antociani liberi attraverso ponti etanale (acetaldeide), comporta un ammorbidimento globale del vino, andando a condensare i tannini non ancora del tutto polimerizzati con quella parte di antociani liberi presenti. La conseguenza più evidente di questa condensazione forzata attraverso l'O2 risulta il fissaggio del colore, in secondo luogo l'annullamento del gusto amaro ed astringente che il tannino,derivante soprattutto dai vinaccioli, provoca quando questi sono in grande quantità. I parametri che vanno tenuti presenti per il dosaggio dell'O2 (ml/l per mese) sono molti e dipendono dalle caratteristiche del vitigno e dai trattamenti subiti, dal tipo di macerazione, dal patrimonio polifenolico e da altri parametri specifici." Peccato che così facendo si crea un vino artificiosamente pronto e di immediata beva. Certamente non su crea un capolavoro dell'enologia. Il potenziale ossido-riduttivo del vino non deve essere "truccato", deve essere conservato "integro" per consentire al vino una giusta evoluzione in bottiglia. Piuttosto si impari a fare correttamente rimontaggi, follature e travasi ;-) E' più difficile, ma il vino viene più buono.

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

Scusami Massimiliano , ma allora anche un vino che ha "subito " il controllo delle temperature è un vino artificioso? perchè normalmente il 2 o 3 giorno di fermentazione si scalda parecchio il ragazzo.. La micro-ossigenazione, ti aiuta parecchio -potersela permettere!!-anche a inizio fermentazione,nella moltiplicazione dei lieviti per il piede di fermentazione..e poi secondo me è meglio sapere quanto ossigeno gli dai al tuo vino piuttosto che travasi all'aria . Per me ,piccolo e ultimo dei contadini,le sofisticazioni sono altre. Io appena avrò risparmiato un po' il micro-ossigenatore -a due vie -me lo compro subito, e del mio vino puoi dire tutto quello che vuoi ma non che sia artificiale o truccato-provare per credere-! è come dire che siccome uso il trattore a trinciare e non sego a mano l'erba non sono un contadino...ciao

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

Standing ovation!!!! Vedi Gianpaolo mio nonno diceva: "chi sa fa, chi non sa insegna"... a questo punto per Massimiliano anche un filtro cartone (per non dire a candela o addirittura tangenziale) sofistica i vini! Sempre più perplesso...

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

non ho capito Riccardo...scusa :) lo dico seriamente,sai le botte in testa rimediate fino a qualche anno fa si fanno sentire...ho scritto una stron...a?buona domenica con micro-macro ossigenatore a tutti!!ciao GP

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

ma che stronzata Gian... ti do ragione!

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

Grazie Riccardo ..una pacca sulla schiena il lunedì mattina è un ottimo aiuto. Ciao GP

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armin kobler

circa 10 anni fa - Link

ma non hai capito che scherzava? tale cose uno non può dirle seriamente.

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

a me gli scherzi su certe cose piacciono ben poco!

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moreno

circa 10 anni fa - Link

concetto perfetto la tecnologia aiuta e migliora le cose, è grazie allo studio e alla comprensione dei vari meccanismi fisico-chimici che si possono utilizzare tecniche anche "vecchie" con cognizione di causa....

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Beh, la differenza che passa tra un vino affinato naturalmente ed un vino microssigenato è la stessa che c'è tra un barolo di Giacosa ed il pinò di bacillo ;-) Poi sono d'accordo con te che non è una "sofisticazione" ma solo una scorciatoia. Scorciatoia che però rovina i tannini del vino, facendoli polimerizzare. Forse serve proprio a correggere errori di vinificazione. Le pratiche che a me personalmente danno più fastidio sono quelle che modificano pesantemente il profilo organolettico del vino, come legni nuovi, mcr, ed aromi aggiunti. Conosco un Riccardo che fa vini per altri, vini dolciastri e melensi che sembrano tutti merlot. Ma non credo che sia il Riccardo che sta scrivendo quì...

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

Errori di vinificazione...? quali ?può essere , non sono molto bravo ma il micro l'ho usato solo per fare i miei vini nel 2008 e anche secondo altri sono stati i miei vini migliori.vedi il Lambro che è ancora perfettamente in forma dopo 4 anni ...guarda il Barolo del mitico Giacosa non l'ho mai bevuto , ma se vuoi ti do' il mio vino poi giudichi tu?fammi sapere...non mi nascondo di certo!ciao GP

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Per carità, non ce l'ho con i tuoi vini. Sarei veramente felice di provarli, anzi li ordinerò direttamente sul tuo sito web, se è possibile. A me i vini piace berli, ne ho bevuti tanti e spero di berne ancora tanti altri: ormai sono come un collezionista di francobolli compulsivo alla ricerca del suo Gronchi rosa :-)

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Carlo

circa 4 anni fa - Link

Vi sono produttori di Barolo, Barbaresco, Brunello... Per non parlare dei Bordeaux première cru che usano ormai abitualmente là microssigenazione. Ognuno di voi ha già bevuto eccellenti vini micrissigenati. Ma purtroppo avete anche bevuto di peggio e questo è un problema: che mai nessuno vi manderà una mail per promuoverlo quel 'peggio'... Si vende rigorosamente 'de visu'

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 10 anni fa - Link

bhè, le reazioni dei fenoli flavonoidi (flavonoli, flavanonoli, antociani, flavanoli e tannini)sono piuttosto complesse, legate ad equilibri coinvolgenti O2, SO2, Etanale (formata per ossidazione dell'Etanolo) e proteine, ma anche fattori come pH e Temperatura. Non va dimenticato che i flavonoidi sono composti facilmente ossidabili a causa della particolare struttura chimica che li rende molto reattivi e proprio per questo tra la fermentazione e l'affinamento compreso c'è un costante susseguirsi di equilibri, dove l'O2 gioca un ruolo sia positivo - perchè favorisce alcune condensazioni più o meno dirette tra antociani e tannini - che negativo perchè tende ad ossidare gli antociani trasformandoli in chetoni ciclici (chinoni) meno colorati (color malva, più o meno). Insomma, Montes ha scritto cose giuste, ma la faccenda è un goccio più complessa. ;-) Ric.

