Questo vino non esiste: la seconda Disfida delle Contee

Questo vino non esiste: la seconda Disfida delle Contee

di Tommaso Ino Ciuffoletti

“Questo vino non esiste. Lo fanno persone che non lo sanno fare. In un paese che non dovrebbe esistere. Questo se la logica avesse un senso. Ma la logica ce l’ha un senso?”

Questo vino non esiste

Queste sono le prime parole che scrivemmo nella retroetichetta del nostro primo vino, Sciornaia, fatto in modo rocambolesco in una cantina senza elettricità di San Giovanni delle Contee. Era il 2018.

A farci nascere quella voglia di fare vino furono alcune considerazioni di fondo che riassumo per punti.

. non volevamo che il nostro paese, San Giovanni delle Contee, morisse senza aver provato a farlo vivere ancora

. avremmo potuto far piangere una statua della Madonna (ne avevo già adocchiata una che faceva al caso nostro), ma sarebbe stato troppo Civitavecchia anni ’90

. il vino è un ottimo biglietto da visita per un territorio

. se a Montalcino erano passati dal fare la fame a permettersi di buttare via l’uva quasi matura, perché non potevamo pretendere che noi si potesse almeno non morire?

Non amo la vigna di meno, ma la natura di più

Abbiamo fatto quel primo vino e lo abbiamo fatto in modo così rocambolesco che naturale in confronto parrebbe niente.

Così come niente, in confronto, parrebbe il richiamo alla natura in territori dove si pratica una monocoltura intensiva come quella della vite, in terreni dove quella monocoltura potrà pure essere cornoletamata, ma tale rimane. Qua le vigne son pezzettini di terra circondati da boschi, qualche campo, poi ancora boschi. Mi fa sorridere l’attenzione alla natura finché si rimane in vigna e le seghe mentali sui solfiti, quando poi non ci si pone la questione di una filiera che inquina in ogni suo passaggio successivo..

Non amo la vigna di meno, ma la natura di più. Amo la natura quando cammino nei boschi e anche quando non è facile. Non amo la vigna di meno. Ma una vigna in natura, io, non l’ho mai vista. E finché ce la faremo una parte delle nostre bottiglie continuerà ad essere fatta di bottiglie riusate, non riciclate.

Non amo la vigna di meno, ma le persone di più

Vinciamo ogni volta che una persona in più sa che esiste San Giovanni delle Contee. Questo vino non esiste, per noi. Esiste per un paese intero. Piccolo, ma tutto quanto.

Un paese in cui il vino lo sa fare chiunque e nessuno lo compra in bottiglia. Dove tutti hanno una cantina e in cantina ci si sta insieme. Dove non si beve responsabilmente, ma con gioia. E poi si torna a casa a piedi.

Amo questo.

Se voi amate il sentore della bacca rossa, la nota di tabacco, il terziario o il retro nasale … di sicuro fate bene.

Il vino è buono, ma la rivoluzione è meglio

E il vino lo facciamo bene anche noi. Anche se non abbiamo l’elettricità in cantina, anche se diciamo che non lo sappiamo fare. Perché poi alla fine lo sappiamo fare (e uno fra noi fa pure l’enologo). Lo facciamo bene ed è e è bene dirlo.

Ma fare il vino bene è bello, fare la rivoluzione di più.

L’anno scorso abbiamo invitato giornalisti, produttori, sommelier, degustatori ad assaggiare non i nostri vini, ma quelli di tutto il paese. Quelli fatti dai contadini, sì, quelli veri.

E sembrava una cosa senza senso e forse per questo è stata un successo. E allora l’abbiamo rifatta ed è stata ancora bellissima.

Perché una cosa è tanto più grande quando smette di appartenerti e diventa quello che nemmeno immaginavi.

Della Seconda Disfida ne hanno scritto Leonardo e Raffaella e se l’anno prossimo volete venire, ricordatevi solo che tutto questo non esiste.

 

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

7 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 2 mesi fa - Link

Il vino di San Giovanni delle Contee fa pensare al cucchiaio di Matrix al centro dell'isola di Peter Pan - quest'ultimo gemellato con Tommaso Ino Ciuffoletti -. Per me è stata una bellissima esperienza e ringrazio per la citazione. Di vini che non esistono ce ne sono tanti, hanno bisogno però di umani intelligenti e testardi per affermare la loro presenza in questo nostro mondo che non solo esiste, ma resiste.

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Simone Di Vito

circa 2 mesi fa - Link

Grandeee

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Tommaso Ciuffoletti

circa 2 mesi fa - Link

E se anche ci copiano beh... in bocca la lupo al loro

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Poiché a Ciuffoletti non piacciono quelli che usano il nickname per partecipare ai dibattiti pubblici di Intravino mi trattengo sempre da intervenire nei suoi articoli. Ma l'evento da lui organizzato con altri amici mi sembra così bello e fuori dagli schemi dominanti la nostra epoca che voglio esprimere i miei complimenti per l'iniziativa. ____ Vorrei soltanto soffermarmi su queste frasi: "Questo vino non esiste. Lo fanno persone che non lo sanno fare" (Dall'articolo) Sul cd. vino del contadino sul web trovate soltanto insulti perché secondo i wine blogger che affollano il web era sempre una ciofeca. E come dire che il pane lo sanno fare soltanto i panifici e quello che si faceva in campagna era soltanto un pessimo pane. Come sempre la verità sta nel mezzo. C'era chi non lo sapeva fare, il pane o il vino, e chi invece lo sapeva e... lo sa fare. Ci sono tantissimi video sul web di appassionati che fanno ottimi pani, ottime birre, ottimi vini ecc... ____ E ora torno all'evento Disfida delle Contee. Se dovesse avere, nei prossimi anni, un grande successo, che auguro, è probabile che cambierà tutto in quella piccola realtà che ancora conserva qualcosa di un passato che altrove, in Italia, non esiste più. Per questo conviene andarci subito alle prossime edizioni della Disfida delle Contee.

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Tommaso

circa 1 mese fa - Link

Marcow, mi fai sembrare più cattivo di quel che sono! Ma questo commento è bellissimo!

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marcow

circa 1 mese fa - Link

Scusami, Tommaso. Hai un po' ragione e ci ho (ri)pensato. Ora ho modo di chiarire: la polemica la chiudo qui e mi farà piacere commentare i tuoi prossimi articoli. __ Spero che il tuo impegno, e quello dei tuoi amici, che nasce dalla passione, sia premiato anche da un successo di pubblico nei prossimi anni. È purtroppo vero che il successo a volte cambia le persone, un ambiente, una cultura. __ Ancora cordiali saluti.

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Stefania

circa 1 mese fa - Link

Ho letto con piacere uesto articolo sul vino impossibile fatto da gente incompetenete. Non ho ancora avuto il piacere di assaggiarlo, ma devo dire che l articolo e bellissimo, poetico, pieno d'amore per un territorio che ispira solo sentimenti positivi e per delle persone che,di quel territorio sono il degno frutto. Verrò presto a respirare un po' di positività in quel di San Giovanni delle Contee!

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