Il Soave alla prova del tempo in 12 bottiglie (2012-2000) a Soave Preview

Il Soave alla prova del tempo in 12 bottiglie (2012-2000) a Soave Preview

di Cristiana Lauro

“Che lo spazio sia infinito cambia niente. È la fine di questa bottiglia che mi inquieta”. (Cristiana Lauro)

Il Soave è uno di quei vini che mi piacciono sia giovani che maturi. Penso lo stesso di fronte a molti Borgogna e pazienza se qualcuno fra i gerontofili pronti a gridare all’infanticidio ogni volta che si stappa un Clos Saint-Jacques a meno di 5 anni dalla pensione ha già alzato il sopracciglio. Una cosa è certa: i vini bevuti restano nella memoria, a quelli venerati capita di morire in bottiglia.

A un bravo degustatore corrisponde quasi sempre un grande bevitore, non di certo quel pisquano che sta lì a rimirar per ore prezzi ed etichette per poi mollar la pezza, come sempre, a mani vuote.

Mi è sempre piaciuto il Soave, ingiustamente un po’ incompreso e sottovalutato fuori dai confini di zona, e per questo ho partecipato volentieri a Soave Preview, l’anteprima dell’annata 2015 presentata dal Consorzio nei giorni scorsi. La guida dell’enologo Giovanni Ponchia è stata utile, chiara, e diretta. Un buon modo di fare divulgazione con l’obiettivo di farsi capire senza necessariamente sentirsi salvatori della patria.

Ecco qualcosa di molto buono, secondo me, senza voti né classifiche, ma con una particolare attenzione alle annate, perché la cosa che interessa di più in questo tipo di assaggi sono le differenze, i cambiamenti climatici, le annate fresche e quelle torride, piovose e siccitose. Madre Natura, in buona sostanza.


Soave Sup. DOCG “Vigneto Runcata” Dal Cero 2012, Tenuta di Corte Giacobbe
Annata con picchi termici importanti. Temperature alte fino a metà agosto e poi molte piogge a settembre. Garganega in purezza in un’annata più alcolica che acida. Botte grande, ovvero ausilio ossidativo. Vino muscolare, rotondo, in buona evoluzione ma non eccessiva. In effetti, l’azienda sta a 300 metri slm, quindi è nelle annate più calde che l’uva raggiunge la giusta maturazione. Credo che questo vino abbia ancora tanto da raccontare nei prossimi anni, non è assolutamente giunto a fine corsa, merito anche delle vigne che hanno fra 50 e 70 anni.

Soave DOC Classico “Vigneto Sengialta” 2011, Balestri Valda
Altra annata con temperature elevate che si sono protratte fino almeno alla metà di settembre. L’aggiunta del 30% di trebbiano di Soave certamente ha contribuito a conferire freschezza in questa annata calda. L’ho trovato molto armonico, frutto alcol e acidità equilibrati fanno ben sperare sulla longevità di questo vino. Ha ancora delle note floreali, segni di gioventù.

Soave DOC “Danieli” 2010, Fattori
Versione con tappo a vite non commercializzata, un esperimento per il produttore. Annata classica, piuttosto regolare. Vinificato in acciaio ha sentori floreali e agrumati, ma si percepisce chiaramente anche la frutta matura. Ha un bouquet decisamente ricco e molto piacevole e la percezione sul palato è di un vino ancora giovane. Direi che la chiusura col tappo a vite ha superato brillantemente la prova del mio pregiatissimo palato.

Soave DOC Classico “Meridies” 2010, Nardello
Stessa annata quindi ottimo andamento climatico, eppure questo vino è molto diverso dal precedente e si distingue un po’ da tutti. Garganega 100% da uno dei vigneti più meridionali della zona. Molto più basso del precedente come altitudine delle vigne e questo nel bicchiere si sente, lo rende molto diverso, più largo, più rotondo e maturo. All’olfatto è inizialmente poco generoso poi si apre ma risulta un po’ evoluto rispetto a Danieli di Fattori.

Soave DOC “Sereole” 2009, Bertani
Annata piuttosto calda. Il cru più meridionale della zona del Soave classico. Viene vinificato al di fuori della zona infatti è DOC. Il terreno è calcareo mentre i terreni dei vini precedenti erano più neri, vulcanici e questo marca la differenza perché i terreni vulcanici danno vini più sottili, eleganti. In bocca risulta molto rotondo, cremoso. Resina.

SoaveDOC “Fontégo” 2009 (magnum), La Cappuccina
Azienda certificata biologica. Prevalentemente garganega con una piccola quota di trebbiano di soave. Questo vino mi è piaciuto moltissimo. Giovane, fresco nonostante l’annata caratterizzata da picchi di calore protratti ad agosto, con personalità, carattere.proprio un gran buon soave e tiene benissimo il tempo. La quota di trebbiano di soave, come ho già detto, è molto utile nelle annate calde, conferisce freschezza.

Soave Sup. DOCG Classico “Castelcerino” 2008, Cantina di Soave
Annata un po’ sottovalutata, riprovatela perché col tempo è uscita bene. Questo vino però si presenta un po’ evoluto sia al naso che in bocca. Prodotto in acciaio con garganega e un po’ di trebbiano di Soave variabile a seconda delle annate.

