Mamma Ais, è “conflitto di interessi” questo?

di Alessandro Morichetti

Citizen_KaneLeggo sul sito di Bibenda, la rivista dell’Ais diretta da Franco Ricci, di un ciclo di degustazioni dal titolo “In enoteca con…”, seguite dal nome della cantina o del distributore ospiti. Nomi interessanti, direi: Fontanafredda, Ampeleia, Cardeto, Terenzi, Philarmonica (con tanto di bis), Icario, Anselmi, Fanti, Erste&Neue, Di MeoBosco del Merlo. La proposta sembra vantaggiosa:

“Gli incontri saranno tutti condotti dal nostro Docente Giovanni Lai assieme al Produttore invitato.
Alla fine di ogni incontro sarà possibile acquistare i prodotti a prezzi di favore.”

Mentre ci rifletto, faccio un giro in rete per saperne di più. Lai è relatore di enologia dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier) nonché responsabile della grande distribuzione organizzata per Wine Group, impresa di rappresentanza che opera su Roma e provincia. Fin qui nulla di strano. Si può rappresentare vini e al contempo essere ottimi relatori e divulgatori. Prendi Jasper Morris MW, ad esempio: sulla Borgogna è un’autorità assoluta, ne scrive su The World of Fine Wine – la rivista di vino più prestigiosa del mondo – ma il pane glielo garantisce Berry Bros & Rudd, basta saperlo.

Ora, la sorpresa mista a sconcerto inizia quando scorro le aziende rappresentate dal distributore di cui Giovanni Lai è consigliere. Ne cito solo alcune, per praticità (sul sito di Wine Group le trovate tutte): Ampeleia, Anselmi, Erste&Neue, Fanti, Fontanafredda, Icario, Terenzi, Philarmonica distribuzione. Sì, obiezione accolta: sono esattamente le stesse che partecipano alle degustazioni organizzate da Bibenda.

Cavoli
, niente di illegale, ci mancherebbe. Neanche conflitto di interessi, aggiungo: un’associazione come l’Ais  può chiamare chi vuole, ma perchè non dire chiaramente come funziona la cosa? Ricapitolo: l’Ais presenta una serie di degustazioni di vini e a guidarle c’è il consulente dell’azienda che quegli stessi vini li vende: in più il consulente (il signor Lai) è un pezzo grosso dell’Ais. A questo punto mi chiedo: perchè devo pagare un biglietto per assistere a qualcosa che sulla carta somiglia a uno spot aziendale della Wine Group? Voi che ne pensate, vi infastidisce una situazione del genere o è superfluo parlarne?

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

23 Commenti

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Andrea Gori

circa 12 anni fa - Link

secondo me la cosa è delicata ma se ci pensi bene è anche un modo per proporre a prezzo vantaggioso l'assaggio di vini che se dovessero essere acquistati sul mercato farebbero levitare non poco il prezzo della manifestazione e l'accesso a questa.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Da Sommelier Romano, stavolta non posso evitare di commentare. Spero sinceramente che qualcuno dei miei colleghi informati del fatto intervenga per farci capire un po' a tutti le ragioni di una scelta che, diversamente, ritengo quantomeno di dubbio gusto. Anche a me pare una sorta di promozione occultata da docenza e non me la sento di inoltrarmi in improbabili difese che non si reggono in piedi. Sono certo che un chiarimento aiuterebbe tutti ma, messa giù così, come presentata nell'articolo, questa manovra sembra un brutto autogol

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Simone e Zeta

circa 12 anni fa - Link

Brutta roba ritrovarsi le cantine piene a fine anno, le studi di tutte; ma questa trovata, come altre, non funzionerà! @ Andrea, l'acquisto delle bottiglie a prezzi vantaggiosi è concorrenza sleale verso quelle enoteche che vendono lo stesso prodotto. Il prezzo dovrebbe essere lo stesso, se proprio dobbiamo venderequelle bottiglie. @ Francesco, come stai? Bentornato

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gianpaolo

circa 12 anni fa - Link

Io sono sempre stato dell'idea che si puo' fare di tutto, e in un mondo piccolo come quello del vino e' difficile che gli interessi prima o poi non si sovrappongano, l'importante e' sapere chiaramente le cose, rispetto specialmente al pubblico pagante.

