Le parole di Lorenzo Marotti Campi sono un allarme per tutti i vignaioli d’Italia

Le parole di Lorenzo Marotti Campi sono un allarme per tutti i vignaioli d’Italia

di Alessandro Morichetti

Tra i tanti contributi social di questi giorni ve ne segnalo due che iniziano a mettere a fuoco le proporzioni di uno sconquassamento globale di cui ancora non ci rendiamo conto. Una scossa tellurica che pure nel mondo del vino avrà conseguenze inimmaginabili. La vendemmia 2020 sarà terribile a prescindere e di segnali incoraggianti all’orizzonte non ce ne sono.

Mercati fermi, ristoranti chiusi e assenza di movimenti significano bottiglie stoccate, magazzini pieni e vasche colme: la condizione peggiore per avvicinarsi alla raccolta di altra uva.

L’amara constatazione, un timore fondato, è che tanti produttori non saranno nelle condizioni di vendemmiare.
Perdita economica e dolore umano per una scelta del genere saranno incalcolabili.

Il primo contributo che vi dicevo, un grido d’allarme, è quello di Fulvio Cautiero – insieme alla moglie Imma, eminente produttore sannita aka the king of Falaghina del Sannio – il quale ieri “esplode” su Facebook:

Vedo sponsorizzazioni di cantine e siti che propongono sconti dal 10 al 20% con omaggio di altri prodotti, spedizione gratuita… BASTA! Non dobbiamo svendere nulla, altrimenti sarà solo una guerra tra poveri! Il vino già negli anni scorsi per alcuni “giornalisti” ed organizzatori di eventi non aveva un reale valore economico, era sempre quello che le aziende dovevano offrire pagando anche una fee di partecipazione, mentre per il food e chi lo prepara almeno un contributo spese occorre riconoscerlo. Per il vignaiolo c’è un lavoro a monte che dura mesi, dalla coltivazione, raccolta, trasformazione, affinamento, imbottigliamento, ogni step con dei costi e acquisto di forniture. Quindi adesso si svende per recuperare i costi. Ma tra qualche mese, quando tutti abbasseranno i prezzi che si fa? Si REGALA!!! Se tanti finora vi hanno pagato a 360 giorni, è perché c’è sempre Stato chi lo ha consentito e così sarà per il futuro si chiederanno sempre prezzi bassissimi dei vini… meditate meditate.

 

Uno sfogo genuino e comprensibile, quello di Cautiero, che mette a fuoco un tema commerciale molto attuale. Serbatoi pieni, eccesso di offerta e iniziando i saldi perenni fuori stagione. La situazione è drammatica, realmente.

Drammatica, lo ripeto.

Tra gli interventi più interessanti rispetto al contributo sopra, segnalo convintamente le parole di Lorenzo Marotti Campi, produttore marchigiano di stanza a Morro d’Alba (patria di quella mai troppo nota Lacrima). Marotti Campi ha sempre toni pacati e offre una lettura interessante degli eventi, non la fa mai fuori dal vasetto e parla con ragionevolezza e conoscenza dei mercati.

Leggiamo bene insieme perché i termini della questione risulteranno evidenti a tutti.

 

MC 1

MC 2

MC 3

 

Siamo al 2 aprile e già non ci resta che sperare nei miracoli aggiuntivi. Questo è il quadro, drammatico. Speriamo bene ma forse non basterà.

L'Unione Sarda

 

[La foto dell’articolo uscito sull’Unione Sarda di ieri è di Giuseppe Carrus, giornalista e fondatore di Cucina.eat, bistrot e bottega a Cagliari]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

17 Commenti

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Enrico Togni

circa 2 anni fa - Link

Mai come ora sono contento di essere piccolissimo e soprattutto di aver costruito e di continuare a costruire un sistema agricolo complesso. La via è quella, e un certo Steiner lo diceva circa 100 anni fa. E non sto parlando di gestione agronomica e fitosanitaria (su quello ho le mie idee e confrontarci qui porta sempre a scontri di fazioni), io parlo da un di organizzazione aziendale. Dipendere da un solo prodotto e quindi da un solo mercato è controproducente. Poter offrire piú prodotti aumenta la platea di possibili acquirenti, oltre a garantire un effettivo risparmio familiare. Meditate gente, tutto cambierá, sta a noi decidere come

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Giacomo

circa 2 anni fa - Link

Un solo prodotto e un solo mercato per alcuni, voleva dire, almeno negli ultimi decenni, un costo di produzione 3/4 euro bottiglia, se non di meno, con un ricarico di dieci volte tanto, se non di più. Togliere nebbioli per piantare di nuovo grano o erba medica? Staremo a vedere.

