Vino Libero | La rettifica di Eataly al post di Intravino

Vino Libero | La rettifica di Eataly al post di Intravino

di Redazione

In merito al nostro post odierno, ci scrive l’Ufficio Stampa di Eataly. Riceviamo e pubblichiamo.

Torino, 10 maggio 2016

Contrariamente a quanto affermato nel Vostro articolo del 10 maggio 2016 non corrisponde al vero che i vini del progetto “Vino Libero” siano stati pubblicizzati come “senza solfiti” né l’AGCM lo ha mai sostenuto.

Il provvedimento non mette in discussione il progetto “Vino Libero”, la sua veridicità e quanto dichiarato dalle indicazioni del progetto: libero da concimi di sintesi, libero da erbicidi e libero da almeno il 40% dei solfiti.

L’Autorità ha sanzionato la tempistica di modifica delle indicazioni che dovevano essere presenti anche sulla bottiglia del vino.

Tant’è che nello stesso provvedimento si dà atto che Eataly, sin da prima dell’intervento dell’AGCM, aveva correttamente predisposto la cartellonistica e i menù con le tre indicazioni esplicative del progetto “Vino Libero”: libero da concimi di sintesi, libero da erbicidi e libero da almeno il 40% dei solfiti rispetto al limite previsto per legge e che le stesse indicazioni apparissero sul sito dell’Associazione Vino Libero.

Infatti, fin dall’inizio del progetto presso tutti i punti vendita Eataly le bottiglie Vino libero sono sempre state vendute con la cartellonistica sopra indicata che spiegava nel dettaglio il progetto e consentiva al consumatore di capire chiaramente quali fossero i requisiti del prodotto. Inoltre su tutte le bottiglie è sempre stata presente, come previsto dalla legge, l’indicazione “contiene solfiti”.

Come detto, Eataly riteneva invece che la dicitura “contiene solfiti” presente sulle bottiglie e la cartellonistica dei negozi, oltre alle spiegazioni presenti sul sito dell’Associazione Vino Libero, non potessero lasciare alcun margine di dubbio al consumatore.

In ogni modo, come già detto, il provvedimento non ha mai messo in discussione il progetto “Vino Libero”, la sua veridicità e quanto dichiarato dalle indicazioni del progetto: vale a dire che si tratta di un vino libero da concimi di sintesi, libero da erbicidi e libero da almeno il 40% dei solfiti: questo non è mai stato oggetto di contestazioni.

Eataly, pur non condividendo la motivazione, ha da subito collaborato lealmente con l’AGCM chiedendo a Vino Libero di apportare le modifiche richieste. E così, oggi, è fatto.

L’incomprensione con l’Autorità e quindi il provvedimento sanzionatorio, che comunque Eataly ritiene sbagliato, scaturiscono unicamente dalla tempistica con cui tali modifiche sono state effettuate.

Vino Libero è un progetto vero, importante che Eataly si impegna a portare avanti nel rispetto della salute dei clienti e dei tanti contadini che credono in un’agricoltura più pulita e con meno chimica.

9 Commenti

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Nic Marsél

circa 5 anni fa - Link

Cosa significa : "L’Autorità ha sanzionato la tempistica di modifica delle indicazioni che dovevano essere presenti anche sulla bottiglia del vino" ???

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

@Nic: è difficile spiegartelo con parole che non travalichino il buon gusto e il rispetto dovuto a chi è responsabile (giornalisticamente) di queste pagine. Diciamo che se guardi i tuffi dei medagliati olimpici dalla piattaforma 10 mestri, quelli che disegnano complicate figure di avvitamenti e carpiati, hai all'incirca una idea della situazione :) Mi ricorda tanto quello che avveniva nella mia istituzione, quando (regolarmente) si perdevano i ricorsi al TAR; arrivava il DirGenCavLupMann a spiegare che la sentenza a noi avversa... ci dava ragione!

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

Sulla sentenza c'è scritto chiaramente di integrare sia la cartellonistica che l'etichetta. Quindi, o l'AGCM mente o mente Eataly. In questo caso temo che la pecca sia peggiore del buco....

