Vino in lattina del futuro: Zai da Verona vs USA

Vino in lattina del futuro: Zai da Verona vs USA

di Andrea Gori

Se volete bere davvero ecologico oggi non dovreste bere vino che da un lattina: considerando che il 75% dell’alluminio mai prodotto è ancora in circolazione e che l’alluminio prodotto da riciclo necessita solo del 5% dell’energia necessaria a produrre la stessa quantità di alluminio dal minerale, capite da soli che non esiste paragone con l’enorme costo ambientale prodotto dal vetro per le bottiglie di vino.

La lattina però è simbolo di bevande gasate, di easy drink, di bevuta disimpegnata e a basso valore aggiunto, compresa la praticità che per gli amanti del vino spesso è un disvalore. Ecco perchè l’annuncio di una degustazione di vino da lattina suscita una quantità di commenti negativi a prescindere, ancora superiore a quella di una degustazione del vino in brik.

In realtà è bene premettere che le aspettative e lo storytelling contano moltissimo in queste situazioni e i responsi dei vini assaggiati (una decina di top seller in USA e la nuova proposta ZAI da Verona di vini italiani) in casa di Opera02 (autori di un fenomenale Grasparossa di Castelvetro)  parlano chiaro: si possono mettere in lattina vini ottimi e la si può usare al posto della odiata “mezzina” o si possono mettere in lattina vini espressamente pensati per questo scopo, ovvero, vini facili, divertenti e spensierati.

Ma la lattina in sé non danneggia né porta off flavours particolari al vino visti i metodi moderni di imbottigliamento e produzione. La maggior parte dei prodotti ricade ovviamente nella categoria di vini semplici dall’uso ricreativo e le modalità di comunicazione vanno da quelle tipiche del mondo brassicolo a quelle più proprie del vino, fino a spingersi verso arte o comics per incontrare un pubblico giovane (magari i gamer e i presunti fan della European Super League).

Curiosa anche la diversità di approcci alla quantità di vino che le lattine portano: si va dalla 250ml presentata come 2 bicchieri di vino alla 0,375 presentata come mezza bordolese fino alle 4×250 = 1 litro. In ogni caso il messaggio è sempre lo stesso ovvero che aprire una lattina ti permette di non sprecare vino e di avere a disposizione l’esatta quantità di vino che pensi di utilizzare, un concetto che i winelover fanno fatica a concepire ma che rappresentano un ostacolo grande all’acquisto di vino per molti consumatori.

Da rilevare che i prodotti italiani hanno calorie e valori nutrizionali molto più in evidenza che le controparti per il mercato USA.

Ecco le nostre sensazioni e sfumature dagli assaggi, nessuna eccellenza ma almeno 2-3 vini che ci apriremmo volentieri li abbiamo trovati eccome. Le lattine USA vanno dai 3,5 $ delle 250 ai quasi 12$ di LoveRed mentre le italiane di Zai costano 3,5€ (lattina da 250ml).

Rheingau Riesling 2018 Leitz saporito e dolce, sambuco, sale e susina, finale ricco e rotondo, dolce molto insistito che porta ad una discreta pesantezza se non bevuto a bassa temperatura. 84

PJ White  Pinot Grigio Terre Siciliane Igt ZAI citrino speziato e piacevolissimo, mandorle e floreali decisamente azzeccati, sorso classico da pinot grigio un poco banale ma che fa il suo dovere.  83

CorkBorg Moscato Veneto IGT ZAI  dolce e intenso, pressione ovviamente di 2,5 ATM, metallico e resinoso, vaniglia, molto simile al Moscato d’Asti e altrettanto godurioso. 86

Gamea Garganega Verona Igt ZAI bello il naso gessoso e il sorso ammandorlato, floreale bianco e lieve agrumato, soprattutto convincente la sensazione di salivazione e piacevolezza complessiva compreso il finale, in effetti paragonabile ad un Soave di pianura. 87

