Tutto quello che avreste voluto sapere sulle guide del vino e che non avete mai osato chiedere

di Antonio Tomacelli

Ci siamo. Mentro scrivo queste righe, centinaia di commissioni e migliaia di assaggiatori stanno premiando con bicchieri, centesimi e grappoli gli oltre 15.000 vini d’Italia. A ottobre poi sarà il diluvio e decine di titoli inonderanno librerie ed edicole. È il mondo delle guide bellezza, e tu non puoi farci niente, tranne sborsare quei 30/40 euro del prezzo di copertina che, moltiplicati per il numero di guide in circolazione, fanno giusto la tua tredicesima che va a farsi un giro sui viali. Oppure caro lettore, puoi leggere Intravino e la sua “Guida alle Guide del Vino” e comprarne solo una, la migliore o almeno quella più vicina ai tuoi gusti di sano sbevazzatore. Hai presente, caro lettore, uno spogliarello di Dita Von Teese? Beh, noi faremo uguale. Un post via l’altro e alla fine toglieremo le mutande al Gambero Rosso, il reggiseno all’Espresso  e, chettelodicoaffà, il reggicalze a Franco Ricci. Dopo l’avvincente lettura il mondo degli esperti non avra più segreti per te e potrai correre festante nella libreria più vicina sventolando sicuro la tua mastercardgold. Da che si comincia? Ovvio, dal primo capitolo che ha per titolo “come si accede a una guida del vino”, ovvero, “tutti i segreti per non rimanere tagliati fuori dalle bibbie e vivere felici”.

Cos’è una “guida dei vini” e, soprattutto, come funziona? Beh, questa è facile, la so: “È un librone in cui sono recensite migliaia di bottiglie e a ognuna viene dato un punteggio, espresso in centesimi, bicchieri o grappoli. Già, ma come arrivano le bottiglie sul tavolo di degustazione e quali sono i criteri di scelta delle cantine da inserire nelle guide? Bella domanda: diciamo che ognuno ha i suoi metodi per procacciarsi i campioni da assaggiare. In genere la casa editrice spedisce una richiesta di invio bottiglie, alla quale fa seguito una cortese risposta con schede allegate e due o tre bocce per ogni etichetta prodotta. Esistono però piccole variazioni da guida a guida che la dicono lunga sulla correttezza e l’imparzialità delle giurie e siccome Intravino lo leggono anche i vignaioli, la nostra guida si rivolgerà anche a loro, dispensando buoni consigli completamente aggratis.

Gambero Rosso – Guida ai vini d’Italia
Per i produttori: Diretta da Daniele Cernilli è la guida più attesa da chi il vino lo fa: senza se e senza ma. Il massimo punteggio ottenibile è l’agognato “tre bicchieri”, l’unico che incida veramente sul fatturato aziendale. Le richieste di invio campioni partono direttamente dalla redazione ma se siete un produttore che non vuole invecchiare nell’attesa, digitate il numero della redazione o spedite una mail: c’è vita su marte, figuriamoci in una redazione così.
Per i lettori: moderatamente aggiornata per i motivi di cui sopra. Ci trovate quasi tutto e la squadra dei degustatori è composta da autentici fuoriclasse quali Marco Sabellico, Gianni Fabrizio e Lady Eleonora Guerini più un tot di fenomeni meno noti al grande pubblico ma di grande spessore.
Voto 7,5 – accesso alla guida: confuso ma non impossibile.

Slow wine – Uomini, vigne e vini in Italia
Per i produttori:  diretta da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni è la guida che tutti attendono. Nata dalla scissione tra il Gambero Rosso e Slow Food, ha criteri di accesso ancora poco chiari. I produttori possono segnalarsi, ma la visita obbligatoria in cantina è a discrezione dei collaboratori sul territorio. Quali siano le cantine visitate e perchè sono state scelte è ancora un mistero avvolto nell’ombra. Le indiscrezioni parlano di una guida che premierà solo chi possiede un vigneto piuttosto che una cantina.
Per i lettori: da comprare, consultare e, ovviamente, criticare a man bassa. I novizi vanno messi subito sulla graticola, sennò che divertimento c’è? Squadra di degustazione composta da vecchie volpi del Gambero Rosso (il grande Gigi Piumatti su tutti) e una serie di new entry che hanno fatto storcere il naso a qualcuno, ma garantisce Slow Food, per cui regolatevi.
Voto sospeso – accesso alla guida: entrano solo produttori selezionati secondo i criteri “Slow”. Si preannuncia come “la guida ideale per gli amanti del bioqualcosa”.

Luca Maroni – Annuario dei migliori vini d’Italia
Per i produttori: il più discusso dei critici è anche il più limpido e democratico nell’accesso alla sua guida. Se sei un produttore ti basterà andare sul sito di Luca Maroni e cliccare in home page il tasto per il download: pochi secondi e avrai tutti i moduli con le modalità di spedizione. Occhio però, perchè Luca recensisce tutto e se il tuo vino si abbina solo con l’insalata (aceto, insomma) sono dolori, o meglio, sessanta centesimi d’infamia.
Per i lettori: tutto quello che avreste voluto sapere sul vino ma che non avete mai osato chiedere. Luca Maroni degusta veramente alla cieca, nel senso che a lui non importa un fico secco se dietro la bottiglia c’è un vignaiolo o una semplice azienda commerciale senza vigneto e senza cantina.
Voto 7 – un premio alla completezza e alla democrazia

L’espresso – Guida ai vini d’Italia
Per i produttori: “è inutile bussare qui, non vi aprirà nessuno” non è solo una hit di Toto Cotugno ma il mantra che guida la coppia Rizzari-Gentili. L’ultima volta che la redazione ha risposto al telefono, i numeri si componevano girando un disco trasparente, do you remember? L’unica è controllare la posta per giorni ma non lo fanno per cattiveria: è sbadataggine allo stato puro. Insistete.
Per i lettori: c’è quel che c’è e tocca contentarsi. I punteggi sono affidabili e il duo ci sa fare, ma i buchi sono evidenti.
Voto 6 meno-meno – praticamente alle soglie dell’insufficenza.