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...spero tanto che coloro che leggono siano tutti chimici o biologi (già un neoenologo ci capirebbe un beep)altrimenti diventerà il thread più corto della storia di Intravino...

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Mauro ArdeCore

circa 10 anni fa - Link

Un neo-enologo, proprio perché fresco di studi, queste cose dovrebbe digerirle senza problemi, se ha studiato un minimo e se ha avuto docenti competenti. E lo dico da neo-enologo.

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...comunque San Google ancora una volta ha fatto la grazia (miracolo?): già n'è mica che da queste parti siano dei mostri di conoscenza enoica , ora addirittura dei tecnoenosapienti...

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

E' un virgolettato tratto dalla descrizione di un prodotto enotecnico che sto utilizzando (insieme ad altri) per scrivere un pezzo sulla raffinata arte di fare un vino ;-) Non mi sono mai interessati gli estremisti della vinificazione naturale, amo la tecnologia (anche per formazione) e cerco di avere sempre un approccio scientifico. La tecnologia deve pero aiutare, senza stravolgere il profilo organolettico di un vino. Un vino non va "addomesticato" per farlo somigliare ad un merlot anche quando merlot non è.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

E' chiaro e comprensibilissimo che chi ha buttato sangue e sudore sui libri per conseguire un diploma di enotecnico, abbia la propensione ad applicare tutto lo scibile assorbito. Chi e' quello sciagurato che vorrebbe impedire l'applicazione pratica di tecniche enoiche aquisite con tanti sacrifici. Mio cognato, brillante ortopedico, agl'inizi della sua carriera, riscontrava con allarmante frequenza, difetti osseii e di postura ad amici, parenti e passanti. E quindi, lasciate che questi bravi tecnici misturino a volonta'e facciano la loro bella pratica.

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Questo intervento si colloca altissimo nella classifica delle migliori (o peggiori, fate voi) castronate che si siano lette su questo blog. E' una manifestazione di crassa ignoranza e di quell'arroganza cialtronesca che caratterizza l'italiota poco (per niente) propenso a rispettare lo studio e la conoscenza. E' lì il substrato su cui prolifera la mediocrità ed il declino di questo paese. Nel nostro caso specifico, non avendo gli strumenti intellettuali per una critica di un certo livello nei confronti dell'enotecnico, se ne disprezza la figura in modo sgangherato e volgare (Montes ne è un esempio), per esaltare invece un sapere nostalgico (la tradizione, la "contadinità"), tanto semplicistico quanto concettualmente inconsistente. E' su questo humus che proliferano i filosofi del vino, quelli che s'inventano mondi incredibili e realtà virtuali, che poi vendono alla gente facendoci un sacco di soldi. Mentre il povero enotecnico resta lì, nel chiuso della cantina o del laboratorio, a tirare la carretta. Bravo.

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moreno

circa 10 anni fa - Link

ragione su tutti i punti......

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armin kobler

circa 10 anni fa - Link

condivido pienamente i due ultimi dei tre paragrafi esposti per altro con una chiarezza tagliente. il primo non posso, se non mi vengono conferiti un'altra volta (non su intravino) sentimenti antiitaliani. ;-)

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Fabio L

circa 10 anni fa - Link

@ Armin Kobler Kobler parla con cognizione di causa. I vini rossi dei crucchi infatti sono i migliori al mondo. Gli Italiani ed i Francesi vengono solo dopo ;-) Poi non parliamo di quelli di Armin, nettare divino.

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Carlo

circa 5 anni fa - Link

Grazie per l'onestà intellettuale dimostrata!

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Caro Bacillus, il sapere che tira la carretta, mi da, sinceramente, dispiacere. Cambia mestiere o fai qualcosa che renda interessante agli altri la tua professione. Comunque non stare troppo nel chiuso della tua cantina, esci spesso e prova a socializzare un po'con gli altri : puo solo migliorare il tuo stato emotivo e fisico.

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

...eccolo lì tentare di assolvere se stesso dopo un misero intervento, abbandonandosi ad una raffinata analisi psicologica condita dal solito consiglio non richiesto. Hai presente, esperio, quella scenetta di Gigi Proietti? "18, 18, 18, 18, 18..."

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Carlo

circa 5 anni fa - Link

Standing ovation!!! Grazie Baccillus: contattami ti regali il nostro microssigenatore Ossigena!!!

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 10 anni fa - Link

ehi, mi sono dovuto rileggere migliaia di appunti enologici per sfornare quel post così eno-sborone e voi me lo smontate così ?! insensibili. ;-)

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esperio

circa 10 anni fa - Link

E qui e' chiaro che una scheggia della rispettabilissima categoria di enotecnici si e' sentita punta nei glutei ed e' schizzata via shoccata, perdento cosi' l'opportunita' di gustare il lato ironico del discorso e di rispettare l'aspetto civile e pluralista di una discussione aperta a tutti. Per favore, tiriamo un profondo respiro e ricominciamo, con calma, da capo.

