La biodinamica e il Concordato fra Stato e religioni

La biodinamica e il Concordato fra Stato e religioni

di Michele Antonio Fino

Nei giorni scorsi mi sono azzardato a formulare, in una diretta Instagram che trovate qui, una spiegazione del perché il comma 3 dell’art. 1 del DDL 988 non avesse usato in modo felice il verbo equiparare con riferimento al rapporto tra agricoltura biologica, da un lato, e biodinamica (insieme eventualmente ad altri metodi che ne facessero richiesta al ministero) dall’altro.

Nello stesso video mi sono sforzato di spiegare altre due cosette: la relazione storica del biologico con il biodinamico non si può né tacere né sottovalutare. Infatti, è dalla sensibilità ecologica che l’agricoltura biodinamica ha posto al centro della propria visione che è maturato il movimento che ha condotto al riconoscimento dell’agricoltura biologica, ormai oltre 30 anni fa, con un quadro normativo continentale, certificazioni accreditate presso gli Stati e protocolli più volte messi a punto.

Ho quindi cercato di spiegare che se è stata riconosciuta e normata l’agricoltura biologica e NON quella biodinamica è perché la sensibilità ecologica e le pratiche agronomiche scientificamente assodate comuni ai due approcci sono compatibili con l’approccio scientifico che l’UE si è data per regolare la produzione e l’autorizzazione al consumo di alimenti (e multis, art. 6 del Reg. UE 178/2002), mentre il quadro teorico di riferimento della biodinamica, le teorie sottese alla produzione dei preparati e le dinamizzazioni di prodotti in quantità omeopatiche, non altrettanto.

Quindi, ho cercato di chiarire perché non è vero, come si sostiene, che l’UE abbia “riconosciuto” i preparati biodinamici e quindi la biodinamica: con il Reg. 848 del 2018, poiché l’UE ha semplicemente messo in chiaro, a beneficio dei certificatori, che se uno attiva il compost con i preparati biodinamici questo non mette a rischio la sua certificazione biologica. E la ragion è precisamente scientifica, a mio avviso: se si tratta di dosi omeopatiche di preparati a base di letame, basalto, silice o erbe/fiori, non hanno effetto alcuno sul compost, in quanto, appunto, omeopatiche.

Quindi, invitavo il legislatore a rivedere la scelta di parlare di equiparazione, per una delle due seguenti ragioni: se la biodinamica entra in questa legge perché tutti i produttori biodinamici devono essere biologici, allora di quale equiparazione di parla?

Immaginate una legge che dica tutti gli uomini sono uguali. Gli uomini con i capelli biondi sono equiparati agli uomini. Chiaro no?

Se invece il legislatore pensa che ora o in futuro ci possa essere chi si professa biodinamico e non è certificato biologico, allora di nuovo l’equiparazione non va bene perché non credo che competa all’Italia equiparare regimi che l’UE non considera equiparati al biologico.

Poi arriva Facebook, spiego queste mie ragioni ancor auna volta, in calce a un post che linka un articolo di Wired basato sul mio video e interviene Carlo Triarico, a più livelli persona di riferimento del movimento biodinamico. E lo fa per affermare che l’equiparazione non è tra i metodi, ma per quanto concerne la governance, ovvero i tavoli ministeriali, ovvero, metaforicamente, l’ingresso dell’agricoltura biodinamica nella stanza dei bottoni.

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E così mentre dozzine di amici non mi parlano più perché non ho a mia volta fatto oggetto dell’anatema le pratiche che dicono stregonesche e altrettanti perché non ho difeso abbastanza la spiritualità olistica che dicono essere il valore salvifico della biodinamica, Carlo Triarico mi dice in tre righe che la legge serve a far partecipare la biodinamica alle decisioni, cioè a riconoscerla anche se ovviamente non c’è alcuna equiparazione di validità dei metodi biodinamico e biologico, perché solo quest’ultimo resta il riferimento di legge e consente, peraltro, di usare legalmente il prefisso “Bio” (N.d.A.: non capisco cosa significhi nelle more dell’azione della legge, ma non credo cambi il senso dell’affermazione).

Fate le vostre valutazioni, direttamente attingendo alle fonti, ma io sono persuaso che questa uscita del dr. Tricarico porti più acqua a chi lo attacca, che non a chi lo sostiene.