Duemilavini – il libro guida ai vini d’Italia (in collaborazione con l’associazione italiana sommelier)
Per i produttori: redazione pronta e disponibile, esperta nella tecnica del “muro di Gomma”. Funziona così: se telefoni per chiedere di inviare i vini il 10 di Aprile ti dicono che è troppo presto, se chiami il giorno dopo, ti diranno che il termine per la richiesta è scaduto. Franco Ricci, direttore della guida, dopo le disavventure in tribunale con la rivista “Il mio vino”, passa il suo tempo a porre veti e divieti e in pratica, entri in guida solo se gli sei simpatico e riesci a rimanere su di una gamba sola per più di mezzora. Beh, anche questo è un “criterio di scelta”, no?
Per i lettori: mah, spendere quaranta euro per comprare “la guida dei produttori che stanno simpatici a Franco Ricci” non è proprio il massimo della vita.
Voto 4 – rapporto qualità prezzo disastroso: meglio abbonarsi a “Tutto Uncinetto”.

I vini di Veronelli
Per i produttori: Storica guida fondata da un maestro indiscusso, ora curata dagli eredi Gigi Brozzoni e Daniel Thomases. Redazione disponibile anche se un po’ lenta a scovare le novità. Alzate voi la cornetta e datevi da fare.
Per i lettori: anche senza Gino un classico, forse troppo. Ma puoi dire di conoscere la letteratura italiana senza aver letto Leopardi?
Voto 6,5 – difficili da capire tutti quei simboletti che accompagnano le recensioni

Vinibuoni d’Italia – guida ai vini da vitigni autoctoni italiani
Per i produttori: se il modulo non arriva in cantina, telefonate in redazione: è una delle più disponibili in assoluto. Diretta da Luigi Cremona, ha come unico difetto la parzialità delle recensioni: si degustano solo vini da vitigni autoctoni: astenersi quindi cabernettisti e stregoni del blend.
Per i lettori: come sopra, per cui evitate di chiedervi che fine ha fatto il Sassicaia o quello Chardonnay siciliano da sballo. Vinibuoni è un regime autarchico, che da spazio ai pignoletti, alle cococciole e alle passerine (ok, l’ultima cancellatela).
Voto 6,5 – per gli amanti del genere

Per ora è tutto, ci si sente alla prossima puntata: “Il who’s who degli esperti di vino”.

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

66 Commenti

avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Antonio, dì la verità, il post lo fai apposta per stuzzicare le critiche. Come al solito noto un pregiudizio esagerato nei confronti della guida AIS. Intanto hai trascurato di menzionare la commissione giudicante i 5 grappoli, batteria di veri fuoriclasse, che tu lo voglia o no. Dopodichè non hai svelato un bel niente perchè non hai citato nemmeno una fonte attendibile a riprova di quel che affermi. Non sono un fanatico delle guide ma ormai l'hanno capito anche i sassi che evidentemente non hai una grande considerazione di Bibenda. Inutile che provi a spiegarti il buono della rivista e la guida tanto parti a testa bassa. I lettori del tuo blog non sono stupidi e, a furia di batti e ribatti sullo stesso tasto, rischi solo di sconfinare nel ridicolo.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Facciamolo dire ai produttori se sia facile o no entrare in guida e poi discutiamo. Quanto alla fonte ti ricordo che fu Franco Ricci stesso a porre ufficialmente il veto su tutte le aziende che pagavano per inserire la pubblicità sulla rivista "il mio vino" Le commissioni saranno oggetto di un prossimo post

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Quando c'é un Consorzio che raggruppa i produttori di una certa denominazione, é quest'ultimo che si occupa di organizzare le degustazioni, ospitando il panel di esperti e preoccupandosi che tutte le aziende siano informate. Quindi almeno per la prima scrematura vige un sistema democratico.

Rispondi
avatar

enrico togni viticoltore di montagna

circa 11 anni fa - Link

da produttore dico la mia. sono stato recensito sul gambero rosso, sull'espresso e sulla guida regionale dell'ais,a brescia funziona così: le guide chiamamno l'ente vini bresciani ( o il consorzio nel caso di franciacorta, lugana e credo anche garda), questi comunicano alle aziende le date entro cui presentare i prodotti e dove, poi aspetti. l'unia eccezione è l'ais che ti manda a casa una lettera di invito con relativo questionario da compilare e le indicazioni cui far pervenire i campioni. per quanto riguarda slow food il criterio di visita in cantina, se ben ho potuto capire, è quello solito dell'associazione (tanto di cappello per la coerenza), tutto parte dalla base dalle condotte, i cui membri sono invitati a segnalare produttori che secondo loro si sono distinti all'interno del territorio. io la trovo una vera e propria rivoluzione, una cosa democratica e che è in grado di avvicinare di più il lettore alla guida, in ragione di ciò quest'anno ho deciso di non presentare alcun campione ad alcuna guida sperando in slow food.

