Il marketing del vino tra fuffa e realtà (con le pagelle)

Il marketing del vino tra fuffa e realtà (con le pagelle)

di Jacopo Manni

Il guru della comunicazione Seth Godin dice una cosa perfetta per capire esattamente di cosa stiamo parlando quando parliamo di Marketing: “Il Marketing altro non è che una gara per catturare l’attenzione delle persone”.
Lui è quello della mucca viola per intenderci, la stessa metafora utilizzata con enorme successo dalla nota marca di cioccolato svizzero.

“Alcuni anni fa sono stato in Francia con la famiglia. Ricordo che, viaggiando in autostrada, eravamo rimasti incantati nel vedere le centinaia di mucche che pascolavano nella campagna dolcemente ondulata, in uno scenario che pareva uscito da un libro di fiabe. Per decine di chilometri continuammo a guardare meravigliati dai finestrini la bellezza del paesaggio che ci circondava. Dopo una ventina di minuti iniziammo, tuttavia, ad ignorare le mucche. Quelle che ci si paravano davanti erano uguali a quelle che avevamo appena visto, e ciò che inizialmente ci aveva stupiti, ormai era diventato del tutto normale, anzi, peggio ancora, banale. Le mucche, una volta osservate per un certo tempo, diventano banali. Possono essere perfette, di belle forme, magari dotate di grande personalità, illuminate da una luce incantevole, ma sono sempre banali. Una Mucca Viola. Quella sì che susciterebbe interesse.”
(Seth Godin, “La mucca viola”, Sperling & Kupfer, 2004)

Per non farmi mancare inimicizie, rimbrotti e tirate d’orecchie e instradarmi nella perigliosa e poco remunerativa via del critico più odiato del paese ho stilato una lista di tutte le idee più innovative/bislacche che i produttori di vino stanno sperimentando per tirare fuori dal cilindro quel famoso Vino Viola del buon Seth Godin. Ad ogni “mucca viola” daremo un punteggio o “tasso di credibilità” da 1 a 5, dove 1 è la fuffa e 5 la concretezza.

Cavallo in Vigna – Vini al Galoppo
Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno vino per un cavallo!
Molti vignaioli, quasi sempre biodinamici, non sono esattamente nella stessa condizione del povero Re Riccardo III che dopo angherie e soprusi si ritrova in battaglia col culo per terra bramando un equino come exit strategy per salvarselo quel suo regal culetto, ma la moda del cavallo in vigna sta galoppando alla grande. Un bel cavallo per sfuggire alle banche e ai creditori e entrare nel proficuo mondo del Green Marketing? La terra ha bisogno di aria e i trattori la terra la schiacciano e la soffocano forse, mentre i cavalli volano leggiadri e sostenibili tra i filari. Unico inconveniente sulla via equina della sostenibilità è dover camminare nella merda ma si impara tutto nella vita.
La Francia come sempre ha fatto scuola e quella che era nata come una moda si sta istituzionalizzando. Ad oggi sono oltre 300 i produttori che fanno riscorso alla manodopera equina in vigna. La corrente razionale scettica e santommasesca però ha voluto metterci il dito e si è fatta i suoi bei conti della serva scoprendo, come per le macchine elettriche, che in realtà trattori vs cavalli forse vincono ancora i primi in termini di sostenibilità. Quelli bravi per ammortizzare i costi propongono un bel giretto in vigna ai visitatori. Pet/Wine Therapy?
Tasso di credibilità 4

Musica nei vigneti
“Che hai fatto?”
“F4…va in automatico”
“Genio!”
Chi ha amato la serie cult Boris sa perfettamente di cosa stiamo parlando. Quando le idee scarseggiano si torna sempre nei porti sicuri e nei luoghi comuni. Si schiaccia il tasto F4 sulla tastiera e si porta a casa la giornata. Musica Classica…così, de botto, senza senso.
Ne abbiamo parlato qui ma chi ha frequentato gravidanze e partorienti conosce benissimo la retorica della decantazione della musica classica come trucco per crescere piccoli geni già dalla pancia, col futuro spianato e la laurea alla Bocconi praticamente in tasca. Ma il soft power di Mozart ha fatto centro anche in vigna, e le povere viti, come i neonati sono costrette all’ascolto forzato di quintali di note mozartiane per ettaro per crescere belle, con la chioma fulgida e l’aura intellettuale. Che due palle…ma di Mozart!
Tasso di credibilità 2