Per parte mia, la sua posizione rafforza in modo decisivo la mia richiesta di modificare radicalmente il comma 3 dell’art. 1 del DDL 988, perché non si può equiparare al biologico ciò che non è biologico e se invece l’equiparazione serve a far sedere ai tavoli ministeriali coloro che son biodinamici, ma anche per forza biologici, perché Triarico spiega l’assoluta imprescindibilità della certificazione biologica per coloro che vogliono fare biodinamica, allora la richiesta è che questi ultimi abbiano una doppia rappresentanza. E di nuovo, come intuibile, non va affatto bene.

Per tutti i fautori, dei diversi metodi agricoli, l’invito non può che essere quello cui giungevo nel video: se un produttore agisce bene, nel rispetto delle norme pubbliche, ciò che crede o più in generale le convinzioni su cui fonda individualmente il proprio agire rimane un fatto del tutto privato, in cui lo Stato non deve entrare fino al momento in cui ciò non confligge con le sue leggi, ma a cui lo Stato nemmeno deve attribuire alcuna forma di riconoscimento pubblico. A meno che non ci troviamo nell’ambito del Concordato e delle Intese fra lo Stato e le confessioni religiose.

Appunto.

22 Commenti

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

" ...in cui lo Stato non deve entrare fino al momento in cui ciò non confligge con le sue leggi, ma a cui lo Stato nemmeno deve attribuire alcuna forma di riconoscimento pubblico. A meno che non ci troviamo nell’ambito del Concordato e delle Intese fra lo Stato e le confessioni religiose...." ...amen... PS: Branko , il Mago Otelma e Paolo Fox so per certo che stanno consorziandosi per essere equiparati alla categoria degli astrofisici , perchè , salvo qualche piccolo particolare insignificante , secondario , vorrebbero avere la stessa valenza accademica dei poveri Margherita Hack oppure Stephen William Hawking , che pure loro avevano la testa "fra le nuvole" , a modo loro ...

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Condivido in toto i contenuti Michele, purtroppo ben sai che in Italia il retaggio delle contrapposizioni frontali stile ultras o guelfi/ghibellini è una piaga forse inestirpabile. Ci vediamo a Parma il 10 o l'11 post Capagio.... :) Saluti & baci.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Lanegano, a me sembra che Michele Antonio Fino dica cose un po' diverse dalle opinioni che lei ha espresso nei vari dibattiti sul biodinamico. Lei, Lanegano, ripete sempre lo stesso ritornello su guelfi e ghibellini mentre poi si è dimostrato uno dei più intolleranti del blog nei confronti di chi esprime opinioni a lei non gradite. __ Chiaramente, condivido le opinioni di Michele Antonio Fino. Anche le virgole.

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Tendenzialmente evito le polemiche come tombini aperti. Qualche volta mi sono un pò inalberato (sempre molto urbanamente, mi pare) perchè davvero fatico in generale a sopportare gli atteggiamenti di chiusura mentale aprioristica verso argomenti di ogni genere, spesso più capitali del modo in cui si fa vino. Nello specifico, per capirci, ritengo il cornoletame (per fare un esempio eclatante) puro folklore ma supporto fortemente ogni pratica che tenti di veicolare la maggiore sostenibilità possibile. Un articolo di oggi scritto da Carlo Macchi su un altro blog auspica che le sofisticate conoscenze scientifiche agronomiche di oggi possano dialogare con le forme più 'estreme' di biologico per migliorare la qualità dei prodotti e la salute di tutti. Concordo in toto. Quando ne vuole discorrere davanti ad un bicchiere, sempre volentieri. Saluti.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Non vado a leggermi Macchi: mi "sembra" un'opinione già letta nei vari dibattiti qui su Intravino. E non è, secondo me, in sintonia con quello che ha scritto Michele Fino. Ma la finisco qui, visto che a lei non piace molto discutere: e io rispetto questo. Non rispetto l'intolleranza che lei ha mostrato chiaramente in altro dibattito. Saluti.