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 11 anni fa - Link

Antonio, non so dove hai preso le informazioni, ma l'accesso alle guide e' la cosa piu' facile e banale che ci sia. Nella maggior parte dei casi le guide chiedono aiuto logistico ai vari Consorzi, per le denominazioni piu' importanti, e alle Strade dei Vini, dove non vi sono denominazioni importanti o dove comunque e' piu' facile. Questo vale un po' per tutte le guide che fanno assaggi sul territorio (Gambero Rosso e Espresso sopratutto, ma anche altre pubblicazioni piu' estemporanee della stampa estera o nazionale). Per le altre basta mandarli alla redazione. Loro hanno l'interesse ad accogliere il maggior numero possibile di campioni, e poi eventualmente selezionano quelli che gli piacciono o meno.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

E chi non fa parte di nessun consorzio e strada del vino? Domanda: hai mai provato a telefonare alla redazione de L'espresso? Altra domanda: la tua azienda è presente su tutte le guide? Tu Giampaolo non puoi fare del tuo caso particolare una regola: conosci tutti, sei una celebrità (!) e sei anche pittosto sveglio. Mettiti però nei panni di un giovane produttore o di qualcuno ai confini dell'impero e poi mi dirai. Fabbretti la butta giù facile, ma quando telefoni all'AIS ti rispondono: "spiacente, chiamiamo noi"

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 11 anni fa - Link

Guarda, non credo che il punto principale parlando di Guide sia la difficolta' all'ingresso. Basta che uno lo voglia e trova i moduli e tutto quanto serve, tra l'altro mi e' capitato proprio abbastanza recentemente di fare l'iscrizione per una azienda completamente nuova dove sono in societa' e ti assicuro che nessuna guida ci ha dato problemi. Magari si puo' parlare di altro, ma alla fine ogni Guida e' un prodotto editoriale a se, come una bottiglia di vino la deve giudicare chi la compra, e ormai il mercato lo "spostano" assai poco anche i premi, anche se ammetto che fa sempre piacere riceverli.

Rispondi
avatar

vitruvio

circa 11 anni fa - Link

Per me la cosa più difficile non è entrare in guida ma rimanerci....

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Mi farebbe piacere leggere un po' di commenti dei lettori delle guide più che dei produttori. Quanti appassionati e curiosi del vino comprano almeno una guida? E tutti gli anni? A volte si ha l'impressione che ogni azienda produttrice ne compri diverse copie, soprattutto se ben recensita.E' un po' come il destino di certe pubblicazioni, se le comprano solo quelli che ci vengono fotografati. Invece chi ha voglia di saperne di più, chi si programma una gita in una certa zona e vuole visitare qualche cantina o assaggiarne i prodotti, cosa compra?

Rispondi
avatar

Fabrizio

circa 11 anni fa - Link

Interssanti giudizi, ma Lei per curiosita’ chi è per dare voti? che titoli ha? ho visto dei video online e si vede che Lei ha una certa età pero’ fino a qualche mese fa nessuno l’hai mai sentita nominare nel mondo del vino. Da quanto so poi Lei è un commerciante in vini, o un rappresentante o simili. Che tipo di affidabilita’ e di imparzialita’ può arrivare da uno che commercia i vini o è legato alle aziende? Non sa che l’A.I.S. esiste da decenni ed è una cosa seria, che ha formato fior di professionisti, e che i blog e il cosidetto internet ci sono da un pugno di anni? e allora date pareri liberi, ci mancherebbe, ma almeno dite prima chi siete e magari evitate di dare voti.

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 11 anni fa - Link

Interessante commento del piffero. E tu invece chi saresti? Ogni tanto succede, arriva un commentatore che pesta una M e non contento ci salta sopra e schizza tutt'intorno. Fabrizio, quando hai smesso di saltellare e ti sei ripulito le infradito, se fai il bravo, ti spiego che Tomacelli non fa il bottegaio (ma figuriamoci - io, semmai). Poi ti spiego che l'affidabilità e l'imparzialità nel mondo dei blogghe (che esiste da una decina d'anni, ormai) si fa con la qualità delle cose che si scrivono e con la credibilità di chi scrive. Vale ANCHE PER TE, che jella. Fabrì, vedi di usare google, ma meglio di come hai fatto fino ad ora - puoi farcela. Ah, finalino con domanda facile facile: che tipo di imparzialita' ha una guida (Ais/Bibenda) che DICHIARATAMENTE inserisce solo aziende amiche?

Rispondi
avatar

Simone e Zeta

circa 11 anni fa - Link

Passi il resto, ma che l'Ais sia una cosa seria..vale quanto Berlusconi "statista"!

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

ah simo'! 'Mmo te ce metti pure tu???

Rispondi
avatar

carolina di lorenzo gatti

circa 11 anni fa - Link

a me mia suocera regala ogni anno quella dell'espresso, non sapendo che non me ne sbatte di meno di apparirci come azienda di famiglia. ma non solo li, in nessuna. sarò anche controcorrente, ma preferisco essere giudicata dai clienti che da gente che non guardo in faccia mentre gli spiego il mio lavoro e i vini delle nostre terre.... sbaglierò, ma a me non mi convince nessuno di quelli scritti sopra....

Rispondi
avatar

Fabrizio

circa 11 anni fa - Link

Ahi ahi, se si passa alle offese si é a corto di argomenti. Vabbé facciamo che l'A.I.S. non é al disopra di ogni critica, e ci sta, ma Voi sfuggite (e da parecchio ormai) alla domanda: Lei é bottegaio, va bene, ma chi é Tomacelli e che fa? si può sapere o é un segreto di stato?

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 11 anni fa - Link

ma che offese? ma ripigliati. a parte essere "di una certa età" (questa era una gentilezza, eh?), tomacelli ha una home (http://www.antoniotomacelli.it/) dove dice che si occupa di "design, consulenza e comunicazione per il settore wine and food". again: tu chi sei, invece? cosi', tanto per diventare amici. il tuo account email "filoais" (c'è scritto proprio così) ci ha fatto parecchio sorridere. "senza offesa", naturalmente. proprio non lo sappiamo usare eh, gògol? "senza offesa". qui non si sfugge ad un benemerito. "senza offesa".

