Tre bicchieri 2013 | La Puglia premiata tredici volte. Più o meno

di Antonio Tomacelli

Update: la cantina Rubino ha comunicato su Facebook l’assegnazione dei Tre Bicchieri al Visellio 2010. Salgono così a tredici i vini pugliesi premiati.
Le notizie corrono veloci ma, a volte corrono incomplete o, peggio, sbagliate, tanto da provocare una reazione a catena che ha coinvolto l’assessore regionale all’agricoltura della Puglia, Dario Stefàno. Eccovi la fredda cronaca del pomeriggio di passione vissuto da quattro cantine pugliesi: ieri mattina il sito Cronache di Gusto ha pubblicato la lista dei Tre Bicchieri ricevuti dalla Puglia. Poche ore dopo, sulla base di quanto pubblicato da CdG e senza verifiche ulteriori, l’ufficio stampa della regione ha emesso un comunicato stampa con le congratulazioni alle cantine premiate: apriti cielo! Almeno altre quattro cantine, infatti, hanno ricevuto dal Gambero la comunicazione ufficiale ma non figurano nella lista “ufficiale”. Tra queste ci sono alcuni amici che, sia detto per inciso, hanno creduto più al comunicato della Regione che alla mail del Gambero, più una cantina che ha festeggiato la stella e pubblicato tutto su Facebook. Eccovi, dunque, la lista dei Tre Bicchieri della Puglia con le opportune integrazioni fornite dalle aziende per cui, se fossi l’assessore Stefàno, aspetterei il comunicato ufficiale del Gambero prima di ripetere gli auguri. Glielo dico con simpatia, eh!

Es Primitivo di Manduria Doc 2010 – Gianfranco Fino
Selva Rossa Salice Salentino Rosso Doc 2009 – Due Palme
Polvanera 17 Primitivo Gioia del Colle Doc 2009 – Polvanera
Vigna Pedale Castel del Monte Rosso Doc 2009 – Torrevento
Salice Salentino Doc Riserva 2009 – Cantele
Sierma 2009 – Carvinea
Old Vines 2009 – Morella
Torcicoda Primitivo del Salento 2010 – Tormaresca

75 vendemmie 2011 – Vinicola Palamà
Gioia del Colle Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto 2009 – Nicola Chiaromonte
Salice Salentino Riserva 2009 – Leone de Castris
Nero 2009- Conti Zecca
Visellio 2010 – Tenute Rubino

A occhio vedo parecchi confermati e una sola new entry, il 75 vendemmie di Ninì Palamà sul quale potrei cantare meraviglie, ma non rubricate il mio giudizio nella categoria “attendibili”: l’etichetta l’ho disegnata io!
Mentre voi vi azzuffate su presenze e assenze io, munito di bomboletta spray,  vado a scrivere sotto il cavalcavia dell’autostrada “Gianfranco Fino C’è”: qualcosa in contrario?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

20 Commenti

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roberto gatti

circa 9 anni fa - Link

Io no, anzi molto felice se un vino pugliese venisse proclamato il migliore d' Italia come lo scorso anno ! Qualcuno o qualcosa contrario ? ( faccina )

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vitruvio

circa 9 anni fa - Link

.......mi sa che ne mancano un paio uno in zona Brindisi e uno in zona Lecce..........

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

sono appena tornato da una settimana di vacanza in Puglia. Gente gentile e cordiale, cibo buono a prezzi giusti/bassi. Per i vini però, grande delusione. Rare emozioni.

