La comunicazione del vino di Masi e Bruno Vespa è discutibile. Ecco perché

La comunicazione del vino di Masi e Bruno Vespa è discutibile. Ecco perché

di Michele Antonio Fino

Passata la buriana mediatica, è arrivato il momento per parlare seriamente di questa cosa chiamata “Le Terre Giunte”, che sotto il profilo enologico ha già suscitato molta attenzione. E non farò qui dell’ironia sul fatto che da anni, per ragioni che non comprendo, in Manduria e in generale nel Salento, di fronte a un eccellente grado di maturità del primitivo, l’esclamazione più frequente per quanto bizzarra, sia “Quest’anno tutto Amarone!”.

Dunque intervengo buon ultimo rispetto all’iniziativa di Vespa e Boscaini, benedetta da Zaia ed Emiliano (in teleconferenza per l’occasione) e presentata nella splendida cornice (absit iniuria verbis) di Cortina d’Ampezzo. Tutti sanno ormai che Vespa e Boscaini, auspici gli enologi Cotarella e Dal Cin, hanno pensato bene di commercializzare un blend di vini, apparentemente prodotti nelle loro cantine, che sarà commercializzato sotto il marchio TERREGIUNTE. Ebbene, io non vedo l’ora di assaggiarlo, perché percepire la differenza gustativa della ciliegia distinta da quella della marasca è il mio obbiettivo palatale 2019.

Però, debbo fare anche un po’ il mio mestiere e richiamare gli amici Vespa e Boscaini a una sobrietà della comunicazione che hanno abbandonato, dando l’idea all’opinione pubblica che le regole valgano solo per chi le vuole rispettare. Nessuno vieta di fare dei blend di vini, ci mancherebbe: il taglio è una pratica senz’altro ammessa. Ma andrebbe ricordato che se si mescolano due vini a Denominazione di Origine (in questo caso, apparentemente) una DOC e una DOCG, si ottiene… un vino rosso. Punto. Niente indicazioni geografiche, di nessun tipo.

E’ infatti vietato dalle norme vigenti fare menzione di zone o vini a DO quando si parla (come nel comunicato stampa allegato) di vini senza alcun riferimento geografico. Naturalmente, qualcuno potrebbe pensare che i vini usati per questo taglio prestigioso non siano già stati certificati come Amarone della Valpolicella DOCG e Primitivo di Manduria DOC, ma in questo caso, naturalmente, menzionare le denominazioni di origine costituirebbe ancora una volta una violazione delle norme, perché se un vino non è certificato dall’organismo di vigilanza, non si può parlarne in alcun modo come di un vino a Denominazione di Origine.

Dunque, comunque la si giri, la straordinaria sensibilità degli enologi non ha suscitato analoga sensibilità alle norme negli estensori di un comunicato stampa che in poche righe non manca, infallibilmente, l’obbiettivo di essere contra legem. Naturalmente, se state pensando che questa non è una etichetta ma un comunicato stampa, potete chiamare il più vicino distaccamento dell’ICQRF che sarà lieto di spiegarvi che non vi è alcuna differenza. Tutto ciò che comunica un vino e viene e a questo scopo diffuso dall’azienda produttrice o da suoi incaricati, deve rispettare le regole dell’etichettatura. Aspettiamo dunque di sapere se i sempre solerti consorzi di tutela, cui spetta di proteggere e valorizzare le denominazioni vorranno magari far sentire la propria voce oppure se anche loro manifesteranno una straordinaria sensibilità verso questi produttori e i loro consulenti.

 

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15 Commenti

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Ben detto Michele, sicuramente se aspettano me il loro Vino Rosso rimarrà a lungo sugli scaffali ! Quando passi da Parma ti aspettiamo di nuovo a cena a casa nostra anzi Vi aspettiamo... Apriro' un' altro Pinot d'Aunis Rouge Gorge di Belliviere, altro che Terregiunte... :)

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

Grazie del commento, carissimo. Un abbraccio forte a te ma soprattutto a Simona e a prestissimo rivedervi!

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Luca Miraglia

circa 2 mesi fa - Link

Temo fortemente la seconda che hai menzionato: e vedrai che troveranno anche qualche escamotage normativo per qualificare in qualche modo questo obbrobrio avulso da qualsivoglia logica se non quella biecamente commerciale.

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Bruno Sganga

circa 2 mesi fa - Link

Se non ci fossero nomi e cognomi altisonanti, enologi inclusi, non calerebbe a nessuno, ma creare attesa commerciale e predisporre ad un'accoglienza favorevole é una gran furbata, al di là d'ogni palato che resta anarchico...Evviva!!!