Rispondi
avatar

Fabrizio

circa 11 anni fa - Link

Vabbé piantiamola li' che é meglio, é vero. Pero' visto che siete paladini della grande democrazia e liberta' di internet, in quasi tutti i siti seri c'é sempre una parte dedicata al "chi siamo", Cosi', per trasparenza e onesta' verso chi legge. Se sono un bottegaio (un mestiere che reputo degnissimo ci mancherebbe) e ho un blog sull'architettura del 900 ho il diritto di avercelo e magari dico pure cose azzeccate, pero' i lettori sanno con chiarezza cosa faccio. Ok, stimo l'A.I.S. ma non sono un sommellier, ne conosco vari e so per certo che Tomacelli é rappresentante di aziende pugliesi. O non é vero? fine stop

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 11 anni fa - Link

ma no guarda, per me potremmo continuare allegramente. dunque, ammettiamo che tomacelli sia un rappr di aziende pugliesi - adesso arriva lui e ce lo spiega, deve essere andato a fare la pennica. questo, a tuo modo di vedere, lo qualifica meno ad esprimere giudizi sull'AIS? (o su qualunque altro editore di guide?) - e poi, scusa, io che sono, il figlio della serva? voglio anche io il mio conflitto di interessi! secondo te un commerciante e' meno "conflittuale" di un rappr? (nel caso, grazie!) ennesima nota "senza offesa". apprendo con mestizia che intravino non e' un sito serio perche' non esibisce i curricula degli editor. rispetto l'opinione ma dissento: al tempo di google serve davvero?

Rispondi

Sara Porro

circa 11 anni fa - Link

Parzialmente a sproposito: a me piace molto l'idea di una sezione "chi siamo", ovviamente non perchè faccia da bollino di garanzia sulla credibilità degli autori di Intravino(per questo ci sono i post), ma perchè rende in effetti più facile orientarsi tra gli editor per chi è nuovo del sito o per chi non legge tutti-tutti i giorni. Google non arriva dappertutto, se googlaste me (un'attività alla quale ovviamente mi dedico solo io) scoprireste che una mia omonima è una stilista di qualche notorietà e un'altra dipinge su stoffa (sic).

avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Non capisco che significa "rappresentante di aziende pugliesi"? Non hai un modo più elegante per insinuare malignità sul mio conto, visto che Fio (in mia assenza) ti ha già detto tutto quello che volevi sapere? Se ti fa piacere posso anche invitarti a cena così ci conosciamo, ma questo non cambierebbe di una virgola la sostanza delle cose: io affermo con forza (e ci metto la faccia) alcune cose e tu invece di rispondere nel merito giochi a "lei non sa chi sono io". Resta in argomento e spiega perchè secondo te la guida dell'Ais è la migliore delle guide possibili.

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Scusate ma quando avete finito di litigare, in modo peraltro molto diverntente, ci fate sapere chi compra una guida del vino, a parte aziende produttrici, enoteche, ristoranti, suocere e cognati?

Rispondi
avatar

carolina di lorenzo gatti

circa 11 anni fa - Link

io la comprerei, ma dopo aver letto certi giudizi in libreria non la compro più, risparmi i soldi e mi compro qualche buona bottiglia di vino a cui do io il giudizio

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

"Fabbretti la butta giù facile, ma quando telefoni all’AIS ti rispondono: “spiacente, chiamiamo noi”".... Anto' non scivoliamo sul ridicolo, ancora non è comparso un solo commento che confermi il fatto che su Bibenda si va a simpatie e che Franco Ricci passa il tempo a porre veti. "Facciamolo dire ai produttori se sia facile o no entrare in guida e poi discutiamo" ehi produttori? Dove siete?

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Francesco carissimo, una delle cose che non ci difetta è la memoria. Vogliamo ricordare ai lettori quanto dichiarato da Franco Ricci un po' di tempo fa? Eccoti la citazione tratta dalla rivista Winenews: "L’Ais Roma, d’accordo con Bibenda, scrive alle cantine italiane: quelle che faranno pubblicità su “certe” testate giornalistiche saranno radiate dalle prossime edizioni della guida “Duemilavini”. e qui c'è il link per ripassare la querelle, così la prossima volta ti sarà più difficile scadere nel ridicolo: http://www.winenews.it/index.php?c=detail&id=8267&dc=15

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

stai cambiando argomento.... poche tesi a tuo supporto: facciamo così (repetita iuvant) “Facciamolo dire ai produttori se sia facile o no entrare in guida e poi discutiamo” ehi produttori? Dove siete? o forse vuoi insinuare che il diabolico potere del presidente di bibenda fa tremare le gambe a tutti i produttori???? mamma mia! Una settimana fa c'era la degustazione dei produttori dell'etna e in sala c'era anche Ricci... porc! ho rischiato un colpo di lupara e non me ne sono accorto per cortesia, come se dice a Roma, "stacce"

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

E grazie a ricatti del genere che il mondo è migliore: “Vi comunichiamo che il Consiglio Direttivo di Associazione Italiana Sommelier Roma, d’accordo con Bibenda Editore, ha deciso di non pubblicare sulle edizioni Duemilavini e Bibenda, notizie e/o recensioni di aziende vinicole che si avvalgono di messaggi pubblicitari a mezzo di testate che la scrivente associazione non riconduce a degna professionalità (richiesta/pubblicazione di articoli a pagamento) e che rivolgono attacchi provocatori e infamanti nei confronti di terzi, come anche recentemente accaduto. Questa decisione è stata presa soprattutto al fine di proteggere le aziende presenti nelle nostre edizioni e per evitare pericolose confusioni, nel rispetto dei nostri lettori”. Stacce tu a Fabbrè P.s.: per inciso, grazie a questa mail Ricci sta rischiando la radiazione dall'albo dei giornalisti