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roberto gatti

circa 9 anni fa - Link

@ Stefano Non hai assaggiato quelli buoni evidentemente ! Molto spesso in ristoranti o agriturismi, questo succede un poco in tutta l'Italia, si cerca di fare quadrare i conti " speculando " sul vino ovvero : compro dei vinacci a pochi euro e poi ricarico in abbondanza, oppure compro degli ottimi vini e ricarico ancora in abbondanza. Resta ovvio che non tutti siamo disposti a spendere piu' di vino che di pranzo, per questo molto spesso ci propinano delle bevande colorate che ben poco hanno a che vedere con la parola " vino ". La Puglia è pienissima di ottime aziende e di ottimi vini, sia bianchi , rosati e rossi, oggi abbiamo veramente l'imbarazzo delle scelta a prezzi ancora molto convenienti. Ora non ti farò l'elenco dei tanti ottimi vini ( sarebbe troppo lungo ) , ma se fai una ricerca in internet tra i tanti siti disponibili, ne troverai parecchi ! Ripeto a mio avviso sei stato " sfortunato " o ti hanno consigliato male. Ciao

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Non mi sono stati proposti vini da prezzi bassi. Anzi, abbiamo anche speso abbondantemente. I vini però non ci hanno dato emozioni. Un esempio: i vini di Cantele, non hanno difetti, ma neanche personalità. Per chi vuole bere un vino "buono", si cade in piedi, ma per chi cerca l'espressione di territorio, beh, quel vino poteva essere stato prodotto in Salento o anche sui Colli Berici; non ci sarebbe differenza.

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Vignadelmar

circa 9 anni fa - Link

Ormai internet e le guide cartacee offrono a chiunque cerchi la possibilità di informarsi e trovare ciò che potenzialmente potrebbe essere di proprio gradimento. Anche sui vini. Di vini territorialissimi e parimenti emozionanti la Puglia è piena. . Ciao

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roberto gatti

circa 9 anni fa - Link

Qui hai aperto un'altro capitolo : cercare l'espressione del territorio ti garantisco, che a parte rare eccezioni, è molto difficile in ogni luogo del pianeta. resta il fatto che oggi la Puglia è piena di ottimi vini territoriali. Ma per curiosità che hai bevuto dello sciardonnè ? meglio andare sul fiano minutolo o sulla verdeca se vogliamo stare in zona . Ciao

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Faccio prima a dirvi per farvi capire, in che locali a mio parere di qualità sono stato, e che magra scelta di vini interesanti c'era. Comunque, un vino interessante è stato lo Spinomarino di Fatalone. Gli altri... banali.

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Davide

circa 9 anni fa - Link

C'è da dire che con i bianchi pugliesi, checchè se ne dica, e se si è abituati ad alti livelli, non c'è chissà quale scelta, e non credo di dire un'eresia; d'altro canto, con questo caldo, difficilmente avrete avuto modo di bere i grandi rossi pugliesi, anche se il Primitivo fa la sua porca figura anche a temperature altine.

