Quelle della battaglia del vino sono immagini che non avremmo mai voluto vedere?

di Antonio Tomacelli

Ammettiamolo: gli spagnoli sono un pelo più furbi di noi. C’è troppo vino vecchio in cantina? Gli italiani richiederebbero immediatamente la distillazione di crisi (Il vino lo dai all’U.E. per due soldi e lo trasformano in alcol), in Spagna, invece, tra Batalla del Vino e i periodici Botellòn (una sorta di flash mob alcolici ma molto (molto) più affollati) hanno trovato il modo di smaltire le eccedenze, incrementare il turismo e alzare la soglia dei potenziali consumatori. Facile, no? Più seriamente: se l’Unione Europea sborsa i suoi eurini — ma anche i miei e i tuoi, caro lettore — per finanziare la promozione di certi Consorzi Doc traballanti e poi questi consorzi battono cassa perchè il vino è giacente in cantina, ecco, io fossi un funzionario della UE qualche domandina me la farei. Cos’è andato storto? Che cavolo avete promosso nei costosissimi viaggi all’estero? Quali sono i risultati? Se la risposta all’ultima domanda è: “si richiede la distillazione di crisi” si salta un giro nei finanziamenti e si organizza tutti quanti una bella “Battaglia del Cirò” o una “Botellon del Brachetto”. D’altronde tra gli scopi dei finanziamenti non c’è la voce “incremento del turismo”? E allora, che aspettate?

P.s.: Il video è del 2010. Le immagini del 29 giugno 2011 non sono ancora disponibili, chissa perchè.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

4 Commenti

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Gianpaolo Paglia

circa 10 anni fa - Link

Intanto, per fortuna, la distillazione di crisi va a finire nel 2012, ma non completamente, perche' viene lasciato agli stati nazionali la possibilita di finanziare misure nazionali, ma con un budget minore. Per conto mio sto facendo una mini inchiesta sulla promozione del vino italiano in UK , dove andro' a chiedere ai vari, numerosssimi enti che a vario titolo fanno promozione, in beata solitudine, quanti soldi spendono e quali risultati ottengono. Non vi sorprendera sapere che intanto non esiste un metodo di valutazione dei risultati, e come tutti sanno, se non si puo' misurare una cosa non esiste. Ieri l'altro ero a Londra per una degustazione abbastanza importante che si chiama Definitive Italian Wine Tasting. C'era l' ICE, evvabbe', eppoi la provincia di Bolzano, eppoi la Provincia di Reggio Calabria, con funzionari e Presidente della Provincia al seguito. Domanda: vi siete coordinati con l'ICE? No. Avete fatto qualche indagine di mercato? No. Avete un sistema di valutazione dei risultati? No. I soldi spesi non li so, ma credo che li debbano dire se gli vengono richiesti ufficialmente, cosa che conto di fare, con tutti.

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Stefano Menti

circa 10 anni fa - Link

Caro Gianpaolo, a me sembra che quando andiamo sul pubblico in Italia, spesso non ci sia personale preparato. Si fanno eventi autocelebrativi che non portano risultati concreti ai produttori. Alla fine se vuoi ottenere qualcosa di tangibile, devi spendere dei soldi e affidarti alle tue risorse professionali o a professionisti privati che ben si fanno pagare. Sto facendo un corso si marketing al Consorzio di Gambellara. Molto interessante e con buoni relatori. Anch'essi però, dopo averci spiegato alcune cose, quasi sempre dicono: "beh, questa cosa dovrebbe essere supportata dall'aiuto delle Istituzioni, e quindi qui, voi potete limitarvi a fare quello che potete fare personalmente".

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Ma si vede una bottigliona di coca-cola o è impressione mia?

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MAurizio

circa 10 anni fa - Link

Smaltiscono anche quelle eccedenze ....e dopo la terza-quarta boccia NON notano più neanche la differenza .. :-)

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