L’annata 2014? Non è tutta da buttare via

L’annata 2014? Non è tutta da buttare via

di Davide Bassani

Ditemi quante volte avete sentito la litania (sorvolo su me stesso e su quante volte mi son raccontato la medesima facezia) dell’annata 2014 come disastrosa. Ditemi anche quante volte in occasione di fiere – e solo io so quanto mi mancano; urge pezzo dedicato –, degustazioni, simposi (ma anche al ristorante) avete schifato, magari glissando elegantemente goffi – con discreto disappunto di produttore, cameriere o chi ne faceva al momento le veci, una bottiglia targata 2014.

Dobbiamo essere sinceri e raccontare le cose come stanno: oramai la 2014 ha lo stigma supremo di “annata di merda” e noi, frequentatori di taverne, siamo un po’ troppo autoreferenziali e crediamo solo a noi stessi ed ai nostri postulati, naturalmente indimostrabili.

Ma torniamo a me – capita una sera, a tavola, a lume di candela: cena carnivora che di vegano ha solo il contorno (forse, mica ricordo) e indecisione da salivazione azzerata e mani due spugne nell’aprire il reparto cantina. Va a finire che metto le zampe sulla sponda meno nobile (a parole) del Tanaro e su una bottiglia la cui annata riporta la disgraziata cifra (sempre a parole): 2014. Giacomo Vico, Roero Riserva 2014. 100% Nebbiolo, 3 anni passati in legno piccolo ed una longevità stimata dal produttore in 10/15 anni.

Passi per la longevità stimata – a mio parere altina – ma il vino c’è tutto: giustamente alcolico, tannino gentile ed ammansito, vuoi dall’annata, vuoi dagli anni, colore nebbiolesco e profumi tostati con accenni all’etereo. Souplesse; in bocca coerente e forse pure meglio: bello e buono.
In pratica un’annata “normale” accelerata con la macchina del tempo. Posso dirlo? Oramai l’ho detto…

Quindi, ricapitolando: lo avrei acquistato di mia sponte (mi è stato regalato)? Certamente no; per le motivazioni vedi sopra.
Lo acquisterei dopo averlo assaggiato? Certamente sì.
Ho sbagliato e sbaglio tutto quando schifo l’annata 2014? Si. La prossima volta che sputerò sentenze provvederò preventivamente a mordermi la lingua. Per la crocifissione in sala mensa c’è tempo.

Bevete e beviamo 2014.
Amen.

23 Commenti

avatar

vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...no , il 2014 ( Langa) non è stato sempre disastroso...

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 2 mesi fa - Link

Per i bianchi di Borgogna al momento annata del secolo....

Rispondi
avatar

Davide Bassani

circa 2 mesi fa - Link

Si parla di meraviglie anche nel nostro sud e isole...

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 2 mesi fa - Link

A me infatti sono piaciuti molto gli Etna sia rossi che bianchi. Ed anche io in Langa salvo qualche cosa.

Rispondi
avatar

Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Confermo per i vini del sud, Fiano compreso.

Rispondi
avatar

Giacomo

circa 2 mesi fa - Link

Nel sudest langatico si è patito meno, e una rangiutà con legnetti e cicles la si sarà data. Nel prospero occidente langhesco bisognerà concentrarsi bene in cantina per recuperare le mollezze, qualcosa si tirerà fuori, lo berranno e, concentrandosi per bene a loro volta i recensori, potrebbero uscire fantasie positive.

Rispondi
avatar

domenico

circa 2 mesi fa - Link

E' vero che ci sono eccezioni ma, tra Langa e Toscana ci sono vini che rimpiangi di aver acquistato, soprattutto tra i più blasonati (e più costosi). Ho bevuto una riserva di Produttori di Barbaresco, o Barolo di Poderi Einaudi 2014 che non ricomprerei. Bell'articolo.

Rispondi
avatar

Davide Bassani

circa 2 mesi fa - Link

Grazie domenico!

Rispondi
avatar

Littlewood

circa 2 mesi fa - Link

Il monfortino 014 e' una delle versioni memorabili...come pure il vigna rionda di massolino. Il rdm 014 di Salvioni e" spaziale come il rosso pian bassolino 014 un brunello splendido declassato da jan a rosso...

