Ti manca un po’ di alcol nel sangue, sappilo

Ti manca un po’ di alcol nel sangue, sappilo

di Andrea Troiani

Con lo 0,05 percento di alcool nel sangue, costante tutto il giorno e tutti i giorni, si vive meglio.

No, non è l’arrogante opinione dell’autore o la presa di posizione fuori dai cardini del collettivo alcolisti anonimi di Intravino. Ad affermarlo è Finn Skårderud, psicologo norvegese dal curriculum tutt’altro che banale. Il nostro, infatti, oltre a guidare il progetto di psicoterapia presso l’ospedale universitario di Oslo, ha ben due cattedre, una presso l’Università della capitale norvegese, l’altra al Lillehammer University College, cento chilometri un po’ più a nord. Ah, dimenticavo, Skårderud è anche lo psichiatra del Comitato Nazionale Olimpico norvegese (un alcol test alle prossime olimpiadi invernali potrebbe non essere una cattiva idea).

Questa piccola dose di alcol nel sangue, mantenuta tramite un’assunzione costante, consentirebbe di dare il meglio di sé, in termini di relazioni sociali ma anche di capacità creative, performance cognitive e visione del mondo. Una sorta di tassello mancante, il sacro Graal che avvicina l’uomo alla migliore versione di se stesso.

La teoria non ha grandi conferme scientifiche. Peccato, aggiungerei, perché l’idea ha un suo fascino, soprattutto se quello 0,05% è fatto di vino buono.

A rimanerne evidentemente affascinato è stato anche il regista danese Thomas Vinterberg, che prende spunto dalla teoria di cui sopra per costruire il suo ultimo film Druk, in italiano Un Altro Giro, uscito nei cinema proprio in occasione della loro riapertura post emergenza pandemica.

I quattro amici protagonisti della pellicola sono professionisti danesi di mezza età, annoiati o addirittura in piena crisi esistenziale e alle prese con separazioni, isolamento e una certa solitudine, che si respira un po’ ovunque. Decidono dunque di provare a migliorarsi, a uscire dalla triste quotidianità grazie alla formula salvifica di Skårderud. Si aprono le danze alcoliche, che porteranno il film dai toni della commedia a quelli del dramma e poi via via fino al compimento di un’analisi sociologica collettiva.

Gli amici sfidano i propri limiti rivivendo gli entusiasmi della loro giovinezza, cercando di capire fin dove possono spingersi per arrivare a toccare finalmente la loro versione migliore, per dimostrare, a se stessi e agli altri, di non essere dei perdenti.

Lungi dall’esprimere giudizi sul tema del rapporto con l’alcol e l’alcolismo, evidentemente molto sentito a quelle latitudini, Vinterberg dipinge, anche grazie all’interpretazione di un potente, intenso Mads Mikkelsen, un film affascinante e liberatorio, intimo ed esplosivo.

Un altro giro, tra l’altro, è stato premiato con l’Oscar 2021 come miglior film in lingua straniera e, nella stessa edizione, Vintenberg è stato candidato al premio di miglior regista.

Un suggerimento: sbrigarsi ad andare a vederlo in sala, magari dopo un buon aperitivo, ovviamente alcolico.

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Andrea Troiani

Nasce a Roma dove lavora a mangia grazie al marketing digitale e all'e-commerce (sia perché gli garantiscono bonifici periodici, sia perché fa la spesa online). Curioso da sempre, eno-curioso da un po', aspirante sommelier da meno.

8 Commenti

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marcow

circa 1 mese fa - Link

Leonardo DiCaprio produrrà il remake di Un altro giro e, forse, sarà anche l'interprete principale. Ma non è per questo che penso che Druk sia un piccolo capolavoro. Ho letto altre recensioni che confermano le impressioni dopo questa dell'articolo di Andrea Troiani. _____ L'alcol viene un po' snobbato nei discorsi sul vino. È, invece, secondo me, l'elemento più importante: un vino senza alcol è una ciofeca(ma sembra che avrà molti clienti nei prossimi anni) Il film tratta tutti gli aspetti dell'uso dell'alcol: positivi e negativi. Anche se non suffragata dalla scienza la teoria dello psicologo norvegese, che prevede un uso molto moderato di alcol, contiene qualche verità vecchia come il mondo. Basta leggere quello che hanno scritto molti personaggi famosi della storia sul vino. Quando ancora non esisteva la cd. DEGUSTAZIONE ANALITICA che domina oggi nel mondo contemporaneo ma che a me appare, a volte, di una noia mortale. Cerchiamo altre cose nel bicchiere. Anche Nicola Perullo lo ha detto. E l'alcol, usato moderatamente, può stimolarci positivamente in alcuni aspetti della vita come quelli suggeriti dal prof. Finn Skårderud nella sua "originale" teoria sull'alcol.

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BT

circa 1 mese fa - Link

è un film stupendo. guardatelo. non è un apologo dell’alcool, tutt’altro. é un vero capolavoro.

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Nic Marsél

circa 1 mese fa - Link

Non l'ho ancora visto ma non mancherò. Vinterberg è un mio pallino dai tempi di "Festen", film capostipite del Dogma 95.

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Andrea

circa 1 mese fa - Link

Ciao Nic, senza dubbio più accessibile di molti dei film di Lars von Trier ;-)

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Lanegano

circa 1 mese fa - Link

Film poetico e struggente. Piccolo capolavoro.

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giuseppe costantino

circa 1 mese fa - Link

Non so che età abbiate, io come quella dei protagonisti e sono anch'io insegnante; mi associo ai complimenti al film ma aggiungo che è tristissimo. Mi sarò identificato troppo?

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Andrea

circa 1 mese fa - Link

Concordo, ma anche liberatorio e mai disperato.

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Rosella Gallo

circa 1 mese fa - Link

Se non mi sbaglio, e forse non mi sbaglio, sono la prima donna a postare un commento. E comunque e a parte tutto, vorrei aggiungere una nota a quelle, belle e interessanti, che ho letto. Ovvio, che sono del tutto d'accordo con marcow, anzi, dico che una volta sono quasi venuta alle mani, però signorilmente, con uno che aveva criticato il mio elogio del vino a partire dall'alcol. Detto questo. Io insegno. E, con i miei studenti, ho sempre ragionato su che cosa scatenava il desiderio. Bello ballare. Bello il pattinaggio artistico. Bello il corteggiamento e bello fare l'amore. Allora e come prova scientifica: bello vedere quel film se qualcuno ne parla in modo interessante. Conosco un po' la cinematografia del Nord Europa, e amo molto Joachim Trier. Ma non ho visto il film di cui parla, così bene e così affettuosamente, Andrea Troiani. E mi è venuta voglia di vederlo. E di ragionare pure io sul rapporto, così complesso e così pieno di luci e ombre, che coloro che, per cultura, abitudine, disperazione, solitudine o speranza, intrattengono con l'alcol e con tutti i suoi volti, soprattutto con quelli letterari, cinematografici e molto altro. Insomma, con tutto ciò che fa dell'alcol un argomento di conversazione. Dunque, risultato della lettura di questo post: cerco il film e me lo guardo. Credo sia questo che, al momento, conta. Grazie a tutti sempre, grazie comunque e sempre grazie di esserci. Imparare è sempre bello. Imparare cose sul vino, poi, è talmente bello da essere impagabile.

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