Il Rosso Conero o del Montepulciano d’estate

Il Rosso Conero o del Montepulciano d’estate

di Denis Mazzucato

La pandemia riscrive l’uso dei finanziamenti e permette di allargare il panel di assaggiatori abituale quindi anche Intravino entra nel “giro” delle degustazioni dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini che raggruppa DOC e DOCG dell’unica regione plurale d’Italia a tener conto della sua grande diversità.

Dopo il Verdicchio dei Castelli di Jesi tocca al Rosso Conero.

La DOC Rosso Conero è stata la prima denominazione marchigiana: nata nel 1967 per valorizzare l’autoctono Montepulciano, in un periodo nel quale il Sangiovese era il vitigno su cui puntare. Oggi sebbene il disciplinare permetta di utilizzare il 15% di altri vitigni a bacca nera la tendenza è quella di vinificare Montepulciano in purezza, come confermano gli assaggi proposti.

Vino rosso che nasce a due passi dal mare e mostra in genere una buona vena sapida, tannini moderati e scorrevolezza. Non stupisce che possa essere una valida alternativa in abbinamento al pesce dell’Adriatico, soprattutto se servito fresco, magari anche a 12 gradi, lasciando che sia il tempo a farlo scaldare nel bicchiere svelando man mano nuove sfumature.

Marchetti, Castro di San Silvestro, 2019: azienda fondata nei primi anni dell’800 ma che inizia a imbottigliare solo l’anno dopo la costituzione della DOC, nel 1968.

100% Montepulciano, è un vino giovanile e spigliato che matura in acciaio e cemento. Naso semplice, floreale di rosa e fruttato di ciliegia ancora fresca, parte speziata appena accennata ma presente di leggeri pepe bianco e rosa.

Bocca fresca, piuttosto esile, scorrevole, con un tannino dolce e leggero e un pizzico di sapidità, giova di temperatura di servizio fresca e non disdegna gli abbinamenti con il pesce. Marino.

Conte Leopardi Dittajuti, Fructus, 2018: un tempo veniva utilizzata una piccola percentuale di Sangiovese, oggi abbandonata perché abbassava la qualità finale. Brevissimo affinamento in barrique per un vino che punta tutto sulla fragranza del frutto: ciliegia, fragola e ribes, sia freschi che in confettura, impreziositi da leggere note di spezia dolce. Di media struttura, sebbene si confermi su note fruttate e verticali anche all’assaggio, mostra una certa piacevole austerità. Fragrante.

Umani Ronchi, San Lorenzo, 2018: azienda nata con il Verdicchio, negli anni ’60 impianta 70 ettari a bacca rossa, di cui 60 a Montepulciano. Il San Lorenzo nasce nel 1982 e oggi sono circa 80.000 le bottiglie prodotte. Terreni calcarei profondi, clima fresco e ventilato e un anno di affinamento in parte in botte grande e in parte in barrique usate donano un vino complesso, profondo, nel quale ai frutti rossi (marasca, lampone e prugna) si aggiungono ricordi speziati di vaniglia, tabacco e torrefazione oltre a belle note salmastre e balsamiche.

In bocca si conferma piuttosto largo e strutturato, dal tannino morbido e levigato, bilanciato più dalla sapidità che dalla freschezza. Il più adatto tra le proposte ad accompagnare piatti di carne particolarmente gustosi e speziati. Completo.

La Calcinara, Il cacciatore di sogni, 2018: azienda giovane che lavora in regime biodinamico situata in contrada Calcinara, nel paese di Candia. Terreni particolarmente calcarei e ricchi di fossili marini e affinamento in botti grandi (20%) e acciaio. Il cacciatore di sogni è un vino schietto, di piccoli frutti rossi selvatici, fragolina e uva spina, minerale e balsamico. In bocca è un po’ spigoloso, dal tannino abbastanza incisivo e altalenante, piacevolmente spigliato e ricco di personalità. Scapigliato.

Moroder, Rosso Conero, 2017: azienda biologica certificata dal 2010 che conta 62 ettari di cui 38 a vigneto e 32 a Montepulciano. Fermentazione a temperatura controllata e affinamento per 18 mesi in botte grande. Naso esplosivo di frutti rossi netti e fragranti: lampone, mora e visciola, poi balsamico e di pepe rosa e nero. In bocca è fresco, coerente, succoso, con un bel finale nel quale torna una sensazione quasi mentolata e di macchia mediterranea. Nonostante sia l’unico 2017 della degustazione sembra il vino con più potenziale di invecchiamento. Goloso.

Fattoria Le Terrazze, Le Terrazze, 2018: l’azienda si trova a Numana, a circa 1 km dalla spiaggia e i vigneti sono a 40 metri sul livello del mare. Le Terrazze riposa per 12 mesi in botte grande da 30hl più altri 2 in bottiglia. Complesso, di ciliegia matura, ribes e pepe nero, poi petali di rosa, caffè e una leggera nota vegetale appena accennata che contribuisce alla finezza complessiva. La struttura moderata, il tannino leggero e ben integrato, la bella freschezza e un finale nel quale tornano cenni balsamici e tostati lo rendono molto godibile e scorrevole ma al contempo elegante e longevo. Charmant.

Il Rosso Conero DOC è un vino immediato, che rivela la sua natura con schiettezza: i frutti rossi del vitigno e l’influenza marina dell’Adriatico.

Chi pensa che le Marche siano solo la regione del Verdicchio si faccia un giro dalle parti di Numana, e scoprirà che la bellezza del paesaggio non è l’unica cosa di cui stupirsi.

avatar

Denis Mazzucato

Monferrino DOC, informatico da troppo tempo, sommelier da troppo poco, musicista per sempre. Passato da Mina, Battisti e Pink Floyd a Fiano, Grignolino e Chablis, cerco un modo per far convivere le due cose. Mi piacciono le canzoni che mi fanno piangere e i vini che mi fanno ridere.

Nessun Commento

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.