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Mi spiace davvero se in altro contesto si è sentito in qualche modo offeso, non era certo mia intenzione. Se così è stato porgo le mie scuse e sarò più attento. Credo che gli argomenti su cui, eventualmente, scaldarsi siano altri rispetto alla passione che accomuna i frequentatori abituali e non di questo blog.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Vorrei aggiungere delle opinioni. Da questa vicenda stanno emergendo due aspetti importanti. 1 Si fa finalmente chiarezza sul fenomeno del Biodinamico. Arriviamo con molto ritardo ma è un fatto positivo che segna una svolta nel dibattito sul biodinamico. 2 C'è una chiarifificazione e una rivalutazione anche sul Biologico. Signori, il Biologico da molti wine blogger è stato, negli ultimi anni, snobbato, sottovalutato, sminuito, denigrato in favore dei vini naturali e vini biodinamici. 3 Concludo proprio con i vini cd naturali che, sembra(ma non ho approfondito l'argomento) non siano entrati in questa vicenda. Anche sui vini naturali, secondo me, va fatta ancora chiarezza e, come nel caso del vino biodinamico, in un serrato confronto proprio con il BIOLOGICO che esce più forte dai dibattiti e dalle polemiche in corso. Non mi stanco di invitarvi a leggere la GUIDA di Maurizio Gily che mette al centro proprio il biologico, di cui è un estimatore, e lo confronta con sostenibile, naturale e biodinamico. __ Abbiamo finalmente capito cos'è il biodinamico rispetto al biologico. Quanto tempo c'è voluto, però!

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Rolando

circa 2 mesi fa - Link

Mi sono fatto la mia idea, in merito, che mi serve per inquadrare il problema. L'approccio Biologico non è un punto su una retta ma un insieme in un piano. Ossia, ci sono diversi gradi di biologico (all'interno di parametri, disciplinari e regolamenti stabiliti, il perimetro dell'insieme) e dentro questo insieme ci sono mondi e pensieri differenti. Poi se uno vuole pregare prima di entrare in vigna, seppellire corni di vacca o cantare le canzoni di Nino d'Angelo durante la sfecciatura beh, ok. Ma l'antroposofia paragonata alla scienza non è ammissibile non perché Steiner non lo pensasse (dico: chissene... di quel che pensava Steiner), ma perché è una specie di religione, fatta completamente di fuffa condita da paroloni para-scientifici.

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Claudia

circa 2 mesi fa - Link

Mo basta con questi pregiudizi. Anche lei colpito in fronte da un corno di mucca? Il cornoletame è un materiale organico, coi suoi contenuti in silice e come il formaggio di fossa matura sotterrato. La biodinamica ha un grande valore, di ricordare al biologico, oggi ridotto al mero sostituire preparati anticrittogamici con altri ammessi nel metodo, che l'azienda è un sistema, che è localizzata in un luogo, che per non aggravare gli ecosistemi dovrebbe tendere al ciclo chiuso. Se si perde questo approccio si rischia che il metodo biologico finisca per diventare, e già lo vediamo negli agricoltori bio che di fronte ai problemi pensano di "tornare al convenzionale" , una scelta fatta solo per interesse economico. Una sedia in più al tavolo? Meglio una più che una meno perché il metodo biologico, il biodinamico (e aggiungo l'agricoltura simbiontica che non ha sedie, ma è anch'essa biologica e valoriale dal punto di vista alimentare e di impatto sui terreni) sono in ascesa, ma ancora troppo offese e bistrattate.

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Maurizio Gily

circa 2 mesi fa - Link

Chiarimento molto utile. In realtà il motivo per cui "tutto ciò che è biodinamico è anche biologico" (mentre non è vero il contrario) è non solo nelle dosi omeopatiche ma anche nelle matrici utilizzate, vegetali o minerali, prive di un profilo tossicologico e come tali ammesse in biologico praticamente d'ufficio, anche se su questo concetto esiste un po' di confusione.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 mesi fa - Link

