Ho provato a prenotare nei primi 10 ristoranti al mondo della 50 Best. Risultato: mission impossible

Ho provato a prenotare nei primi 10 ristoranti al mondo della 50 Best. Risultato: mission impossible

di Leonardo Romanelli

L’appuntamento è segnato sull’agenda con la matita rossa: ore 10,00 del 1° settembre 2017. È l’orario di inizio per richiedere una prenotazione all’Osteria Francescana di Modena per il mese di dicembre. Non si può assolutamente perdere l’occasione quindi, onde evitare sorprese, sono schierati nell’ordine 2 telefonini e 2 computer, carte di credito alla mano, giorni e orari già presenti in agenda per non sbagliare al momento giusto.

La wifi casalinga è controllata, funziona, nessun calo di linea, alle 9,55 tutto è sotto tensione, gli apparati sono collegati al sito, il refresh è d’obbligo onde evitare maligni inghippi dell’ultimo secondo. Alle 9,58 la tensione sale, la salivazione si blocca, la fronte si imperla di sudore alle 959 si può entrare nel sito!!

I secondi passano in maniera spasmodica, parto dal giorno previsto: completo! Vado a casaccio, non voglio scegliere, niente da fare, completo! completo! completo! la risposta è sempre la stessa tocca desistere, segnarsi per la lista d’attesa e sperare ma tanto serve a poco, gli altri tentativi provati nei mesi precedenti sono miseramente falliti.

Potenza del successo, verrebbe da dire, essere stato il primo ristorante al mondo porta, ovviamente, ad un assalto all’arma bianca da parte di consumatori golosi, non si concentra la clientela di un paese o di una nazione, ma quella mondiale, che farà tappa nella città emiliana solo per sedersi a tavola e non certo per andare a vedere la Ghirlandina. Dopo, però, la riflessione sorge spontanea: in due minuti tutto esaurito? E come fa allora un “normale” cliente a prenotare? Non è che vengo da San Francisco apposta se sono in lista d’attesa, la sicurezza la devo avere di sedermi a tavola! Che fare dunque?

Ci potrebbe, anzi sicuramente esiste, il fenomeno del re-selling, come avviene per i concerti, ovvero agenzie che si accaparrano i posti che poi vengono inseriti in pacchetti che prevedono altri servizi e quindi è inutile tentare l’avventura se non accompagnati. Oppure, forse il fenomeno è importato dall’America, dove la coda diventa uno strumento di marketing e poi la clientela viene scelta secondo altri parametri. Anzi, se mi devo comprare un maglione da Abercrombie, la fila la metto nell’esperienza obbligatoria, tanto scegliere è sicuro che lo facciano, basta che io spenda.

Per capirne di più, abbiamo provato a capire cosa succede nei primi 10 ristoranti del mondo secondo la classifica dei 50 Best della San Pellegrino, ovvero secondo il sistema di prenotazione sul sito, quali sono le disponibilità reali.

Questo è il risultato della ricerca fatta il 1°settembre:

1. Eleven Madison – New York, USA: In ristrutturazione quindi non prende prenotazioni, ma solitamente si parla di quasi un anno.

2. Osteria Francescana – Modena, Italia: Prossima possibilità di prenotazione, dal 1 ottobre per Gennaio 2018.

3. El Celler de Can Roca – Girona, Spagna: Completo fino ad Agosto 2018.

4. Mirazur – Mentone, Francia: Sabato 9 Settembre a pranzo.

5. Central – Lima Perù: 4 Dicembre 2017.

6. Etxebarri – Atxondo, Spagna: 10 Ottobre poi da Novembre 2017.

7. Gaggan – Bangkok, Thailandia: 6 Ottobre 2017.

8. Maido – Lima, Perù: 9 ottobre 2017.

9. Mugaritz – San Sebastian, Spagna: 5 settembre 2017.

10. Steirereck – Vienna, Austria: 3 ottobre 2017.

I primi 3 sono inavvicinabili, ovvero occorre percorrere altre strade per riuscire a sedersi a tavola, mentre gli altri ristoranti possono diventare meta di un viaggio programmato in tempi ragionevoli. Quindi, dovessimo paragonare la ristorazione attuale ad una forma d’arte, quali esempi possono saltare in mente? Il pittore, lo scultore, lo scrittore sono sempre accessibili, mostre e musei difficilmente limitano gli ingressi e sono comunque prenotabili in tempi umani, ai reading o alla presentazione dei libri non si sgomita quasi mai, solo la musica può avere effetti da “sold out”nei concerti, in un fenomeno paragonabile alla élite dei ristoranti. E fino a qui si tratta di fenomeni di costume.

Ma il critico come fa? Ovvero, a parte la 50 Best, come fanno le altre guide a programmare così tanto in anticipo una visita “segreta”? Tanto per fare un nome a caso, la guida Michelin, come riesce a confermare, aumentare o diminuire il numero di stelle? Hanno una pianificazione così accurata? Oppure si annunciano? Diciamo che così il ristoratore sceglie in anticipo il critico da cui farsi giudicare, insomma. Non diventa un meccanismo perverso che si autoalimenta? Repondez s’il vous plait!

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

2 Commenti

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Luigi Pittalis

circa 4 anni fa - Link

si ma poi come è andata? ci sei andato a mangiare in Perù?

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Erica

circa 4 anni fa - Link

Magari sarò stata fortunata, ma un paio d'anni fa non ho avuto alcun problema a prenotare da Eleven Madison Park. Ho controllato la data di "apertura" delle prenotazioni e ho scelto un giorno a pranzo (ma c'era qualche possibilità anche per cena, nonostante io non mi sia fiondata sul sito all'ora di apertura delle prenotazioni). Ora per esempio sul sito c'è scritto che le prenotazioni ripartiranno il 1 ottobre.
Al Mirazur ancora più semplice, ad aprile ho prenotato con un paio di settimane d'anticipo, ma ci sarei riuscita anche con un minore anticipo.
A parte la Francescana ed El Celler de Can Roca gli altri mi sembrano piuttosto avvicinabili senza grandi imprese (o annunci). Poi se la Michelin non è in grado di organizzare un calendario di visite sta proprio messa male...

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