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Gianni Cantele

circa 9 anni fa - Link

@Stefano Sarà la stanchezza dovuta a una vendemmia che mi ha già fatto virare la boa dei 30 giorni di dura battaglia, sarà che la questione sollevata tocca qualche nervo scoperto, ma non riesco proprio a pensare a una risposta "politicamente corretta" al tuo commento, anche se dovrei ringraziarti per avermi quasi salvato dal tuo censorio giudizio sui vini di Puglia. Come ha detto chi mi ha preceduto nelle risposte, la Puglia enologica negli ultimi venti anni ha fatto dei miglioramenti incredibili e, francamente, mi sembra impossibile che solo il Greco dell'amico Pasquale Petrera sia riuscito a toccare le tue corde e che NESSUNO dei rossi prodotti dal Salento alla Daunia meriti la tua considerazione. Ma tant'è, il mondo del vino è bello perchè ognuno può esprimere la sua opinione ispirandosi ai propri gusti. Quello che trovo stucchevole e poco rispettoso nei confronti di chi si fa il mazzo da anni per provare a tirare fuori dalle varietà autoctone la loro vera anima (nel mio caso Negroamaro e Primitivo), è la discussione sulla territorialità. E' possibile che un collega che viene da Gambellara abbia così tanta dimestichezza con i vitigni autoctoni pugliesi da potersi sbilanciare in giudizi così netti? Qual è il tuo vissuto rispetto a Primitivo, Negroamaro o Nero di Troia. Ammetto la mia ignoranza, ma so che non potrei fare la stessa cosa parlando della tua zona di produzione, perché mi impallineresti facilmente se mi mettessi a disquisire sulle peculiarità della Garganega in Lessinia. Durante le tue vacanze hai visitato qualche cantina? Ti sei soffermato a parlare con qualcuno di noi per capire cosa c'è dietro il rinnovamento avvenuto in Puglia. Perché, ti assicuro, di cose ne sono successe proprio tante dai tempi in cui mio nonno Giovanni Battista decise ti trasferire cose e affetti da Salcedo a Lecce, tempi in cui la Puglia eccelleva per produzioni potenti ma rustiche, vinificate senza controllo della temperatura e in cantine dove la gestione dell’igiene era a dir poco approssimativa. E qui mi rivolgo, oltre che a Stefano; anche a Roberto Gatti e a tutti coloro che scrivono di vino, per mestiere e per passione. Quali sono le caratteristiche che deve avere un Primitivo o un Negroamaro per poter essere definito “territoriale”? Chi è che lo decide? Perché se un vino rosso salentino non puzza di Brett, si tende a pensare che questo non sia frutto di una buona e attenta vinificazione, ma che sia solo merito della “miracolosa” azione di un vitigno non autoctono? Sono ormai 10 anni che lavoro con Cataldo Ferrari, il nostro agronomo, sui vigneti aziendali e su vecchi vigneti di valenti viticoltori dell’area del Salice Salentino Doc, con l’obiettivo di ottenere uve più sane ed enologicamente predisposte a essere vinificate in modo “diverso” rispetto al passato, con macerazioni più lunghe per sfruttare meglio il potenziale polifenolico, non sempre così esuberante, e affinamenti “più puliti” di quanto non sia stato fatto in passato. Facciamo tutto questo con l’assoluta convinzione che l’espressione del territorio debba essere la nostra missione, con la consapevolezza che ancora tanto possa essere fatto. Ma anche che le idee preconcette e gli stereotipi stilistici che troppo spesso circolano fra chi parla di vino possano - e debbano - essere messi in discussione. Invito Stefano e chiunque abbia interesse ad approfondire la questione, a venirmi a trovare a Guagnano. Vi ospiterò con grande piacere e coglierò l’occasione per cercare di spiegare al meglio tutto quello che non si riesce in poche righe. Magari qualcuno potrà essere incuriosito, altri rimarranno ancorati alle loro idee jurassiche sulle caratteristiche distintive dei nostri vitigni. Io, in ogni caso, vado avanti con la folle idea che un giorno anche un Negroamaro del Salento possa andare fiero di essere diventato elegante, dopo decenni di convivenza con i fenoli volatili…….

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Ciao Gianni, perdomani se posso essere sembrato offensivo ma non volevo di sicuro esserlo. So cosa costa lavorare duro e rispetto il lavoro di tutti quei vignaioli che lavorano onestamente. E' vero, non ho visitato nessuna cantina; mi ero già personalmente proposto di approfondire ulteriormente in futuro la mia conoscenza sui vini pugliesi. C'è da dire a sto punto, che visto che mi sono fatto consigliare dai ristoratori, forse sono loro che non rappresentano bene le vostre eccellenze vinicole. Nel caso di Pasquale Petrera, sono stato consigliato dall'esercente che ha colto in pieno con un vino che ci ha emozionato. Se avrò occasione ti verrò a trovare. Chiedo nuovamente perdono a te e ai nostri colleghi che possano essersi risentiti per quanto ho scritto. Le mie critiche sono relative alle esperienze che ho provato. Non sono ne un critico ne un giornalista di professione, quindi il mio giudizio ha peso solo con le persone che mi conoscono e mi stimano come bevitore di vini, che giudica in base alle sue emozioni.

