Rodano: guida breve ai migliori vini del mondo

Rodano: guida breve ai migliori vini del mondo

di Vincenzo Le Voci

Già da qualche anno i vini del Rodano occupano un posto speciale nel mio cuore. Le migliori interpretazioni del Nord sono dotate di una carica sensuale pazzesca: scontrosi ed esuberanti in gioventù, col tempo subiscono una vera e propria trasfigurazione, il frutto si affievolisce passando da protagonista ad attore secondario, una serie di aromi straordinari prendono il sopravvento e solleticano i sensi: spezie di tutti i tipi, profumi ematici, ferrosi, di torrefazione, di incenso, di iodio, di fiori secchi, e ancora e ancora.

Bottiglie come Chave Hermitage 1990 o Jamet Côte Brune 1991 non temono il confronto con nessun altro vino al mondo, che siano grandi Borgogna, grandi Bordeaux o grandi Barolo sarà il gusto personale, in un’ipotetica grande sfida, a decretarne il vincitore. 

E il Sud? Beh è la terra della Grenache Noir, e soprattutto di due produttori di Chateauneuf-du-Pape di immenso valore : il compianto Henri Bonneau e Mr Reynaud. Ho avuto la fortuna di partecipare a svariati approfondimenti sul Rodano e quest’ultimo non è stato di certo il più completo, ma mi ha fatto venire voglia di raccontarvelo,  perché nonostante la smisurata bontà di questi vini, se ne parla sempre troppo poco.

Si parte con Cornas, Aoc in passato spesso bistrattata, basti pensare che solo 35-40 anni fa alcuni vigneron preferivano etichettare i loro Cornas con la generica denominazione Côtes-du-Rhone VillagesConta 112 ettari situati in un unico villaggio, il cui nome è per l’appunto Cornas.

Thierry Allemand è oggi il produttore più cool della denominazione, soprattutto per quanto concerne la produzione di vini naturali.

Allievo di Robert Michel, ha iniziato vendendo i suoi Cornas ai négociant dal 1987 al 1991, anno in cui questi, dimostrando una maggiore propensione per gli affari rispetto alla qualità del prodotto,  si rifiutarono di pagare i vini di Allemand 32 Franchi al litro (circa 5 euro) perché troppo costosi. Da quel momento Thierry decise di imbottigliare e commercializzare i suoi vini in proprio.

Il resto è storia.

Oggi produce tre etichette: Chaillot (vigne giovani) Reynard (vigne vecchie) e Cornas sans soufre (prodotto solo in determinate annate, l’ultima 2014).

Cornas Allemand Chaillot 2013
Chiuso e trattenuto, non si esprime completamente neanche dopo molte ore di sosta nel bicchiere e solo poco prima della fine del percorso degustativo concede uno spiraglio di luce, così, solo per non congedarsi nel silenzio. 
Per esperienza diretta oggi consiglierei di stappare ’09,’11,’12,’14, oppure andare indietro di qualche anno e godere.

Cornas Allemand Reynard 2013
Parrebbe aromaticamente più aperto, più colorato e complesso, ma è solo un’illusione, in poco tempo sprofonda in un sonno profondo dal quale non riuscirà più a svegliarsi. 
Ha più energia e struttura di Chaillot, ma è ancora troppo giovane, ripassare tra almeno 5 anni.

Passiamo alla Côte-Rôtie.

In maniera del tutto semplicistica possiamo suddividere la Côte-Rôtie in due macro zone: Côte-Brune e Côte-Blonde ma, in realtà, questi sono solo i nomi di due cru tra i più importanti, che essendo situati in una posizione strategica possono aiutarci a riassumere le caratteristiche principali dei terreni di tutta la  denominazione.

I vigneti che partono dal cru Côte Brune e proseguono verso Nord, sono caratterizzati da terreni ricchi di scisto e danno vita a vini potenti, tannici e scuri. D’altra parte i vigneti che vanno dal cru Côte Blonde verso Sud , sono caratterizzati da terreni ricchi di granito e danno vita a vini più leggeri, chiari e femminili. Ovviamente i suoli dei vari cru sono composti da altri minerali, ad esempio la Landonne in Côte-Brune è ricca di manganese e ferro. 

Dopo questa breve introduzione passiamo alla descrizione dei vini assaggiati.

156551985_2877948399143584_4302514980287636467_n

Jamet Côte-Rôtie 2013
Jamet è senza dubbio uno dei migliori produttori del Rodano intero. Il suo Côte-Rôtie è un assemblaggio di vari cru sparsi per tutta la valle. Floreale e finemente speziato, è rivestito da una dolcezza più marcata del solito, forse amplificata dal confronto con il Côte-Brune 2013 che aveva di fianco, ma isolandolo dal contesto regala piacevoli vibrazioni.
È una versione slanciata e dal sorso terso e scorrevole, dolce sì, ma mai stucchevole, manca il solito guizzo ma potrebbe essere solo questione di tempo.

