La Lombardia vieta gli alcolici, Assoenologi protesta e le cantine mute

La Lombardia vieta gli alcolici, Assoenologi protesta e le cantine mute

di Antonio Tomacelli

Con l’ultimo DCPM del 18 ottobre 2020 il Governo Conte ha dato la possibilità alle Regioni di decidere misure ancora più restrittive da attuare caso per caso. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha subito colto la palla al balzo emanando un’ordinanza che vieta la vendita di alcolici dopo le 18. La misura doveva servire per limitare la movida ma ha colpito anche la vendita di vino e alcolici nei supermercati ed enoteche e molta gente ha trovato i reparti sbarrati.

Non si è fatta attendere la risposta di Assoenologi che, per bocca del suo presidente Riccardo Cotarella, ha lamentato le conseguenze durissime per tutto il comparto produttivo. Qui sotto pubblichiamo uno stralcio della lettera appena arrivata in redazione.

Allarme senza ragione? Come la vedete voi la questione, giusta o esagerata? Ma soprattutto: dov’è la lettera di Assocantin…ah, no, scusate, il comparto produttivo da 11 miliardi di euro non ha un ente rappresentativo…

Egregio Presidente,

Le sono umanamente accanto, consapevole che mai come adesso governare una Regione del nostro straordinario Paese, richiede fermezza, coraggio e visione strategica. La complessa e difficile emergenza sanitaria che il mondo intero sta da mesi vivendo non sfugge a nessuno. Tanto meno ad Assoenologi, che mi onoro di rappresentare in qualità di presidente.

È per questo, Governatore, che non comprendo, né sono disposto ad accettare passivamente, una specifica ordinanza, da Lei licenziata, che mina il cuore produttivo del settore enologico. Mi riferisco alla recente ordinanza – la cosiddetta anti-movida – che vieta la vendita di vino e alcolici dopo le ore 18 in tutti gli esercizi commerciali pubblici.

Una norma che, non solo si fa fatica ad accogliere, ma è anche di difficile comprensione all’interno di un quadro strategico teso al contrasto della diffusione del virus. Dietro ogni ordinanza ci sono vite appese che meritano scelte ponderate. Perché in una fase come questa, da ogni decisione presa, il rischio di non poter tornare indietro è elevatissimo.

Le chiusure anticipate al pomeriggio o alla mezzanotte per ristoranti, bar e pub – seppur forse necessarie per scongiurare un nuovo lockdown totale – stanno già avendo delle ripercussioni negative sul mondo del vino che, a fatica, già tentava di rialzarsi dopo quanto accaduto la scorsa primavera.

Riccardo Cotarella – Presidente Assoenologi

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

16 Commenti

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Vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...leggi bene : vendita di alcoolici escluso Champagne e Borgogna Rossa ( polifenoli del Pinot Nero miracolosi contro il covid)...

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marcow

circa 1 mese fa - Link

Tomacelli scrive: "Come la vedete voi la questione, giusta o esagerata?" Non riesco a capire il senso di questo divieto dopo le18. Anzi, mi sembra assurdo. Forse la spiegaziome va trovata nel ruolo che i GOVERNATORI hanno assunto nella vita politica italiana e, specialmente, dopo il covid. Il successo elettorale di Zaia e De Luca lo dimostra. Da qui la frenesia per anticipare il governo e differenziarsi: anche con ordinanze assurde come quella sul divieto dopo le 18. Che potrebbe, stranamente, trovare l'appoggio di un popolo che sta entrando nel nuovo vortice della paura e dell'insicurezza con la narrazione che i media maistream stanno facendo della recrudescenza della pandemia.

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Damiano

circa 1 mese fa - Link

Piacerebbe leggere comunicati di fuoco da la 'crotta di vegneron' presso Chambave, comune che, con i suoi 2 confinanti, contano 2500 abitanti divenuti 'zona rossa' e militarmente bloccati, sequestrati per numero 6 casi positivi (di cui 4 asintomatici e 2 con lievi sintomi, già scomparsi). Una barzelletta. Gino Veronelli, affiancando alcuni contadini, lottò e fece dei giorni in carcere. Evidentemente per nulla ?

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Giacomo

circa 1 mese fa - Link

Compratelo prima.

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Gurit

circa 1 mese fa - Link

Secondo Fontana l'alcol è quindi la causa della voglia di aggregazione giovanile, l'alcol è il motore della società, l'alcol è in qualche modo il demonio? Aiuto.

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Daniele

circa 1 mese fa - Link

Divieto eliminato a partire da oggi con l'ordinanza 623.