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Nic Marsél

circa 9 anni fa - Link

Io invece sono stato a Gambellara a trovare Stefano Menti ma Stefano non c'era porca miseria ed ora capisco perchè :-) Per fortuna c'era comunque la sua garganega sui lieviti ;-)

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roberto gatti

circa 9 anni fa - Link

@ Gianni Cantele Con me sfondi una porta aperta, i miei primi scritti sul primitivo, sul negroamaro ecc. risalgono a 10 anni fa, quando la Puglia iniziava la sua riscossa enologica. http://www.vinit.net/vini/Le_Mie_Degustazioni/Manduria__terra_di_rossi_superlativi___2863.html L'ho seguita passo a passo e credo che ormai da diversi anni, in Puglia si trovano TRA i migliori rossi d' Italia ( e non solo ). Posso dire, senza paura di smentite che negli ultimi due anni, il salto qualitativo è stato enorme anche nelle tipologie bianche, ho bevuto dei bianchi magnifici ( i tuoi non li conosco ancora ) tanto per non fare nomi, ma facciamo i cognomi : I Pastini ecc. Per quanto riguarda il capitolo del Brett, lasciamo questo falso concetto del territorio ai francesi, che sono stati maestri a vendere difetti facendoli passare per pregi ! Quando un vino sa di Brett è da eliminare in ogni contesto ed in ogni occasione, la pulizia in cantina è fondamentale, cosi' come lo è stato la tecnica del freddo per Voi vinificatori del Sud ! La Puglia ( insieme alla Calabria ed alla Sicilia ) è stata per troppi anni ( ma ancora si continua ) una delle maggiori rifornitrici di mosti e di vini per altre regioni del nord, questo vale anche per l'olio extra vergine di oliva, che dopo opportuni tagli e " blend " viene venduto e spacciato per vino/olio di quei territori.

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Ciro

circa 9 anni fa - Link

Cantele, vini corretti ok anche se non ne bevo da un pò di tempo (6 anni circa)...perchè non ci riprovi con Violet di Guttarolo? Però, prima di esprimere la tua opinione, concedigli qualche giorno a bottiglia aperta...scolma. Ciao

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Grazie Ciro. Ne avevo sentito parlare. L'ho cercato ma non l'ho trovato (nei locali dove sono stato).

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walter

circa 9 anni fa - Link

Salve, in quale località della puglia è andato? Da come l'ha descritta, non può che essere il salento e quindi capisco perchè ha bevuto male

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Si Walter, ho visitato il Salento.