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gp

circa 5 anni fa - Link

Per chi crede davvero in un’agricoltura "più pulita e con meno chimica", per citare le ultime parole del portavoce di Eataly, esiste già un riferimento preciso, senza bisogno di inventare furbesche vie di mezzo: l'agricoltura biologica certificata. La chimica infatti non riguarda solo l'uso di diserbanti e di concimi di sintesi, ma anche e soprattutto l'impiego di fitofarmaci di sintesi, che è massiccio soprattutto dove le condizioni sono più avverse alla salute della vite, sia per motivi climatici sia per scelte produttive. Questo però il consumatore medio non lo sa: per questo, nonostante le precisazioni sui limiti del progetto Vino Libero, il claim tende comunque a ingannarlo. Venendo alla solforosa, la scorrettezza intrinseca del progetto Vino Libero sta nel prendere a riferimento un limite massimo, lasciando credere che si traduca meccanicamente in contenuto effettivo. E' invece ampiamente possibile che di due vini in circolazione, uno "vinoliberista" e uno no, sia il secondo a contenere meno solfiti, a prescindere dal limite massimo più alto. Come tutte le pubblicità comparative, quella di Vino Libero dovrebbe quindi fare riferimento a valori medi effettivi di mercato e non a valori teorici, che possono trarre in inganno il consumatore. Anche volendo prendere per buono il valore della riduzione del limite massimo rispetto ai vini convenzionali, c'è il rischio assai concreto che il consumatore non sappia che esiste già una categoria di vini che prevede una riduzione di un ordine di grandezza analogo (33% per i vini rossi e 25% per i bianchi): ancora una volta, si tratta dei vini biologici (certificati). Alla luce di tutto questo, indurre il consumatore a credere che l'acquisto di un ambiguo "vino libero" invece che di un autentico vino biologico sia il gesto coerente di chi crede in un’agricoltura "più pulita e con meno chimica", secondo me costituisce già una pratica commerciale scorretta.

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gp

circa 5 anni fa - Link

(ragazzi, se non è più possibile inserire righe vuote e nemmeno a capo nei commenti per rendere più intellegibile il ragionamento, come era col vecchio sito, fate meglio a imporre la lunghezza massima di un tweet...) segnalato il fatto all'ufficio bugfix... e grazie (sigh). F.

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Matteo

circa 5 anni fa - Link

Sottolineò che l' agricoltura biologica non da in nessun caso certezze al consumatore. Viene certificato il processo, non il prodotto. Poi: è vero che i sistemici fanno male, niente da dire. Ma in agricoltura bío che prodotti si possono usare? Quale è il loro livello di tossicità?

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gp

circa 5 anni fa - Link

Non è vero. Alla fine viene certificato il prodotto (in questo caso il vino biologico), che deve essere ottenuto rispettando i divieti all'uso di alcune sostanze e i limiti previsti per altre, a tutela sia dell'ambiente, sia della salute del consumatore. Riguardo alla seconda questione, in agricoltura biologica si può usare per esempio il rame, al di sotto di un certo limite, che è potenzialmente tossico. La questione però è relativa e non assoluta, tra convenzionale e biologico la differenza in termini di impatto ambientale è indubbia.

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Claudio

circa 5 anni fa - Link

Ardua arrampicata sugli specchi da parte di Eataly. Non capisco se questo progetto sia stato o no un buco nell'acqua per Farinetti..... Faccio 2 riflessioni: - non è detto che un "Vino Libero" (ma anche un vino bio) abbia le caratteristiche di un prodotto di medio-alto livello solo perché si pone dei limiti sulla solforosa, fitofarmaci, ecc.. - i vini di medio-alto livello sono tali perché i produttori hanno rispetto delle loro creazioni, adottando sistemi che rendono non necessario il ricorso ad una chimica eccessiva

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Fabio

circa 5 anni fa - Link

Grazie Claudio per avere sintetizzato il pensiero di chi lavora dentro ad una vigna,volendo dare il massimo per la qualità, per se stessi, per l'ambiente, per il proprio sacrosanto tornaconto, senza volere fregare nessuno Enologo,produttore,che viv e del proprio lavoro

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