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

...però bisogna stare attenti con l'ironia. Non tanto perché potrebbe toccare la sensibilità di qualcuno (anzi, direi proprio che si fa ironia proprio per questo), ma perché essa potrebbe far trasparire una condizione culturale non proprio virtuosa. La distanza tra David Letterman ed il Bagaglino è abissale.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Commento editato dalla redazione Ma tu come ti permetti di farti carico delle condizioni culturali degl'altri. Per quel che ti riguarda hai la possibilita' di far partecipi gli altri delle tue conoscenze e se questo non ti interessa , puoi rivolgere la tua attenzione altrove. Senza rancore.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Bacillus ed Esperio: Vogliamo darci una calmata? Grazie

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Vittorio Merlo

circa 10 anni fa - Link

Il microssigenatore,come già detto da altri, è uno strumento che permette di lavorare in cantina con maggiore precisione, dosando l'ossigeno che realmente occorre al vino. Voglio farvi un esempio applicativo sui vini rossi per far capire che non si usa unicamente per ammorbidire i tannini. Quest'anno circa 1000 ettari di vigneto in Trentino sono stati colpiti da una grandinata eccezionale, evento che ha fatto si che le uve arrivassero in cantina non in perfette condizioni con qualche acino rovinato(anche dopo giornate passate in campo a eliminare i grappoli compromessi)e con una attività degli enzimi ossidasici molto elevata. Vinificare queste uve normalmente con rimontaggi all'aria, delestages porterebbe sicuramente ad ossidazioni spinte dei polifenoli e degli aromi. Quindi in questo caso il microssigenatore ti permette di dosare l'ossigeno che realmente serve, senza andare incontro a rischi eccessivi. Inoltre in caso di problemi di riduzione,(Marzemino e Lagrein ogni anno presentano spesso questa problematica in vasca)ti permette di evitare i travasi. Per rendere l'idea, con un travaso il vino si arricchisce di 8mg/l di ossigeno, ovvero la soglia di saturazione che permette l'ossidazione di tutti gli acidi cinnamici presenti, senza poi contare che l'uso delle pompe arricchisce di ulteriori 2mg/l. Per concludere, io sono dell'idea che ogni innovazione va prima conosciuta e che non si debba giudicarla in modo ideologico, ma valutare se la realtà che ti si pone davanti ne possa trarre vantaggio. Quindi il microssigenatore non è la panacea di tutti i mali, ma in alcuni casi può aiutare e basta saperlo usare.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Ecco,l'esempio che hai riportato puo' chiarire in parte la diffidenza di molti all' uso di una tecnologia spinta, nellambito dell'enologia : L'uva raccolta non era in perfetta condizione e quindi una tradizionale vivificazione avrebbe prodotto un vino poco accettabile. Invece, una certa manipolazione avrebbe garantito un vino commercializzabile e che non avrebbe tradito l'origine di materia prima scadente. Capisco a pieno l'entusiasmo alla ricerca tecno scentifica ma si impone a tutti un costante controllo e temperanza affinche sia evitato l'imbroglio.

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moreno

circa 10 anni fa - Link

ma scusami quale sarebbe l'imbroglio?utilizzare dell'uva con dei problemi e farne un vino comunque buono?questo sarebbe l'imbroglio ma per favore questo è solo sapere fare il proprio mestiere.....gli imbrogli sono ben altri nel mondo del vino rendiamocene conto!!!!

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Parole sante.

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Francesco Spadafora

circa 10 anni fa - Link

Argomento che stuzzica . Leggo gran differenza di idee tra chi è tecnico e chi fa poesia . Io non lo uso ,perché su vini strutturati un travaso fa sempre bene ma ho assaggiato vini micro ossigenati e non ,e a parità di condizioni e in particolari annate ,la micro ossigenazione fa un gran bene al vino . Respiriamo ossigeno ,perchè mai dosarlo in un vino è a dubbio sofisticazione ? Perchè si pensa ad un imbroglio ? Ben altra è la tecnologia spinta in cantina . Raffreddare le uve in terre calde o l'uso del freddo durante le fermentazioni o tenere in sospensione le fecce pulite ,mediante agitatore ,è tecnologia spinta ? I francesi lo hanno inventato in barrique .C'è chi tiene il vino in macerazione con la buccia controllando i polifenoli, è tecnologia spinta ? Non ho dubbi che la bellezza di vendemmie diverse è adrenalina per un produttore ,ma l'ossigeno non mi pare che rientri negli imbrogli Tutti dovrebbero partecipare a qualche vendemmia e farne mille di prove e poi ,chi ha voglia di esprimere giudizi , magari lo fa con cognizione di causa