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Forse non ti hanno spiegato la differenza fra avviso di garanzia e colpevolezza. Teoricamente se fossi io la persona al centro dei tuoi attacchi potrei decidere domani di citarti in giudizio per diffamazione. Questo vorrebbe dire che sei colpevole? No, anche se ti arriverebe un avviso di garanzia sul fatto che si stanno compiendo indagini su di te. Se poi continui a citare quell'articolo dovresti avere la certezza di raccontare tutta la storia e non le conclusioni parziali che ti servono per tentare ogni volta di gettare fango sul signor Ricci. E 'mmo basta per quanto mi riguarda sennò qualcuno pensa che in realtà dietro questo nome si cela FMR... lascio volentieri a te l'ultima ripicca

avatar

Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

'Azz, e meno male che messo il link alla storia completa di Winenews. Cliccare costa fatica, eh?

avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Antò, che noia, il link l'ho letto da un pezzo. Come ben sai si racconta la storia vista da un unico punto di vista dacchè la controparte ha deciso di adire anch'essa alle vie legali (questo lo sai vero?) e si sta svolgendo un dibattimento molto più articolato e complesso. Per inciso sulle prime anche io ero molto giustizialista, poi approfondendo la vicenda sembra che le parti si invertano. La differenza sta tutta nel fatto che qualcuno parla e denuncia via media (tanto non costa nulla) scandali e quant'altro, mentre qualcun'altro controdenuncia e in silenzio, come i cinesi aspetta che la giustizia faccia il suo corso. Ora se tu queste cose le sai sei in malafede, se non le sai ti prego di informarti meglio sentendo le altre campane. Penso che di processi conclusi prima ancora di iniziare ne abbiamo visti già troppi in campi diversi, evitiamo di fare lo stesso in questa occasione.

avatar

qwerty

circa 11 anni fa - Link

Suggerisco di (ri-)vedere la puntata "In vino Veritas" di Report (RaiTre 24.09.2004), in cui nella seconda parte affronta anche l'argomento "Guida ai Vini".

Rispondi
avatar

Luigi_produttore in Puglia

circa 11 anni fa - Link

confermo quello che dice Tomacelli, Non è affatto facile entrare nella Guida AIS, (attenzione: quando dico entrare voglio intendere semplicemente avere accesso con i propri vini alle loro degustazioni!!!).

Rispondi
avatar

Franco Ziliani

circa 11 anni fa - Link

trovo la semistroncatura della Guida dell'Espresso e del lavoro del team capitanato da Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili francamente ingenerosa e immotivata, Antonio...

Rispondi
avatar

Maria Gioia

circa 11 anni fa - Link

A ben guardare l'incremento delle cantine presenti nelle guide aumenta ogni anno, immagino che ci sia anche un limite fisico es. numero di pagine. Se per una cantina essere in guida rappresenta un traguardo o un'ambizione, non vedo difficoltà, si tratta eventualmente di avere pazienza. Vero che la guida A.I.S. non raccogliendo campioni attraverso i consorzi è di più difficile accesso, ma nessuno vieta di spedire i vini in degustazione.

Rispondi
avatar

Giancarlo Gariglio

circa 11 anni fa - Link

Ciao Antonio, grazie per le belle parole. Volevo solo fare qualche precisazione, per rendere il post più completo. 1) Criteri di accesso. Da novembre scorso fino a febbraio 2010 ci siamo riuniti più volte con i nostri 200 collaboratori sparsi in tutt'Italia e abbiamo buttato giù diverse liste di aziende che avremmo visitato. Per fare questo lavoro ci siamo basati su 23 anni di lavoro con la guida Vini d'Italia e 8 edizioni del Vino Quotidiano. Poi per aggiornare ancora di più il nostro database ci siamo affidati alle informazioni dei nostri collaboratori, amici, fiduciari, enotecari, ecc... Alla fine abbiamo selezionato 2177 cantine. Le abbiamo visitate Tutte, proprio tutte... 7000 ore di lavoro... Alla fine ne selezioneremo circa 1800 in base alle impressioni della visita e in base alle conseguenti degustazioni di gruppo che stiamo svolgendo. 2) tendenzialmente premieremo chi fa agricoltura e non commercio di vino. Ma negli approfondimenti che precederanno le schede dedicheremo un bel pezzo scritto dall'agronomo Maurizio Gily su questa tematica che secondo noi ha un'importanza non secondaria. 3) ci rivolgiamo a tutto il pubblico degli amanti del vino. Non faremo una guida per il bio... vorremmo fornire alcune chiavi di lettura e poi saranno i lettori a scegliere vino e azienda... L'unica cosa che vorrei è che finalmente la guida sia fatta non in funzione di quello che possono pensare le cantine, ma avendo come giudice unico il lettore. 4) squadra composta da 200 persone. Alcuni giovani o giovanissimi, tante donne. Tra tutti i collaboratori, anche se non dovrei fare, cito tre persone in particolare Davide Panzieri, che per 20 anni da degustato per vini d'Italia e non per il Gambero Rosso (come hai scritto di Gigi), Vittorio manganelli, ex direttore dell'università di Pollenzo e firma storica di Vini d'Italia, e Luciano Pignataro (accompagnato da un ottimo Mauro Erro). Come sempre grazie per l'attenzione e non vediamo l'ora di essere messi sulla graticola perché significherà che la Guida Slow Wine 2011 è uscita!!!! Ciao Giancarlo Gariglio

Rispondi
avatar

maz

circa 11 anni fa - Link

da appassionato e "diplomato" ais dico che un po' mi vergognavo di avere la tessera ais, dove ci sono tante brave persone ma anche una bella mafia, soprattutto ad alti livelli... la guida, leggendo i pochi vini su cui avevo una certa sicurezza, era piena di errori e valutazioni, diciamo, "frettolose" poi sulla gestione FMR direi che si può stendere un velo pietoso... e non capisco come mai non ci si "ribelli" a questo schifo...