Post pienamente condivisibile. Non è una contrapposizione tra guelfi e ghibellini, una cosa simile può esistere solo tra enti dello stesso tipo mentre scienza e antroposofia non lo sono. Perché l'antroposofia è dichiaratamente altro. Però c'è una cosa che stona molto in questa polemica, ovvero che il dott. Triarico dichiara di volere un riconoscimento ufficiale e una equiparazione alla scienza. Ma queste sono cose che Steiner ha sempre rifiutato.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...il tentativo di ricondurre l'irrazionale a razionale , seppur condito dalle migliori intenzioni, rimane mera utopia , per chiunque abbia un minimo di cognizione scientifica. Già il biologico non è facile da incasellare in un contesto , anzi , difficilissimo. Però è un tentativo di limitare l'abuso chimico, quello indiscriminato per intendere, che già è una bella proposizione . Perchè sono scettico sul biologico? Semplicemente perchè abbiamo una linea biologica e perchè ho amici carissimi , che in posizione non marginale , gestiscono aziende alimentari che operano prevalentemente in regime biologico e ne conosco le difficoltà oggettive . Ne elenco alcune ,in ordine sparso e non di importanza : l'aspetto burocratico relativo ai bilanci di massa e ai registri di coltivazione/trattamenti , ad esempio. Se l'ente certificatore è serio, si basa su evidenze oggettive (comprese certificati analitici) che moltiplicano enormemente le difficoltà in caso di realtà piccole , con organizzazioni poco articolate specifiche. Poi la gestione meteorologica, dove per la maggior parte delle volte , dichiarato o no, il compromesso relativo alla gestione di campagna e trattamenti sono necessari per salvare il valore del raccolto e , quindi , del sacrosanto diritto a sopravvivere dell'azienda. Poi l'aspetto pratico , di sistemi biologici che non sono sistemi chiusi , quindi autoportanti, quanto sistemi aperti solitamente in macrosistemi convenzionali. Se ci legge qualche Biologo intuirà immediatamente , per altri non è così scontato , che il vento non è certificato bio, gli insetti non sono certificati bio , l'acqua , sia di irrigazione che pluviale , non è certificata bio , che le strade non attraversano zone "solo convenzionali" (senza riferimento a quella mostruosità della Modena Brennero che attraversa tutte aree "biologiche" con concentrazioni abnormi di polveri sottili e piombo tetraetile fino ad un metro e mezzo di tutte le zone limitrofe...) ecc , ecc , ecc , ecc , ecc ... quindi le contaminazioni crociate sono non una eccezione ma la regola. Rimane il fatto che abbiamo un mondo ormai saturo di nefandezze chimiche e sporcizia , quindi la cultura del rispetto della natura deve permeare tutte le persone di buon senso e oneste intellettualmente . Quindi questa cultura va promossa senza esitazioni . Lasciando fuori il marketing peloso , che non significa non comunicare la propria filosofia di sostenibilità ...

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Paolo

circa 2 mesi fa - Link

un solo dettaglio caro Marco: a mio ricordo, il piombo tetraetile è stato dismesso da mo' nei carburanti. Fu il primo lampante esempio di greenwashing: chiamare "verde" la benzina senza pb.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

... ma è ancora presentissimo nei terreni antistanti le grandi arterie di comunicazione : chiamiamoli , se vuoi per generalizzare, prodotto da processi di combustione antropica ...

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Sisto

circa 2 mesi fa - Link

Avete notato sopra? Lo avete comparato con quello che abbiamo convenuto nell'altro articolo https://www.intravino.com/primo-piano/la-biodinamica-tra-corna-astrali-e-soldi-pubblici/ ? Ecco è rispuntata, immancabile, la solita fallacia, giusto per fare un po' di marketing pietoso e peloso. Ma se la corna di vacca "è un materiale organico, coi suoi contenuti in silice e come il formaggio di fossa matura sotterrato" allo spirito del cialtrone gli andrà bene lo stesso se il letame lo si mette in una vescica di maiale (è pur sempre organico, giusto?) o siccome lì c'è stato dentro il piscio del suino le onde cosmiche plasmatrici non arrivano? Se invece dell'OMEOPATIA ricorro ad un po' di sano principio chimico e rinuncio a diluizione 10 CH e concentro la soluzione a qualche centinaia di ppm e, se addirittura, non sbatto il tutto con il rito, il "potenziamento" funzionerà? E quando Giove non è trigono con Urano, meglio rinunciare, giusto? (lo dice il maestro, del resto...). Ecco, così bisogna rispondere in ogni dove e in ogni occasione a questi seguaci del pensiero magico o (e sono addirittura peggio) a chi straparla di biodinamica (servendo il vino al ristorante) ma come stanno le cose veramente o non le dice o neppure le sa. Dopo, tra persone raziocinanti, rimaniamo a pensare a come migliorare quello che si deve migliorare ma con la testa (la scienza, la sperimentazione pubblicata con revisione paritaria sulle metanalisi, la certificazione accreditata IAF, le leggi possibilmente UE, etc.) non con la stregoneria cioè l'antroposofia e l'omeopatia. Demeter non è "biodinamica": è Stirner, quella roba lì, chiaro? Bisogna urlarlo ai quattro venti, altrimenti continua l'equivoco del marketing. Per il resto, ovviamente concordi sia con l'autorevole estensore dell'articolo che con i commenti specifici sull'argomento. @marcow: grazie per la citazione dell'articolo di Maurizio Gily che ho letto.