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Sono parzialmente d'accordo con te Francesco. Alcuni mezzi fisici, come controllo delle temperature sia delle uve (fondamentale, si vendemmia nelle ore fresche e possibilmente si trasporta in refrigerato) che del mosto in fermentazione, o il controllo dell'evoluzione della macerazione, sono fondamentali processi per ottenere il meglio dalle proprie vigne: il buon vino è dato dal felice binomio tra buone vigne e buoni vignaioli, la buona tecnica in cantina è fondamentale. E' quello che intendevo prima quando parlavo di saper fare il vino. Altra cosa è un uso "estremista" della tecnologia con l'intenzione di modificare il profilo aromatico e fenolico (e cromatico aggiungerei) del proprio vino. Non a caso avevo ironicamente accennato a Michael Jackson. Potrei capire un mini-lifting per attenuare le rughe, ma fare del proprio corpo quello che ha fatto Jackson è inaccettabile. Il problema è che una certa interpretazione dell'enotecnica, di origine californiana e neozelandese, vuole assolutamente snaturare il profilo dei vini con la scusa che così sono più commerciabili. Questa cosa è scarsamente condivisibile, perché dubito che tu o io berremmo un vino dolce, melenso, morbido al limite del succo di frutta. La polimerizzazione spinta dei tannini indotta da metodi estremi di ossigenazione, secondo me ammazza il vino. Così come la cosiddetta "fissazione del colore" mediante ossigenazione, con polimerizzazione degli antociani monomeri, che riduce le componenti granate a favore di quelle violette. Credo che tu non faresti mai cose del genere, anche perché produci un ottimo syrah, il Sole dei Padri, che certamente non necessità di cure drastiche. Però ci sono produttori con uve e vigne di mediocre qualità che si lasciano affabulare, e forse indotti dalle difficoltà economiche non fanno altro che peggiorare la situazione. In conclusione, credo comunque che la microossigenazione sia il minore dei mali. I problemi sono altri, come dicevo sopra. Per esempio l'uso di legni nuovi o l'uso di legno in sospensione nel mosto, che conferisce un terribile aroma di caramello e vaniglia al vino, l'uso di MCR con le correzioni cromatiche e fenoliche che ne derivano, l'aromatizzazione artificiale del vino. Un abbraccio

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Quando si dice parlare di cose di cui non si sa... Quindi la maturazione di un rosso importante nel legno, forma di microssigenazione tradizionalissima che si perde nella notte dei tempi, è pratica disdicevole perché "la polimerizzazione spinta dei tannini indotta da metodi estremi di ossigenazione, secondo me ammazza il vino". Lo stesso vergognosissimo travaso all'aria è un orrore perché "la cosiddetta “fissazione del colore” mediante ossigenazione, con polimerizzazione degli antociani monomeri, [...] riduce le componenti granate a favore di quelle violette". Ma com'è, allora, che si fa il vino? Racconta, racconta...

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moreno

circa 10 anni fa - Link

utilizzo di legni nuovi?ma come possono diventare vecchi se non sono stati prima utilizzati da nuovi?il problema non è il legno nuovo ma il modo di utilizzarlo......ma quello anche un "vero" contadino tradizionalista potrebbe sbagliarlo....e poi sta cosa dell'MCR?modificazioni di colore o dei fenoli? posso chiedere lumi?

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Spatafora, tu che a tuo detto sei produttore e non poeta, sai benissimo che le tecniche sopra elencate non sono messe in discussione. Il problema sorge quando soluzioni tecniche o chimiche vengono adottate dai produttori, per furbizia o per bisogno, per camuffare uve di scarsa qualita'. La diatriba sta tutta qua. Alcuni hanno genuinamente frainteso altri fanno gli scemi per non pagare la dogana. A questo punto e' doverosa una domanda : Il consumatore dovrebbe essere messo al corrente di come si e' ottenuto cio' che sta' bevendo? Inotre, se la materia base, l'uva, non era di qualita' adeguata alla vinificazione e grazie alla tecnologia e alla chimica si sia potuto arrivare all'imbottigliamento, il consumatoredeve essere reso consapevole o no? Questo, alla fine, e' cio' che ci interessa.

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Francesco Spadafora

circa 10 anni fa - Link

Spadafora . Fino a quando la legislazione sulle etichette rende tutto così complicato ,dubito che il consumatore possa sapere . Alcuni anni fa mi hanno sequestrato delle bottiglie ,perché avevo osato scrivere ,nella storia che accompagnava l'etichetta ,che avevo utilizzato 3 uve ed il disciplinare ne prevedeva solo 2 , figuriamoci se si dovessero scrivere altre cose. Io parto sempre dall'idea che se una annata di una bottiglia non è all'altezza della precedente non va messa in commercio ,ma so bene che quasi mai è così , ma ,continuo a pensare che qualcuno se ne accorgerà . Comunque se l'uva è fetente ,nonostante le alchimie ,vino buono non se ne fa .

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Francesco Spadafora

circa 10 anni fa - Link

Ciao, certo un vino senza carattere è difficile berlo ,ma ti faccio un esempio ,vinifico il Nero d'Avola facendo dei rimontaggi chiusi,cioè senza fare prendere ossigeno o almeno senza mettere fuori il liquido e quindi gestisco le eventuali riduzioni durante la macerazione a fatica e alimentando i lieviti per non farli soffrire ,magari l'uso ridotto di ossigeno potrebbe essere gradito dai lieviti stessi ,e non stiamo parlando di aromatizzare il risultato finale. Da noi ,sai bene, il colore è l'ultimo dei problemi e poi il Nero d'Avola non ne ha e quindi ,finalmente ho un vino non nero ,come invece il Syrah . Anche sul legno nuovo potremmo discutere ,perché un vino con 40 mg/l di estratti ha bisogno di più ossigeno ed il legno nuovo ne assicura di più ed il risultato finale non è un sapore di legno spinto e basta utilizzarlo con intelligenza e ,magari, tenerne da parte una percentuale in acciaio e poi unirli al momento giusto . Purtroppo sul rendere i vini dolciastri sono d'accordo con te e quando ho fatto analisi ad alcuni vini ho capito cosa esiste in giro e poi quando so che di quei vini se ne producono milioni di bottiglie ,qualche domanda me la sono fatta su che cosa è abituato a bere il consumatore finale

