Caro Babbo Natale, mi regali una verticale di Monfortino e Clos de Tart?

di Intravino

Certi appuntamenti per appassionati di vino segnano un prima e un dopo, e questo è uno di quelli. Save the date: sabato 9 e domenica 10 febbraio 2013 a Pollenzo (Cuneo). Cosa succederà? Beh, una roba clamorosa! Verticale comparata di due mostri sacri di Barolo e Borgogna, 4 annate ciascuno: Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno e Clos de Tart; una cena con vignaioli e vignerons accompagnata da magnum da paura; una giornata di degustazione di 25 domaines di Borgogna e 25 cantine piemontesi.

Eh si, cari miei, avete capito bene. Tutto questo si terrà all’interno della manifestazione Le Loro Maestà in quel dell’Albergo dell’Agenzia di Pollenzo-Bra (Cn). Queste le annate della verticale: Monfortino 2005, 2002, 1999, 1997, Clos de Tart 2006, 2002, 1999, 1996. La degustazione sarà guidata da Gianni Fabrizio (Gambero Rosso) e Giampaolo Gravina (L’Espresso) entrambi grandissimi esperti di Langhe e Borgogna (Gravina ha anche scritto, insieme a Camillo Favaro, il libro Vini e Terre di Borgogna, primo libro “serio” sulla Borgogna in lingua italiana). L’evento è organizzato da Artevino, pochi i posti disponibili. Adesso scrivo la mia letterina perché il desiderio di esserci ha qualcosa di bestiale:

Caro Babbo Natale, io vorrei solo dirti che se proprio vuoi farmi un regalo graditissimo dovresti prenotare un biglietto qui. Capito? Proprio a nome mio, e non sbagliarti, mi raccomando.

[Post sponsorizzato da Artevino. Foto di Maurizio Gjivovich. Per prenotazioni e info: www.leloromaesta.it.]

 

6 Commenti

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suslov

circa 9 anni fa - Link

estiqatsi

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Adriano Aiello

circa 9 anni fa - Link

babbo natale riceve mail?

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camillo favaro

circa 9 anni fa - Link

come no! certo che risponde Babbo Natale! Basta andare sul sito www.leloromaesta.it e lo trovi più o meno online :-)

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Luciano Ramella

circa 9 anni fa - Link

La prima di Le Loro Maestà non aveva una sede all'altezza. Pare che questa volta si sia posto rimedio. Chiaramente l'appuntamento è interessante e la circostanza dei magnum portati dai produttori allettante. Sappiamo tutti che nei magnum il vino si conserva ed evolve meglio. Devo dire che la cena (rispetto ad analoghi appuntamenti in Francia e in Italia: ricordo quella organizzata qualche anno fa per il W.F. di Merano) mi sembra un poco modesta: un antipasto, un primo, un secondo e desserts da cena in famiglia: pere al moscato e gelato alla vaniglia, che mi pare non richiedano una particolare applicazione da parte dello chef francese. In ogni caso mi sono già prenotato perchè i magnum, da soli, varranno certamente viaggio e prezzo.

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camillo favaro

circa 9 anni fa - Link

La cena, come il resto dell’evento, ha come fil rouge l’incontro tra Borgogna e Piemonte. I quattro piatti che compongono il menù saranno pertanto preparati in parte dallo chef di Pommard e in parte dallo staff dell’Albergo dell’Agenzia. Jean-Christophe Moutet è uno chef del quale ci siamo invaghiti, dopo essere stati diverse volte nell’ultimo anno al suo ristorante Auprès du Clocher, autentica gemma della grande cucina in terra borgognona. I due piatti che ci ha proposto per la cena di gala sono due solide certezze del suo menù. È altrettanto evidente che il pezzo forte della serata sarà la magnum che ciascun produttore porterà per accompagnare la cena. Abbiamo lasciato carta bianca ai vignerons su quale vino scegliere e vi assicuro che la risposta non ha deluso le aspettative. In ordine sparso mi vengono in mente il Clos de la Roche 1998 di Chantal Remy, lo Chambolle 1er Cru Les Amoreuses 2002 di Drouhin, il Corton Charlemagne 2006 di Bonneau du Martray, il Volnay 1er Cru Santenots 1997 di Dominique Lafon. Da questo lato delle Alpi mi permetto di citare il Barbaresco Gaiun Martinenga 1997 dei Marchesi di Gresy, il Barolo Bricco Boschis 2004 di Cavallotto e il Gattinara Riserva 2005 di Travaglini. (comunque a breve pubblicheremo sul sito dell’evento l’elenco completo). Credo davvero valga la pena esserci.

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luciano ramella

circa 9 anni fa - Link

Chapeau!!! Mi rimane comunque il dubbio che dopo tanto ben di Dio le pere al moscato non siano un finale appropriato.

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