Tenuta Sette Cieli, il cielo di Bolgheri è color Indaco

Tenuta Sette Cieli, il cielo di Bolgheri è color Indaco

di Andrea Gori

Bolgheri non smette di stupire e appassionare ma c’è chi da tempo si proietta da questo territorio d’elezione ancora più in alto, almeno in termini altimetrici. Tenuta Sette Cieli si trova fra Bolgheri e l’abitato di Castagneto Carducci a  400 m slm con vigneti piantati su terrazzamenti estesi con muri a secco.

L’azienda nasce nel 1998 con Erika Ratti, figlia dell’imprenditore tessile comasco Antonio Ratti, ma oggi è Ambrogio Cremona Ratti a condurre questa tenuta di  120 ettari di cui 10 a vigne suddivise tra il comune di Monteverdi Marittimo (Pisa) e la Doc Bolgheri. Nel lavoro non è ovviamente solo ma si avvale come CEO e winemaker della vulcanica e trascinante enologa  Elena Pozzolini già segnalata da Wine Enthusiast e Forbes come astro nascente degli enologi italiani.

In effetti è un piacere parlare (via zoom) con lei , percepire la sua determinazione ed entusiasmo e soprattutto ascoltare come la lunga esperienza nel campo tra California, Australia, Argentina e infine Italia l’abbia formata in maniera completa e originale. Tutti i vigneti sono in regime biologico e ogni parcella ha vinificazione separata ed è proprio grazie a questo che nasce Scipio, uno dei due vini del tasting, a base esclusiva di Cabernet Franc. Oggi la tenuta produce 90 mila bottiglie all’anno e oltre Scipio (che rimane una chicca da 9000 bottiglie) abbiamo Indaco da uve malbec, cabernet sauvignon e merlot, il Bolgheri “Noi 4” da cabernet sauvignon, merlot, petit verdot e cabernet franc e infine lo Yantra IGT prodotto con uve cabernet sauvignon e merlot.

L’annata 2016 viene ricordata come regolare con le giuste piogge primaverili, molti simile alla 2013, anche se le temperature estive allora erano state più alte. I terreni  hanno medio impasto con scheletro dominante in cui sabbia, limo e argilla si integrano. L’acidità dovrebbe rappresentare la cifra stilistica per Tenuta Sette Cieli e il territorio aiuta non poco sebbene l’acidità penalizza in parte i vini da giovani ed escono quindi più tardi rispetto ai conterranei. Impianti con densità molto alta ma resa bassa, produzione a ceppo intorno al mezzo kilo, nel 2013 le viti erano a circa 60 cm di distanza.

Indaco Igt Toscana 2016
Malbec 33% cabernet sauvignon 33%, merlot 34%, affinamento in barrique circa 18 mesi, separato per ogni varietà, e poi viene fatto il blend. Il 40% circa matura in legno nuovo, affinamento in bottiglia di quasi 2 anni. Note di pepe e ciliegia, mirtillo nero, ribes rosso e resina, ricchezza di lamponi e fragole in confettura, pepe e sandalo. Sorso dal grip pazzesco con un fremito passionale di menta e polpa di frutto nero, legno di cedro e tabacco , tannino ricco e intrecciato che deve ancora distendersi ma già c’è gusto e passionalità contagiose. 92

Scipio Igt Toscana 2016
100% cabernet franc 22 mesi in barrique poi due anni in bottiglia. Naso ferroso e fruttato scuro, iodato e saporito, balsamico spinto e roccioso, eucalipto, menta, canfora, ligustro e sandalo. Al sorso emerge quasi il bergamotto poi lo iodio del mare che si infila nel naso e non se ne vuole andare. Tannino in assestamento, feeling del sorso di grande dinamica e opulenza. 91

I vini di Sette Cieli sono vini intensi e molto marcati nei gusti profumi e sapori ma che in effetti rispetto alle prime uscite si stanno sfinando e acquisendo freschezza. I prezzi sono importanti ma la crescita e la qualità in effetti ci sono:  nel medio termine potremo anche trovare sorprese e meraviglie nelle prossime annate e soprattutto potremo verificare che la freschezza e il brio di questi vini importanti ma piacevoli da bere si ripeterà con un’annata tosta come la 2017, la prossima in arrivo.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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Renato

circa 12 mesi fa - Link

Il sangiovese è stato colpito dalla fillossera?

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Andrea Gori

circa 12 mesi fa - Link

come tutti i vitigni!

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Renato

circa 12 mesi fa - Link

La mia voleva essere una battuta. Evidentemente non è stata capita. Colpa mia.

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