Regaleali, tutta la Sicilia dal perricone al cabernet sauvignon

Regaleali, tutta la Sicilia dal perricone al cabernet sauvignon

di Andrea Gori

Tasca d’Almerita si avvicina come azienda ai 200 anni di attività e gli ultimi sono stati molto simili ai primi, ovvero, legati alla terra, all’ambiente e alla sostenibilità, molto al di là del greenwashing globale che sta coinvolgendo aziende che fino l’altro ieri non ci pensavano assolutamente.

Alberto Tasca racconta il lavoro durante il lockdown che ha coinvolto tutte le componenti del personale a partire dalla gestione del territorio fino alla comunicazione e cantina. Forse non tutti sanno che, ad esempio, la Sicilia è la seconda regione in Italia come percentuale di viticoltura tra montagna e collina, seconda solo al Trentino Alto Adige. La suddivisione in cluster del territorio siciliano è stata solo il primo passo, l’innovazione ha coinvolto anche in tecnologia, droni, metereologia e agricoltura di precisione tutto nell’ottica della riduzione dell’impatto ambientale.

Un aspetto non sufficientemente noto è che l’azienda è molto più al femminile di quanto si pensi, infatti i vini sono affidati alle donne con Laura Orsi capoenologo mentre Claudia Melzi è la general manager. Oggi Tasca è suddivisa in cinque tenute ciascuna con identità propria ma il cuore di tutto resta Regaleali, la più storica e quella che può vedersi come un frattale siciliano in quanto riassume quasi tutti i territori  e le vocazioni sicule in un tenuta.

Tenuta che ovviamente ha dimensioni fuori dal normale visto che con i suoi 600 ettari è estesa come metà della DOC Etna. C’è stato un restyling delle etichette riviste ma con understatement e ponendo “Regaleali” più evidente di Tasca stesso, che è un poco un rischio (considerando che Regaleali è uno dei vini siciliani di maggior diffusione al mondo in GDO) fondamentale se si vuol mettere in grande evidenza l’aspetto del territorio.

Siamo tra Palermo e Caltanisetta sfiorando Agrigento quindi tre province, su due comuni,  grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere, composizioni suoli raggruppabili in 12 sotto tipologie, dall’argilla pura profonda nelle zone di pianura laterali, poi sabbia e limo, terreni più freddi e asciutti sui pendii delle colline poi mix di argilla limo sulle sommità delle colline. La disposizione delle uve vede quelle a bacca rossa su argilla per avere struttura colore e intensità, bianchi su pendio collina per avere aroma e acidità.

I nostri assaggi evidenziano un fascino particolare e una freschezza che pongono i vini allo stesso tempo in Sicilia e altrove, colpendo fantasia e stimolando piacere immediato e speculazioni di territorio moderno e di interpretazione schietta.

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Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Catarratto Antisa 2020
Il catarratto è varietà tardiva che ama freddo e alture, in questo vino è evidente il suo carattere nordico di agrumi, pompelmo, salvia, floreale, bianco e balsamico speziato, succoso, fresco e saporito, piacevolissimo e appuntito, ferroso, dalla lunghezza sorprendente. 90

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Perricone 2019
Siamo a Caltanisetta anche se sempre a Regaleali con il vitigno localmente conosciuto anche come pignatello o guarnaccio, allevato qui fin dal 1959. La varietà prende il nome dalle cosiddette “pignatiddare”, le terre rosse del trapanese così chiamate perché impiegate nella produzione delle pignatte da cucina e particolarmente vocate per questa varietà, in genere molto incostante ma che qui ha trovato suo equilibrio.

Affina in barrique non nuove per 12 mesi, è rude, vinoso, ha note di ciliegia, pepe nero e visciole, anche calde di mallo di castagno, frutta nera matura di bosco, immediato ma non banale con ruvidità tannica che equilibria dolcezza di frutto. Il sorso dice Sicilia però diversa, più moderna e spigliata, vibrante. 88

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Chardonnay Vigna San Francesco 2018
Acciaio per fermentazione tumultuosa poi tonneau da 350 lt e batonnage per le uve di questa vigna del 1985 piantata da Lucio Tasca con cloni dalla Borgogna. Vino dorato e splendido, nocciola, mandorle, menta e bosso, soffice ma irto per sapidità e croccantezza, lunghezza sontuosa e grande integrità, bello e luminoso, in prospettiva e anche adesso. 94

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Cabernet Sauvignon Vigna San Francesco 2017
Dalla parte alta tra 523 metri e 585 su sabbie e arenarie. Vino cupo, scuro, ricco, tannico e complesso, sa di fieno tagliato, prugna, cioccolato fondente, mediterraneo e balsamico, resina di pino, ginepro,oliva tostata, mentolo ed eucalipto. In bocca ha pepe, struttura, dolcezza e ritmo tannico serrato e profondo che non deborda mai in aggressività. 93

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Nozze D’Oro 2018
Vino assemblaggio tra sauvignon da vigna Tramontanata a nord ovest, piantato nel 1998 sui 550 mt slm, e da inzolia dalla vigna Barbabietole piantata nel 1966 fino ai 540 metri molto tardiva, vendemmiati quasi ad un mese di distanza. Naso floreale di sambuco, anice e pepe bianco, finissimo, saporito, delicato eppure barocco e seducente nel suo incedere per tratteggio e mai per potenza ed energia. Stupisce e sottolinea ogni tratto la sua sapidità e gessosità sontuosa. 92

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali Rosso del Conte 2016
Da vigna Santa Lucia con Nero d’Avola e Perricone, barrique nuove per 18 mesi. Rosso cupo e intenso, sottile fragola, lampone maturo, lieve erbaceo, nota ferrosa, floreale di rosa, tamarindo e pepe, sottile tannicità, profondo e ritmato, piacevole e senza traccia di calore 94

 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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Federico

circa 2 mesi fa - Link

Grazie! Mia amata Sicilia! Ci vediamo tra poche settimane!

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