Mr. Bubble Glera Igt Veronese ZAI un semi sparkling divertente, sapido, gessoso che ricalca il modello del Prosecco, compreso un naso preciso di floreale sambuco e tiglio, sorso brut come sensazione e con discreta persistenza. 85

Rosè Ramona Abruzzo Rosa da uve montepulciano e sangiovese, ha grinta, estratto carico e agrumato fitto di lamponi e ribes, sorso  acceso e ficcante con pepe, finale molto tosto e alcolico.  82

HouseWine lattina 375 dall’aspetto un po’ cheap onestamente, naso di caramellina, frutti di bosco, ghiacciolo all’amarena, melograno, sambuco, resinoso, in bocca hai la sensazione  molto di bevanda più che vino, suona molto finto. 78

Nomadica California lattina e packaging azzeccati e trendy, compresa l’indicazione di canzone da suonare (a la Krug) per questo sparkling basato su uve pinot nero da Monterey con note intense di frutta di bosco, ribes nero, pepe, salsedine, pietra focaia e spezia che ricordano alcuni champagne da Cote de Bar. 86 (6,25$ )

Maris Rosè Pays d’Oc IGP dalla Francia, colore salmone pallido e assorto, vero provenzale, sorso di bella  croccantezza, lamponi ribes rosso e lunghezza con traccia alcolica importante. 82

Dr. Corvinus Corvina Igt ZAI quasi un Valpolicella classico de-alcolato ma con un bel mix di leggerezza e speziatura a partire dal colore lieve, poi note di fragola, ribes, pepe e ciliegie, senape, lunghezza e sensazioni fruttate, discretamente elegante e saporito. 86

Frico By Scarpetta uno degli eredi del Giacobazzi di Lattina di Villeneuve è questo Lambrusco IGT  (uve salamino e maestri) in lattina dal naso classico di ciliegia, more, ribes nero e rosso,  sorso croccante, succoso con traccia balsamica. 84

The Pinot Project California packaging modernista con richiami all’est europa rivoluzionaria, ha buona ricchezza e lato di spezia pepe e senape, sorso piacevole ma anche serio e pieno, intrigante.  85

Underwood Oregon Pinot Noir versione in lattina del pinot nero di una grande cantina dell’Oregon, ha note verdi e pepate, viole, rose e ribes nero, sorso roccioso sapido con bella freschezza e profondità. 87

LoveRed North Coast California selvatico e ciliegia, marasca e balsamico, carignan e syrah, vinoso ricco, un’idea di dolcezza simile alla sangria e componente di tostatura  piuttosto fitta, bello e non poco profondo il finale. 86

Nomadica Red Wine Blend Mendocino da uve sangiovese zinfandel e grenache naso e colore molto accattivanti tra lampone e fragole, sorso sapido e pepato, bel ritmo e personalità. 88

Lubanzi Costal Region South Africa Syrah 13,5 % etichetta molto in stile birra, tanta narrazione e trovate interessanti per questo blend di grenache syrah e mourvedre dal naso ricco e pepato con amarena e mandorla tostata, sorso succoso con aromi come flint e erbaceo ben definiti, il tannino è ricco e molto territoriale per il Sudafrica. 88

Lady Blendy Merlot Cabernet ZAI bel mix di frutta rossa e nera, lieve peperone e caramello, liquirizia e senape, piacevole consistenza al sorso anche se nel finale pare svuotarsi, forse per effetto della bassa gradazione alcolica 10,5% comune a tutti i prodotti ZAI. 84

Una degustazione intrigante che mostra quanta qualità possa essere inscatolata in una lattina ma anche quanto siano forti i preconcetti, compresi i nostri, quando ci si siede ad assaggiarli. Un plauso per chi prova a sdoganarla per vini importanti e ricercati ma anche per chi prova ad avvicinare al vino i bevitori di altri bevande alcoliche e soft drinks in cerca di emozioni particolari. Per adesso pensiamo che il vino in lattina possa rappresentare una bella comodità per chi vuole avere un piacere portatile del suo vino preferito ma che possa non essere la modalità ideale per far guadagnare al vino di qualità nuovi estimatori. Di certo il fenomeno è in crescita esponenziale e le nuove modalità di consumo di monodosi e di consegna dei pasti potrebbero incoraggiarne l’uso anche da noi.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