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walter

circa 9 anni fa - Link

Sig.or Stefano, la ringrazio per la sua risposta, non avevo dubbi che fosse il Salento. Per motivi di lavoro, purtroppo, lo frequento da circa tre anni e non poso essere che polemico, senza generalizzare, con questa terra. Mi limito all'offerta del food & beverage (vino). Le posso dire che, con le dovute eccezioni purtroppo poche, ogni volta che vado a cena fuori (3/4 volte a settimana) è un problema ma serio a qualsiasi livello di offerta e prezzo. L'ultima questa domenica appena passata, commento su tripadvisor. Le dico questo in risposta alla sua ove indica che ha trovato cibo buono con un rapporto qualità giusto anzi con prezzi bassi. Le posso assicurare che di tutto può trovare qui ma non di certo prezzi bassi, ma tutt'altro. In relazione alla cordialità della gente del posto , mi riferisco in particolare ai ristoratori appena fai notare che il servizio o il cibo non va bene diventano di una arroganza e presunzione mai vista altrove. È vero il mio giudizio è molto critico , soprattutto perché faccio ristorazione, Management Alberghiero Ristorativo e consulenza agli stessi da tre generazioni, ma questi pseudo ristoratori devono finirla di prendere in giro i clienti. Vogliamo parlare dell'offerta vino? Bene è semplicemente penosa. Le loro carta vini (ove presente) si limita a questo benedetto Negroamaro, vino senza infamia senza lode, e credono di avere chi sa che prodotto, ma per piacere ma sul serio. Sempre con il dovuto rispetto all'azienda che ha citato lei “Cantele” che fa un buon prodotto, ma poi per il resto buio. Vengono usati, da questi ristoratori, prodotti bassissimi che permette loro di avere solo alto ricarico economico. Ogni volta che arriva l'ora della cena e devo andare per ristoranti inizio a sudare freddo, ove non conosco inizio un recall telefonico per informarci sulla loro carta vini, mi astengo dal esternarle cosa mi viene proposto e anche con quale arroganza, del tipo qui è salento se vuole è questo!!!!!!! È pur vero che siamo nel salento ma per fortuna, a due passi a Manduria (Ta) esiste il “Primitivo di Manduria” in area Doc che non è un semplice vino ma il Principe dei vini quelli seri con la V maiuscola. Bene non sono mai riuscito a trovare qui un ristorante che avesse in carta un “Primitivo” Doc , al max un Igt (no comment). Un campanilismo senza senso , una competizione assurda. Dato che per me, e per fortuna non solo, è una condicio sine qua non , bere bene, prima di mangiare bene, ogni volta che vado in un ristorante chiedo se è possibile portarmi il vino, anche riconoscendo al ristoratore il famoso diritto di tappo. Bene in primis ci vuole mezz'ora per spiegare cosa è il “Diritto di tappo” , non oso commentare perché sarebbe troppo, poi sembra che ti stiano prendendo per un demente e ti stanno facendo un piacere. Ma su per piacere, smettetela è finita l'epoca di pappagone!!!!! se non volete che il cliente si porti il vino da casa fate una carta seria. E immaginiamo se vado a chiedere un grande Super Tuscan quale “Sassicaia” San Guido 1985 “annus mirabilis”, si suiciderebbero, ma anche se chiedesi che so come annata un 1995 o 1997 Per non parlare poi, quando ho chiesto un “Ornellaia” anche 2009 alcuni mi hanno detto e cos'è? No non ci posso credere!!!!!!!!!!!!!!!!! Per fortuna ieri mi hanno parlato di un ottimo ristorante a Carovigno (Br) ove vi è eccellente Chef e grandissima carta vini , con un preparato sommelier, e li troviamo tra i tanti , Morella, Fino , Sassicaia e Ornellaia. Prenotato per domenica almeno mangiamo e beviamo bene, finalmente oso aggiungere. Quando determinati ristoratori capiranno che la carta vini, e il vino in se, è una condicio indispensabile per una buona cena , allora le cose inizieranno a cambiare qui nel sud Italia. Detto da un uomo del Sud. Mi spiace che in occasione delle sue vacanze vacanze non abbia trovato un offerta soddisfacente di vino, che la potesse in qualche modo emozionarLa, come logica vuole, ma questa è la realtà del salento. La prossima volta, mi permetta, provi a degustare un ottimo “Primitivo” Doc e visto che qui si possono fare nomi, gli unici due produttori e prodotti ai vertici di questo vitigno sono solo Gaetano Morella con il suo strepitoso “Old Vines” e Gianfranco Fino col l'altrettanto eccellente ed eccelso “Es” . Veramente dopo queste eccellenze, di Primitivo non ce più nulla. Grazie, per avermi permesso con la sua un confronto. Walter Pentegallo

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gaetano

circa 9 anni fa - Link

i soliti...ma per fortuna l'enologia pugliese è anche altro. Non vedo vini del foggiano....che, confrontati con i nomi premiati, non hanno nulla da temere... contenti loro...contenti tutti

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lionca

circa 9 anni fa - Link

Resto sempre perplesso nel non vedere un rosato pugliese assurgere al podio dei 3 bicchieri del gambero rosso. Ben tre rosati pugliesi hanno conquistato una medaglia d'oro al concorso mondiale di Bruxell come mai nessuno di questi è stato ritenuto idoneo di un riconoscimento regionale?.Forse le giurie estere non capiscono un tubo rispetto a quelle selezionate dal gambero.

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