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Alessandro Franceschini

circa 12 anni fa - Link

Sul fatto che Ais o qualunque altra associazione di settore, si avvalga, di tanto in tanto, della collaborazione di un distributore per organizzare delle serate su uno o più produttori del suo portafoglio, non vi trovo nulla di strano o indecoroso. Idem che un responsabile di un distributore, come in questo caso Giovanni Lai, sia anche relatore. L'importante è che il tutto si sappia, cioè che venga tranquillamente comunicato, cosa che, da quanto vedo, non è stato fatto.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

ciao Simone, Grazie del tuo saluto, sto bene e vi seguo sempre con interesse, anche stavolta che siete venuti a rovistare nel pentolone di AIS Roma (e sai che sono di lì). Onestamente, per dovere di corporazione, non me la sento di sbilanciarmi anche se, dismessi per un istante i panni del sommelier e indossati quelli del bottegaro non posso ignorare che si tratti di una forma apparentemente (e sottolineo apparentemente) poco graziosa di concorrenza sleale. Far passare la scelta dei prodotti come casuale quando invece si tratta proprio di un catalogo ben preciso (pensa quanto sono cretino, io da Roma non me ne ero accorto), al fine di tentare una penetrazione neanche troppo mascherata di penetrazione di mercato, tutto sotto traccia.... no comment

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roberto gatti

circa 12 anni fa - Link

Ora vediamo se qualche " falso moralista " ci dirà qualcosa a tal proposito....ne ho forti dubbi.....d'altronde...non si può sputare nel piatto dove si mangia....eh....!!

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Vignadelmar

circa 12 anni fa - Link

Quasi mai, per non dire mai, sono d'accordo con Gatti, però, anche io mi aspettavo una poderosa ed articolata sferzata moralista dall'enocommentatore che solitamente e puntualmente stigmatizza i vari conflitti di interesse che sconvolgono l'enomondo. Invece niente, evidentemente ci sono conflitti di interesse più conflittuali di altri....tanto da non doverci scrivere sopra neanche un rigo. . Ciao

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roberto gatti

circa 12 anni fa - Link

@ Vignadelmar Me ne farò una ragione.... Mai dire mai...caro Vigna, pensa che io a volte invece sono d'accordo con Te...anche se non intervengo. Ciao

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Comprendo i riferimenti in alcuni commenti di chi si attende(va) un intervento di Franco Ziliani, nuovamente tra noi. Invito però a considerare la situazione descritta anche a prescindere da questo, intervento gradito ma non necessario. Nessuno è difensore d'ufficio di nessuno e ciascuno di noi ha piena facoltà di criticare scelte e iniziative di un'associazione cui è iscritto o con cui collabora: l'importante è usare toni e argomentazioni civili e mai offensivi. Sarebbe preoccupante e inutile il contrario, specialmente in ambito associativo, ne converremo. Fabbretti, territorialmente vicino alla situazione in oggetto invita a riflettere sui fatti esposti. L'episodio desta stupore o no? Capitano altrove vicinanze simili, coinvolgendo altri soggetti dell'enomondo? Credo che il focus sia questo.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Concordo con il signor Morichetti (che nn so se ringraziare per la puntualità della segnalazione o mandare a quel paese per aver evidenziato una realtà la cui analisi è per me fonte di comprensibile imbarazzo). Come che sia prometto che, qualora avessi chiarimenti dai miei colleghi sarò felicissimo di trasmetterli su questo forum, essendo per natura garantista. Riscontro con piacere che il dibattito si svolge senza processi alle streghe, come in altri casi è avvenuto, anche se non posso ignorare che mi sembra di respirare un certo "timore" nel prendere una posizione in merito alla questione. Dal mio punto di vista non è scorretta l'iniziativa in sé (semmai questa idea dell'acquisto a prezzi convenienti mi da l'idea di cantine strapiene di vini che pur di darlo via accettano di tutto) quanto l'occultamento della suddetta operazione di marketing che apparentemente (e ribadisco APPARENTEMENTE) si configurerebbe in una neanche troppo celata autopromozione di una agenzia di rapprezentanza subdolamente occultata. Ferme restando la stima (ebbene sì) e la simpatia che provo per il presidente dell'AIS Lazio, Franco Ricci, e l'altissima considerazione di cui godono fior fior di docenti, è evidente che il titolare dell'agenzia in questione potrà serenamente depennare il nome del mio locale dal suo book clienti. Concludo con qualche indicazione sulla città di Roma e sul commercio del vino: non avendo un patrimonio ampelografico di primissimo livello il nostro mercato si muove molte volte dietro il cosiddetto "passaparola", ben più che sulla lettura di guide o riviste. Come tutti sapete quando "se beve a gratis" il passaparola funziona, al punto che già in più di un'occasione ho dovuto sottolineare come non disponessi dei prodotti che, guarda caso, a seguito di quest'articolo, ho scoperto essere stati degustati circa un mese fa nel medesimo contesto. Ribadisco, sarebbe tutto lecito se non fosse usata la foglia di fico AIS per nascondere questa entrata a gamba tesa in un mercato come il nostro.