21 Commenti

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Paolo

circa 6 mesi fa - Link

Qua in Italia siamo ancora convinti che la birra in lattina sia sinonimo di prodotto scadente, figuriamoci il vino.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 mesi fa - Link

Non ho pregiudizi verso i contenitori, il vino si serviva in anfore o brocche e a suo tempo anche la bottiglia in vetro fu una novità. Probabilmente scioccante. Detto questo, però la veste grafica una sua importanza ce l’ha. Se vedo un vino vestito da fumetto come quelli che piacciono al mio bimbo di tredici anni, mica compro. Sinceramente, nessuna delle vesti grafiche che ho visto nell’articolo mi avrebbe ispirato un acquisto. Certo, io sono un vecchio bacucco e tutto quello che volete, ma se un prodotto vuole sfondare non credo possa puntare solo sugli adolescenti. Che, incidentalmente, non dovrebbero bere alcolici.

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Danilo Ricci

circa 6 mesi fa - Link

Perfino la Coca Cola è più buona in vetro che in lattina. Speravo de morì prima.

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

'Manco li cani'. Direbbe il saggio.

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Nelle Nuvole

circa 6 mesi fa - Link

Dovrei essere proprio disperata per ficcare una lattina contenente siffatto vino nel mio zaino prima di partire per un trek infinito in Tibet. PS non credo che sia un sistema azzeccato per avvicinare al vino "bevitori di altre bevande alcoliche e soft drinks in cerca di emozioni particolari", per questo tipo di aspirante consumatore non ci sarebbe emozione nell'aprire una lattina di vino, nessuna novità. Ci hanno già provato più rozzamente in passato senza successo. Adesso quel tipo di contenitore è più ecologico, graficamente arrapante e contiene un liquido accettabile, ma la scelta sarà dettata dalla comodità/prezzo non dal desiderio di esperienze estreme. Magari avrà successo fra la Generation Z, ma intanto io sarò defunta e quindi chi se ne frega.

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Giampiero Nadali

circa 6 mesi fa - Link

Più della lattina e della grafica alla moda, mi preoccuperei di ciò che transita in un capannone in una zona industriale, peraltro in grave crisi e declino, e al centro di una regione dove il commercio di vini “autostradali” è antica usanza e tante sono le cantine piene da svuotare sotto l’effetto di investimenti sconsiderati spiaggiati dalla crisi pandemica. Capisco la noia, ma questo non giustifica tanta accondiscendenza verso questi fenomeni del marketing di bevande: il vino non é e non dovrebbe essere mai trattato come una commodity, questa “roba” invece lo é.

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

il vino è anche commodity... non ce ne sarebbe bisogno di così tanto altrimenti. Magari non il vino che piace a noi e che cerchiamo...

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Wintermute

circa 6 mesi fa - Link

Purtroppo è commodity. Aspettiamo che tu li metta in carta da Burde insieme al Tavernello.

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

Anche la Trattoria nella maggior parte dei casi è commodity, eh. Se non avevo il tavernello in brik in questi mesi di lockdown in cui ero aperto come asporto e come alimentari enoteca di vino non ne vendevo nemmeno un litro...

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alberto

circa 6 mesi fa - Link

proverei a berlo? si . Non credo sia il contenitore che conta, ma il produttore. Tappo a vite , tappo corona, bag in box, lattina ecc.. ma x cortesia con un bicchiere

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

la prova l'abbiamo fatta con il bicchiere ovviamente! e si capisce ancora di più quali sono fatti per essere bevuti nel bicchiere e quali direttamente dalla lattina...

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Blablawine

circa 6 mesi fa - Link

Ma che è sta roba..