Rispondi
avatar

fabrizio pagliardi

circa 11 anni fa - Link

F.M.R. è una persona criticabile quanto ti pare. Come chiunque ricopra una posizione di potere da molti anni ha un suo entourage che fa il bello e cattivo tempo in Bibenda. Forse dovresti guardare anche alle cose positive che ha fatto in questi anni. L'AIS Roma prima di lui faceva ridere, sembrava un dopolavoro pensionati. Per molte cose lo critico anche io, ma facendo un bilancio sono soddisfatto del suo operato.

Rispondi
avatar

Franco Ziliani

circa 11 anni fa - Link

Maz, trovo che parlare dell'A.I.S. come di un posto dove " ci sono tante brave persone ma anche una bella mafia, soprattutto ad alti livelli…", sia assolutamente fuori da ogni logica. Se si vuole dare il giusto significato alle parole e dare il peso che merita, visto quello che rappresenta, al termine "mafia"...

Rispondi
avatar

stefano bonilli

circa 11 anni fa - Link

E' bello quando si fanno le classifiche perché ognuno ha diritto di dire la sua. Io per esempio darei 4 al Gambero Rosso, quando spiegheranno chi è il vero proprietario se ne riparla, per ora c'è una bella causa aperta. Darei 7 alla guida dell'Espresso perché scopre prima i vini che gli altri valorizzano con un anno o due di ritardo. Non prendo in considerazione nè Maroni nè Bibenda e attendo con grandi aspettative la guida Slow Wine.

Rispondi
avatar

Antonio C.

circa 11 anni fa - Link

Condivido in pieno l'analisi di Stefano Bonilli, è evidente, che forte della sua sua posizione per anni all'interno della stampa eno-gastronomica nazionale, parla con cognizione di causa.... e si vede!

Rispondi
avatar

falletto

circa 11 anni fa - Link

Capisco che lei ha una causa aperta con l'innominabile Panerai, quello che non capisco è perché ora fa tanto lo schizzinoso dato che è stato lei che era a capo del GAmbero Rosso a permettere che il gruppo class mettesse i piedi nel Gambero, e a permettere che uno che ha almeno un'azienda vinicola abbia comprato il più noto gruppo editoriale che giudica le aziende vinicole. Conflitto d'interessi in Italia? MA va! Già con lei a capo si è fatto il Road show che n terribile esempio di confliutto d'interessi. In Svizzera sarebbe impossibile. Chi era a capo del Gambero? Lei. Chi ha fatto entrare l'innominabile e il grande conflitto di interessi? ancora lei. Dica piuttosto che la causa non è tanto per dire che l'innominabile è a capo del Gambero attravferso una fiduciaria (come lei ha già scritto) ma perché lei è stato etromesso dal Gamberosso, come dire le è stato tolto il giocattolo.

Rispondi
avatar

Vincenzo Geminiani

circa 11 anni fa - Link

cioè, Bonilli, secondo Lei la guida Duelmila Vini e quella di Luca Maroni hanno lo stesso valore? Ma si rende conto di rendersi ridicolo o no?

Rispondi
avatar

Francesco Annibali

circa 11 anni fa - Link

Scusate ma non capisco proprio tutto questo pregiudizio di benevolenza verso guida Slow. Dalla separazione in poi sembra che si siano separati il Diavolo (Gambero) dall'acqua santa (Slow). E' una situazione ingiusta, come se Slow non avesse - oltre ai meriti, chiaro - responsabilità sugli errori commessi in passato. Invece se ne escono con la novità delle visite in cantina - ancora rido - a fare i puri equi e solidali. Come se scendessero da un altro pianeta, puliti e tirati a lucido. Quando andranno a calpestare uno spazio culturale colonizzato da Sangiorgi - senza magari i patemi pseudoanni di piombo ("cellula di resistenza", eccetera, pare che tengono in ostaggio Cotarella invece di Moro*) Gambero. Perchè non mette in chiaro una volta per tutte l'assetto proprietario? Visto che è la guida più considerata dai produttori - dunque con una responsabilità tremenda per il vino italiano - penso sia il caso. *Esigo il Copyright Bibenda. Dite quello che ve pare, ma a livello di indicazioni è la migliore. Poi i 30 profumi su un Falerio li legge solo qualche delegatuccio di provincia, ma meglio così.

Rispondi
avatar

falletto

circa 11 anni fa - Link

ma per favore, non è nemmeno una guida! siamo alle comiche...

Rispondi
avatar

Francesco Annibali

circa 11 anni fa - Link

Falletto suppongo si riferisca a Bibenda. Ripeto: è la migliore per le indicazioni, ed è di certo una guida. Se la cosa la fa tanto ridere è un problema suo. Stia bene.

Rispondi
avatar

falletto

circa 11 anni fa - Link

già mi riferivo a bibenda e non ho un problema mio perché io non ho pretese da critico. Che bibenda non sia una guida (basta guardare chi premia ogni anno dal 2000) lo dice pure chi ci collabora....

