Terrazze Singhie, la Lumassina incastonata tra i boschi

Terrazze Singhie, la Lumassina incastonata tra i boschi

di Giorgio Michieletto

A volte ci vogliono i giovani per raccontare bene le storie dei nonni. Soprattutto se sei nell’entroterra della Liguria dove gli anziani spesso son di poche parole e il gusto della lumassina di una volta è più raro di un parcheggio sulla costa.

Dopo aver girato e bevuto il mondo, dal Friuli alla Nuova Zelanda, Sara Polo e Mauro Migliavacca hanno declinato il loro sogno di winemaker a Orco Feglino, in località Castagnassi: una vigna di 6mila metri, incastonata nel bosco di castagni, pini, lecci.

Fiori, api, farfalle… Forse folletti, streghe, sciamani. Quando esci dal sentiero fitto di rovi ti si apre di fronte un vero e proprio spicchio di lumassina.

Viti vecchie, alcune centenarie, 29 terrazzamenti con muretti a secco e pali di castagno grezzi che puntano il cielo e sembrano totem. Ci spiegano che si tratta di un sistema di allevamento tradizionale, l’ambrustin, tipico di questa valle ligure. Il vigneto, esposto a sud ovest, è a circa 300 metri; la composizione del terreno in prevalenza sabbia e limo. Ma non servono troppe parole perché c’è qualcosa di magico quassù; anzi, qua dentro.

La vigna e il bosco diventano una cosa sola: il mare è vicinissimo, ma non si vede. Lo senti nel vento. Sara e Mauro sono innamorati di questo angolo di Liguria e della viticoltura biologica: c’è un gran lavoro per cercare di mantenere e migliorare la biodiversità attorno.

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Raccolgono lumassina, piantano erbe officinali. Hanno mille progetti in testa e anche altre vigne in conduzione. L’azienda Terrazze Singhie è nata nel 2017, ma partita a cento all’ora e con sole 3mila bottiglie si sta muovendo bene. Il vino è più facile trovarlo a Milano che in Liguria: l’etichetta è moderna ed evocativa e basta sentire questa storia per finire nella fiaba (e nelle “vinerie naturali” più in voga).

Ma solo arrivando qui, nella “riserva indiana della lumassina” a Orco Feglino, si può capire il senso di questa bottiglia. Loro se la caricano in spalla per fartela assaggiare nel vigneto, all’ombra dei castagni. La cantina è altrove, a Carcare, lontana 35 km. L’uva viene raccolta fra la fine di settembre e metà ottobre con più passaggi. Occhio clinico sui grappoli intaccati dalla botrite, poi micro vinificazioni e fermentazioni spontanee. Macerazioni sulle bucce da 10 a 20 giorni e affinamento in botti di rovere usate da 225 e 500 litri; sulle fece per 11 mesi. In bottiglia senza filtrazioni né chiarifiche.

Usano il legno perché – ci spiegano – una volta la lumassina veniva quasi sempre vinificata nel castagno (anche se la raccolta era più precoce). L’idea sarebbe quella di sperimentare proprio questo contenitore che diventerebbe poi il fil rouge del lavoro di Terrazze Singhie: dalla vigna, all’etichetta del vino (con disegnata una foglia di questo albero), alla cantina.

Terrazze Singhie, Lumassina Di Bosco 2019, Colline Savonesi Igt.
Il colore è dorato e tutto si gioca sui toni del giallo: cedro, ginestra, fiori di campo un po’ appassiti. Poi note erbacee più fresche: ortiche, pepe bianco e un bel balsamico; resina e corteccia. L’attacco è di grande freschezza e acidità, in bocca poi il vino si allarga abbastanza con sfumature un po’ più dolci di miele di castagno e mela matura, ma la sapidità ti rinfresca sul finale e trascina il sorso. Nel bicchiere cambia molto, ha anche bisogno del suo tempo per aprirsi. Si può giocare con la temperatura, partendo sui 10 gradi per lasciarlo scaldare nel bicchiere tranquillamente fino a 15. Ti viene voglia di coniglio e di tagliatelle coi finferli.

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Sommelier Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

1 Commento

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Nicola Boschetti

circa 3 mesi fa - Link

Lumassina, che bella scoperta. L'abbiamo conosciuto presso l'azienda della famiglia Ruffino a Punta Crena (Varigotti) e l'abbiamo subito trovato interessante. Conoscete? Ora andremo a cercare quello che consigliate voi. Grazie.

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