Scomode alternative al classico tappo di sughero (questo è un titolo fazioso)

di Antonio Tomacelli

Ricordo la mia prima volta come fosse oggi. Né le bestemmie peggiori né i più oscuri riti voodoo servirono per abbattere quel muro di silicone che mi separava da un Primitivo promettente. Motivo per cui, appena ho visto la pubblicità che in Francia benedice il  tappo di sughero come unica chiusura degna del vino, segretamente ho approvato. La campagna, promossa dai produttori di tappi in sughero, costerà in totale 20 milioni di euro e dovrebbe convincere un mercato che in realtà è già bello convinto di suo. L’ottanta per cento dei francesi, per dire, sviene alla sola visione di un tappo a vite e ha violente crisi esistenziali davanti a una chiusura in silicone.

Il claim dela campagna? “Sempre imitato, mai eguagliato” a corredo di strane paperelle e tappi che neanche il vinavil vorrebbe. A che serve una tale spesa se la maggioranza dei consumatori non sopporta imitazioni? I produttori di sughero e tappi si sentono vittime degli ecologisti, che li accusano di devastare foreste e sugheraie. Niente di più falso, rispondono loro, piantiamo ogni anno più alberi di quanti ne utilizziamo e poi per produrre il sughero non sempre bisogna tagliarli. Insomma, carbon footprint regolarissima e tanta voglia di recuperare quote di mercato, visto che nel nuovo mondo sono belli attivi, specie con i tappi a vite. Che, devo dire, neanche a me dispiace abbinato a certi bianchi beverini da cozza cruda.

Ma il silicone no, quello mi provoca frustrazioni peggiori del tappo di trucioli ricicciati che si sbriciola durante l’apertura. Ehi! Senza volerlo vi ho dato la mia personale classifica delle “peggiori chiusure per le bottiglie di vino di tutti i tempi”. Adesso tocca a voi: qual è il vostro incubo peggiore?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

37 Commenti

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Fabio Cagnetti

circa 11 anni fa - Link

l'incubo peggiore è il sughero di qualità scadente, soprattutto su bottiglie relativamente giovani e che vengono quindi avvicinate con il cavatappi tradizionale, con il risultato di spezzare il tappo costringendo a operazioni di recupero in stile Golfo del Messico o, extrema ratio, all'uso di colino e caraffa. Che la qualità media dei sugheri sia crollata nell'ultimo decennio è sotto gli occhi di chiunque apra bottiglie di quelli precedenti con una certa regolarità, e anche per questo ben venga lo Stelvin per vini destinati ad essere consumati entro un paio d'anni.

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Eugenio Bucci

circa 11 anni fa - Link

In una mia personalissima classifica il tappo di sughero è apolitico, apartitico, democratico. Colpisce belli e brutti, buoni e cattivi, cari ed economici. Certo, un tappo di qualità migliore è 'probabile' che garantisca meno danni (anche se la cosa è da dimostrare in maniera anche solo vagamente scientifica). Ma dalla mia esperienza, che parte dal 1990 circa, il tappo di sughero è bello e affascinante ma spesso un problema. Non solo per le bottiglie clamorosamente tappate. Ma anche quelle mezze mute, inespressive, che non restituiscono per nulla il vino per quello che è. E che innervosiscono (eufemismo) i produttori che si ritrovano giudicati dei vini che sono il dottor Hide del loro prodotto. Come alternativa mi piace poco il silicone mentre mi piace quello a vite, economico, sigillante il giusto. Iniziare almeno sui vini più semplici sarebbe già un bel passo in avanti.