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

No guarda Bruno, Qualificare furbata una gigantesca violazione delle norme di etichettatura, quando si comuni vignaioli si contestano i millimetri di certe diciture, francamente, ha un po' rotto. Le regole ci sono, sono conosciute e tutti le debbono rispettare.

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bruno sganga

circa 2 mesi fa - Link

Michele caro, non vorrei sfuggisse che condivido il tuo (e non solo) richiamo alle regole, ma appunto facevo notare come certi "nomi" evocano comunque altri tipi di richiami ed interessi con un risvolto sicuramente commerciale...Evviva!!!

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

Grazie del commento. A me le logiche non interessano granché. Mi interessa che si rispettino le regole perché altrimenti a subire i controlli ed essere sanzionati sono sempre gli stessi tapini.

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Riccardo

circa 2 mesi fa - Link

Premetto che sono assolutamente d'accordo sul principio, nonché schifato dal fatto che la cosa sia stata benedetta dalle istituzioni. Volevo però capire quale sia l'illecito tecnicamente. La menzione del fatto dell'Amarone e del Primitivo dove viene fatta? È apparsa solo sul comunicato stampa o è presente altrove? No perché se è presente solo sul comunicato stampa credo stiamo parlando del nulla purtroppo. Mai sentito, benché si potrebbe fare, che siano state fatte sanzioni per un comunicato stampa.

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

Caro Riccardo, Grazie del commento ma ti sei perso un bel po' di sanzioni per interviste, comunicato stampa, depliants, pagine facebook, siti internet.... Non è per niente il nulla.

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Riccardo

circa 2 mesi fa - Link

Depliants, siti e pagine facebook è un discorso diverso perché sono considerati giustamente mezzi tramite cui un'azienda comunica direttamente informazioni ai consumatori. Ma su un comunicato stampa non ho mai saputo di sanzioni. Per caso può indicarmene qualcuna a titolo esemplificativo? Più che altro perché i comunicati stampa per la mia esperienza contengono nella maggior parte dei casi informazioni scorrette e non ho sentito siano mai state oggetto di sanzioni. Ovviamente è cosa diversa se il comunicato stampa è presente su sito aziendale poiché ne fa parte. Grazie per la risposta.

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

Caro Riccardo, Un CS è commissionato da una azienda ad una agenzia di comunicazione oppure è redatto internamente. Equivale perfettamente a una informazione aziendale fornita via web, carta o pubblicità qualunque. Non lavoro all'ICQRF, ma se dovesse succedere, ti terrò aggiornato sulle casistiche, che peraltro, in un paese di Civil Law contano come esempi, non certo come precedenti vincolanti. Buona serata!

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Riccardo

circa 2 mesi fa - Link

Grazie mille per la risposta. Sì, in effetti se le capita di sentire qualcosa sarebbe interessante. In punta di diritto lei ha certamente ragione, la mia era più una questione di prassi della repressione frodi, per cui mi parrebbe strano che si muovano esclusivamente per un comunicato. Ci sta che lo sanzionino in un più ampio contesto di illeciti ma attivarsi solo per quello mi sembrerebbe molto insolito, ancorché giusto. Comunque, cosa che non avevo ancora fatto, ho guardato il sito di Masi dove in effetti parlano in maniera a mio giudizio tale da poter generare nel consumatore confusione, poiché prima affermano che il vino è privo di denominazioni dicendo però poi che è frutto del taglio di Amarone e Primitivo.

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Flavio Peroni

circa 2 mesi fa - Link

Caro Michele, sono rimasto colpito ed impressionato dalla tua chiarezza e competenza in materia e te ne sono veramente grato, lavoro nel settore da piu' di 40 anni e sono colmo di queste miserie che ci passano tutti i giorni sotto gli occhi.Le regole ci sono chiare e precise e valgono anche per i Sigg.ri Vespa e Boscaini. si uniscono al mio messaggio produttori e tecnici della zona. grazie ancora, Flavio Peroni

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Michele A. Fino

circa 2 mesi fa - Link

Grazie del tuo commento. Bisogna continuare la battaglia per il diritto. Sempre

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Guido

circa 2 mesi fa - Link

Sembra che il consorzio dei vini di valpollicella abbia preso posizione contro questa operazione. almeno non sono stati zitti stupisce come sia stato comunque fatto tutto alla luce del sole. sul sito dedicato al vino certo non ci si può sbagliare, parlano chiaramente di amarone e primitivo. sicuramente sapevano, mica sono dei dilettanti. forse un'eventuale multa non scalfisce il business plan del progetto ed in un certo senso l'abbiano messa in conto?

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