Intravino Cup: vota la finale del Chianti Classico fra Isole e Olena e Castello di Monsanto

Intravino Cup: vota la finale del Chianti Classico fra Isole e Olena e Castello di Monsanto

di Tommaso Ino Ciuffoletti

È la Finalissima della Intravino Cup dedicata al Chianti Classico e ci arrivano due aziende di Barberino Val d’Elsa. A giocarsi la finale saranno Isole e Olena e Castello di Monsanto.
Già questa è una notizia. Ma andiamo con ordine.
534 risposte, in crescita ulteriore rispetto al record della semifinale.

Isole e Olena prevale su Castell’in Villa (che era quella su cui avevo scommesso per la vittoria finale ad inizio gioco) e lo fa anche con un discreto margine: 291 a 243.
Una sfida che ha visto Isole e Olena allungare sul finale dopo un iniziale fase di sostanziale pareggio.
A senso unico invece la sfida tra Castello di Monsanto e Riecine, con la cantina di Barberino in vantaggio dall’inizio e che nel tempo ha consolidato sempre di più il proprio margine. 347 a 187 il risultato finale.

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Complimenti alle 2 semifinaliste, ma adesso è tempo di Finalissima e di presentare nel dettaglio le due aziende che se la contenderanno. Per raccontarvele userò le parole di uno di quei grandi giornalisti toscani che sarebbe bene non dimenticare: Aldo Santini. Per chi non lo conoscesse, Aldo, scomparso proprio 10 anni fa, è stato non solo un grande inviato de L’Europeo, ma anche un narratore onesto e curioso delle tradizioni toscane, comprese quelle vinicole e culinarie. Uno che sapeva raccontare storie e persone, più che i sentori di bacca rossa. Uno di cui si sente la mancanza.
Per raccontarvi Isole e Olena e Castello di Monsanto userò un estratto delle parole che dedicò a queste aziende nel suo libro del 1995 intitolato “Chianti, amore mio” (Franco Muzzio Editore, Padova, 1995).

Schermata 2021-10-25 alle 19.09.10

Ma prima lasciate che vi mostri il tabellone di questa sfida che ci ha tenuto compagnia nelle ultime settimane. Con i nostri sofisticatissimi mezzi abbiamo realizzato per voi questo bel manufatto, così da permettervi di ricostruire tutti i passaggi della Intravino Cup.


Isole e Olena

Un’occhiata al percorso verso la finale di Isole e Olena ci mostra come l’azienda di De Marchi abbia battuto in sequenza: Podere il Palazzino, Fontodi, San Giusto a Rentennano e Castell’in Villa. Una serie di sfide difficilissime sulla carta, ma che son state superate con una facilità disarmante (a parte l’ultima con Castell’in Villa).

Un piemontese in Toscana, senza i difetti dei toscani di Aldo Santini
[…] Siamo ancora nel comune di Barberino Val d’Elsa, ma sul versante opposto di Monsanto rispetto alla strada di San Donato e della Piazza. I poggi di Olena dividono la valle dell’Elsa da quella del Pesa. […]
Se Monsanto è stato il trampolino per i lombardi della famiglia Bianchi originaria di San Gimignano, il borgo di Isole e Olena, abbandonato dai contadini nel dopoguerra, è diventato notissimo nel mondo del vino a opera dei piemontesi De Marchi, una famiglia di Biella. Papà De Marchi, avvocato, con buoni vigneti a Lessona, iniziò ad acquistare il borgo chianti Giano e i suoi vigneti dal 1952 dai Cappellini di Pistoia, che poi sarebbero diventati proprietari del Castello di Giovanni da Verrazzano. Gli ci vollero 6 anni per completare l’assemblaggio della fattoria. Ma solo nel. 1976 l’azienda è stata presa in pugno dal giovane Paolo, che nel periodo in cui studiava agraria all’università di Torino si era interessato al Lessona paterno, un vino rosso del Vercellese a base di Nebbiolo con partecipazione di Bonarda e Vespolina.
Paolo De Marchi, dunque, aveva la vocazione del vitivinicoltore. E si è insediato a Isole e Olena da professionista, deciso a restarci e affermarsi. La sua è stata una scelta di vita, cominciando letteralmente da zero. Nel senso che ha rinnovato la cantina dopo aver fatto tabula rasa di quel che c’era. E che ha ristrutturato secondo le moderne tecniche i vigneti, puntando tutto sulla qualità. Trovo importante sottolineare che il suo primo vino è stato un Sangiovese in purezza, il Cepparello, affinato nelle barrique da 225 litri. Molto elegante. Molto diverso dagli altri Sangiovese in purezza del Chianti. Più signorile. Un vino che è piaciuto subito alla clientela straniera. […].
Non è casuale che Paolo De Marchi, ormai in pianta stabile a Isole e Olena, abbia sposato una ragazza nata in Uruguay da famiglia italiana, Marta Peverellj. Innamorati entrambi della Toscana, e immuni dai duetti dei toscani, hanno portato nel Chianti la loro cultura piemontese e sudamericana, valorizzando come pochi le sue risorse, le sue qualità.