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patrizio mengozzi

circa 11 anni fa - Link

Eugenio, sono con te, per me il tappo a vite va benissimo, anzi i produttori dovrebbero usarlo anche per le proprie riserve. Ma voi credete veramente che i Romani, o le popolazioni che hanno cominciato a creare le chiusure dei contenitori per conservare il vino, se avessero avuto disponibile il tappo a vite o qualsiasi altra chiusura diversa dal sughero, si sarebbero messi a scortecciare le querce? Via....non prendiamoci in giro. :roll:

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Esiste anche un altro tipo di tappo, in vetro, di una casa tedesca, lo usa ad esempio Brezza per un paio di suoi vini, fra l'altro è riutilizzabile e fa anche la funzione di ritappare il vino aperto. Non è sicuramente LA soluzione, ma è una valida alternativa al sughero soprattutto per i vini che non sono destinati all'invecchiamento. Del resto, checché ne dicano i francesi, la qualità dei sugheri si è fortemente abbassata e la causa principale è l'enorme richiesta che non consente sufficiente maturità delle piante. Il rischio di vini rovinati dal sughero è piuttosto elevato, ancora di più con le mezze bottiglie, che sono in aumento per favorire il consumo del vino al ristorante.

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Cellar Tours

circa 11 anni fa - Link

anche Cusumano utilizza il tapo di vetro per alcuni suoi vini.

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Cellar Tours

circa 11 anni fa - Link

mi è saltata una "p", ovviamente tappo

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Stefano

circa 11 anni fa - Link

io faccio il tifo per lo stelvin.

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patrizio mengozzi

circa 11 anni fa - Link

Per rispondere alla domanda finale di questo thread, l'incubo peggiore è quando si va in un ristorante assieme ad amici e ti fai portare una bottiglia che conosci per molto buona normalmente tappata a sughero, e poi....delusione! Non sa di tappo (troppo facile :)), ma non è quel vino; risulta irriconoscibile! Vaghe ossidazioni, sensazioni di svinito e, come scrisse tempo addietro Fabio Rizzari (vedi qui: http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/24/lagente-nascosto/), "pastiglia di antibiotico masticata". Praticamente un vino sputtanato, specie per un consumatore che a quel vino, si accosta per la prima volta.

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Antonio Ciccarelli

circa 11 anni fa - Link

Sono pienamente d'accordo con Patrizio. L'incidenza di questo tipo di tappi "contaminati" sta diventando preoccupante, capita molto spesso di trovarsi ad assaggiare vini il cui tappo apparentemente sembra buono ma il vino ha un profilo olfattivo molto strano (poco fruttato) e al gusto ha tannini secchi e sgradevoli. In una recente degustazione, su 60 bottiglie di Nebbiolo e Barbera d'Alba, abbiamo aperto la seconda bottiglia ben 12 volte! Solo 1 su 12 era nettamente "tappata", negli altri 11 casi la seconda bottiglia era nettamente migliore di quella "sospetta". Neanche a me piace il tappo a vite, ma se si cominciasse ad usare questo tipo di chiusura per i vini da bere giovani, magari si potrebbe avere una selezione più attenta per i tappi da usare sui vini da invecchiamento.

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

il tappo in sughero: problematico, la qualità dei sugheri è crollata, spessissimo porta con se contaminazioni e puzzette di ogni tipo. Per non parlare poi di quelli compattati... tappo di vetro: per non parlare di quel gusto un po "sborone" che lo accompagna ha un costo non indifferente... tappo a vite: semplicemente perfetto! Se non fosse per la difficoltà e lo sgomento di aprire un Coche dury con un gioco di polso ;-) tappo al silicoen: un guaio, non solo spesso è inamovibile peggio di excalibur, ma poi spesso contamina il vino con puzzettine viniliche delle colle e componenti per assemblarlo. tappo corona, altro tapo perfetto, tranne che per l'aspetto estetico... Non a caso gli champagna riposano così tappati per anni ciao A

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Alessandro, chiedi ai produttori che usano "anche" il tappo a vetro, se ne sono pentiti, se il costo li costringe ad aumentare il prezzo delle bottiglie. Il tappo di vetro è riutilizzabile, inoltre garantisce una perfetta conservazione del vino anche una volta aperto, pensa a chi fa ristorazione o mescita. Il suo costo si ammortizza benissimo, anche perché non rovina mai i vini, e questo è già un risparmio rispetto al rischio del sughero. Inoltre va visto come opportunità (insieme a quello a vite e a corona) per ridurre le richieste di sughero a favore dei vini da invecchiamento.

