Qualche considerazione sul Prosecco. Bonus: degustazione di una bottiglia originaria

Qualche considerazione sul Prosecco. Bonus: degustazione di una bottiglia originaria

di Amedeo Itria

Tutti lo vogliono, in pochi lo celebrano, molti lo odiano. Rappresenta un fenomeno mondiale di una portata economica tale da coprire un valore di oltre 90 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, con delicati ma comunque considerabili aumenti annuali di prezzo, che dal 2018 risultano solo dell’ 1.2%, numeri che però applicati alla gigante mole di produzione, rappresentano un dato di grande importanza.

Questo è il Prosecco, lo spumante (o forse proprio il vino?) italiano più noto al mondo, nonchè la bollicina che è riuscita a eclissare costantemente ormai dal 2014 lo spumante storicamente più noto a livello mondiale, ossia lo Champagne, in termini assoluti di quantità (ma non in valore). E per quanto noi enofili possiamo avercela a male con l’autoclave e la sua relativa omologazione del prodotto rifermentato in acciaio, è commercialmente impossibile non tenerne conto. Con una media di 3.92 euro al litro per 205 milioni di litri immessi sul mercato, il Prosecco quasi raddoppia la mole del venduto champenoise, fermo a 110 milioni di litri annui.

Ma da dove proviene, almeno a livello semantico, la nomea “prosecco”? L’etimologia è a quanto pare ignota, ma le testimonianze storiche relative all’uva “Procecco”, in correlazione col suo ipotetico genitore di età latina “vinum puxinum”, trovano radici profonde fino al XVI secolo, dove il medico Cosimo Villifranchi ne attesta le origini presumibilmente triestine già nel 1773.

Ma ripeto, nulla è sicuro.

Tralasciando le zone oggigiorno più note, come Conegliano, Asolo e Valdobbiane dove indicutibilmente il vitino glera ha trovato il suo migliore territorio di adozione, si può cercare una correlazione col comune di Prosecco (TS), dal quale proviene un etichetta che ho avuto il piacere di degustare: Glera 18/10 2015 Skerk, eccezionale produttore carsolino che ha riscoperto questa anitca produzione, un omaggio alle viti storiche situate nel comune di Prosecco, macerate come storicamente si fa in zona (non per mode strambe ma semplicemente per aumentare la resa dell’uva bianca in vino) e rifermentata in bottiglia con metodo ancestrale.

Vinificato secondo un manoscritto che impone la raccolta tardiva delle uve, successive al giorno di San Luca (18/10 appunto), questo frizzante con ormai 5 anni di affinamento sulle spalle rappresenta un interprete ricco e dal fascino elegantemente primitivo della zona che potrebbe essere tra i punti di origine del nostro spumante di fama mondiale. Colore oro aranciato, olfatto di pietre, miele di acacia, noci fresche e susine gialle, chiude su toni di frutta bianca accompagnati da ricchissime sensazioni salmastre. Al gusto è pieno, esuberante e di ricca tannicità, contornato da elegante freschezza e salinità.

Ora, non so se veramente questa bottiglia abbia qualche correlazione con le origini del vino Prosecco come oggi lo conosciamo, ma è innegabile che una glera frizzante proveniente da una vecchia vigna situata proprio nel comune di Prosecco possa far trillare un campanello nella mente di molti..

13 Commenti

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Maurizio

circa 8 mesi fa - Link

90 milioni di bottiglie? Quanti anni fa? Forse andrebbe aggiornato il dato a numeri più recenti, si trovano facilmente...

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AlbertoPP

circa 8 mesi fa - Link

90 milioni di bottiglie? Media di € 3,92/Litro? 205 milioni di litri/anno? Ma qui è tutto sbagliato. Un articolo scritto in cinque minuti che denota lo scarso interesse nei confronti di una tipologia di prodotto che, diciamocelo, ha trainato le esportazioni italiane degli ultimi 5 anni, rappresentando il vero "apriporta" per l'inserimento di altre Denominazioni nei diversi mercati.

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Maurizio

circa 8 mesi fa - Link

Penso non ci sia un numero giusto in questo articolo, ma dove li avete presi i numeri????? Nel 2019 il dato è a 485 milioni non 90, forse a sparare a casa ci si prendeva di più.