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Sono d'accordo. Il ridotto rapporto volume/superficie delle barrique incrementa l'ossigenazione in affinamento. Tra i miei tanti assaggi però ho sempre preferito vini affinati in barrique di II e III passaggio, piuttosto che in barrique nuove. Ma tu sei un vigneron intelligente con buone uve da un buon terroir. Ma non è sempre così. Sottoscrivo completamente il tuo ragionamento sui vini "altrui" che hai analizzato: dovremmo analizzare sempre i vini prelevando bottiglia a caso dagli scaffali delle enoteche, e magari pubblicare i risultati, anche a costo di querele ;-)

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Francesco Spadafora

circa 10 anni fa - Link

Vedi , bisognerebbe assaggiare lo stesso vino nei tre passaggi diversi . Ciao Ciao

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Proprio questa settimana ho bevuto una bottiglia di Beaune 1er Cru di De Montille affinato in barriques nuove, ed il Bourgogne base sempre di De Montille affinato solo in acciaio. Paradossalmente il Bourgogne base era mooolto più buono del 1er Cru barricato, per i miei gusti troppo dolciastro e morbido. Del Bourgogne te ne porto una bottiglia appena vengo a trovarti e ce la scoliamo insieme ;-)

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Francesco Spadafora

circa 10 anni fa - Link

Portane due diverse , così ce le scoliamo !!! Uomo perverso !!!

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esp

circa 10 anni fa - Link

Io di vino non me ne intendo, mi limito a berlo. Ancora meno (cioè zero) conosco di tecniche enologiche. Una cosa però ho capito da questa interessantissima discussione: che d' ora in poi sarà inutile aspettare San Martino per spillare il vino e capire come sarà stata l' annata :(

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armin kobler

circa 10 anni fa - Link

no, caro esp, perchè tutte le tecniche reclamizzate e demonizzate nello stesso momento cambiano meno il vino di quanto i sostenitori sperano ed i critici temono. e in parallelo (per fortuna!) migliore è l'uva meno puoi rovinare o migliorare in cantina. te lo dico io che come mestiere precedente ho testato (più) e sviluppato (meno) tecniche enologiche per 17 anni.

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Vero, verissimo. La penso esattamente come te, armin.

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esp

circa 10 anni fa - Link

Sarà ma io resto della mia idea

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Pietro

circa 10 anni fa - Link

Complimenti, finalmente dopo le sterili polemiche con Ziliani, torno a leggere un post con dei commenti degni di Intravino e utili ad un semplice appassionatomdi vino ( non enologo né contadino) come me. Da ingegnere chimico e ricercatore, condivido particolamente i commenti di bacillus e kobler. Si lo so, qualcuno dirà: e un chissene non ce lo mettiamo?

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Fabio

circa 10 anni fa - Link

@ Pietro Hai dimenticato Moreno :-) Ve la cantate e ve la suonate da soli. Perché non fare ribadire le stesse cavolate anche a sorelle, fratelli (o te stesso sotto almeno 4 o 5 mentite spoglie)? Basta, dal mio punto di vista voi (bacillus?) siete gli incompetenti. E Kobler fa vini assolutamente mediocri (ampiamente degustati, ahimé), quindi non capisco perché assuma quell'aria da professorino. Impari prima lui come si fa un vino. E magari impari da noi Italiani ;-) Avrebbe veramente molto da imparare.

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Commento di livello veramente basso tanto per i contenuti quanto per il tono con cui è stato espresso. I vini di Armin dubito possano essere messi in discussione da chicchessia. Anzi, direi invero che in molti dovrebbero imparare proprio da lui.

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Gionni Bonistalli

circa 10 anni fa - Link

Fabio, se dice che i vini di Armin sono mediocri, probabilmente gli "incompetenti" non sono loro.... Poi se non ti piacciono è un altro discorso, ma non c'entra niente con l'argomento trattato, ne con le capacità enologiche di un produttore.

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Gianpaolo Paglia

circa 10 anni fa - Link

Forse non tutti sanno che Armin e', prima ancora di fare vino, un ricercatore presso l'Istituto Agronomico Laimburg, nel settore enologia (di cui credo sia responsabile). E' quindi comprensibile, e giustificabile, che ne parli in modo accademico. Detto questo, anche io ho trovato i toni del commento molto sgradevoli, faccina o non faccina.

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Gabriele Succi

circa 10 anni fa - Link

@ Fabio In poche righe sei riuscito a scrivere un concentrato di castronerie.... I vini di Armin mediocri? Sei sicuro di averli degustati bene? Oppure...sei sicuro di aver scritto bene? Tu che parli, il vino lo sai fare? Sai condurre una vigna, potarla, portare l'uva a maturazione con anessi e connessi? Se la risposta è sì saremmo tutti curiosi di conoscerne i risultati... Inoltre... fino a prova contraria... il buon Armin nella propria carta d'identità ha scritto sopra "Repubblica Italiana"... fino a prova contraria... Infine... ...molti di noi dovrebbero imparare da lui... (senza faccina)

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Scusate, ma se a Fabio i vini di armin kobler non piacciono e li trova mediocri ha la sacrosanta liberta' di dirlo? E poi, per spirito di giustizia, fu' il kobler a menzionare per primo la questione dell'"Italianita", e chi sa poi a qual fine.

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Una cosa è sostenere (argomentando) perchè un vino non piace, siamo qui apposta. Altra cosa è accusare di mediocrità, posizione difficilmente giustificabile.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Jacopo, sara', forse ai ragione tu, a me mi e' sembrata un alzata di scudi fra compari.