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Paolo Cianferoni

circa 6 mesi fa - Link

Andrea, forse era meglio non dare punteggi... comunque se posso dire, siccome penso che che ci sia sempre spazio per tutti, ben venga la lattina, ma poi non ci lamentiamo che il vino sia trattato alla stregua di qualsiasi altra bevanda alcolica. Il che sappiamo come in EU e non solo, possa essere considerato, il vino, come rischio cancro, alcolismo e tutto ciò che ne consegue per la vendita e il consumo (anche consapevole). In poche parole se passa l’idea che il vino è alla stregua di qualsiasi bevanda alcolica, saremo spacciati: tradizione, qualità, salubrità di un alimento abbinato a cibi sani, dieta mediterranea, e tutto il resto, sarà vanificato. Ci sarà allora sempre più spazio al vino cinese in lattina che scompaginerà ciò che in Italia e non solo abbiamo costruito nei secoli. Andrea, senza forse, non dare punteggi ai vini in lattina.

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

A parte che se si punteggiano i vini in brik non vedo perché non si possono punteggiare quelli in lattina... Si tratta di prodotti comunque da uva coltivata e vendemmiata e destinati al consumo...i punteggi si danno così come li diamo a tutto ormai, compreso il Duomo del Brunnelleschi o una piscina comunale. Perchè non dovrebbero avercelo i vini in lattina? Spesso sono AOC pure!

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Paolo Cianferoni

circa 6 mesi fa - Link

Chiaro che fai come ti sembra meglio :) ! La riflessione del suggerimento di non dare almeno i voti era per sottolineare che, se aumentasse esponenzialmente il consumo di vino in lattina anche causate dalle recensioni, gli argomenti e la forza dei denigratori del vino alla stregua di qualsiasi altro prodotto alcoolico, aumenterebbe (e noi sappiamo bene come invece il vino porti con sè quei valori aggiunti chiamati Storia, Tradizione, Appartenenza, Agricoltura, Cultura, ecc. che, ritengo, una lattina certo non rappresenta).

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Wintermute

circa 6 mesi fa - Link

I punteggi ed i giudizi si danno su tutto. A quando una guida dei giudizi e dei punteggi dei critici e dei giornalisti?

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

Dobbiamo fare anche quella noi di Intravino o la fa qualcuno di voi? La aspettiamo trepidanti... Iniziò Paolo Cianferoni anni fa ma si è fermato subito purtroppo

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

Di Paolo Cianferoni non condivido il fatto che non si debbano dare i numeri(i punti :--) C'è qualcosa di profondo nel ragionamento svolto nella prima parte da Paolo Cianferoni. Ma aggiungo un'opinione. Stiamo vivendo in un'epoca di grandi cambiamenti. E veloci, come mai era successo prima nella storia dell'uomo. Secondo me, per questo, è difficilissimo fare previsioni a medio e lungo termine. Ed è molto probabile che anche le abitudini alimentari cambino in fretta...molto più in fretta di come sono cambiate negli ultimi decenni. Sembra contraddittorio, ma è una caratterisca dell'epoca contemporanea.

