Poesie dalla vita reale: lo Zibibbo dell’Abbazia San Giorgio

Poesie dalla vita reale: lo Zibibbo dell’Abbazia San Giorgio

di Angela Mion

“Ivan Jakovlevi, per decenza, indossò il frac sopra la camicia, e sedutosi a tavola si servì il sale, si preparò due capi di cipolla, impugnò bravamente il coltello e, assunta un’aria molto espressiva, si dispose a tagliare il panino. Tagliato il panino in due metà, ci guardò dentro, e con gran stupore vi scorse un certo coso biancastro. Ivan Jakovlevi

 lo stuzzicò pian pianino col coltello e lo palpò con un dito. «Oggetto consistente!» si disse «Che può mai essere?» Vi ficcò dentro le dita, e cavò fuori – un naso!….” Nicolaj Gogol – Il Naso – 1834.

A volte è difficile dare una buona spiegazione delle cose e così può succedere, a tutti succede, di trovare cose nelle cose. Pensi ad una cosa e te ne viene in mente un’altra. No, non ho trovato un naso a macerare dentro ad una bottiglia di vino anche se potrebbe essere un buon racconto. Ma da qui è partito il mio viaggio.

Torno a me. Sabato scorso ho bevuto un vino di un vignaiolo che in molti conoscono (anche se la considerazione ha poca importanza) Battista Belvisi – Az. Abbazia San Giorgio a Pantelleria.

Il suo Isola del Vento è così, quelle cose che non ti aspetti e non calcoli perché sembrano fatte per spiazzare le nostre categorie critiche. Un po’ come le opere di Gogol.

Quel mescolare cose ordinarie e folkloristiche. Un naso dentro ad un panino? No, è Zibibbo.

La scena del naso mi è piaciuta così tanto che i miei occhi riuscivano a vederla. Così come questo vino è riuscito a farmi vedere una terra che non ricordavo. Una terra che non pesto più da molti anni ma che all’improvviso è tornata viva in me.

Un boccone di Isola prima di assaggiarlo ti sale il naso, è Zibibbo, secco, col suo carattere di forza, di sole, di mare, di selvaggio. È una sera d’estate seduti sulla roccia calda del sole con le gambe a penzolone sul mare che va giù a picco, il vento che ti spinge e porta con sé il profumo della resina, delle erbe secche, del sale. Ci mordi frutta e passione, ti inebri ci entri dentro, ti astrai, lo puoi solo notare ed ascoltare. Lo puoi sognare. I profumi forti del moscato indossati da un vino secco, equilibrato che in qualche misura come Ivan Jakovlevič – indossa il frac sopra la camicia.

Così che nelle più piccole cose l’artista è grande, grande come nelle cose grandi.

Una fuga dal contemporaneo. Un viaggio nel gusto, in una Sicilia che, come poche, si sa raccontare attraverso la sua terra. Specchio e riflesso di chi la vive e la lavora. A volte il vino ci sveglia i sensi e ci porta con sé; ci seduce, un’alluvione di pensieri.

Isola del vento 2017 – 100% Zibibbo – lunga macerazione sulle bucce – acciaio e poi circa due anni in anfora. L’azienda è Abbazia San Giorgio – Pantelleria. Dai 30,00 €.

Poesia della vita reale.

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Angela Mion

Veneta, classe 1981, studi giuridici e azienda di famiglia. La svolta cubista arriva quando ormai maggiorenne incontra il vino: Sommelier, Master Alma-Ais ed altre cose in pentola. “Vin, avec toi on fait le tour du monde sans bouger de la table”. Bucolica e un po' fuori schema con la passione per la penna, il vino, il mondo e la corsa. L’attimo migliore? Quello sospeso fra la sobrietà e l’ebbrezza.

1 Commento

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Ferretti

circa 2 mesi fa - Link

È una sera d’estate seduti sulla roccia calda del sole con le gambe a penzolone sul mare che va giù a picco…Scrivi più spesso Angela…

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