Mamojada Vives 2020: i nostri assaggi – parte seconda

Mamojada Vives 2020: i nostri assaggi – parte seconda

di Antonio Tomacelli

Quella che segue è la seconda parte degli assaggi di MamojaDa Vives, la panoramica sui vini dei produttori locali messa a disposizione dal consorzio sardo. Il lockdown non ci ha permesso la visita al territorio ma, in compenso, i vini spediti sono stati grandi ambasciatori di un vino che meriterebbe una doc a sé stante. La prima parte degli assaggi, curata da Andrea Gori, ha messo in luce etichette di altissimo profilo e ottima fattura, segno che a Mamojada il vino è una tradizione consolidata da secoli.

Questa seconda parte conferma la qualità media che è alta con punte di eccellenza veramente sorprendenti. Come se non bastasse, il vino migliore di questa batteria è risultato essere un rosato, e che rosato: il “Maria Pettena” della cantina Sannas è di quelli che “dopo niente sarà più lo stesso”. Ottimo anche l’unico bianco presente, il “Mattìo” di Francesco Cadinu, una lama di sapidità infilata tra i tanti rossi a base cannonau. E proprio il cannonau è la star di queste degustazioni, un vitigno che qui è quasi sempre allevato ad alberello e la differenza si fa sentire. In questa batteria ci è piaciuto molto il rosso di Cantina Gaia e, di nuovo, un vino di Francesco Cadinu, il “Perdas Longas”. Gli altri vini hanno un punteggio più basso solo perché molti di essi sono campioni di botte ma già si intravede dal bicchiere un futuro radioso.

Due avvertenze prima di passare agli assaggi:
– Tranne alcuni, i vini sono tutti campioni di botte e vengono indicati come legge prescrive, e cioè “atto a divenire”.
– Gli assaggi sono il frutto di un lavoro di coppia (in tutti i sensi) ma a firmare le degustazioni è Antonia Maria Papagno che ne ha titoli e capacità.

Buona lettura.

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Cantina Osvaldo Soddu, “Bruncu Boeli” atto a Cannonau di Sardegna doc 2019
Il legame con la terra e la passione per il duro lavoro danno vita a Bruncu Boeli. Allevato appena fuori dal centro di Mamoiada e prodotto da un vigneto ereditato dal padre, è il primo vino imbottigliato da Osvaldo Soddu. Rubino pieno, intenso e trasparente, la frutta è surmatura quasi in conserva, con una sottile nota di vaniglia. Ancora cipria, mandorla fresca, note mentolate e carruba.
In questo campione di botte al gusto ritorna dominante la frutta rossa in confettura e la carruba tanto da sembrare volutamente prodotto in stile ossidativo. Si completa con una decisa freschezza. Chiude morbido e amaricante.
L’ulteriore sosta in botti di castagno e in seguito l’affinamento in bottiglia regalerà il giusto equilibrio che il vino merita. 87

Cantina Merzeoro, “Merzeoro” atto a rosso 2019
Melchiorre Paddeu vive a Mamoiada tra rocce e natura. Il progetto della realizzazione di un agriturismo ha contribuito a saldare il legame con la sua terra permettendogli di completare l’attività con il lavoro di vignaiolo su terreni ereditati dalla famiglia.
Il suo rosso cannonau 2019, che sarà in commercio tra pochi mesi, ha un rubino seducente luminoso e vivace.
L’amarena e la frutta surmatura sono immediate. A seguire, anche se leggera, la dolce carruba potrebbe distogliere l’attenzione dalle aromatiche erbe mediterranee tra cui spicca prima di tutto il rosmarino poi il mirto e alloro.
Al gusto fresco e leggermente sapido segue un tannino presente ma ben adattato. La sua morbidezza alcolica ne fa un vino in via di equilibrio e territoriale. 87

Giovanni Ladu, “S’ena Manna” Cannonau di Sardegna doc rosato 2019
Luminosa è nel calice l’insolita nuance tra fiore di pesco e sfumature ramate. Il vino rotea compatto e mi intriga. Si riconosce  immediata la fragranza di un cesto di frutta estiva appena raccolta e delle fragole. La sosta nel bicchiere e un grado in più regala una fresca nota erbacea e un tocco di cipria. Gusto immensamente sapido, pieno e morbido mentre l’escursione termica tra giorno e notte crea armonia tra la forza e l’eleganza di questo rosato. 88

Cantina Sannas, “Maria Pettena” rosato 2018
Nel 2016 Piergraziano Sanna decide di cambiare vita e dedicarsi ad una vigna appena fuori dal centro di Mamoiada
Le lavorazioni in vigna sono tutte manuali, ad eccezione dell’aratura, l’utilizzo di zolfo e calce sono limitati alle annate particolarmente umide. Le vinificazioni sono un mix tra tradizionale e sperimentale, questo rosato, in particolare, proviene da cannonau macerato sulle bucce della Granatza. Il colore è vivo, con lampi di blu cristallino simili al quarzo. Al naso è un caleidoscopio di profumi che vanno dalle erbe aromatiche (timo, mirto, origano selvatico) alle note floreali di rosa e pepe. In bocca è freschissimo, affilato e secco, ritornano con coerenza tutte le erbe ed i fiori di Sardegna. Facilità e golosità di beva impressionante. 93