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

seee esperio, e i "compari" che pensano che il fabio non ci ha preso manco da lontano, avranno pure loro il sacrosanto diritto di dirlo, si? tu permetti, vero? poi guarda, qui stiamo tutti ad esprimere giudizi sui vini, qualcuno con stile, e qualcun altro pesta delle M tipo fabio. tu li hai assaggiati, quei vini, a proposito?

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Fiorenzo, mi piace il gewerz traminer, e un buon compagno alla cinese, ma, in questo caso a dire il vero, preferisco un buon alsaziano : piu' aromatico e fragrante. Le etichette da "Chinotto ultimo grido", lo so e' pura frivolita', lasciano un po'a desiderare. Ah, per pura curiosita, se e' lecito e senza malizia, una domanda -Il buon kobler, aggiunge zucchero ai mosti per innalzare il grado alcolico?

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

no, a occhio e croce non e' lecito. del resto arrivato al "compagno cinese" m'ero gia' perso.

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

forse lo zuccheraggio è lecito in Alsazia?no lo sò ,in Italia non credo...attendo informazioni, con tutto il caldo che c'è stato solo un matto penserebbe di aggiungere un po zucchero al vino!qua stiamo cadendo in basso.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Fiorenzo, per "alla cinese", si intende "la cucina cinese". Per quando si riferisce allo zuccheraggio , capisco di aver toccato un tasto "Off limit", dunque pipa. Eppure,sembra che lo zucchero venga usato abbontantemente al posto del poco affidabile mosto concentrato, che seppure acquistato dai produttori che ne abbisognano, finisce nelle fogne.

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

@esp.secondo me più che un tasto dolende hai toccato qualcosa di colere marrone e dal profumo poco invitante...ti torno a ripetere ormai i vini con gradazione alta-tipo i miei -non vanno più e con il riscaldamento globale vedi ultima vendemmia ,c'era talmente tanto zucchero che quest'anno mi toccherà superare i 13 %di alcool con il lambro vedi tu ..per cui problemi di zucchero nemmeno al polo nord.

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moreno

circa 10 anni fa - Link

perchè non ti sta bene la mia opinione?me ne rammarico....ma credo di vivere comunque.... di vino ne ho prodotto e ne produrro per tutta la mia vita....anche se le mie idee ti infastidicono ahhahah :-)

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gian paolo

circa 10 anni fa - Link

Scusate arrivo lungo...per il Fabio Guarda che l'hai fatta fuori...almeno di 2 Km. Non sò se hai mai notato ma Armin motiva sempre le sue dichiarazioni con spiegazioni scientifiche e per di più molto comprensibili!se le capisco io che sono un basso contado puoi sforzarti anche tu. Per quanto riguarda i suoi vini ...be se scrivevi:" non mi piacciono o per me .."era un'altro paio di "braghe",ma come l'hai messa tu ,sei il nuovo Messia dellle degustazioni?

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armin kobler

circa 10 anni fa - Link

ringrazio prima di tutto quelli che si sono resi conto che sono stati distribuiti tra l'altro anche colpi bassi e lo fanno notare. @ fabio (specialmente), devo chiarire a questo punto un po' di cose: 1. non so cosa centrino i miei vini nella faccenda. inoltre, in nessuna sede ho mai detto che siano buoni o che devono piacere. rispetto (perchè lo devo) ogni giudizio (anche quelli non a me gradevoli che si riassumano in mediocretà e peggio) perchè so che per fortuna il vino ha da fare tanto con il gusto personale. anche per questo ho un atteggiamento abbastanza critico nei confronti dei guro del vino e di guide dove, volutamente o no, in primo piano sta la premiazione di pochi vini. invito anche te fabio di esprimere il giudizio per quello che sia qui: http://tinyurl.com/43on2gh . la tua descrizione e/o voto completerà il quadro di giudizio. 2. non ho neanche capito la causa di questo colpo basso secondo me molto intenzionale. la mia opinione rispetto alla tematica trattata non è la più "hard" tra tutte. il mio è un approccio molto pragmatico: non uso la microossigenazione perchè non mi serve (almeno finora) e sarebbe una spesa inutile nel mio caso, ma gusterei i vini microossigenati senza rifletterci un nanosecondo a proposito. 3. non do consigli a come fare il vino se non mi viene chiesto e ciò non è avvenuto quì. certo che faccio fatica a dimenticare le esperienze enologiche raccolte nella mia professione precedente. e certi fatti chimicofisici valgono dapperttutto, non solo in zone probabilmente più vocate per la produzione di vini rossi di spessore. 4. infine direi che nessuno ha mai finito di imparare. indipendentemente sdal fatto che appartenga ad una minoranza etnica o alla popolazione maggioritaria.

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corrado dottori

circa 10 anni fa - Link

Chapeau!

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Gabriele Succi

circa 10 anni fa - Link

X 2

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Andrea Toselli

circa 10 anni fa - Link

x 3 PS) Armin è un santo a trovare il tempo per rispondere seriamente a soggetti come Fabio.

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Marossi

circa 10 anni fa - Link

E io che ero convinto che i sudtirolesi fossero solo una minoranza linguistica!