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Jacopo Barbieri

circa 6 mesi fa - Link

Salve a tutti. Mi sento di scrivere giusto qualche opinione a riguardo visto che sono direttamente coinvolto riguardo al tema lavorando come responsabile vino per una impresa che svolge inlattinamento mobile in spagna e francia. Detto questo. Per quanto riguarda chi pensa che la birra in lattina sia di peggior qualità rispetto a quella in bottiglia, dati analitici alla mano, si sbaglia di grosso. La birra è estremamente sensibile ad ossigeno e luce, quindi la lattina è il contenitore perfetto per questo tipo di prodotto, almeno che non si parli di tipologie di birre che giocano con l'ossidazione come nel caso di stout, imperial stout, etc. La tendenza dei mercati americani ed inglesi, culture da sempre innovative in questo campo, lo dimostrano. Coca cola: non credo che qualcuno durante un blind tasting possa riconoscere una coca cola in bottiglia da una in lattina. E con il brand mi voglio allacciare ad un altro punto. Coco cola la conosciamo tutti e non sottovaluterei le sue strategie di mercato ed a fargli i conti in tasca non sarò certo io, ma se la mia azienda ha avuto un problema è stato proprio quello di reperire lattine ad inizio anno visto che il marchio coca cola, finita la disponibilità in america, ha bussato alle grandi industrie di ball in europa. Altra grande brad che sta lanciando prodotti in lattina in america è evian. Paragrafo vino: mi sono passari svariati tipi di vino tra le mani negli ultimi mesi. Convenzionali, biologici e senza solfiti aggiunti e mi sento di tirare due somme. Giusto due perché i conti si faranno più avanti e voglio ancora dedicare più studi sul tema. Da ciò che mi è parso di assaggiare, dalle analisi che arrivano e parlando con le cantine, le analisi chimiche del vino non cambiano dopo mesi dall'inlattinamento, ma ci vogliono ancor più attenzione, pulizia, attenzione al rame, tecnicismo e so2 più contenute nel fare vini destinati alla lattina. Perché la lattina è un contenitore completamente ermetico. Magari chi lavora o ha lavorato come me in una cantina dove ha potuto comparare lo stesso vino in una vasca di cemento ed una d'acciaio inox può capire. Quell'apertura al naso che ti permette la microssigenazione in questo caso non c'è, anzi se un vino già ha come caratteristica un po' di riduzione, non voglio dire sicuramente, ma molto probabilmente acutizzirà riposando in cantina. Per questo mi sento di dire che sono più difficili, enologicamente parlando, i vini destinati a questo packaging. Detto questo la facilità nel riciclo ed il conseguente minor impatto ambientale, che si riscontra tra l'altro nel minor peso del contenitore e tutti i benefici conseguenti nel trasporto, ne fanno un contenitore utilissimo a cui non possiamo e non dobbiamo volgere le spalle sopratutto in un periodo dove si parla di economia green. Per questo io non vedo così negativo se una buona parte di imbottigliato di media bassa qualità si convertisse in lattina. Poi certo che certi prodotti che necessitano e migliorano con il tempo passato in bottiglia grazie anche a quella che è una microssigenazione tramite il sughero non sono adatti a questo tipo di contenitore. Avrà bisogno di ulteriori studi e miglioramenti, beh certo. Tutt'oggi continua la ricerca per migliorare l'imbottigliamento, figuratevi il mondo della lattina. E a chi dice che già negli anni 80 giacobazzi ci provò rispondo che la ricerca in tutti gli ambiti correlati non era certo quella di ora. Però la praticità è indubbia, basti pensare che alla mia ragazza piace solo il bianco ed a me con certi piatti va un rosso. Una lattina ciascuno ed il gioco è fatto. Lei è contenta ed io pure. Ed in fondo sappiamo tutti che la cosa più è far contente le donne così che non ci rompono i cosidetti (si scherza signore, sapete benissimo che senza di voi il mondo non sarebbe neanche la metà della bellezza che è) Ps: anch'io quando ricevetti l'offerta di lavoro ero scettico e lo capisco però mi incuriosiva e dissi sai che qualcosa di nuovo lo imparo e conosco un mondo a molti sconosciuto ed eccomi qui. Un saluto a tutti.

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

Ho apprezzato molto l'intervento, molto ben argomentato e completo, di Jacopo Barbieri Grazie e torna a commentare.

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Rolando

circa 6 mesi fa - Link

Se non ci fosse il marketing, e il packaging ne è parte integrante, non si venderebbe quasi niente. L'intenditore, l'appassionato, cerca un tipo di vino con un tipo di contenitore, tutti gli altri si comprano vini da 3€ che, se pure in bottiglia, forse hanno una qualità minore di quelli in lattina. Una lattina è un comodo contenitore per due bicchieri di vino, e pesa molto meno di una bottiglia, fattore da considerare nel trasporto. Lo berrei? No Qualcuno lo beve? fanno bene

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