Rispondi
avatar

Sancho P

circa 2 mesi fa - Link

Annata interpretata in maniera magistrale da alcuni produttori di Barbaresco, dove ha piovuto meno che nel Barolo. Vini sottili, ma di grande eleganza. Memorabile il Meruzzano di Gianni Abrigo.

Rispondi
avatar

BdB

circa 2 mesi fa - Link

La 14 de "Le trame" di Podere le Boncie è tutt'altro che da buttare!

Rispondi
avatar

Giovanni Passoni

circa 2 mesi fa - Link

Poliphemo ris 14 Tecce grande produttore

Rispondi
avatar

Davide Bassani

circa 2 mesi fa - Link

Grande annata la 2014 per tutto il sud

Rispondi
avatar

Michelangelo Diligenti

circa 2 mesi fa - Link

Capisco arrivare a queste conclusioni nel 2016, dopo un paio di primi assaggi ma, ragazzi, e' il 2021!

Rispondi
avatar

Sancho P

circa 2 mesi fa - Link

Rimango dell'idea che le annate fresche, nel breve medio periodo riescano a regale vini unici. La mano del produttore e l'indulgenza della natura possono fare la differenza. Premesso che oggi In un territorio che è patrimonio mondiale dell' UNESCO, alcuni produttori abbiano trovate nelle reti antigrandine una manna dal cielo, le considerazioni attuali mi rimandano inevitabilmente alla tanto denigrata 2002,con le sue grandinate pre vendemmia. Mi riferisco a casa nostra ovviamente. Fu Grande annata in Valtellina, in alcune zone dell'Alto Adige e in quella parte dell'Abruzzo lontano dalla costa, più interna, dove si vendemmia tardi e si producono Montepulciano meno cicci ma più eleganti e con acidità importanti. Nel resto della penisola e nelle Langhe fu dura, ma le grandinate a macchia di leopardo consentirono comunque l'uscita di vini a parer mio unici . Ne ricordo alcuni. Se nelle Brunate di La Morra alcuni vigneti furono devastati dalla grandine, nella parte del vigneto che termina a Barolo, il meteo fu più indulgente, e per esempio Giuseppe Rinaldi produsse pochi esemplari di un Brunate Le Coste, sicuramente sottile, ma tra i più eleganti degli ultimi 15 anni. Se non ricordo male, in quell'annata non fu prodotto il Cannubi San Lorenzo Ravera (Sarebbe l'odierno Tre Tine più o meno). Milena e Aldo Vajra misero in commercio un Barolo Albe strepitoso, così come Massolino riuscì a fare un Vigna Rionda unico nel suo genere ( la 2003 non sarà prodotta) Scendendo nel cuore verde della penisola, provate a bere oggi un grande Sagrantino del 2002 ed uno del 2003. L'assaggio sarebbe una lezione sul vino e sulle annate: meglio di mille parole. Oggi le cose sono cambiate. Anche nella peggiore delle vendemmie , e la 2014 non è più complicata della torrida 2017, quasi nessuno rinuncerá a proporre la riserva o la selezione da singolo vigneto. La 2014 insegna(a Montalcino più lungimiranti che a Barolo). e vedrete che anche con la torrida 2017, in pochi rinunceranno a proporre le referenze più pregiate. Cosa a mio avviso sbagliatissima.

Rispondi
avatar

Zoran

circa 2 mesi fa - Link

2014 e 2017 non sono annate da riserva secondo te a Montalcino e nelle Langhe? (Chiedo senza voler far polemica)

Rispondi
avatar

Zoran

circa 2 mesi fa - Link

Nel 2014 sono stati prodotti grandi vini nelle Langhe, a Barbaresco soprattutto ma non solo, diversi bianchi friulani ottimi (Miani Chardonnay, Vignai da Duline Chardonnay tra i migliori mai assaggiati, indistinguibili da Meursault Premier Cru per quanto mi riguarda). Anche sull'Etna e in Sardegna, rossi memorabili. In Chianti e a Montalcino, vini da "bere", non "vinoni" da competizione, peccato per i prezzi, specialmente a Montalcino dove è stata annata da rosso, vorrei bere Poggio di Sotto 2014 a 15 euro la bottiglia, ma forse vivo su un altro pianeta.