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michela

circa 12 anni fa - Link

Mi immetto solo per fare un inciso.... Non viene pagato nessun biglietto per seguire le Degustazioni di Enoteca Con.. Saluti!!! Michela

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Grazie per l'integrazione, Michela. Te hai partecipato alle serate? Se vuoi, visto che sei ben informata, esprimi pure il tuo pensiero riguardo le mie considerazioni. Ciao

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mary

circa 12 anni fa - Link

tengo a precisare come diceva michela,che non si paga alcun biglietto e che i vini non vengono svenduti.francesco tu mi stai dicendo che ti devi sbrigare a vendere i tuoi vini poichè l anno prossimo non potrai piu venderli?le aziende,caro francesco, promuovono i propri vini tutti i mesi dell anno,cio non vuol dire che ne hanno in eccesso.l ais parla di tanti vini e ogni vino ha la sua agenzia,certo in questo caso il sig. Lai, essendo un docente, non puo parlare dei vini wine group come tutte le altre agenzie,se al posto di Lai ci fosse stato il docente Pincopallo sarebbe andato tutto bene?.Certo che si,sarebbe stato tutto regolare.....

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Mary, il problema sollevato qui è che al posto di Lai NON ci sia stato un altro docente e che i vini dell'evento seriale siano esattamente gli stessi che il docente rappresenta commercialmente. Conveniamo che non sia una "vicinanza" così felice e al di sopra di ogni sospetto?

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Non so se tu ti imponga di vedere il dito per distogliere lo sguardo dalla luna di proposito o meno. Le aziende che mi onoro di vendere hanno un pedigree tale che distano anni luce dalla qualità media dei prodotti rappresentati da wine group, a partire dal tanto sbandierato champagne "Ruinart" che sarebbe la loro punta di diamante (a mio personale giudizio un tantino "spuntata"). La verità è che le aziende rappresentate sono tutte di livello medio - più tendente al popolare che alla ricerca, e di prodotti del genere nella mia enoteca ne posso fare a meno vita natural durante. Nemmeno temo di dovermi sbrigare a vendere il vino il prima possibile visto che in 60 anni di storia di MARCHETTE se ne sono viste e riviste. Quello che non mi sembra tu afferri è che si è degustato solo ed esclusivamente l'intero catalogo di un gruppo di rappresentanza di proprietà di un docente AIS di un certo peso, con una buona capacità di influire su l'attribuzione dei punteggi sulla guida della associazione medesima (per la quale non rinnoverò l'iscrizione). Ora, devi sapere che fra le altre cose mi puoi ascoltare via etere su radiocittafutura.it (prossima puntata il 7 dicembre sugli spumanti) e mi puoi vedere all'opera come docente presso la sede di Roma della Loyola University nel corso "approaching to italian tasting". In entrambi i casi, pur dichiarando esplicitamente di avere un'enoteca i vini presentati e degustati sono rigorosamente anonimi se non nella descrizione di vitigno (o vitigni), annata e metodologia produttiva; questo perchè VOGLIO INSEGNARE e non piazzare i miei vini (che per inteso si piazzano benissimo da soli), voglio che chi mi segue sia più interessato all'idea di provare molteplici fiano di avellino (tanto per fare un esempio) della stessa annata e con metodologie produttive diverse, cercando di scoprire i punti in comune con quanto ci siamo raccontati a lezione e le eventuali differenze e sviluppando un gusto PROPRIO. A fronte di questa mia autonomia, a cui tengo in modo molto forte (e per questa ragione non organizzo serate di degustazione nella mia enoteca) riesci a immaginare come possa sentirmi quando vengo a scoprire uno sputtanamento come questo? Non si tratta della mia o della altrui sopravvivenza, si tratta di integrità morale e, per cortesia, evitatemi il discorso che tutto il mondo va in questo modo perchè: 1- io non vado in questo modo 2- detesto chi si rassegna a non combattere per difendere le proprie convinzioni 3- chi lo pensa davvero, in realtà, ha qualcosa da nascondere e preferisce tacere per evitare di essere tirato in ballo anche lui