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Anulu

circa 2 anni fa - Link

Marotti Campi è uno statista del vino. Mai ipocrita. Non dice bugie e non fa il figo per ingraziarsi i creduloni. E poi è un fotografo incredibile.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Mah, io non sarei così apocalittico. Né uso l'oroscopo, per cui Steiner mi fa giusto ridere. Quali sono i dati certi? In Italia, due o tre mesi di vendite alla ristorazione sono totalmente perduti e probabilmente da fine clausura a fine anno saranno ridotti di almeno la metà. Le vendite ai turisti in azienda per quest'anno saranno basse o nulle. La vendita ad alimentari e GDO sta variando poco, forse cresce e forse cala. L'online probabilmente cresce. Impossibile dire quanto cala la vendita in Italia, perché dipende da a chi vende ogni singola azienda. Uno specializzato in GDO potrebbe addirittura crescere, e uno che dipende molto dal turismo potrebbe perdere mai tutto. L'estero? Chissà. Gli USA affronteranno una apocalisse o se la caveranno con pochi danni? Io non lo so. Le vendite estere dipenderanno dal danno dei singoli Stati, che è appena iniziato e non si capisce ancora bene. Io comunque non sarei né ottimista né pessimista, ci sarà inevitabilmente un calo ma non credo tale da distruggere il settore vino. Proprio no.

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Luca

circa 2 anni fa - Link

Condivido appieno la tua visione. PS complimenti: mai una parola di troppo nei tuoi commenti, sempre lucidi, ragionati e garbati. ;)

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elle

circa 2 anni fa - Link

allargando il campo, il tema della diffusa insostenibilità di molte attività imprenditoriali in Italia è serio. guardo al mio settore, le libere professioni, e rilevo che ieri quasi 80000 miei colleghi avvocati hanno chiesto il sussidio di 600€. professionisti per i quali un mese di lavoro a ritmi più bassi, o di blocco per i più sfortunati, è una tragedia perchè non hanno fieno in cascina e non hanno credito. ma è possibile che un terzo o più degli avvocati italiani sia così malridotto? e così molti altri settori.
lo stesso ragionamento ho letto, nel settore della ristorazione, su repubblica in un'intervista a Pompili del Cambio a Bologna.
il problema non è solo e tanto degli sconti, a mio avviso. capisco che i produttori cerchino altri mercati e vendano a sconto, magari applicando parte di quella scontistica che applicavano ai clienti "professionisti". con in più il vantaggio di condizioni di pagamento diverse (vendono a pagamento avvenuto, non a 60/90/120/ babbo morto/saldo e stralcio); certo comporta un maggiore sbattimento, tanto lavoro su ordini parcellizzati. in bocca al lupo a tutti

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Sam

circa 2 anni fa - Link

Gentile Elle,
di mestiere faccio il liquidatore assicurativo. I tribunali saranno chiusi, ma gli avvocati, almeno per quanto riguarda il settore che mi compete, lavorano quasi a pieno regime, e almeno il sottoscritto che lavora per compagnie assicurative estere, ha definito negli ultimi 20 giorni una marea di pratiche, pagando (come è giusto), migliaia di euro per competenze professionali.
Per questa ragione, trovo scandaloso mettere la sua categoria, sullo stesso piano di chi invece è costretto a tener chiusa la propria attività. Sullo stesso piano, di un rappresentante che oggettivamente non ha lavoro, perché i suoi clienti (ristoratori, bar, enoteche) tengono le serrande abbassate. Dopodiché, siamo in Italia. Tutto è concesso.

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Sam

circa 2 anni fa - Link

Chiedo scusa è partito Sam, ma l ho scritto io.

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Sancho P

circa 2 anni fa - Link

Sancho P

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elle

circa 2 anni fa - Link

bene per le tue controparti, ma penso che tu non abbia inteso correttamente o forse io non mi sono spiegato bene.

segnalo solo che ieri circa 75000 avvocati con reddito sotto i 35k€ e 5k con reddito sotto i 50k e previsione di riduzione del fatturato di almeno il 33% nel primo trimestre di quest'anno hanno chiesto un sussidio di 600€. e lo stesso vale per altri professionisti iscritti a diversi albi.

il punto a mio avviso non è fare classifiche della sfiga (io non mi permetto di dire che sta peggio uno o l'altro e nel mio post non l'ho fatto), è che troppe attività professionali e commerciali hanno pochissimo fiato, si basano su modelli sbagliati dove basta un mese di blocco per andare in crisi nera. io lo osservo nelle professioni legali (settore che conosco bene e vado oltre quello che capita intorno a me) ma vedo che anche nella ristorazione si osserva lo stesso fenomeno https://www.repubblica.it/sapori/2020/04/01/news/ristoranti_dopo_la_crisi_intervista_a_piero_pompili-252879023/ ciao, L

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Patrick Jane

circa 2 anni fa - Link

Succede perché in Italia ci sono il doppio di avvocati rispetto alla Germania che però ha il 30 per cento di cittadini in più. Si chiama eccesso di offerta in una economia di mercato.