Soave DOC “Monte Ceriani” 2007 (magnum), Tenuta Sant’Antonio
Una cosa va ribadita ancora una volta: i vini in magnum sono decisamente più longevi e buoni. Terreni vulcanici anche qui. Annata un po’ strana la 2007, piuttosto calda ad agosto e settembre. Questo Soave in prefermentazione è stato sottoposto ad una notte di criomacerazione sui 10/11 gradi, cosa che si evince dal colore giallo più brillante rispetto agli altri vini degustati. Particolarmente fresco, ha sviluppato delle note interessanti di idrocarburi. Qualcuno in sala ha usato il termine minerale, ricorrente un po’ per tutti. Io doverosamente lo riporto, ma mica l’ho capito cosa intenda col termine minerale uno che ficca il naso dentro a un bicchiere di vino. I sassi non hanno odori e se li hanno sono contaminazioni. Il mare o le alghe possono assegnare al sasso un odore particolare. Ma di suo quel sasso non ha odori.

Soave DOC “I Tarai” 2007, Corte Moschina
Cru che nasce da un vigneto storico allevato a pergola veronese. Parte di vinificazione in acciaio e parte in legno piccolo. Inoltre le uve sono state raccolte in surmaturazione. Ci sento solo la parte ossidativa, onestamente, il miele e la mela cotta. Non è il mio vino.

Soave DOC Classico 2006. Suavia
Un buonissima annata. È un ottimo vino, fresco, agrumato, abbastanza complesso pur essendo un vino di entrata per l’azienda, ma molto elegante ed equilibrato. Ha tenuto il tempo veramente bene. Ottima bottiglia!

Soave DOC Classico ” Contrada Salvarenza” 2005 (magnum), Gini
Un’annata abbastanza regolare un po’ più fresca rispetto alla 2006. Le vigne hanno 130/140 anni, quindi pre-fillossera. Fermentazione spontanea, non vede solforosa fino all’ imbottigliamento dove ne viene utilizzata pochissima. Molto, molto buono. Complesso, ricco, equilibratissimo, lungo e persistente. Un gran bel Soave.

Soave DOC Classico Superiore “Cà Visco” 2000 (magnum), Coffele
Vinificato in acciaio con circa il 20% di trebbiano di Soave. Sentori balsamici, di scorza di arancia. Non mi sarei mai aspettata una tenuta del genere, con questa freschezza e questo spessore. Un vino vivo a 16 anni dalla vendemmia e che ancora ha tanto da dire.

 

[Credits foto]

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

10 Commenti

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Alberto R.

circa 5 anni fa - Link

A parte che l'affermazione che i sassi non abbiano odore dimostra (IMHO, non occorre dirlo) poca dimestichezza dell'autrice con le camminate d'estate in montagna, mi permetto di evidenziare che in presenza di impianti vecchi allevati a pergola l'andamento climatico dell'annata viene alquanto mitigato, infatti anche annate "poco dotate" come 2005 e 2008 (e magari anche la 2014, chissà) possono venire fuori molto bene, o annate calde tipo 2011 o 2012 trovare insperata freschezza. Detto questo, note molto interessanti e bel pezzo.

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amedeo

circa 5 anni fa - Link

Se è a "tuo modesto parere" non puoi sapere se l'autrice ha dimestichezza con le passeggiate in montagna... Sposo la tesi di Cristiana: i sassi di per sé non hanno odore, e minerale (perlomeno al naso) non significa nulla.

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Appunto. I produttori spesso non sanno descrivere i propri vini e sentono minerale ovunque. Ma ho sentiro anche una docente di corsi per sommelier affermare: "sentite che minerale" Sniffando un calice. Qualcuno ne ha giustamente scritto da tempo argomentando a sufficienza. Ma resta il fatto che quando non si sa che cacchio dire su un vino si spara una "bella mineralità". Forse dovremmo lanciare un invito ai nostri lettori , che sono mediamente palati allenati, spesso dotti, di questo tipo: dicci che cosa intendi per mineralità. Poi spiegare loro che al naso la mineralità non significa una mazza

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Appunto: i sassi hanno odore quando contaminati, ad esempio dal mare o dalla vegetazione., dal fango e alteo ancora. Ma un sasso, se lei lo lava per bene e lo asciuga al sole, scoprirà che è inodore. Non si faccia turbare però da questa rivelazione. Anzi teniamocela per noi ;)

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Assaggiato recentemente il Soave Classico di Gini, quello "basic" per intenderci, annata 1996, strepitoso! Penso che la Garganega ed il Verdicchio quando seguiti in vigna e vinificati con maestria non abbiano nulla da invidiare ai grandi bianchi da invecchiamento francesi o tedeschi. Senza dubbio due grandi vitigni banalizzati da produzzioni commerciali dissennate negli anni 90/2000.

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Pienamente d'accordo Antonio

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Giampi Giacobbo

circa 5 anni fa - Link

Cri la citazione iniziale posso tatuarmela?

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Certame te! Ho scritto ciò che avevi già pensato un milione di volte 😉

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Luca

circa 5 anni fa - Link

E come sempre il Carniga di Cantina del Castello non è né citato né considerato... :(

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Luca, gioia mia, se non c'era che ci posso fare? 😞

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