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Nelle Nuvole

circa 1 mese fa - Link

Sarò cinica o fissata con la scrittura, o tutte e due, ma la prima cosa che mi viene in mente a leggere questa lettera è che il molto onorevole e illustrissimo presidente di Assoenologi non sa usare il congiuntivo. La seconda cosa è questa ordinanza danneggia il mondo degli esercizi commerciali per i quali la vendita o la somministrazione di alcolici è parte importante dei loro introiti, più che il mondo del vino, inteso come produzione dello stesso. Questa è una risposta indiretta al titolo del post di Tomax. Le cantine sono mute perché il comparto produttivo di cui fanno parte, si è da tempo organizzato extra esercizi commerciali, regionali o nazionali. I produttori si sono rimboccati le maniche senza aspettare la veemente protesta del molto illustrissimo presidente. Una protesta in più non fa male a nessuno, penso che comunque chi si debba veramente dare da fare sia un qualsiasi organismo o associazione in rappresentanza degli esercenti e ristoratori, questi sì veramente in difficoltà.

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Paolo A.

circa 1 mese fa - Link

Richieda anziché richiede? Non sono d'accordo, il concetto espresso dalla frase non esprime possibilità o dubbio, ma certezza. Quindi l'indicativo ci può stare.

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Maurizio

circa 1 mese fa - Link

Tra l'altro manca una congiunzione "che" nel secondo paragrafo del commento. Prima di stigmatizzare la forma in contenuti altrui bisognerebbe badare a non commettere errori propri anzitutto.

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Damiano

circa 1 mese fa - Link

Più che un blog di vino sembra la falange armata dell'accademia della crusca.

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Paolo A.

circa 1 mese fa - Link

Ancora per qualche anno almeno, i blog enologici si scriveranno ancora in italiano. È probabile che si passerà, prima o poi, ai rutti e agli sputazzi.

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MATTEO

circa 1 mese fa - Link

Tsk tsk.. troppe virgole .

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marcow

circa 1 mese fa - Link

Premetto che condivido spesso i commenti di Maurizio e anche quelli di Paolo A. Premetto che, per me, è più importante il CONTENUTO di un testo. Ma il dibattito mi ha stimolato e vorrei dire qualcosa. 1- Nelle Nuvole conosce la differenza tra l'uso dell'indicativo e del congiuntivo nelle subordinate precedute da che. E lo dimostra in questa frase in cui usa l'indicativo e, nello stesso tempo, critica Cotarella perché non ha (abbia) usato il congiuntivo. ". ..è che il molto onorevole e illustrissimo presidente di Assoenologi non sa usare il congiuntivo" 2- Maurizio, mi sembra evidente che in quel caso c'è stata una distrazione nel non digitare che. 3- La domanda che mi faccio è: si potrebbero usare entrambi? Congiuntivo e Indicativo? Io penso di si. Si tratta di sfumature semantiche: ma sono valide le due opzioni. Quindi, secondo me, è corretto l'indicativo di Cotarella, come ben spiegato da Paola A. Ma è anche corretto usare il congiuntivo, come propone Nelle Nuvole. 4- E il condizionale sarebbe possibile? O sarebbe un errore madornale? Io userei richiederebbe in quella frase. Avendo in mente un'altra sfumatura semantica. 5- Come suggerisce Matteo io toglierei qualche virgola al discorso di Cotarella. Anche in quella frase che è oggetto della discussione. _______ Conclusione. Pur non intervenendo mai sugli errori di grammatica degli altri(anche perché ne faccio anch'io)(controllate e correggete anche questo commento), pur non usando mai l'errore di grammatica per argomentare contro una tesi, penso che la critica di Nelle Nuvole a Cotarella vada vista sotto un'altra luce. Anche perchè la conosciamo e sappiamo che oltre a scrivere correttamente è piena di Contenuti (condivisibili o non condivisibili). E non è mai banale.

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Nelle Nuvole

circa 1 mese fa - Link

Grazie Marcow, sono touchée dalle altre puntualizzazioni e mi ritiro nei miei appartamenti. Ora, torniamo a commentare il succo di questo post, non intendevo certo aprire un dibattito sul congiuntivo dismesso.

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Maurizio

circa 1 mese fa - Link

La mia era una battuta più che altro! È chiaro che l'errore sia stato un semplice refuso, ma ho trovato divertente che ci fosse un refuso in una frase che esprimeva un giudizio grammaticale.

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Giacomo

circa 1 mese fa - Link

Fra contenuti e forma, fate andà giò i sgurlèr.

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