Cantina Baladin, la “sala giochi” di Teo Musso

di Daniele Merli

A quanto pare, di anelli mancanti tra vino e birra ce ne sono parecchi. E pensare che per secoli, sin dall’antica Roma, l’incontro è sembrato impossibile: da un parte il vino, bevanda nobile ottenuta da uve pregiate e bevuta dalle classi benestanti, dall’altra la birra, fermentato di cereali inebriante, amaro, aromatizzato con erbe officinali e spezie per essere bevuto a fiumi dai “barbari” del nord.

Nel XXI sec. le cose sono cambiate. Niente più ricchi vs poveri, il godimento è per tutti e senza confine. Il lambic, le Bières brut e altre invenzioni disegnano un confine sempre più labile e sottile tra un genere e l’altro. Unico vero limite è la fantasia dei birrai italiani, che hanno cominciato a produrre birre sui generis come la Moscatus di Birra 1789 (con l’utilizzo di mosto d’uva moscato), oppure la BB10 di Barley, ottenuta con l’aggiunta di sapa di uve cannonau.

Ma l’immaginazione dei birrai non ha limite e Cantina Baladin ne è un esempio. Creatura di Teo Musso, padre putativo della rinascita brassicola italiana in quel di Piozzo (Cn), la cantina raccoglie 160 botti tra barrique e qualche tonneau di alcuni dei principali produttori italiani di vino, un paio per tipo. Un viaggio dal nord al sud, tra Barolo, Franciacorta, Lambrusco, Sagrantino di Montefalco, Aglianico del Vulture e chi più ne ha più ne metta. Non mancano Gaja e le botti di Sassicaia, ovviamente.

Nel piccolo comune delle Langhe, “stretto” tra produttori di Barolo e Barbaresco, Musso sperimenta la produzione di due nuove birre dedicate all’anima dei vini bianchi e rossi: Lune le prime, Terre le seconde. Sembra di essere in una “sala giochi” dove il birraio fa incrociare le sue birre con botti da vino di diversa provenienza. Prodotti singolari, per ora poco più che sperimentali vista l’esigua produzione, ma anche bella operazione per dare ulteriore visibilità a Baladin in quel mercato del vino che ha sempre costituito un obiettivo dichiarato del birraio.

Certo è che, dietro all’effetto-sorpresa, un prodotto come la Xyauyù affinata in barrique risulta molto interessante e sarei curioso di scoprirne in futuro i risultati producendola col metodo solera, magari nelle botti della Vernaccia di Oristano di Contini che adoro.

Smaltita la sbornia che regala ogni nuova idea di Teo Musso, c’è da capire quanto fumo e quanto arrosto ci siano in un progetto come Cantina Baladin. Nuovo interessante sentiero produttivo da percorrere o divertissement del birraio italiano più eclettico? Ai posteri l’ardua sentenza.

7 Commenti

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Cristiano

circa 11 anni fa - Link

Sto finalmente capendo cosa servisse la Reinheitgebot ossia la legge riguardante gli unici ingredienti ammessi per la fabbricazione della birra scritta nel 1516, scritta mi sa proprio per evitare simili ciofeche.

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Daniele

circa 11 anni fa - Link

Commento ignorante, prendi le Gose, prodotte a Lipsia, Germania, prodotte con frumento, coriandolo e sale, e vi vengono aggiunti fermenti lattici durante la bollitura. Mi pare non rispetti molto il Reinheitgebot teuntonico :-D

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dansan

circa 11 anni fa - Link

Nell'antichità la birra ed il vino eran entrambe roba da poveri. Aristocrazia, nobiltà e sacerdoti bevevan ben altro: fermentati ottenuti da fiori e idromele in primis. E finiamola una buona volta di scriver baggianate! Teo è comunque un grande a cui va il rispetto di tutti in quanto - seppur talvolta possa apparire nel gesto risibile ed approssimativo - ha spostato l'asticella del mondo birra in alto di un bel po'ed il confine tra bevande alcooliche l'ha fatto ridurre di parecchio per arrivare un giorno a sorridere di fronte all'imbarazzo che genera l'olfazione e la bevuta d'una sua creazione. Grazie dell'ospitalità e buon we P.s. - un po' di tempo fa organizzai una degustazione alla cieca (dai connotati volutamente parecchio anomali) ove tra vini ed altre bevande vi era pure la citata Xiauyù, sapeste che parole si son scritte ed espresse commentandola: tutto fuorché di birra si citò, ed eran tutti superprofessionisti di settore. Evvai Teo e chi lo emulerà con altrettanta bravura!

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TERROIR

circa 11 anni fa - Link

Chapeau davanti a colui che ha "aperto la strada" della birra artigianale italiana...tuttora punto di riferimento.Ben vengano queste iniziative fuori dal comune ! Se conoscete Teo lui stesso le commenta col sorriso sulle labbra...@cristiano : chi si prende troppo sul serio non collima con l'anima del vino/birra...

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Angelo Di Costanzo

circa 11 anni fa - Link

Sempre avanti Teo Musso, progetto interessante. P.S.: qualcuno però gli dica che "Donnafugata" si scrive tuttoattaccato!! P.S.: e che se quel Di Majo è Di Majo Norante va specificato...

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gino

circa 11 anni fa - Link

Teo ha stufato con le chiacchiere e la fuffa ! Per un pò di tempo ti incanta poi lo conosci meglio e capisci che è davvero un saltimbanco... ( proprio il significato di Baladin gurdacaso..) Se solo i consumatori sapessero..

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Alessandro Morichetti

circa 11 anni fa - Link

Sentiamo, sentiamo. Sapessero cosa?

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