Castello di Monsanto

Dievole, Felsina, Carleone e Riecine sono le aziende che Castello di Monsanto ha superato (sempre con ampio margine) per arrivare in finale. Un consenso talmente forte e ribadito ogni volta che ha sorpreso anche me, che pure i vini di Monsanto bevo da una vita (della quale diversi anni passati lavorare proprio in Chianti). Ora la finale con il “vicino di casa”.

Da San Gimignano al Chianti, col “danée fatto in Lombardia di Aldo Santini
Quando le terre della fattoria di Monsanto, oggi nel comune di Barberino Val d’Elsa, si chiamavano di Monte-Santo, ed erano attraversate dallainea di confine che divideva la giurisdizione ecclesiastica di Siena, da quella di Firenze […] il vino della zona era già allora corposo. Una qualità che i Bianchi scesi da Gallarate una trentina di anni fa, per tornare a testa alta nella loro Toscana, hanno esaltato al massimo. I vini di Monsanto hanno principalmente la caratteristica di essere corposi. E invecchiano bene.

I Bianchi che sfilano in questo capitoletto sono alla terza generazione. La prima è quella dello “sciur” Aldo, che nel 1925 lascia San Gimignano per la Lombardia e a Gallarate crea un’industria tessile che gli dà ricchezza e il titolo di “cummenda”. Il “danée” accumulato con tanta fatica gli permette di comprare, fra il 1961 e il 1963, la tenuta di Monsanto. Il figlio Fabrizio, seconda generazione, che da ragazzino pigiava l’uva coi piedi nel Tortonese, dà l’avvio allo slancio commerciale dell’azienda. E per aiutare il suo Chianti a invecchiare in pace, oltre il limite conosciuto nei paraggi, costruisce una cantina spettacolare, una cantina solo per l’invecchiamento.

Lombardo per mentalità e per spirito imprenditoriale, Fabrizio Bianchi non perde battuta. Dei lombardi ha anche la baldanza l’ostentazione orgogliosa. È lui che con la Riserva ’66 il Poggio, fa il primo cru del Chianti. È lui che fa il primo vino novello. È lui che fa il primo dei vini barricati fuoriserie. È lui che con il Tinscvil è il primo a seguire la via del Cabernet Sauvignon aperta dal Tignanello. È lui il primo a ideare una cantina per allungare la vita ai suoi vini migliori come ce ne sono poche nel mondo. È lui, sempre lui, costantemente lui, che crea una riserva di migliaia di bottiglie di un Sangiovese in purezza del ’74, il Fabrizio, classificato dalla critica meno cerimoniosa con un solo aggettivo “favoloso”. È lui il primo a introdurre nel Chianti la bottiglia borgognona in alternativa a quella tradizionale bordolese. È lui, infine, che dà al Chianti la sua vinattiera più bella, sua figlia Laura. Lui, il primo in tutto. Magari non in tutto tutto. Ai toscani di Lombardia è sempre bene fare la Tara.

Con Laura eccoci alla terza generazione. La più interessante per i gusti di quell’incorreggibile sputasentenze che è Sergio Manetti da Montevertine. E Laura, se dobbiamo ascoltare gli esperti favorevoli a criticare Fabrizio Bianchi, ha portato nei vini di Monsanto una grazia e un’eleganza che gli mancavano. Siamo di nuovo al contrasto fra i vini corposi, robusti, potenti, magnifici e i vini dall’accento nobile, dal colore trasparente. Un discorso che si può protrarre all’infinito”.

Votate!
Spero la lettura di questi testi, datati e forse per questo così belli, vi abbia ispirato per la votazione. Perché ora non è più tempo di lettere, ma di voti.
Cliccate sul link qua sotto e fate il vostro e coscienzioso dovere di votanti
Ci vediamo la prossima settimana per sapere chi avrà vinto questa prima Intravino Cup e per annunciare qualcosa che non immag… ma non vi svelo troppo.
A martedì!

 

tastogallo

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

38 Commenti

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...chiaramente ho votato ...il vincitore ( già dalle qualificazioni)

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Tommaso Ciuffoletti

circa 1 mese fa - Link

Cazzarola! State già votando in tantissimi!!! E... giuro, stanno 50% e 50%. Sfidone!

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Giuliano

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Matteo

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Juan Bozzi

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Alessandro

circa 1 mese fa - Link

MONSANTO

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Antonio

circa 1 mese fa - Link

MONSANTO

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Aurora

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Paolo Laurina

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...se si votasse il Sirah , direi decisamente Collezione de Marchi...

