Il paradosso del mafioso biodinamico

di Antonio Tomacelli

È da qualche giorno che ci penso e ancora non so darmi una spiegazione, magari parlandone qui riesco a capirci qualcosa. Giovedì scorso le agenzie hanno battuto la notizia del sequestro di una cantina (con annesso resort) piuttosto famosa in Sicilia, l’Abbazia Santa Anastasia. Oltre al sequestro, sono stati arrestati dirigenti e proprietari perchè accusati di riciclare il denaro sporco della mafia. L’ingegner Francesco Lena, in particolare, potrebbe essere il terminale degli investimenti mafiosi nell’isola. Siamo ancora alle prime fasi dell’inchiesta e, sia chiaro, fino a prova contraria sono tutti innocenti, ma supponiamo per un attimo che invece siano tutti colpevoli (solo un attimo) ed ecco che davanti a noi si apre un baratro di proporzioni enormi.

Sia chiara una cosa: non mi spaventa il fatto che la mafia abbia investito i suoi soldi nel vino o, meglio, non mi stupisce più di tanto, anche se vedere il nome dell’enologo di San Patrignano, Riccardo Cotarella, accostato agli interessi mafiosi, non è proprio il massimo. Ciò che mi lascia basito è che la mafia produca del vino in regime biologico e che addirittura si preparasse a passare al metodo biodinamico. Voi, per dire, riuscite a immaginare dei mafiosi che si sottopongono ai controlli degli enti ICEA o DEMETER dopo aver posato coppola e fucile a pallettoni ancora caldo sul tavolo? Io dalla mafia mi aspetto dei loschi figuri che trafficano vino adulterato da spacciare sugli scaffali dei supermercati di quart’ordine o qualche truffa all’Unione Europea, e invece questi chiedono l’iscrizione al registro biologico.

Forse sono io che non ho capito niente e un po’ esagero, lo so, ma è l’unico modo che ho per esorcizzare la paura che le “menti raffinatissime” citate da Giovanni Falcone, siano già qui tra noi e stiano brindando alla vittoria. Tra le mani, lorde di sangue, reggono un calice di vino: biodinamico, però.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

12 Commenti

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Edoardo

circa 11 anni fa - Link

Bhe, credo che tu sia ancora troppo legato alla versione "romantica" ed agraria della Mafia. La Mafià è uno Stato, molto più efficiente dell'altro Stato, quello più ufficiale, chiamato Repubblica Italiana. La Mafia è cultura, è modo di essere, e di vivere, da sempre. Si può ostacolare la mafia, si può combattere, ma non si può vincere. Perchè la Mafia è Italia, un'Italia che magari a me e a te è sconosciuta, ma prova ad andare nelle città, nei paesi, nei vicoli a 500 km da dove scrivo,e la Mafia SPA la respiri nell'aria. Il livello di marcio istituzionale che c'e' in questo paese non ha paragoni nel mondo.E' un paese sotto coprifuoco, una guerra civile silenziosa, che giorno dopo giorno viene combattuta. Se questo è il primo mondo. Un conto è la crimnalità organizzata, un conto è quella istituzionalizzata. La routine. Così è e basta. senza appelli. Certo c'e' anche chi si ribella, e paga. Perchè se si ribella solo 1 su 100, è facile fargliela pagare. La mafia è una colpa. Che non tutti abbiamo commesso, ma che tutti paghiamo.La mafia è unha colpa. Beato il paese che non ha bisogno di eroi, ma noi ne avremmo bisogno. Ognuno è causa dei propri mali. La mafia è una colpa...

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liloni adriano

circa 11 anni fa - Link

concordo. non occorre essere prolissi.....ci sono realta' di corraggio associativo come la cantina centopassi che ho avuto modo per questioni anche lavorative...basterebbe "clonare" questa realta'......impresa non facile, ma lavorare sul territorio vuol dire colpire dall'interno molto piu' efficace dell'intervento di questo non stato.....