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Sisto

circa 2 mesi fa - Link

Se posso, inserisco il collegamento ad un articolo pubblicato ieri sul Foglio, del prof Enrico Bucci (che, a parte fare il ricercatore nelle sue materie si occupa professionalmente anche di dimostrazione scientifica attraverso i dati statistici) che ben inquadra la questione di coloro che, pur rifiutando le componenti antroposofiche della biodinamica steineriana, ne colgono un certo risultato qualitativo superiore sul prodotto per "esperienza personale". Si ripetono là 2 miei antichi cavalli di battaglia: 1) l'esperienza personale non conta nulla (ovviamente se si vuol dibattere al di là delle impressioni soggettive). Neppure l'esperienza personale dello scienziato, se non usa i metodi codificati, non conta nulla 2) solo un piano sperimentale decente (leggete l'esempio) e ovviamente totalmente in cieco (3 livelli) potrebbe dimostrare qualcosa. Successivamente sottoposto a revisione sistematica. Cosa che non avviene. www.ilfoglio.it/scienza/2021/06/04/news/una-sfida-per-smontare-la-truffa-della-superiorita-del-biodinamico-2476839 Inoltre, lo stesso autore in un altro articolo pubblicato oggi (Il biodinamico ama le mucche, un po' meno l'ambiente) smonta il mito che il biodinamico inquini meno del biologico.

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aleres

circa 2 mesi fa - Link

Ringrazio soprattutto vinogodi e Sisto per avermi ridato fiducia nell’umanità. Per quanto mi riguarda quando devo comprare un vino la prima condizione è che non sia biodinamico.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...sbagliato , Aleres. I vini prodotti in regime biodinamico , al netto di alcuni concetti alla base scientificamente astrusi , guardali con benevolenza e con atteggiamento fiduciale (non fideistico , tipico dei natural -talebani : altro termine , quello "naturale" , ancor più capzioso) . Pur che questi vini siano buoni ed ineccepibili dal punto di vista sensoriale , non bisogna avere preconcetti . Fra manufatti dello steso valore , da ecologista convinto, preferisco orientarmi fra quelli da agricoltura sostenibile e da tecnologia "soft" rispetto a chi "abusa " nell'uno o altro campo (agronomico o tecnologico...) . PS: sempre guardare all'origine, l'agricoltura , che è quella che avvelena l'ambiente . Dopo decenni di analisi residuali su prodotti finiti agroalimentari ( e vino) , la differenza fra Bio e Convenzionale è praticamente nulla . A volte il contrario di quello che ti aspetti . Nello specifico vino , fermo restando i limiti di legge da rispettare , non è dei ppm di questo e di quello , che c'è da preoccuparsi , quanto del 14% circa di quella soluzione , rappresentante uno dei più potenti agenti tossici e mutagenici che si conoscano...

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aleres

circa 2 mesi fa - Link

Il mio rifiuto aprioristico non è frutto di pregiudizi sul valore del vino, è l’etica che mi spinge. Il discorso sarebbe lungo ma per farla breve considero la biodinamica una truffa, almeno nel momento in cui viene sbandierata e quindi presentata come valore aggiunto. Se dovessi giudicare un vino biodinamico in una degustazione sarei assolutamente obiettivo ma non lo comprerei mai nemmeno se fosse il miglior vino del mondo, per una questione di principio.

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Vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...quindi " no Borgogna " per preconcetto?

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aleres

circa 2 mesi fa - Link

No per principio a tutti quelli che ostentano, no assoluto a quelli cerificati Demeter. Ammetto che in Borgogna è difficile... se posso premio chi parla di agricoltura tradizionale e lotta integrata o almeno chi non cita l’influenza degli astri e i preparati steineriani.

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aleres

circa 2 mesi fa - Link

P.S. Anch’io sono ecologista convinto, e quoto in pieno la seconda parte del tuo messaggio. Mi spiace dirlo vista la mia passione ma il vino non è un alimento, è una soluzione alcolica mediamente al 13% e quindi è dannosa nonostante polifenoli, resveratrolo ecc..., non esiste una dose che faccia bene alla salute! I messaggi che descrivono il vino come un prodotto sano e genuino sono pericolosi (e qui rientrano non solo i biodinamici ma anche tutti quelli che usano la parola “naturale” a sproposito) e indirettamente danneggiano l’immagine di tutti quei produttori convenzionali ma seri che lavorano con coscienza.

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