Tutti i trucchi del mestiere per bere gli spirits d’estate e sopravvivere felici

Tutti i trucchi del mestiere per bere gli spirits d’estate e sopravvivere felici

di Thomas Pennazzi

Anche quest’anno è arrivata la stagione in cui si diventa inconsapevolmente maomettani. Fa troppo caldo per bere alcolici, e si ripiega sui rosé, sui bianchi sbarazzini, sui vinelli frizzanti col fondo o senza, sui lambruschi ancestrali o da coop; mentre qualche fortunato beone stappa champagne, il popolo si dà alle birre di ogni razza e colore. Presto si tornerà ai nostri fieri bicchieri da meditazione, ma per l’intanto come sopravvivere?

Ecco un breve manuale per gustarvi un calicetto forte anche quando sarebbe meglio seguire i consigli del saggio profeta arabo, ed astenervi dal consumare roba inopportuna mentre impazza la canicola.

BRANDY
Lasciate perdere e riponete le bottiglie al fresco della cantina, se l’avete. Ma se proprio voleste… tentate la strada del popolare drink francese d’antan e fatevi una fine a l’eau. Una parte di cognac (brandy) e tre parti di acqua ben fredda. A piacere, anche frizzante, o soda. Ma non azzardatevi ad usare nulla più di un VSOP. Basta ed avanza. Siete in vena di bizzarrie? Osate invece un cognac XO, riposto nel freezer, e servito come una vodka, vi darà un brivido di novità aromatica.

RUM
Cosa c’è di meglio quando il caldo morde che prepararsi un cocktail? Un fresco beverone ha tra i suoi partner preferiti il saporoso rum. La provenienza? A vostro capriccio. Ma tra Caraibi ed Antille il must have è il punch. Rum bianco overproof, ghiaccio, ed una scorzetta di lime, che avrete prima ben strizzato nel vostro tumbler. Andateci piano, vi taglierà le gambe dopo pochi sorsi; ma se esagerate potreste perfino risvegliarvi nudi nell’aiuola di fianco al bar dopo una notte priva di sensi.

WHISKY
Qui lo sapete già: il grande classico di stagione è on the rocks, più quel milione di cocktail che potreste chiedere al vostro barman di fiducia. Oppure un bicchiere gelato in cui versare il biondo scozzese. Ma resto sempre dell’idea che un buon distillato si apprezza da solo e a temperatura ambiente, quando verrà il momento di tornare ai malti seri. Per ora pazientate, o bevete un più modesto blended, magari un Irish con ginger ale e, se proprio volete farlo strano, una scorzetta d’agrumi.

GIN
Anche lui promette seducenti voluttà estive. Decidetevi per la formula che più vi piace, dall’umile ma immenso Martini, a qualunque altra miscela. Ma prima scegliete con cura il gin che comporrà la vostra bibita. È una galassia botanical, dalla bottiglia più schifosa a quella pirotecnica.  Però nel gin less is more. Sapevatelo!

ANICE
Altra galassia questa, molto mediterranea, da Istanbul a Badalona, passando per Beirut, Lesbo, Ascoli Piceno, Palermo, Civitavecchia e Marsiglia. Quasi sempre da bere versando dalla caraffa dell’acqua gelata nel bicchiere, per ottenere la tanto tipica nuvola lattescente. Estivissimo.

VODKA / JENEVER / KORNBRAND / AQVAVIT
Ancora una grande famiglia, nordica stavolta. Da bere gelata, quale che sia il figlio che avete nel bicchiere. A sud del 50° parallelo, prudenza: vi va giù come l’acqua, ma poi vi peserà nella testa come piombo.

DISTILLATI DI FRUTTI
Siete da qualche parte nelle Alpi, o forse nei Balcani? Fatevi tentare da un bicchiere che profuma d’estate. Dai frutti più golosi come ciliegie, pere, prugne, pesche ed albicocche, fino alle seducenti raffinatezze del lampone;  o dalle stranezze della nocciola e della rosa canina alle rarità delle bacche come il sambuco ed il sorbo, inebriatevi di quintessenze d’aromi leggeri. Anche al palato. Da servire freschi o freddi: l’alcool si sentirà meno.

LIQUORI
L’estate è un ottimo momento anche per loro. Nocini, limoncelli, ratafià, bargnolini, acque di cedro, perfino i rosoli delle vecchie prozie, tutti meritano un sorso, purché fatti da aziende artigiane di qualità, oppure in famiglia. Non è poi così difficile. È un bere rilassato e sbarazzino, e non allontanerà il gentil sesso, anzi. Lasciate stare la robaccia da supermercato, meglio diventare astemi piuttosto.

Summer, garden party with limoncello

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Thomas Pennazzi

Nato tra i granoturchi della Padania, gli scorre un po’ di birra nelle vene; pertanto non può ragionare di vino, che divide nelle due elementari categorie di potabile e non. In compenso si è dedicato fin da giovane al suo spirito, e da qualche anno ne scrive in rete sotto pseudonimo.

6 Commenti

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sergio

circa 5 anni fa - Link

“Gradite acqua e zammù ?” http://www.saggieassaggi.it/acqua-e-zammu-piu-che-una-bibita-un-rito-daltri-tempi-che-profuma-danice/

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Sarbatore

circa 5 anni fa - Link

Acqua e zammù batte tutto ma anche il pasits. E che dire del caffè in ghiaccio con latte di mandorla e sambuca...

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Amo il mondo dei drink e quando parla Thomas per me è Il Verbo

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Thomas Pennazzi

circa 5 anni fa - Link

Troppo onore, Cristiana, grazie. Ma ricordati che Pietro (non-Stara) ha ritenuto apocrifo il vangelo di Tomaso, quindi non darmi granché peso: le mie sono chiacchiere da sbevazzoni.

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

No, no, io ti do retta eccome, altro che chiacchiere da sbevazzoni. Beh, però, in effetti, un po' sbevazzoni siamo. Meglio così! 😉 A parte il cazzeggio , il post è molto interessante, un bugiardino da tenere in questo periodo nel portaocchiali da sole, al posto della pezzetta per pulire le lenti grasse che, non so tu, ma io sono solita nettare col fondo delle T - Shirt altrui. Quelle degli amici ovviamente, così ho una scusa inattaccabile per concedermi l'ennesimo condono, la legge speciale. Come al solito quando faccio cazzate.

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Denis Mazzucato

circa 5 anni fa - Link

Aah, il ti-punch! Manca lo zucchero di canna, che è a piacere, ma ci sta tutto! Neisson l'Esprit, e via (nell'aiuola)!

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