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patrizio mengozzi

circa 11 anni fa - Link

Guardate che la tenuta del tappo di vetro, la fa solo ed esclusivamente un OR di gomma. Quindi, a voi ogni commento.

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Si ma si tratta di elvax, privo di pvc e il contatto con il vino è solo per il 3%, una percentuale davvero minima.

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patrizio mengozzi

circa 11 anni fa - Link

Vero anche questo, ma mi chiedo se è più costoso produrre un tappo così, oppure un suo omologo in Acciaio Inox (con lo stesso OR che fa tenuta).

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

debbo confessare che a me il tappo in vetro mi sta proprio antipatico, ma è un preconcetto. Non mi piace quel suo aspetto un poco "sborone", non mi piace che la tenuta sia assicurata solo dall' Oring, a quando tappi di acciaio chiriugico, o in titanio, o in quelchediavolovolet di inerte? ;-)... preferisco vite o corona... ciao A

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flaminio cozzaglio

circa 11 anni fa - Link

Vi ringrazio , mi sentivo in colpa perché pian piano mi stavo abituando al tappo a vite , per adesso sui bianchi , bruttissimo per chi nasce col sughero , ma tanto comodo . Tra l'altro puoi tenere le bottiglie in piedi in cantina .

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

La vera differenza con il tappo di vetro sta nel fatto che non c'è plastica a contatto con il vino. Leggi l'articolo del produttore di Barolo Brezza: http://www.brezza.it/pagine/ita/tappi.lasso

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giulo

circa 11 anni fa - Link

In realtà ciò che assicura la tenuta del tappo è proprio una guarnizione in materiale plastico, neutro fin che si vuole, ma concettualmente analogo ad un eventuale tappo sintetico fatto dello stesso materiale. Ciò che è importante, ai fini della qualità della chiusura, è l'assenza di migrazione di materiali tra vino e materiale di chiusura e l'impermeabilità all'ossigeno di quest'ultima, la superficie di contatto influisce solo in seconda battuta, in funzione dei due parametri sopra citati. Ne approfitto per precisare che i tappi sintetici attualmente in commercio NON sono di silicone, ma di polimeri plastici differenti (con possibili differenze tra un produttore e un altro). I tappi di silicone sono abitualmente utilizzati per chiudere le barrique, ma questo sembra non scandalizzare nessuno... giuliano boni

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Non sono d'accordo, ho visto di persona com'è fatto il tappo di vetro della vino-lok. La guarnizione di gomma, sottilissima, serve solo per non provocare attrito fra il tappo e la bottiglia, di fatto solo il 3% della guarnizione entra in contatto con il vino, una quantità irrisoria rispetto agli altri sistemi di tappatura che prevedono materiale sintetico, compreso il tappo a vite. Non è ancora il 100%, ma il 97% è già un notevole risultato.

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giulo

circa 11 anni fa - Link

Roberto, la guarnizione non serve solo ad attenuare gli attriti, ma è ciò che rende possibile la tenuta del sistema di chiusura, ovvero la separazione tra il vino all'interno della bottiglia e l'aria che c'è all'esterno. Il fatto che solo il 3% della guarnizione entri in contatto col vino vuol dire poco o nulla, perché di fatto si tratta del 100% dell'interfaccia tra l'interno e l'esterno della bottiglia. Anche l'assenza di PVC è lodevole, ho visto anch'io questa precisazione sul sito di brezza, ma nemmeno i tappi sintetici ne contengono, e quindi mi sa tanto di "belletto" messo lì per impressionare, ma senza reale significato nel contesto (come se qualcuno esaltasse il tappo sintetico X vantando il fatto che non contiene Cromo, tanto per capirci).