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paduvino

circa 10 anni fa - Link

Sono una persona che in confronto a tutti quelli che ho seguito, con i loro commenti sono ancora in erba, faccio i complimenti a Kobler per i vini che ho conosciuto proprio su Intravino (comprati dalla mia enoteca di fiducia che non conosceva il Sig. Kobler e fatti prendere per me tramite Proposta Vini. Per quanto riguarda l'argomento non trovo niente di male se uno usa il sistema di microssigenazione, perchè si andrebbe a colpire troppi/tutti sistemi che fortunatamente la tecnologia ci regala, come per lo Sforzato non usano il Fruttaio con umidificatori, ventilatori, temperature controllate dell'ambiente? Lasciando credere al turista vacanziero che sono sui graticci nelle case in mezzo alle vigne? Saluti a tutti e complimenti a Intravino.

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Pietro Caputo

circa 10 anni fa - Link

Cioè Fabio fammi capire, la faccina e il "ve la suonate da soli" starebbe a significare / instillare un dubbio sul fatto che io sia un alter ego di bacillus?? Se ho capito male, scusami, ma se ho capito bene, ah beh allora... non c'è neanche bisogno di rispondere, se i (pochissimi) lettori normali che provano a commentare vengono trattati così, capisco perchè i post di Intravino siano (ormai?) per il 90% pieni di commenti dei soliti polemici che, non avendo evidentemente soddisfazioni della vita reale, cercano di dar sfoggio della propria autostima e presunta superiorità in quella virtuale. Ecco, ci sono cascato anche io. Ma tanto chiudo qui.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Da questo argomento e' riemerso in superficie il divario e le diverse finalita' ed opinioni, esistenti, tra un certo numero di produttori e di gente associate alla produzione e il consumatore-appassionato. I primi fanno prevalere l'interesse economico-pratico, i secondi la bonta' e genuinita dei vini da consumare. Inoltre, per evitare linciaggi, e'bene ricordare che molti produttori sposano con ardore le cause di coloro che acqistano e bevono.

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esp

circa 10 anni fa - Link

i secondi la bonta’ e genuinita dei vini da consumare E un milligrammo di poesia ce la vogliamo mettere?:)

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moreno

circa 10 anni fa - Link

xè usare un microssigenatore non è fare il vino in modo genuino?hahahaha ma per favore ripeto come scritto prima gli scandali nel mondo del vino sono decisamente altri!!!!!rendetevene conto!!!!!!

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Pinguino De Longhi

circa 10 anni fa - Link

Consiglio per Cossater: la prossima volta fai uno scoop sull'uso degli umidificatori in cantina. Non sia mai che risollevi qualche vendita del nostro maltrattato segmento. ps: qualcuno aggiunge chips nella bocchetta di espulsione dell'aria per dare alla barricaia un gradevole odore di vaniglia. Orrore!

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Ecco il tipico esempio di chi, preso dalla foga, decide di commentare senza aver prima letto con attenzione il post. Sono animali rari, ma qua e là lasciano ancora tracce di sé.

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Pinguino De Longhi

circa 10 anni fa - Link

E il tuo è il classico esempio di chi "caccia le streghe" senza avere la minima idea di cosa scrive. Magari invece di sbevazzare soltanto qualche volta metterci piede in cantina no? Al limite una telefonatina a un qualsiasi produttore. Niente?

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Vedi, il discorso non è relativo alla scoperta dell'acqua calda o quella che tu definisci "caccia alle streghe" (mi riferisco in particolare al microssigenatore in foto o ai tannini aggiunti) quanto ad un tentativo di maggiore chiarezza su questi argomenti. Anzi, a rileggere i commenti mi sembra che il tema sia appassionante.

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Pinguino De Longhi

circa 10 anni fa - Link

Allora prova a usare le parole in maniera diversa anziché usare termini come "sporchi (con la foglia di fico del punto interrogativo)segreti" e un tono generale permeato da ottuso scetticismo più che da voglia di conoscere. Nessun vignaiolo ha mai negato il microssigenatore. Se il tema ha smosso le passioni è solo per spazzare via i preconcetti di molti saliti sugli altari del "vino naturale" senza sapere spesso cosa sia un vino e quali le pratiche per farlo. Preconcetti che sono anche tuoi. Sia detto "senza polemica e con il sorriso sulle labbra".

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corrado dottori

circa 10 anni fa - Link

A me pare che sia stato un pò stravolto il senso del post di Jacopo. Sin dall'inizio, complice chi vuole per forza andare al muro contro muro, si è voluta vedere la questione solo secondo il frame tecnologia/naturalità (capita ormai fin troppo spesso). Anche la citazione di Mondovino ne esce stravolta, perché la scena madre sulla microssigenazione non riguarda il fatto se il vino venga più o meno buono ma il fatto - secondo me basilare - per cui il "proprietario viticoltore" nulla deve sapere perché altrimenti l'enologo che ci sta a fare? Vengo al punto: la questione che non è stata affrontata fino in fondo non riguarda tanto la liceità o meno dello strumento (che per chi ha un minimo di onestà intellettuale è fuori discussione) ma il fatto dell'impatto sulla qualità finale del prodotto. Esempio: leggendo e documentandosi emergerebbe una certa concordanza fra degustatori nel ritenere i vini di certe denominazioni storiche (Bordeaux, Montalcino, Barolo, ecc.) non avere più la tenuta nel tempo che avevano una volta. Questo fatto da molti commentatori può essere ritenuto legato anche, e specifico anche, a pratiche come la micro ossigenazione che danno vini più morbidi e più facili nell'immediato. La rivoluzione dei Michel Rolland a Bordeaux (Nossiter in Mondovino ha preso lui come emblema di un portato di natura rilevante e complessa) ha certamente cambiato, da questo punto di vista, la realtà dell'intera denominazione. In questo senso la massiccia diffusione del micro ossigenatore, assieme ad altre pratiche di cantina più o meno invasive, ha certamente mutato l'idea di terroir, ha certamente influito nel ridefinire alcuni paradigmi, è stata anche alla base della rivoluzione in senso contrario degli ultimissimi anni. Semplificare troppo significa non cogliere a pieno il valore del condizionale con cui si esprime Jacopo: "Vorrei assaggiare, non so, dieci barbera e capire la differenza"... Un condizionale pieno di dubbi, mi sembra, più che di certezze: per quelle ci sono i geni come Pinguino Del Longhi e Bacillus.