Jamet Côte-Brune 2013
Prodotto per la prima volta nel 1976, è il gigante della Côte-Rôtie e probabilmente il vino più emblematico dell’intera denominazione. 
Ematico, scuro ed energico, affiorano aromi di caffè e profumi di mirtillo, rosmarino e salvia, tutto molto sussurrato e sfaccettato. Conduce spavaldo la prima batteria e, nonostante l’ estrema gioventù, è un vino grandioso, multi strato e di persistenza infinita.
Dimenticavo, siamo solo al 50% del suo potenziale, tra 10/15 anni sarà difficile stargli dietro.

Rostaing Côte Blonde 2006
Domaine tradizionale come pochi, basterebbe una breve chiacchierata di pochi minuti con René Rostaing per percepire la sua avversione verso i vini moderni, legnosi e ridondanti. 
Nei suoi vini lui cerca finezza e freschezza, e questo 2006 ne è fulgido esempio. Incenso, pepe nero , iodio, agrumi ; è ampio, intenso e poliedrico, il sorso elegante e femminile, di rara bellezza, pronto da bere adesso, grandissimo vino.

Ci avviciniamo al Sud patria della Grenache Noir ma partiamo con uno Syrah in purezza, giusto per staccarsi dal Nord in maniera graduale.

Di Mr Reynaud  e Henri Bonneau non scriverò nulla, ne ho già parlato e non vorrei essere ripetitivo, per cui consiglio, a chi non l’avesse già fatto, di leggere questo articolo

Chateau de Fonsalette Côtes du Rhone Syrah 2006
Subito dopo averlo versato nei bicchieri ho visto pupille abbagliate restringersi e sorrisi compiacenti disegnarsi sulle labbra degli amici presenti. 
Di aromaticità acrobatica, si presenta ematico e ferroso all’inverosimile per poi virare su un frutto maturo seguito da un graffio animale. Sensazione alcolica presente e necessaria a mitigare una freschezza impattante e uno sviluppo tannico rigoglioso.
Grande potenziale, che vino!

Sì conclude con due Chateauneuf-du- Pape

Chateauneuf-du- Pape Pignan 2001
Stappata il giorno prima, Reynaud docet: fiori, smalto, frutta disidratata, pepe verde, peperone arrostito, incenso; è dotato di intensità e complessità straordinarie. Bevanda esoterica che stuzzica la mente facendomi immaginare un blend tra un classicissimo vino di Reynaud in spudorata fase di apertura e un vecchio Clos Rougeard colmo di spezie. Sorso deciso,fresco, dinamico, persistente. Bottiglia al massimo della sua espressione e vino da podio per quanto mi riguarda.

Chateauneuf-du- Pape Bonneau Réserve des Célestins 2008
Frutto maturo, garrique, pelle, caramella balsamica, in continua evoluzione. 
Ingresso di carattere veicolato da tannini scalpitanti ma di qualità sopraffina. Irrequieto e sfrontato, non sente l’annata piccola e conquista con decisione il podio per 1/3 dei partecipanti. Grande vino!

A questo punto la degustazione è terminata, ma la voglia di bere Rodano non è placata, il mio consiglio per tutti è di partecipare ad eventi del genere per approfondire uno dei territori più affascinanti dell’intera Francia, io non smetterò mai di farlo.

avatar

Vincenzo Le Voci

Farmacista con un passato da bevietichette spinto in via di redenzione, beve tanto e di tutto dal naturismo estremo alle bombe certificate passando per il vinoverismo che non dissangua e convince. Non è tipo che si perde in chiacchiere e va dritto al punto

7 Commenti

avatar

Lanegano

circa 1 mese fa - Link

Reserve des Celestins 2004 bevuta a giugno 2020: un vino semplicemente mostruoso. Con ancora molti anni davanti, peraltro.

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 1 mese fa - Link

Grandissimo vino Célestins, in tutte le annate. Le mie preferite 1995 e 2001, ma anche 1998 e 2000 sono meravigliose... 2004 pronta da bere, mentre 2005 con un potenziale pazzesco... insomma è sempre un vino emozionante..

Rispondi
avatar

Rino

circa 1 mese fa - Link

Articolo come sempre molto dettagliato e interessante... mi piacerebbe partecipare a uno di questi approfondimenti, a quando il prossimo?

Rispondi
avatar

endamb

circa 1 mese fa - Link

Grazie del consiglio, come si fa a partecipare ad eventi del genere?

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 1 mese fa - Link

Buongiorno, contattatemi in privato su Facebook...

Rispondi
avatar

Rino

circa 1 mese fa - Link

E per un povero Cristo come me che è a-social?

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 1 mese fa - Link

Devi diventare Social 🤣🤣... ormai tutti gli eventi vengono pubblicizzati tramite quei canali...

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.