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...mah ... consiglio di assaggiare , di 2014 : Le Rocche di Falletto e Asili Giacosa (entrambi Riserva Etichetta Rossa) - Monfortino - Vigna Rionda di Massolino (con Roberto facemmo una verticale da lui di annate non ancora uscite , due anni fa , ma già imbottigliate : 2013/2014/2015/2016 e la 2014 fu meglio di 2013 e 2015 e quasi sullo stesso piano di 2016) - Ester Canale di Giovanni Rosso - Barbaresco Montestefano Di Serafino (Teobaldo) Rivella - Tutte le Vecchie Viti di Roagna - Tutti i Lieu dits di Sottimano - Vigna Elena di Cogno - Cerretta di Giovanni Rosso ...solo questi , ma ce ne sono tanti altri , per comprendere l'orrore dell'annata 2014 ... penso che l'evoluzione ed esperienza tecnica dei grandi produttori (quelli bravi davvero) permetta di gestire le annate "fresche" meglio di quelle torride ...

Rispondi
avatar

Sancho P

circa 2 mesi fa - Link

Ma infatti nessuno ha parlato di orrore con riferimento alla 2014 . Si diceva proprio che le annata fresche, quando la grandine non distrugge il vigneto(chiedere a Manuel Marchetti cosa fecero le bombe d'acqua nelle Brunate di La Morra nel 2002), possono regalare vini dal fascino sottile straordinari. Non soltanto se fatti da Roberto Conterno, Giacosa o Davide Rosso. Quanto al Vigna Rionda di Massolino, Roberto dice che nella 2014, la grandine ha aggirato il vigneto. Ad ognuno modo, anche lui ha scoperto le reti antigrandine. Avendolo assaggiato più volte,non mi sembra il miglior Vigna Rionda di sempre,come ha scritto qualcuno, e sicuramente al momento, non ha la complessità della 2012 e della 2013, dove si affacciano già note goudroneggianti e lievemente affumicate. Nel 2003 Massolino( cantina che amo e conosco come poche altre) non uscì col Vigna Rionda. Vedremo con la 2017. Ma i tempi in cui Bruno Giacosa, non imbottigliava l'etichetta rossa, perché riteneva il vino "troppo pronto" sono finiti.

Rispondi
avatar

Sancho P

circa 2 mesi fa - Link

Sicuramente non la 2017, annata torrida come se ne ricordano poche altre. Il versante meridionale di Montalcino in particolare, ne ha sofferto tantissimo. Qualcuno che ne sa più di me, preso atto dei cambiamenti climatici, ha detto in maniera efficace che ci vorrebbe un cric per alzare le colline langarole di cento metri. È vero poi che alcune zone di Treiso ad esempio (Montersino e Meruzzano per citare le prime che mi vengono in mente), per altimetria, hanno sofferto meno il caldo . Per quanto riguarda la 2014, concordo sul fatto che l'annata è stata più felice nell'area del Barbaresco piuttosto che che nel comprensorio del Barolo. Due aspetti mi premeva sottolineare:1) nelle annate particolarmente fresche, dove la grandine non devasta il vigneto, la mano avveduta del produttore, può regalare vini di grande fascino seppur più sottili; 2) Nelle Langhe soprattutto (a Montalcino molto meno), quasi più nessun produttore rinuncia a produrre le riserve o ad imbottigliare i singoli cru nelle annate peggiori. Forse, Nelle annate minori, sarebbe meglio tornare a quando le uve dei migliori vigneti, finivano nel Barolo o nel Barbaresco "base"

Rispondi
avatar

Davide Bassani

circa 2 mesi fa - Link

...accrescendo il valore (non necessariamente economico) e la piacevolezza del "base". Mi appiattisco su questo commento. Bravo Sancho.

Rispondi
avatar

Luca

circa 2 mesi fa - Link

Il bello delle annate “sfigate” è, nel caso in cui i produttori decidano di non etichettare i cru, poter bere comunque dei vini fantastici a prezzi pop: qualche giorno fa ho aperto il langhe nebbiolo 14 di Cavallotto (che se non erro non ha prodotto alcun Barolo): fantastico! Stesso meraviglioso ricordo ho del Chianti Classico “base” di Felsina ✌️

Rispondi
avatar

Giovanni

circa 2 mesi fa - Link

A mio avviso, in ogni annata c'è qualcosa di buono! In fondo, non tutte le ciambelle riescono con il buco!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.