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Pinguino De Longhi

circa 10 anni fa - Link

Ha parlato quello pieno di dubbi. L'Ajhmadinejad del Verdicchio. *edit* Le offese non sono accettate. Se vuoi (ed è posizione assai gradita) si discute intorno alle merito. Senza screditare, senza alzare troppo la voce, senza mandare inevitabilmente tutto in vacca. [jacopo].

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 10 anni fa - Link

Sono dell'idea che se si vuole affrontare in modo approfondito un argomento tecnico come l'ossigenazione dei vini almeno un'idea generica di quello che l'O2 combina alla frazione fenolica bisognerebbe averla, altrimenti dal parlare degli effetti dell'ossigeno (da legno o da microosigenazione) - tema centrale del post ed oltremodo interessante - poi si finisce alle bastonate gratuite a due produttori intervenuti (con i quali, tra l'altro, sono molto d'accordo) per...bho rancori, gelosie, antipatie, partito preso e chipiùnehapiùnemetta. Credo ci vorrebbe un po' di leggerezza e di moderazione, ogni tanto. Detto questo mi scuso per l'ennesimo off-topic. ps. io c'ho provato a stroncare la discussione sul nascere col mio sboron-post da bimbominkia saputello, ma oh, non ci son riuscito...;-)

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bacillus

circa 10 anni fa - Link

Rileggo gli interventi di Armin Kobler e per quanto mi sforzi di essere bastian contrario non riesco a vedere dove lui sia stato offensivo nei confronti di una persona, di un'idea, di una filosofia. Al netto, se volete, da eventuali – imprudenti apprezzamenti riguardo il sottoscritto. Infatti io vorrei concentrarmi, se possibile, sugli argomenti. E lui ha detto, in sostanza... io non uso la microssigenazione, nel mio caso non la ritengo necessaria. Ma mi rendo conto che in ALCUNE SITUAZIONI può essere utile per risolvere problematiche contingenti che altrimenti richiederebbero una quantità di lavoro (manuale ed intellettuale) ed una impiantistica difficilmente sostenibili. Ok, questa è la mia interpretazione del suo pensiero, non vado oltre. Ma quello che conta è il fatto che lui non ha posto questioni pregiudiziali dal punto di vista etico. Semplicemente perché tali questioni non esistono, e se esistono non hanno fondamento alcuno, non rispondono ad alcuna logica, non sono sostenibili. Kobler non solo non è stato polemico, ma è stato intelletualmente sincero e corretto. Averlo attaccato è stata quantomeno una cazzata.

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enonik

circa 9 anni fa - Link

Nessuno di voi ha assaggiato un Tannat ? se si,l' autore del post capirebbe al volo le intenzioni assolutamente prive di malizia e tecno sofisticativa premeditazione, da parte del Sig. Ducourneau che l' ha "inventata" direi meglio, applicata in base ad osservazioni approfondite dell' evoluzione dei vini rossi in barrique o contenitori in legno che dir si voglia. In ogni caso, come tutte le tecnologie applicate in cantina, anch' essa ha dei limiti dati dalla qualità della materia prima che, fino a prova contraria, resta l' uva , almeno per la maggior parte dei produttori, infatti ogni cosa che faccio in cantina è volta a cercare di portare in un bicchiere tutte le buone caratteristiche dell' uva stessa per cui se questa è scadente non potrò fare un grande vino, al massimo renderò un prodotto scadente ed imbevibile almeno ad un livello di decenza, mentre una grande uva può essere oggetta da gravi deprezzamenti della sua qualità a causa di errori o dimenticanze o peggio ancora volontà talebane del cantiniere.

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paolo

circa 1 mese fa - Link

Alessandra Biondi Bartolini ha scritto: la discussione è vecchia di un anno e non ne ero a conoscenza altrimenti avrei partecipato volentieri, ho dato solo un'occhiata ai commenti e faccio solo due osservazioni: - ai consumatori si devono spiegare le cose come stanno, le tecniche che si applicano, senza peli sulla lingua, le innovazioni e i cantaggi anche relativi al milgioramento dei vini in termini di genuinità che si ottengono ad appliare le diverse tecniche - dare un'alone di mistero o di segretezza come si dice nei commenti che abbia fatto Michel Ronald o la produttrice francese in mondovino è quanto di più sbagliato si possa fare. - applico, studio e conosco la micro-ossigenazione da almeno 13 anni, non è più una tecnica nuova e non è nemmeno una cosa per pochi iniziati come probabilmente Roland vuol fare intendere. E' una tecnica come un'altra, utile se non necessaria, ma solo una tecnica per migliorare la qualità dei vini, non per uniformarli o per snaturarli (a meno che non si considerino naturali o tipici i difetti, allora preferisco snaturarli anch'io. I consumatori possono capire se si parla di argomenti scientificamente provati che non si tratta di magia o di segreti da sofisticatori.

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