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

mi riferisco ovviamente solo alla frase iniziale, se ho capito bene quello che vuoi dire. Per quanto riguarda gli attuali tappi sintetici, posso dirti che ce n'è una tipologia altamente pericolosa, ovvero quelli che esteticamente sembrano dei tappi in sughero. Alcuni produttori (preferisco sempre chiedere a chi ha fatto verifiche nel tempo) hanno lasciato alcune bottiglie con questi tappi per due-tre anni in cantina. Una volta aperte, hanno verificato che il tappo era stato eroso e che il vino si era deteriorato acquisendo evidenti sentori di plastica, il tutto a danno della salute di chi avesse osato berlo.

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giulo

circa 11 anni fa - Link

Il grosso problema è che nella categoria "otturatori sintetici" entrano sia chiusure fatte da ditte serie, che garantiscono prestazioni più che accettabili per certe tipologie di vino e per una durata ampiamente compatibile con la presunta vita commerciale degli stessi (nei casi migliori fino a 4-5 anni), sia "tappacci" fatti alla bell'e meglio da gente che faceva tutt'altro mestiere e, fiutato un possibile mercato, ci si è buttata senza troppa cognizione di causa, avendo come unico argomento di vendita il prezzo basso e l'assenza di gusto di tappo (ma tacendo su tutte le altre possibili problematiche). Per quanto riguarda i possibili danni alla salute ci andrei cauto, si tratta comunque di materiali approvati per il contatto con gli alimenti; il che non impedisce danni organolettici anche importanti al vino, quando il tapp osintetico non è di qualità. in in convegno organizzato lo scorso dicembre con l'Università di Udine per conto dalla Società Italiana di Viticoltura ed Enologia sono stati sviscerati in maniera abbastanza approfondita pregi e limiti delle diverse chiusure attualmente disponibili, ed in particolare l'intervento del prof. Zironi ha evidenziato come i tecnici dovranno imparare a scegliere le chiusure in funzione della tipologia e delle caratteristiche del vino da imbottigliare, nonché della durata della sua "vita commerciale".

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daniele

circa 11 anni fa - Link

Mi è capitato qualche tempo fa di assaggiare i vini di un'azienda abruzzese che utilizza i tappi in vetro..danno alle bottiglie eleganza oltre al non far rovinare il vino...davvero una bella cosa. Io utilizzerei i tappi in sughero solo per i vini da invecchiamento.

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Stefano

circa 11 anni fa - Link

Se qualche produttore coraggioso volesse sperimentare, io sarei curioso di provare vini importanti e di lungo invecchiamento, tipo barolo o brunello, con tappi alternativi (a vite, vetro o addirittura a corona). Non è detto che il sughero sia obbligatorio per questi vini.....

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Gabriele

circa 11 anni fa - Link

Invece si, il disciplinare non perdona.

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Stefano

circa 11 anni fa - Link

Lo so, lo so... infatti intendevo tecnicamente, poi i disciplinari non lo consentono, ma sarei curioso di provare qualcosa del genere

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

ci sono alcuni produttori che stanno provando con alcuni campioni di vino, ma tocca aspettare ancora qualche anno per il responso...

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giulo

circa 11 anni fa - Link

non più tardi di dieci giorni fa, ho avuto la fortuna di partecipare ad una degustazione: tre annate (07-08-09) di vino bianco tre annate (07-08-09) di vino rosato tre annate (05-06-07) di vino rosso un Porto Vintage 05 tutte le bottiglie erano in doppio: una chiusa col sughero, l'altro con la capsula a vite (di un produttore italiano, tra l'altro, con buona pace di tutti coloro che continuano a fare pubblicità gratuita ad un noto marchio francese). senza alcuna pretesa di significatività statistica (tra l'altro la degustazione non era cieca), nel 60/70% dei casi vi erano differenze sensibili tra le bottiglie della stessa coppia; nel 100% dei casi, il vino preferito era quello con la capsula a vite (in nessun caso nei vini otturati col sughero sono stati riscontrati problemi "di tappo"). giuliano boni

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patrizio mengozzi

circa 11 anni fa - Link

:) Come volevasi dimostrare.....

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Riccardo

circa 11 anni fa - Link

Ahime' Stefano ma ad oggi i disciplinari dei vini che hai citato esigono la chiusura con tappo di sughero!