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Nico aka tenente Drogo

circa 11 anni fa - Link

volendo si potrebbe anche vincere peccato che chi dovrebbe istituzionalmente combatterla ne sia di fatto alleato

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Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Anche Darré, ministro dell'agricoltura di Hitler fino al 1942 era un convinto sostenitore del sistema biologico-biodinamico..., perché stupirci e addolorarci? Lo stupore dovrebbe essere per lo sbocciare di certe aziende che si possono permettere investimenti importanti con grande facilità, compreso lo stipendio dei "meglio" enologi. Il dolore invece è tutto per quelli che, più o meno nelle stesse zone, faticano sul serio per produrre con dignità.

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francesca

circa 11 anni fa - Link

Tutto molto chiaro, tutto già visto. Si prende l'enologo più "potente" si sceglie il modello più a la page si miscela il tutto per ottenerne un bibitone piacevole sia al degustatore più smaliziato e sia per il giornalista già a libro paga e si serve nel bicchiere. Peccato il retrogusto impercettibile di morti ammazzati e finanza illecita.

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Luca Cravanzola

circa 11 anni fa - Link

Quoto Francesca...! Ma se mi chiedono, io dormivo... ;-)

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Andrea Pagliantini

circa 11 anni fa - Link

Si fatica a distinguere adesso dove sia la mafia che con tutti i soldi che gestisce e pulisce, è penetrata un pò ovunque e gestisce attività alla luce del sole nate però con proventi più che illeciti. Hanno mani ovunque con tutti i soldi che hanno e non sono in conflitto con lo Stato, al contrario, ci sono dentro da sempre e con parti di esso ci convivono tranquillamente mentre altri meritoriamente continuano a combattere il malaffare. Distinguere adesso il bene dal male quando i soldi non hanno alcun odore per molti è quasi una dichiarazione di resa, ma sono fra noi, sono ovunque ci sia da mungere piccioli, scordatevi la coppola, sono tutti in giacca e cravatta.

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riccardo passoni

circa 11 anni fa - Link

Ma và là, la mafia non esiste, ovviamente è anche nel mondo del vino sia con vini "taroccati" di quarto ordine che in vini di pregio.Si va bene vino biologico, ma poi i controlli sono cosi seri da nn essere influenzati dalla potenza mafiosa? NOn ci poss credere. Sogno, conoscendo questo paese è la parola più adatta, dei vini con in etichetta "free mafia", "noi non paghiamo il pizzo". Chiedere una Sicila libera è forse troppo? Non è possibile sconfiggere la mafia? Minacciati paghereste il pizzo? Come diceva borsellino "un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità" trovo sia più giusto dire che la dignità è stata smarrita. Ogni volta che stappo un vino del Sud penso sempre "pagheranno il pizzo?", "c'è dietro in qualche maniera un associazione criminale?", chi nopn lo paga lo dica, lo urli. Questa estate la mia metà sara comunque, nonostante la mafia, la Sicila.

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

e ci mancherebbe che non lo fosse. La mafia non sta quasi più in Sicilia, si è trasferita da tempo ai piani alti.

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liloni adriano

circa 11 anni fa - Link

sogno un italia ufficialmente mafiosa senza stato fasullo, allora diventero' un brigante alla macchia....

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Giovanni Scarfone

circa 11 anni fa - Link

Ma è così riduttivo parlare ancora oggi di mafia paragonandola a lupara e coppola e attribuendola a zone territoriali limitate!! purtroppo la mafia ha la faccia "pulita" di professionisti, non solo siciliani, che frequentano i "salotti buoni" del nostro "bel paese". vino, rifiuti, appalti edili... tutto fa gola alla mafia, e la mafia, purtroppo, fa gola a tanti anche a professionisti (forse anche enologi) blasonati che si arricchiscono senza chiedersi quei soldi da dove arrivino.

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andrea

circa 11 anni fa - Link

La mafia è composta da gente di rara intelligenza che se usata a fin di bene darebbe tanto al nostro paese, mancano di etica e di buoni valori.... Han capito subito che il BIODINAMICO che molti vogliono raggiungere a scopo di marketing (non perchè ci credono veramente) tira... e tira perchè molti blogger e giornalisti hanno voluto questo, sicuramente chi lo fa da anni seriamente la pensa come me , ora chi produce vini da agricoltura biologica non è più nessuno, ora tira il biodinamico, e la mafia che ha intelletto lo ha capito wiwa wiwa chi fa il vino con passione, rispetto e non marketing molti bloggher sono venduti e parlano non per trasmettere emozioni, ma per fare i soldoni

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