Silence is sexy. Due verticali di Catarratto e Pignatello by Nino Barraco

Silence is sexy. Due verticali di Catarratto e Pignatello by Nino Barraco

di Graziano Nani

Silence is sexy cantano gli Einsturzende Neubauten, gruppo berlinese di spicco nella scena rock avanguardistica. In effetti la serata di sabato da Sarfati a Milano è stata una grande sinfonia di silenzi, orchestrati dalle parole misurate di Nino Barraco. Veloci racconti in pillole del territorio, del lavoro e dei singoli vini, studiati per lasciare spazio a oasi protette senza parole in cui comprendere le diverse annate in tutta tranquillità. Poche le parole di Nino, poche le chiacchiere tra gli ospiti, tanti i minuti in più per degustare nella tranquillità di un contesto piacevole come lo Spazio Eventi.

Al centro della serata una doppia verticale di due tra i vini più rappresentativi del lavoro di Nino Barraco, il Catarratto e il Pignatello, prodotti nella zona di Marsala. Un’area che, come sottolinea il produttore, escludendo il grande De Bartoli e il famoso fortificato, non presenta grande storicità.

Il Catarratto, che nell’immaginario collettivo può rappresentare il cuginetto povero del Grillo, con meno carattere e meno risorse, in realtà grazie al lavoro di Barraco esprime potenzialità stupefacenti. Nino racconta di una doppia lettura che è possibile fare sulle annate. Degustando, infatti, è possibile leggere non solo le stagioni e il loro andamento climatico, ma anche l’evoluzione dello stile del vignaiolo anno dopo anno.

CATARRATTO 2006
Complesso, intenso, vibrante, due giorni di macerazione, nasce da piante che al tempo avevano 30 anni e oggi superano i 40. In forma smagliante, la freschezza viva si intreccia con una nota calda figlia di giornate di scirocco che hanno portato grande concentrazione. I sentori sono innervati da un’intrigante pietra focaia capace di evolversi in una sapidità che si deposita sulle labbra e lì rimane. Grandioso, elegante, dedicato a tutti quelli che dicevano a Nino che vicino al mare non possono nascere grandi bianchi.

CATARRATTO 2007
L’annata racconta bene l’evoluzione del lavoro di Barraco su macerazioni più spinte e pronunciate, con il tannino che da contrappunto diventa presenza costante. Il frutto è ricco e polposo, dalla terra si digrada verso il mare con la pietra che diventa salmastra, come uno scoglio lavato dal mare. Interessante il battibecco tra una bella acidità ben presente e un sentore di caramella mou.

CATARRATTO 2010
Un carico di sentori fin troppo pronunciati, sono gli anni in cui si toccano le macerazioni più lunghe che arrivano fino a 8-10 giorni. Quasi un orange wine, con sentori di tè nero e panettone, Nino lo definisce barocco e in effetti qualche orpello si mette in evidenza, rappresentato più che altro dalla canditura di agrumi e frutta gialla. Rispetto ai precedenti la nota iodata è più sfumata, per me è l’annata meno interessante tra quelle provate.

CATARRATTO 2012
Per Barraco è l’anno dello spartiacque, nel bicchiere c’è personalità da vendere che non va però a discapito della bevibilità. Si sente che la mano del produttore ha cambiato stile, la frutta gialla incontra una freschezza appassionante di agrumi mediterranei. Il più elegante tra tutti, dischiude sentori di spezie come la noce moscata e lievi sbuffi di note affumicate. Curiosamente, sottolinea Barraco, è quella che più somiglia alla 2006, come se ai tempi in cuor suo sapesse già dove voleva andare.

CATARRATTO 2013
Si prosegue sullo stile impostato l’anno precedente, tipicità e finezza dialogano su uno sfondo di fiori gialli e note iodate che arrivano come sciabordate per poi persistere sulla punta della lingua. Anche questo ha un’ottima beva, con una punta di tannino che dona struttura e personalità. Complesso e ricercato, chiude il cerchio rispetto al lavoro iniziato da Barraco sette anni prima.

PIGNATELLO 2007 
Puro e vigoroso. Rispetto al Catarratto, in generale, si sente meno la mano del produttore, ed emergono di più le condizioni climatiche delle diverse annate. La polvere di cacao avvolge una polpa succosa di frutti neri e una nota iodata che dona slancio e freschezza. È un rosso da pesce, dice Barraco, che fa venire voglia di cozze gratinate. Chiudono note di oliva nera e di spezie scure che ne irrobustiscono la personalità.

PIGNATELLO 2008
Nervoso, poco addomesticato. C’è meno struttura rispetto al precedente, a favore di una nota sapida che sborda fino a lambire una colatura di alici. Più che il cacao qui emerge la carruba, con un sottofondo di erbe aromatiche mediterranee a mitigare un carattere comunque irruento, dato anche da un tannino che per me è un pelo troppo in evidenza.

PIGNATELLO 2010
Sontuoso, di un’eleganza ricercata. La polvere di cacao con il suo profumo intenso traina tutti i sentori che uno vorrebbe sentire nel Pignatello. Il frutto nero è croccante e preciso, lo slancio sapido rimanda a note piacevoli di alghe marine e l’equilibrio si rende più ricco con riverberi di china ed erbe amare. Tra tutti, quello che mi ha conquistato di più.

PIGNATELLO 2011
Esuberante. Aumenta la concentrazione, aumenta il calore, il frutto si fa più maturo. Anche la trama tannica è più fitta, ma il tutto non va a discapito della beva grazie a un’acidità ben viva e sferzante. La sapidità del cappero si fa sempre più sentire fino a sfiorare i cristalli di sale marino, con una chiusura amaricante giocata tra polvere di caffè e caramella al rabarbaro.

PIGNATELLO 2012
Rustico. I sentori del mare lasciano spazio a quelli della terra, mentre il tannino resta sottotraccia, meno marcato rispetto all’anno precedente. Le note terrose si arricchiscono di funghi e sentori di ferro, poi spuntano cenni di carne e i salumi stagionati. Tra tutti, per me, quello meno inquadrabile nello stile Barraco.

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Graziano Nani

Frank Zappa con il Brunello, Hulk Hogan con il Sassella: per lui tutto c’entra con tutto, infatti qualcuno lo chiama il Brezsny del vino. Divaga anche su Gutin.it, il suo blog. Sommelier AIS, lavora a Milano ma la sua terra è la Valtellina: i vini del cuore per lui sono lì.

4 Commenti

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Francesco Wineinsicily

circa 3 anni fa - Link

Quindi Einsturzende Neubauten sta alla musica come Nino Barraco al vino? ... :)

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graziano

circa 3 anni fa - Link

era solo un'ispirazione, il mio intento non era spingermi fino a questo parallelismo, ma la caratura dei personaggi mi sembra comparabile ;)

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Francesco

circa 3 anni fa - Link

la verità è che ci piacciono entrambi. Complimenti e un personale ringraziamento per il geniale parallelo.

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graziano nani

circa 3 anni fa - Link

grazie :)

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