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Dal sito Moon Import, reltivamente ai vini di Pierre Frick Perchè Pierre Frick utilizza il tappo in acciaio inox? L'eliminazione del tappo in sughero sconvolge l'immaginario e ravviva l'odorato e il gusto. Dalla nostra raccolta del 2002 la bottiglia non sarà piú tappata da sughero ma da capsule coronate in inox. Con un piccolo disco di polietilene che assicura l'impermeabilitá. L'aumento incessante delle deviazioni organolettiche (sapori e aromi), causato dal tappo in sughero, ci ha portati a questa scelta. La diversificazione dei nostri fornitori di tappi e l'acquisto di sughero di qualitá sempre migliore non ha portato a nessun risultato soddisfacente. Al 4-5% del gusto di tappo, facilmente identificabile, si aggiungono almeno altrettante bottiglie "deformate", influenzate dai tappi. Questa seconda categoria è molto piú sorniona, perché il degustatore attribuisce al vino l'opacità che deriva dal tappo. Il cambiamento del tipo di tappo ha altri vantaggi: - permette l'accrescimento della longevità delle mezze bottiglie - i vini trasportati a temperature troppo elevate, rischiano meno di avere dei disturbi proteici - il passaggio dei polifenoli del tappo nel vino può non solamente comunicare un gusto, ma anche far precipitare le proteine del vino Ecco le domande che più di sovente vengono sollevate quando parliamo di questo cambiamento: Il tappo ermetico non impedisce al vino di evolversi ? - già da trent'anni Emile Peynaud ha dimostrato che nella bottiglia nessun vino assorbe l'ossigeno dell'aria quando questo è tappato da un eccellente sughero; è proprio perché l'impermeabilità al gas è variabile da un tappo all'altro, che alcuni viticultori mettono della cera sul collo e sul tappo della bottiglia; - le capsule di stagno non perforate, a copertura del tappo, assicurano una totale impermeabilità: dalle catene di imbottigliamento e di etichettatura escono qualche volta delle bottiglie con la capsula, ma senza tappo, che non lasciano uscire la minima goccia di vino; - gli champagne e i crémant maturano sur latte per anni in bottiglie tappate da capsule. La maturazione del vino è un processo fisico-chimico che non necessita di ossigeno dall'esterno. Perchè rimpiazzare un prodotto naturale con il polietilene? Il sughero non viene utilizzato nel suo stato naturale: il lavaggio non si fa più nel cloro, ma con prodotti e procedimenti diversi a seconda del sugherificio e i tappi non pieni subiscono un trattamento di riempimento al silicone, alla paraffina o alla miscela dei due. Il solo fatto di far scivolare il vino sulle tracce di paraffina o di silicone lasciate dal tappo sul collo della bottiglia, modifica il vino in confronto a quello estratto dalla stessa bottiglia con una pipetta. Questo fatto è particolarmente considerevole per i vini che contengono dei residui di zuccheri.

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

sebbene abbia qualche perplessità che una materia viva come il vino non abbia bisogno nei decenni di un minimo scambio di ossigeno per evolvere, trovo quanto specificato da Frick molto interessante.

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Danilo Ingannamorte

circa 11 anni fa - Link

Parlando di Alsazia, questa estate da Hugel mi hanno raccontato dei tappi DIAM di Oeno-Bouchage ottenuti da sughero naturale ma con una lavorazione che esclude il rischio tricloroblablabla: http://blog.hugel.com/en/2009/04/at_last_corks_without_the_risk.html Sembra che anche l'evoluzione sia garantita.

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carolina

circa 11 anni fa - Link

io spero di tappare corona tutto in futuro. a costo di perdere le doc.

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gianfranco

circa 11 anni fa - Link

chiedo cortesemente : esiste una statistica in percentuale sul prodotto venduto a livello nazionale e i danni riscontrati al vino?(sapore di tappo e partite di vino difettose protestate al fornitore e\o produttore dei tappi di sughero)

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