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Giovanni Lai

circa 12 anni fa - Link

Salve a tutti, l'influenza permette di avere tempo e così mi sono imbattuto in questa discussione che mi riguarda. Credo sia importante che qualsiasi sia l'informazione che si voglia diffondere, questa deve essere basata su fatti realmente accertati o non per "sentito dire". Non avendo visto nessuno di Voi al primo incontro mi stupisce il tono con cui si affronta l'argomento. Sarebbe bello e corretto constatare il tipo di degustazione, se esiste una vera e propria sponsorizzazione, e quindi contestarmi davanti a tutti. In merito a quanto sollevato da Francesco Fabbretti, pur se in disaccordo, rispetto la sua opinione. Farò del tutto per seguire il suo intervento del 7 dicembre su radiocittàfutura.it, se sarò un ascoltatore avrò argomenti per elogiare il suo lavoro, se non potrò ascoltarlo qualsiasi mia critica sarà poco credibile! Un caro saluto a tutti e buon lavoro Giovanni Lai

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Giovanni Lai

circa 12 anni fa - Link

Salve a tutti, l'influenza permette di avere tempo e così mi sono imbattuto in questa discussione che mi riguarda. Credo sia importante che qualsiasi sia l'informazione che si voglia diffondere, questa deve essere basata su fatti realmente accertati o non per "sentito dire". Non avendo visto nessuno di Voi al primo incontro mi stupisce il tono con cui si affronta l'argomento. Sarebbe bello e corretto constatare il tipo di degustazione, se esiste una vera e propria sponsorizzazione, e quindi contestarmi davanti a tutti. In merito a quanto sollevato da Francesco Fabbretti, pur se in disaccordo, rispetto la sua opinione. Farò del tutto per seguire il suo intervento e solo dopo averlo ascoltato potrò esprimere un giudizio. Un caro saluto a tutti e buon lavoro Giovanni Lai

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Gentile Giovanni Lai, innanzitutto la ringrazio per l'intervento e per il tono dello stesso. Dimostra che un blog può e dovrebbe sempre essere luogo di dialogo civile. Quanto al merito, ho piacere di confrontarmi con lei. Dal mio punto di vista i "fatti realmente accertati" sono due: - lei è un relatore di punta dell'Ais - tiene una serie di incontri per l'Ais (sub specie Bibenda) su vini di cui ha la rappresentanza nella medesima zona. Questo era il nocciolo del pezzo. Non ho mai lontanamente pensato di discutere la qualità dei prodotti né tantomeno del relatore. Conosco abbastanza bene l'associazione e so per certo che docenze importanti siano in mani sicure e competenti. Ho solo notato che tale sovrapposizione - pur a distanza - possa risultare un pò delicata. Riprendo le due ultime domande del pezzo: "perchè devo pagare un biglietto per assistere a qualcosa che sulla carta somiglia a uno spot aziendale della Wine Group? Voi che ne pensate, vi infastidisce una situazione del genere o è superfluo parlarne?" Appurato grazie alla commentatrice michela che l'ingresso è gratuito, sbaglio nel chiedere se la cosa somigli terribilmente ad uno spot aziendale?

