Una notte di gelo in Italia

Una notte di gelo in Italia

di Tommaso Ino Ciuffoletti

Si dice che più grande è la fiducia, peggiore il tradimento. Una frase che pare scritta apposta per le gelate primaverili, come quelle che in questi giorni hanno attraversato mezza Europa, Italia compresa, come un fantasma più temuto anche di quello evocato dai compagni M&E.

Agricoltori e vivaisti stanno passando giornate d’angoscia e una stima dei danni temo potrebbe raccontare di un’annata dagli esordi tra i peggiori degli ultimi anni. I viticoltori potrebbero non fare eccezione.

Da Borgogna e Chablis non mancano di mandare foto di intere valli di torce accese fra i filari per intere notti (e pace se qualcuno nota la scelta poco ambientalista) e fanno di questa disgrazia un’ennesima occasione di marketing.

Chapeau a loro, se vi pare.

Ma in Italia (dove, semmai, per terra dei fuochi viene in mente altro) sono pochi quelli che seguono l’onda borgognona (qualche anno fa ricordo che da Trinoro arrivarono foto simili) e la speranza è affidata al ritardo delle gemme. Quelle ancora chiuse hanno più speranza di salvarsi rispetto a quelle più avanzate e magari già aperte.

Questo potrebbe, vado a intuito, aver dato più chances di protezione a territori caratterizzati da un periodo di germogliamento meno precoce, magari ad altitudini più elevate, e a vitigni più “pigri” (un solerte Sangiovese immagino in queste condizioni rischi di più rispetto al posapiano Cabernet Sauvignon). Chi poi ha potato tardi potrebbe aver avuto particolare fortuna. E forse viene da pensare che la 2021 sarà un annata che premierà i pigri…

Ad oggi, nel mio piccolo, mi arrivano segnalazioni preoccupate dai principali territori toscani e credo buona parte del resto d’Italia non faccia eccezione. Quei giorni di metà marzo che avevano promesso una primavera con tutti i crismi, sono stati in realtà quel tradimento, tanto peggiore per le piante che avevano avuto fiducia mettendosi a germogliare

In molti avevano salutato con un vaffanculo il 2020 considerato come l’anno della pandemia e degli invisi lockdown.
Il 2021 doveva essere l’anno della svolta… in bocca al lupo.

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

6 Commenti

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Monica

circa 6 mesi fa - Link

Bellissimo articolo Tommaso, raccoglie tutta l'amarezza e la frustrazione di tanti di noi, e coglie la verità delle foto di queste notti. Per chi può permetterselo, buon per lui. Fra una settimana o poco più avremo un quadro del danno, ma alle gelate siamo abbastanza abituati, negli ultimi 20 anni sono capitate sempre più spesso, avete sentito dire che c'è un cambiamento climatico in corso? Ieri sera passeggiavo nei meandri di facebook, ancora un po' stordita dalle gemme volenterose di una vigna giovane, e mi sono scontrata con il post di un collega che faceva il ganzo perché a lui non è successo. Spesso tira fuori queste provocazioni, probabilmente per avere tutti quei commenti che genera, perciò più visibilità. Però è davvero brutto quello che ha scritto ieri, suonava tipo "ti sta bene, tiè" Mi sono ben guardata dal commentare, semplicemente l'ho cancellato, ma mi rimane l'amaro in bocca per la mancanza di rispetto e la maleducazione., e non è la prima volta, ma sicuramente l'ultima. Scusate per lo sfogo, ne avevo proprio bisogno. Imparate da Tommaso, che ha lo sguardo limpido e affettuoso, e rispettate il lavoro degli altri. Bisogna voler bene. Lo sapete che vi dico? Forse farò meno vino, e sarà più buono

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Tommaso

circa 6 mesi fa - Link

Grazie di cuore Monica e forza!!!

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Monica

circa 6 mesi fa - Link

Ma grazie a te, per lucidità e comprensione. Ci vuole qualcuno che accenda questa luce

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Sancho P

circa 6 mesi fa - Link

Danni seri anche in zona Gattinara purtroppo. Partiamo male.

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Tommaso

circa 6 mesi fa - Link

Cazzarola :(

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Renzo

circa 1 mese fa - Link

Chi coltiva viti per passione o per lavoro fa' parte di una comunita' degna di rispetto. Una attivita' in cui non si finisce mai di imparare, giusto scambiare esperienze e consigli mentre mi sembra ignobile l'offesa o la presa in giro di chi ne sa meno di noi. Buona vendemmia a tutti..

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