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Lanegano

circa 2 anni fa - Link

Sono solo un consumatore e non un produttore (gli amici che fanno vino li ho sentiti e stanno bene ma non mi sono addentrato nell'ambito delle previsioni commerciali) quindi sicuramente mi sfuggono molti aspetti, però due amici rivenditori che hanno anche generi alimentari e quindi non hanno chiuso, mi dicono che stanno vendendo molte bottiglie.
E così leggo del mercato online. Ci sta. Se le persone non possono uscire e andare per wine, bar, ristoranti, eccetera probabilmente si 'confortano' con una maggiore quantità di vino da consumare a casa. Per quanto riguarda la grande distribuzione non credo che abbia avuto grandi flessioni considerato che i supermarket non hanno mai chiuso. Sicuramente chi conta sulla ristorazione avrà un calo notevole ma voglio sperare che la situazione diventi meno disastrosa di quanto si paventa. Gli Enofili che avranno la fortuna di non avere problemi economici derivanti da questa epidemia (chi ha una busta paga sicura fondamentalmente...) potranno in parte contribuire spendendo un po' di più del solito per cercare di sostenere i vignaioli magari comprando solo prodotti italiani . Auguro a tutti le migliori fortune.

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Giacomo

circa 2 anni fa - Link

Buste paga sicure finite.
Possibilità di spesa decisamente ridotta.
Ognuno cercherà di sostenere se stesso per far quadrare il bilancio familiare, acquistando italiano, kazako o mongolo, a seconda della propria convenienza e delle proprie disponibilità.
Bisognerà reinventarsi il mercato, e pure quella fufferia che si chiamava, usiamo il passato, storytelling, andrà reinventato; solo che questa volta sarà un po' più difficile spacciare valore aggiunto per giustificare certi prezzi .