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Caro Giovanni, prima di tutto grazie per il tuo intervento DIRETTO, ti fa onore e soprattutto ti riconosco di aver avuto la responsabilità di parlarci. Questo forum, che leggo spesso con interesse, raramente mi vede partecipe per scelta pèersonale, slegata dalla simpatia che nutro verso alcuni personaggi (chiamiamoli "penne stabili") che qui scrivono. Spero tu mi creda se ti dico lo stupore che ho avuto nel dover scoprire da un sito questa iniziativa e ritengo crederai vero che io a suo tempo chiamai AIS Roma per cercare di capire qualcosa di più riguardo l'iniziativa, ricevendone risposte molto fumose. Altrettanto spero converrai con me che il modo in cui viene presentata lascia molti dubbi su una trasparenza che (sia detto ben chiaro) avrei completamente compreso. So bene come più di una volta distributori e/o rappresentanti hanno avuto le loro serate organizzate in AIS da noi, ma in quel caso erano esplicitamente dichiarate. Laddove anche questa iniziativa fosse stata dichiarata in modo trasperente non avrei avuto modo di eccepire (come ha avuto modo di scrivere mary "Le aziende promuovono i loro vini tutti i mesi dell'anno".... io aggiungerei tutti i giorni), spero però tu voglia convenire che il modo di presentare l'iniziativa (di per sé lodevole) crei un cortocircuito che, a dirla tutta, scopro essere stato avvertito anche da altre enoteche in Roma (credo tu ne sia a conoscenza). Mi permetto in chiosa di aggiungere un paio di considerazioni personali, fermo restando la gratitudine che devo per ciò che mi è stato insegnato in circa 5 anni e vari corsi fatti con L'Ais (avendo anche con te come docente), ribadisco la mia volontà a non rinnovare il mio essere socio poichè mi rifiuto di pensare si sia trattato di un semplice misunderstanding ma ci sia stata, quando si è trattato di organizzare un calendario di eventi, la piena coscienza dei responsabili nel deliberare un formato ambiguo per presentare una opportunità che nulla avrebbe tolto al profilo nobile dell'evento laddove ne fosse stata dichiarata l'origine; questo per dire che di fronte a un fatto che non può non toccare altri membri influenti la mia fiducia sulla inparzialità dei metri valutativi dei vini degustati tout-court. Nella convinzione che Mamma AIS sopravviverò benissimo senza me e che Winegroup prospererà pur senza il modestissimo contributo portato dalla mia enoteca, con sincerità ti indirizzo i miei migliori auguri di grandi soddisfazioni personali e professionali.

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Giovanni Lai

circa 12 anni fa - Link

Ciao Alessandro, non è uno spot aziendale. In enoteca con.. nasce dalla volontà di dare in poco tempo di nuovo vita a questa degustazione, in passato condotta in maniera magistrale dal compianto Francesco Del Canuto. Lo spirito è quello di fare degli eventi dove, a costo zero, gli appassionati possano degustare, in diverse enoteche di Roma, vini in compagnia del produttore. Per farti capire il mio modo di agire la volta scorsa abbiamo degustato tre annate di Brunello "contro" tre annate di Barolo. I partecipanti, consapevoli delle tre annate scelte, si sono divertiti a scoprire i vini attraverso domande legate al profilo climatico, interpretazione dell'annata etc. Al termine della degustazione non abbiamo invitato nessuno a comprare, ho chiuso criticando alcune sfaccettature dei vini, specie in alcune annate, in quanto questo è il mio modo di operare. Spero di vederti presto per approfondire l'argomento. Buona domenica

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Alessandro Morichetti

circa 12 anni fa - Link

Giovanni, immagino bene tu (dopo due interventi si passa alla seconda persona ;-) ) sia un degustatore e relatore eccellente. Il Fabbretti, che ha assistito a tue degustazioni, mi sembra confermare. Ogni degustazione, specialmente quando condotta con sapienza, interessa e coinvolge. La questione che mi sono posto sta a monte: perché solo (o prevalentemente) le aziende rappresentate? Il resto (il metodo delle serate, la bellezza degli eventi e l'utilità per i partecipanti) non è minimamente in discussione. Cerchiamo solo di far chiarezza in una sfera come quella del vino in cui fili di colori e natura diversi si intrecciano spesso. Sul totale, quante aziende rappresentate hanno partecipato alla rassegna itinerante?

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Paola

circa 9 anni fa - Link

Sì - l'affermazione - si scrive così, con l'accento. Chi scrive aspre critiche commettendo errori di ortografia è semplicemente ridicolo. Corretto, grazie. Confidiamo che l'errore non abbia inficiato le argomentazioni.

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