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Giulia Maraviglia

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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GloriaB.

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Lanegano

circa 1 mese fa - Link

Monsanto senza dubbio alcuno.

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Mattia

circa 1 mese fa - Link

Monsanto tutta la vita

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Fausto

circa 1 mese fa - Link

Castello di Monsanto

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Stecchi

circa 1 mese fa - Link

Castello di Monsanto

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Onofrio M.

circa 1 mese fa - Link

Isole & Olena

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Gabriele

circa 1 mese fa - Link

Isole e Olena

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MG

circa 1 mese fa - Link

Votato Monsanto anche se pensavo già dalle semi che vincesse Isole e Olena. Ma se si deve guardare non ai vini per sé (e anche lì sarebbe testa a testa) ma a quello che hanno dato e danno al Chianti Classico allora non c'è storia. Monsanto ha il Poggio che è il primo cru oltre a uno dei ini più rappresentativi dell'intera denominazione, oltre a una Riserva che è sempre buonissima e con potenziale di invecchiamento.

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Giuliani Stefano

circa 1 mese fa - Link

Isole e olena

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Giuseppe

circa 1 mese fa - Link

ISOLA EVOLENA

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Giuseppe

circa 1 mese fa - Link

Isola e Olena

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Claudio

circa 1 mese fa - Link

Isole Olena

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Muskiato

circa 1 mese fa - Link

Isole Olena

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Simone

circa 1 mese fa - Link

Isole e olena

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Tino

circa 1 mese fa - Link

Tutte e due le Aziende producono vini fantastici. Da Tradizionalista testardo e parsimonioso che sono, ci sono due Elementi che fanno pendere l'ago della bilancia. Monsanto non mette uve internazionali nei loro Chianti Classico. I prezzi dei Chianti Classico di Monsanto sono più acessibili per mè (la Gran Selezione di Isole e Olena è partita per la tangente, anche non conoscendola).

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Jens Van Vlem

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Franco

circa 1 mese fa - Link

Castello di Monsanto

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Tommaso Ciuffoletti

circa 1 mese fa - Link

Se volete vedere cosa significa essere in gamba, andatevi a vedere la pagina Instagram dei @viticoltori_san_donato Perché hanno colto questa occasione per dare la parola ai due produttori giunti in finale e con un post Instagram hanno tirato fuori un contenuto bellissimo. Bravi, bravi, bravi! Vi riporto solo alcuni passaggi, ma vi invito ad andare a vedere sulla loro pagina. ----- Due chiacchere con i finalisti di Intravino CUP🏆 Alla partenza erano 32 e oggi sono rimaste due le aziende che si contenderanno il titolo di vincitore della prima edizione della Intravino CUP, che premia la cantina del Chianti Classico preferita dai lettori. Sono entrambi soci fondatori dell’Associazione Viticoltori di San Donato in Poggio, fieri di rappresentare al meglio questo meraviglioso territorio. 👩‍⚖ A pochi giorni dal verdetto finale è giunto il momento di sentire i diretti interessati, Laura Bianchi di Castello di Monsanto e Paolo De Marchi di Isole Olena. 🎙Irina: Laura, le tue impressioni per questo risultato e le tue previsioni per l’imminente finale? 🎙Laura: Sono chiaramente molto contenta e per me questo risultato è da condividersi con tutta la nostra Associazione, nata da poco ma con grande ambizione di crescita e tanta voglia di fare squadra. Previsioni? Il lavoro e la passione di Paolo sono stati unici. Mettiamola così, la vittoria sarà comunque di San Donato in Poggio ed è questo che conta. 🎙Irina: Paolo, la tua amica e collega Laura non si vuole sbilanciare e quindi a te l’arduo compito. 🎙Paolo: Spero che vinca Monsanto. Era un "Tre Stelle Veronelli" quando io sapevo a mala pena scrivere... E Monsanto ha forse la più bella collezione di vecchie annate di tutto il Chianti Classico. ---- GIÙ IL CAPPELLO SIGNORI!

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luca

circa 1 mese fa - Link

monsanto

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Anna

circa 1 mese fa - Link

Monsanto

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Maria Chiara

circa 1 mese fa - Link

Isole e olena

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Carlo

circa 1 mese fa - Link

Non ho dubbi: Isole e Olena!

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Tommaso Ciuffoletti

circa 1 mese fa - Link

Visto che abbiamo pubblicato il pezzo di mercoledì, anziché di martedì, lascerò aperte le votazioni fino a stasera!

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Francesco G.

circa 1 mese fa - Link

Quando parte la Langa cup? E la Brunello cup? E ecc... ecc...

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