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Lorenzo Marotti Campi

circa 2 anni fa - Link

Ciao Stefano, considera che questa non era un'intervista, è un estratto di una discussione su Facebook, con tutte le enfasi ed iperboli del caso.
Non sappiamo come andrà perchè lo scenario è unico nella storia, non si è mai verificato un arresto cardiaco quasi totale di tutto il mondo (perlomeno di quello che interessa noi produttori) . La depressione del 29 causò una perdita del gdp di quasi il 15% e la recessione del 2008 una perdita di meno del 5%. Qui già oggi stimiamo un 10% ma l'uscita dal tunnel è ancora lunga e temo il bilancio sarà ben peggiore. La ripresa non si può stimare nel breve periodo. Il vino era già alle strette per una serie di fattori strutturali come la crescita spropositata del numero di cantine e ciclici come abbondante vendemmia dell'anno prima senza contare i problemi dei minacciati dazi USA. Insomma già senza Corona sarebbe stato un anno complicato.
Lo scorso anno anche solo per un mese di Maggio piovoso in Europa, dove l'Horeca ha lavorato meno, Giugno e Luglio sono stati commercialmente un pianto. Parlando da piccola Azienda che poi numericamente siamo la stragrande maggioranza, vedo un pò tutti i canali di sbocco chiusi. Rimane l'online che a Marzo ha segnato quasi un 100% di crescita ma col quale uno difficilmente fa il bilancio e la DO che è cresciuta nel complesso ma mi risulta sia in flessione sul vino in bottiglia. In USA che è il mercato di riferimento per molti ci saranno parecchi fallimenti di importatori e soprattutto i grandissimi mangeranno parecchi pesci intermedi, già prima che partissi 20 giorni fa avevano iniziato forti campagne di investimento proprio per dare la spallata finale ai più piccoli. I ristoranti riprenderanno come dice Trump .....solo.. con nuovi proprietari (come ha aggiunto) , quindi ci sarà un lungo periodo di assestamento.
Ad Est il Giappone fino all'annullamento dei Giochi Olimpici ha fatto finta che non ci fossero problemi, ora non lo so. La Cina è quella che si riprenderà per prima perchè ha una forza di numeri tali da auto rigenerarsi rapidamente ma riguardo al vino Italiano non so quanto concretamente possa svuotare le nostre cantine. I nostri clienti di riferimento in Italia, ristoranti ed enoteche non sò come reggeranno e se e quando riapriranno, gli agenti anche loro martoriati quando apriranno i cancelli si affanneranno a recuperare il budget per conservare i grandi mandati probabilmente trascurando tutto il resto come avvenne lo scorso anno nel primo semestre.
Certi mercati notoriamente più attenti al prezzo si aspetteranno vini gratis , I grandi Monopoli che già prima facevano tender di DOCG a 0,00001 € bottiglia caleranno ancora di più assecondati da mega imbottigliatori che dovranno solo pagare vetro e tappo. Insomma potrei continuare con altre righe di ottimismo, sicuro non sarà la fine della Galassia e forse nemmeno del vino ma mi risulta difficile unirmi all'allegro coro di "dai ce la faremo! andrà tutto bene!" Comunque ti mando un abbraccio anche da papà!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Ciao Lorenzo, un grande abbraccio anche da mamma. Che ti devo dire, hai ragione a dire che tutto è molto incerto. Le variabili sono tantissime, e mai viste. Però noi qui a Montalcino abbiamo una "disgrazia precedente" di poco tempo fa che nel nostro piccolo non è poi così dissimile, e l'esperienza forse serve a leggere un po' in questo futuro. Nel 2008 ci siamo beccati il crollo dei marcati del dopo Lehmann, lo scandalo del Brunello e l'arrivo sul mercato del 50% di Brunello in più a causa di uno sciagurato aumento dei vigneti. Tutto in un anno. Il prezzo dello sfuso è crollato del 70%, e in due anni abbiamo avuto un aumento delle giacenze invendute di quasi 10 milioni di bottiglie. Una catastrofe, e come ti puoi immaginare le banche avevano chiuso tutti i rubinetti del credito. Cosa è successo? Abbiamo sofferto terribilmente per tre o quattro anni, tantissimo vino è stato svenduto ai commercianti che hanno invaso la GDO di mezza Europa con Brunelli a marchio loro e a costo basso, ma siamo sopravvissuti. Come? Abbiamo ridotto subito la produzione del 25%. Nessuno ha abbassato il prezzo, e l'eccedenza invenduta è stata ceduta ai commercianti ma l'etichetta principale di ogni marchio è stata salvaguardata. Abbiamo continuato ad investire due o tre milioni all'anno nel Consorzio per promuovere insieme il Brunello. Noi produttori abbiamo continuato ad andare a giro per il mondo a vendere i vini, a volte davvero senza un soldo in tasca per pagare il ristorante ma siamo andati. Nel 2013 il prezzo dello sfuso era risalito al livello pre crisi, e le giacenze erano calate di otto milioni. Nel 2015 i commercianti erano ridotti quasi a nulla, e il prezzo era il 20% sopra il pre crisi. Nel 2018 il prezzo dello sfuso ha toccato il record storico, € 14 al litro, e i prezzi delle bottiglie sono in genere del 30% o 50% sopra il pre crisi. Noi il 60%. Nessuno ha chiuso, siamo sempre tutti qui. Secondo me la chiave è nel tenere a tutti i costi i prezzi delle bottiglie a marchio, anche svendendo lo sfuso. Chissenefrega se etichette sconosciute compaiono sul mercato a prezzi bassi. Nell'evitare ogni guerra di prezzi tra produttori. Nel tenere duro insieme, non ognuno per conto suo. Se ci facciamo guerra tra noi siamo morti. Noi abbiamo avuto da poco una esperienza terribile, e questa volta siamo ancora più uniti. Così credo che ne usciremo, ma credo che così potrebbero uscirne in tanti. Un grande abbraccio, e saluti a babbo.

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BT

circa 2 anni fa - Link

intravino é sempre il meglio anche nei commenti, tecnici o economici, degli addetti ai lavori. mi pare che cinelli abbia detto bene, quasi quasi domani vado a brunello (anzi sabato che domani é venerdì di magro).

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franco

circa 2 anni fa - Link

Beh, molti produttori cominciano a vendere direttamente dal sito!! Poi ce ne sono altri, che invece non vendono mai direttamente alla clientela privata alla quale in questo momento potrebbero rivolgersi per sopperire alle mancanze di horeca. Magari proprio come suggeriva qualcuno, applicando le condizioni che applicherebbero ai vari "operatori del settore"

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