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

nomi e cognomi please, oppure è una smargiassata.

avatar

Annalisa

circa 11 anni fa - Link

Riassumiano, vademecum per entrare in una guida per il vignaiolo medio: 1) devi sforzarti di riuscire a farti presentare al signor X, responsabile guida della tua zona, e stupirlo con salti mortali e doppi tuffi carpiati (tanto, ormai, far vedere l'azienda, far assaggiare la nuova annata, ... uffa ... che barba..) 2)devi ricordarti di non mandare mai a quel paese il responsabile locale di Slow Food, se no non ti segnala, 3) non devi aver mai insultato in assemblea chi organizza le degustazioni per le guide al Consorzio o alla Strada del Vino, se no non ti consiglia come new-entry interessante e ti mette fra gli ultimi e i cattivi ( o magari non ti mette, tanto tu che ne sai?) 4) non devi fare pubblicità sui giornali sbagliati ma solo su quelli giusti (ma poi, chi ce li ha i soldi per le campagne pubblicitarie ?!!?) 5) se hai lavorato bene e riesci ad entrare nel giro giusto, devi andare a cena ogni tanto col sig. X di prima e ascoltarlo pontificare con sguardo assorto, anche se dice cavolate e mentre mangia-parla sputacchia 6) devi annunciare sulla pubblica piazza, e con sguardo grave, che passi al bio-qualcosa-basta-che-tiri* (tanto poi continui a fare il vino come faceva tuo nonno) 7)................ * non voglio il copyright, l’ho letto da qualche parte e non mi ricordo dove

Rispondi
avatar

carolina di gatti lorenzo

circa 11 anni fa - Link

annalisa, puoi anche continuare a fare quello che fai e sbattertene delle guide, o no? :))) ti risparmi ansie!

Rispondi
avatar

Annalisa

circa 11 anni fa - Link

sì, questa è la risposta, Carolina, secondo anche noi. ciao Annalisa

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 11 anni fa - Link

la mia esperienza e' veramente differente. Da sconosciuto ho conquistato i tre bicchieri la prima volta senza conoscere nessuno, tanto e' vero che qualche produttore che "conta" lo sapeva prima di me, ed eravamo nel 2003, e i tre bicchieri contavano qualcosa. Ho polemizzato duramente con Cernilli sul forum del Gambero (guarda caso sugli OGM, @Anto' :) ) e questo non ha impedito che riprendessi i tre bicchieri l'anno scorso. La Guida dell'Espresso mi ha trattato bene, quando gli piacevano i miei vini, meno bene quando non gli piacevano, sono sempre andato benino ma non benissimo su AIS, a Maroni ho smesso di mandare i vini tanto tempo fa. Non sono mai stato a cena con nessuno dei suddetti editori o direttori, se incontro Cernilli al Vinitaly non lo saluto perche' non credo che mi conosca di faccia, non ho mai fatto pubblicita su nessuna rivista, ecc. Insomma, non so gli altri, ma il mio rapporto con le guide inzia e finisce con un semplice atto: gli mando i vini e basta.

Rispondi
avatar

Lpittalis

circa 11 anni fa - Link

Quanto tempo passerà prima che le guide che si contendono un osso ancora molto consistente saranno sostituite da (magari gratuiti) giudizi condivisi di migliaia di "persone comuni", oggi molto più competenti che in passato, desiderose di dire la loro e di sicuro immuni da sospetti di possibili condizionamenti?

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 11 anni fa - Link

Spero non accada mai. Ciao

Rispondi
avatar

roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

Le guide dei vini sono nate 25 anni fa, internet non c'era, il mondo era diverso. Oggi la gente approfondisce, si informa, legge, in internet trovi di tutto e di piu'. Una produttrice mi ha scritto che secondo lei è molto meglio partecipare ad un concorso enologico, piuttosto che inviare vini ad una guida. Questione di punti di vista che vanno rispettati entrambi. Personalmente credo nella serietà di " alcune " guide ( pochissime ) , non di tutte, mentre invece credo molto nella serietà dei concorsi enologici, perchè vi è sempre una persona terza ( notaio o pubblico ufficiale ) che fa da garante sulla anonimizzazione ecc. Credo che per il discorso marketing apra piu' porte una medaglia d'Oro rispetto ad una segnalazione in guida, e di questo ne sono certo per esperienza diretta e vissuta. Il caso piu' eclatante che ora ricordo è quello del premio vinto, molti anni fa, dall'azienda Sartarelli, al Wine Challenge di Londra, dove il loro vino Balciana fu proclamato in sede di concorso il miglior vino bianco della manifestazione. Ancora oggi questo vino lo ritroviamo sulle guide, quando invece prima del concorso nessuno lo conosceva. Questione di punti di vista, di esperienze dirette e di angolazioni da dove si osservano le cose.

Rispondi
avatar

Paolo

circa 11 anni fa - Link

C'è concorso e concorso. Vincere come "miglior bianco del mondo" al Wine Trophy di Londra non è come vincere la gran medaglia d'oro al Concorso di Bruxelles, quest'anno appoggiato in si Sicilia. Prima di portare a casa il Trophy, il Contrada Balciana era piuttosto conosciuto in Italia: aveva già tre volte preso il tre bicchieri (quando ancora il premio ti svuotava la cantina di tutto e ti prenotavano l'annata successiva a occhi chiusi) e i riconoscimenti avevano già aperto la strada a un nuovo stile, con tanto di seguaci e imitatori. Il Wine Trophy ha aperto la caccia al pezzo raro e dato rilevanza mondiale a un prodotto già insufficiente (per quantità) per il mercato nazionale. Risultato? Prezzo triplicato da un mese all'altro. Tuttora il Balciana (non più Contrada) è il Verdicchio più caro in assoluto insieme al Villa Bucci.

Rispondi
avatar

roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

@Paolo In che anni aveva già preso il 3 bicchieri il Balciana, prima del Wine Challenge di Londra ?