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Aldog

circa 8 mesi fa - Link

L'autore dell'articolo è decisamente disinformato , prima di scrivere inesattezze avrebbe dovuto approfondire l'argomento La produzione totale secondo la stima del Consorzio di Tutela del Prosecco nel 2019 è di 485 milioni di bottiglie , 92 milioni di bottiglie è la produzione della denominazione Conegliano/Valdobbiadene .

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Kalosartipos

circa 8 mesi fa - Link

Prima scrive 90 milioni di bottiglie, qualche riga sotto 205 milioni di litri, che sarebbero 273 milioni di bottiglie.. mah..

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Marcovena

circa 8 mesi fa - Link

...va be', al di là delle inesattezze dell'articolo, un plauso al nostro homo intravinicus che ci ha fatto finalmente conoscere un prosecco fuori dagli schemi... Ah proposito, qualcuno sa indicarmi un e-commerce dove acquistarlo??

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Maurizio

circa 8 mesi fa - Link

Infatti l'articolo è scritto male pure in questo perché il vino in questione, per quanto buono e interessante, non è un Prosecco, e presentarlo in un articolo che parla di Prosecco è ingannevole.

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VINOLOGISMO

circa 8 mesi fa - Link

A parte le inesattezze mi "stupisce" ancora il paragone con lo Champagne a prescindere dalle quantità etc etc ... smettetela di fare questo tipo di paragoni che non reggono in alcun modo!!

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Amedeo Itria

circa 8 mesi fa - Link

Buongiorno a tutti, ho fatto fede a questo articolo https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/prosecco_docg_conegliano_valdobbiadene_2019_record_92_milioni_bottiglie_consorzio_tutela-5188221.html pubblicato ad aprile 2020 e riferito alle bt di Conegliano Valdobbiadene docg vendute nel 2019, denominazione fondamentale che non ho stupidamente specificato, su cui volevo incentrare il punto di questo post.

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Maurizio

circa 8 mesi fa - Link

Vaoldobbiadene DOCG è una cosa, Prosecco DOC un'altra, è come parlare di Chianti pensando di parlare del Chianti Classico...

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Emanuele

circa 8 mesi fa - Link

O andres dikastai: avete dato i numeri, avete fatto bene perché la rettifica ci stava. Ora vi chiederei, se potete, un supplemento d'indagine oltre i numeri: alcune questioni citate nell'articolo sono di notevole interesse (e il vino, per inciso, molto buono e molto lontano dalla percezione diffusa del prosecco). Magari, a titolo d'esempio, non riscuote il vostro interesse la doppia ipotesi sul Pucinum, che alcuni vogliono bianco - quindi trisavolo del Prosecco - e altri rosso - ergo antenato del Terrano; oppure quella di quest'uva girovaga e migrante che conserva il toponimo (e poca o nulla memoria storica) quando trasloca in Veneto e fa il botto; o ancora, per finire, quella di un bravissimo e testardo viticoltore-filologo che non solo la ripianta nella terra d'origine, ma va a rimetterla proprio in quella, aehm, amazing location, cioè sui pastini, scoscesi a tuffo nel golfo, non a caso eletti da tanti, triestini e non, a sito ideale per seconde case con vista mozzafiato e a un tiro di schioppo dalle prime. Anni fa, passando da Sandi Škerk, lui mi mostrò quello che sembrava solo un punto indistinto nel bosco. Per me quella bottiglia è una conquista. E mi fa guardare anche oltre i numeri; che, beninteso, avete fatto bene a considerare con attenzione e rettificare. Na zdravje a tutti.

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Gianni

circa 8 mesi fa - Link

Ma si può scrivere un articolo così approssimativo e infarcito di strafalcioni? Le denominazioni sono 3, quindi di quale si parla? Siccome, notoriamente e diffusamente, si dice Prosecco per intendere le 3 insieme, le bottiglie sono circa 660 milioni (dato del 2018). Fonte https://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/cucina-vini/18_febbraio_14/prosecco-record-660-milioni-bottiglie-07e18744-1182-11e8-99bf-05d1fe0cc87b.shtml Che pena!

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erique

circa 8 mesi fa - Link

certo che quando vi toccano il prosecco scatta subito l’elmetto. mai capito perché sia una delle doc più “militarizzate” nel dibattito enologico, ma l’esaltazione dei suoi difensori qualche risposta già la fornisce. l’articolo di amedeo itria è invece una bella suggestione sulle mille glera possibili...

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