Val d’Isarco e la sfida di Kerner e Sylvaner

Val d’Isarco e la sfida di Kerner e Sylvaner

di Andrea Gori

Una cuffia di eleganza veste la rocciosità dei vini dell’Alto Adige e questo è ancor più vero in alcuni ultimi assaggi in Val d’Isarco. Sono solo 400 ettari in totale i vigneti in questa sottile valle che da Bolzano arriva a Vipiteno e quasi tutti su terreni inospitali e difficili da coltivare, ma capaci di regalarci grandi soddisfazioni non solo nei vini di punta.

Un paio d’ore di assaggi dei vini della Eisacktaler Kellerei con il direttore Armin Gratl e l’enologo Hanner Muntes, da qualche tempo affiancati da Riccardo Cotarella, raccontano molto bene questa realtà enoica in mezzo alle Alpi e Dolomiti.

Cambia anche il logo, ora simile ad un diamante, a sottolineare l’idea di preziosità e rarità di questi vini. La cantina vinifica le uve di 130 soci per circa 150 ettari da cui ricava  quasi un milione di bottiglie l’anno per lo più vendute in Italia. La maggior parte appartengono alla linea classica 100% vinificati e affinati in acciaio, quindi la linea Aristos “selezione” con rese più basse che vogliono rappresentare la massima espressività dei singoli vitigni utilizzando anche legno in vinificazione.  L’ultimo gradino sono i cru “Sabiona” dai soli vigneti dell’omonimo monastero gestiti in diretta dal vicepresidente che ha in affitto questi vigneti dal 2008. Anche su questi l’uso del legno aiuta ad diversificare e allargare l’espressione delle uve in maniera significativa.

Sylvaner Classico 2020 Eisacktaler Kellerei
Floreale di campo, camomilla e pepe, mela dolce, albicocca e pesca gialla, genziana e sottile sapidità, fumè e petricore. Immediato stuzzicante, deciso e che sottolinea ogni momento dell’assaggio. Rapporto qualità/prezzo pazzesco e una piacevolezza che cresce bicchiere dopo bicchiere. 89

Sylvaner Aristos  2019 Eisacktaler Kellerei
Bel tono floreale di sambuco e glicine, tiglio e gelsomino notturno, quasi mediterraneo come calore e struttura. Confettura di camemoro, ribes bianco, si alterna tra note vegetali fresche di fieno e erbaceo piacevole ma cede di continuo alle tentazioni fruttate, mostra muscoli e struttura ma anche molta finezza. 91

Sylvaner Sabiona  2018 Eisacktaler Kellerei
Grande colore e intensità, genziana, pepe verde e bianco, senape e zenzero, cumino e spezia, frutto bianco e susina, camemoro, camomilla, erbe officinali. Bella la sapidità e la freschezza del sorso, lunghezza sorprendente e acidità tambureggiante che fila e mette in riga i vari elementi del sorso davvero composito e stuzzicante. L’alcol sparisce in mezzo alla spezia e la tensione non cede. Da pesce al forno e carni bianche con importanza e struttura. 92

Kerner Classico 2020 Eisacktaler Kellerei
Fruttato netto dolce e con note tropicali di papaya e lamponi, citrino di limone sfusato, floreale di ginestra e confettura di fichi e mandorle. Roccioso al sorso ma anche placido, ficcante, salino sapido e rarefatto, pulsante e saporito. Si beve con grande piacevolezza perché al sorso emerge la rocciosità e l’agrume pompelmo che lo affila tantissimo. Colpisce la verticalità e sinuosità che al naso in questa fase è ovviamente molto nascosta per dar spazio a struttura e corpo di frutto esplosivo. 88

Kerner Aristos 2019 Eisacktaler Kellerei
Profondo, ricco e dolce tropicale di mango e passion fruit, mele golden ed envy, zafferano, menta e timo, tanta menta e balsamico. Si sente che avrebbe bisogno di tempo ma è polpa e succosità impressionanti, traccia calorica che viene tenuta a bada da acidità ma che per risultare piacevole in questa fase avrebbe bisogno di sostanza nel piatto. 92

Kerner Sabiona 2018 Eisacktaler Kellerei
Grande piccantezza e rarefatto, sottile, dinamico, ricco e raffinato, pepe bianco, tropicale e succoso, fine, scattante, verticale e ardito, lascia una piacevolezza di aroma stupenda accattivante, mela spruzzata di cannella come nel apfelstrudel, delicato eppure sinuoso e diretto , zenzero e rafano. Un bel vegetale accarezza e spinge tanto su balsamico, aneto e menta, un vino incredibile sfaccettato sostenuto in ogni momento dell’arco di beva, mai che si avverta l’alcol, solo le sensazioni di piacere e ricchezza. Vino scolpito nella pietra da cui estrae un mix di intensità fruttata, sale e roccia incredibili. 96

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Kalosartipos

circa 2 mesi fa - Link

Cotarella pure qui..

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

in effetti ultimamente è un po' pervasivo...si è dato anche al Lambrusco con Venturini Baldini... è ormai ovunque ma c'è da dire che i risultati li ottiene sempre

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Pittosforo Alchechengi

circa 2 mesi fa - Link

Gori è il Cotarella delle descrizioni

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

lo prendo per un complimento, eh

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