Cantina Gaia, Cannonau di Sardegna doc Riserva 2017
La riserva di cannonau 2017 di Piergiorgio Gaia è allevata ad alberello ad una altezza di 650 m slm. La vigna ha 70 anni e li dimostra tutti orgogliosamente. Il suo rosso cannonau è limpido e trasparente, la sua amarena sotto spirito e i leggeri sentori di china e di erbe officinali lasciano spazio al cioccolato alla menta, tabacco dolce e leggere spezie vanigliate. Al gusto il ritorno fruttato incontra il tannino presente e deciso equilibrato dai suoi 15.5 gradi alcolici. Il sorso lungo e fresco chiude elegante e territoriale questa singolare riserva. 92

Cantina Montisci Vitzizzai, “Istimau” atto a Cannonau di Sardegna doc 2019
Sostenibiltà e amore per il territorio sono gli imperativi di questa famiglia del vino. Raccolta manuale e fermentazioni spontanee caratterizzano la produzione del rosso cannonau base: Istimau.
Porpora vivace luminosa e trasparente, quasi un chiaretto, sa di resina, frutta rossa, erbe mediterranee, nota vegetale e sottofondo boisè. Al gusto è vino-fragola con un leggero petillant, tannino deciso ma mitigato dalla morbidezza zuccherina e alcolica. La sua acidità è spinta e il suo finale amaricante. Un vino da affinare e che in futuro potrebbe sorprendere. 86

Cantina Vikevike, “Vikevike” atto a Cannonau di Sardegna doc 2019
Crescere tra i filari di una vigna, imparare a riconoscere la terra dei padri strofinata tra le mani, respirare la montagna e camminare il mondo prima di tornare alle radici: è questo che il giovane vignaiolo Simone Sedilesu ha deciso per sé e per il suo futuro: coltivare la terra di Mamoiada e fare vino secondo tradizione. Il suo è un rosso rubino trasparente vestito di viole. Immediata sale la ciliegia sotto spirito seguita dalle erbe mediterranee e officinali. Apre piano alle spezie leggere e al rabarbaro mentre il pepe si stende deciso tra gli aromi. Al gusto fresco e alcolico succede un tannino esuberante e scontroso. Chiude tra pepe nero e note fruttate. L’ulteriore tempo di affinamento in bottiglia è sicuramente decisivo per l’equilibrio e l’armonia di questo rosso cannonau. 86

Andrea Cosseddu, atto a Cannonau di Sardegna doc 2019
Spillato da una botte di rovere di 500 lt, la giovane promessa di Andrea Cosseddu si veste di rosso rubino trasparente. Le sfumature violacee svelano il tempo della vendemmia appena passata. Già a bicchiere fermo la ciliegia e la frutta rossa aprono a note aromatiche nette ed eleganti. Il legno misurato cede leggera la vaniglia incipriata e le erbe mediterranee lasciano il passo al delicato balsamico.
Al gusto decisa è la sapidità rocciosa, delicato il ritorno di frutta rossa mentre il tannino levigato si distende in una nota finale amaricante. Il futuro di questo vino è per Andrea una singolare scommessa sul territorio. 88

Cantina Francesco Cadinu, “Mattio” bianco 2019
La granatza che illumina di oro il calice è figlia di vecchi alberelli dalla resa bassissima, tutti provenienti da selezionate parcelle di antichi vigneti di proprietà della famiglia Cadinu. Allevati a 700 metri slm i grappoli del Mattìo regalano eleganza e finezza svelando sottovoce la delicata marmellata di mandarino e bergamotto. Nuvole di cipria intrecciano note mentolate di eucalipto e di erbe mediterranee mentre al gusto fresco e lunghissimo chiude un fine aroma di distillato di cognac. Se al Mattìo manca ancora l’affinamento in bottiglia quale sarà il futuro di questo “campione” di botte? 91

Cantina Francesco Cadinu “Perdas Longas” atto a Cannonau di Sardegna doc 2019
Francesco Cadinu alleva ad alberello una vigna di 70 anni posta a 700 m slm. La resa bassissima, la vendemmia ad ottobre e la sosta di 14 mesi in legni di castagno gli permette di produrre un vino robusto di un rubino intenso e cristallino. Appena nel bicchiere gli aromi faticano a salire ma l’attesa è una sorpresa. Frutta rossa e pout pourri seguiti da spezie, pepe bianco e chiodi di garofano. Fondo persistente di cuoio e cioccolato al latte. Gusto zuccherino, morbido e alcolico. Ritorna la frutta e un agrume di arancia sanguinella.
Chiude lungo un tannino deciso ma ben integrato. 90

Antonia Maria Papagno

Foto: Antonia M. Papagno

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

2 Commenti

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Montosoli

circa 2 mesi fa - Link

Parlerete anche della vicina DOC Mandrolisai ? Grazie 🍷

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Nic Marsél

circa 2 mesi fa - Link

Anche per me "Maria Pettena" è stata un coup de coeur. Bravi Antoni* :-)

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