Rispondi
avatar

Paolo

circa 11 anni fa - Link

Contrada Balciana 1994 premiato su Gambero Rosso 1997 (uscito ottobre 1996) Contrada Balciana 1995 premiato su Gambero Rosso 1998 (uscito ottobre 1997) Contrada Balciana 1997 premiato su Gambero Rosso 2000 (uscito ottobre 1999, appena prima della comunicazione del Trophy).

avatar

roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

Grazie Paolo, delle informazioni, ma credi che il successo del Balciana sia stato decretato piu' dai 3 bicchieri o dal Concorso Wine Challenge di Londra ?? Comunque meno male che almeno una Guida se ne era accorta della sua esistenza. P.S. ) Credo anche di avere capito chi sei Paolo ( De Cr.....?? o sbaglio ??).

avatar

Vignadelmar

circa 11 anni fa - Link

Forse il suo nome è Pierpaolo. Ciao .

avatar

Paolo

circa 11 anni fa - Link

@Vigna: forse. @Gatti: l'ho scritto sopra. Chiacchierini vendeva già tutta la sua produzione, anche -vorrei dire soprattutto- grazie al tre bicchieri. Il WT ha aperto mercati impensabili per una piccola azienda poco votata al marketing e specializzata in un solo vitigno. Per una ovvia legge di mercato è salito il prezzo del Contrada Balciana (forse troppo, ma questa è una considerazione da cliente più che da economista) mentre Tralivio e Classico, pur lievemente ritoccati, non sono stati investiti dal fenomeno iperinflattivo. Il Whine Trophy è un premio importante ma solo quando sei al vertice. "Miglior bianco d'Italia" per poi passare al "miglior bianco del mondo". Prendere una medaglia d'argento dice poco ai produttori. Per non parlare degli altri concorsi. Chi gira per cantine, come me, di diplomi attaccati ne vede infinità: Duja d'or, Banco di Torgiano, Bianco da Pesce della Fiera di Ancona, concorsi legati alle varie fiere vinicole. E poi diplomi di tutte le guide. Il produttore è contento: ha il pezzo di carta. Si attacca al muro quello di Teleradioelettra, figuriamoci belle pergamene vergate a mano che vanno a coprire muri stuccati malamente o, talora, il nudo cemento. Poi, dire quali tra questi porti pubblicità reale, clienti in cantina, fatturato tout court, beh, è un altro paio di maniche. Direi di farlo dire ai produttori quale sia il loro "premio preferito". A spanne direi che Tomacelli ha visto giusto.

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 11 anni fa - Link

Parlando della Sartarelli non si può non affermare che trattasi di una delle aziende più serie, rigorose e tradizionali del comparto jesino. Il meno tradizionale è appunto il loro Balciana. Ma se parliamo del Classico, del Tralivio ed anche dell'ottimo sfuso non possiamo che dire: "Viva il Verdicchio, viva Sartarelli" . Ciao

Rispondi
avatar

roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

Condivido in toto le Vs analisi : Sartarelli produce ottimi vini, non da ultimo uno sfuso venduto ad un prezzo -regalo, migliore di moltissimi vini in bottiglia. Sono stato in azienda alcuni anni fa ed abbiamo fatto una verticale dei loro vini, direttamente al sito aziendale : http://www.sartarelli.it/it/home.htm nella sezione rassegna stampa Ciao Roberto P.S. )@ Paolo Complimenti per essere un " semplice " appassionato che gira per cantine.........

Rispondi
avatar

Paolo

circa 11 anni fa - Link

Qui il discorso era legato ad altre dinamiche e non alla qualità dell'azienda e dei vini. E neanche si voleva criticare il fatto di aver aumentato il vino: siamo in una condizione di libero mercato e l'imprenditore decide cosa è meglio per la sua azienda. Tra l'altro i maggiori utili sono stati utilizzati per accrescere il patrimonio vitato e migliorare tutti gli aspetti legati alla cantina. In una parola: è stato reinvestito. Il Balciana non è un Verdicchio tradizionale ma oramai è assurto al ruolo di "classico" per il comparto dei vini da uve surmature: in questo è stato un pioniere, un esempio, un modello. Ora è un vino che non delude se cerchi pienezza, suadenza, ricchezza, lunghezza glicerica e alcolica. Certo, soffre l'attuale trend che vuole la critica spostata e ben disposta più su vini tutta bevibilità, freschezza e aromi mineral-idrocarburici. Chi lo sceglie sa che troverà una lunghissima scia di frutta matura, miele, mandorle, timo fuse in un palato avvolgente e materico. E così sarà per gli anni a venire, infischiandosene delle mode del momento perché, appunto, oramai è un "classico" (e anche superiore. :-) )

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 11 anni fa - Link

E noi di quello che pensa certa critica ce ne freghiamo beatamente....di Balciana ce ne siamo bevuti negli anni parecchie bottiglie, sempre con grande piacere. Ricordo ancora con commozione l'ultima immensa 1997 scolata, la cui bottiglia fa bella mostra di se in Osteria. A breve mi berrò una 2004 e nella mia personale magnummaia riposa una magnum di 2007 da soli 15,5 gradi alcolici.....saprò aspettare che maturi a dovere. E' un vino interessantissimo, con una poliedricità di abbinamenti possibili tuttora inesplorata compiutamente. . Ciao

Rispondi
avatar

Gabriele

circa 11 anni fa - Link

Ho iniziato a comprare la guida Ais anni fa, perchè era comunque la più completa nelle descrizioni del vino. Ultimamente però mi sa molto di "cricca" come è possibile che Salvatore Murana un anno prende 5 grappoli e poi sparice dalla guida? stessa fine per Travaglino?

Rispondi
avatar

aldo

circa 10 anni fa - Link

Ho gia' scritto che a ottobre inizia la "saga" delle guide con le variabili dipendenti ormai ineluttabili.Dopo averle consultate tutte iniziamo a fare domande.

Rispondi
avatar

Cinzia D'Agostino

circa 1 anno fa - Link

Scusate la mia ignoranza in materia ma mi piace imparare cose nuove. Quando vengono consegnati i vini cioè quale è il periodo che le varie guide iniziano le "selezioni"?

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.