Cantina quantistica
Sicuramente ispirati dalle supercazzole del maestro Battiato in Sicilia si sta sperimentando la fisica quantistica in vigna. La cantina Giulemi tramite la gestione dei campi elettromagnetici, con il corretto uso delle frequenze e con l’aiuto dei quanti protegge le vigne dai parassiti e dai microrganismi nocivi, rendendo superfluo o nullo l’utilizzo di trattamenti e concimi.
Max Planck è stato l’inventore della fisica quantistica e forse, nella migliore delle ipotesi, in una di quelle sue serate passate a rimirar le stelle e fumare paglie col suo amico nerd e cervellone Albert aveva anche sognato di produrre una birretta quantistica, il “proggetto” che li avrebbe fatti svoltare. Ma arrivare a pensare di produrre er vino de Mazinga neanche un premio Nobel come lui forse ci sarebbe mai arrivato. Vini fotonici!
p.s.: Si metta a verbale che affermo di essere una grandissimo fan di Battiato…so tutto Fetus a memoria.
Tasso di credibilità 3

Vino magnetico
Nel 1924 lo scienziato (pazzo ovviamente) Carney Landis fotografò le espressioni di volontari mentre annusavano ammoniaca tenendo una mano in un secchio di rane vive.
L’obiettivo?…Non lo ha ancora capito nessuno. Questa stessa filosofia sembra tornata in auge declinata però in salsa enologica.
La Cantina Pistis Sophia in terre chietine produce una Malvasia magnetizzata. I vini dopo la consueta raccolta delle uve, fanno una bella macerazione di 30 giorni che fa tanto Fornovo 2004, e infine il consueto affinamento in acciaio, e fino a qui ci siamo. Poi arriva il colpo di teatro e i vini si fanno una bella doccetta in un campo magnetico di 100 Gauss per quattro, immaginiamo interminabili, giorni. In tutto questo ci chiediamo: Perché?
La risposta siamo sicuri ce la potrebbero servire su un piatto d’argento quei poveri volontari con la mano nel secchio di rane vive mentre sniffavano ammoniaca. Cringe is the new cool!
Tasso di credibilità 3

Vendemmia notturna
Qui entriamo in un campo scivoloso come solo una vigna della Mosella dopo la pioggia. Se la vendemmia notturna sia utile o meno nessuno ancora lo ha capito davvero.
I sostenitori ci assicurano che le temperature basse garantiscono aromi, conservazione, croccantezza del frutto, migliori condizioni per i lavoratori evitando anche il rischio di dannose fermentazioni precoci. I detrattori sostengono ovviamente il contrario, e cioè che l’uva la notte sia carica del calore accumulato durante il giorno per cui l’orario migliore per vendemmiarla sarebbe invece la mattina presto quando i grappoli sono ancora avvolti dal freddo della notte.
Cari sostenitori/detrattori di Intravino qui lasciamo la parola a voi nei commenti. Vi sentite Capuleti o Montecchi? Livornesi o Pisani? Caino o Abele? Jobs o Bill Gates? Chiocciola o Tartuca? Mascarello o Altare?
Tasso di credibilità boh?!

Peppe Vessicchio.
Le 7 parole e 40 lettere più famose d’Italia: dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio!
Il maestro ormai diventato un meme vivente, stanco forse di calcare i palchi della gloria artistica tra Sanremo e Amici ha dato una svolta bucolica e francescana alla sua arte.
Ha deciso di dedicarsi anima e bacchetta allo sviluppo armonico delle piante e della vite in particolare. Le sue ricerche hanno prodotto testi divenuti ormai dei classici nelle scienze e nelle facoltà agronomiche quali: “La musica fa crescere i Pomodori”. Adesso col progetto Freman, che sta per Frequenze e Musica Armonico-Naturale ci promette con la forza della sua musica di produrre vini da spuntare prezzi e qualità borgognoni.
I famosi Vini arrangiati!
Tasso di credibilità 1

Spumante d’alta quota
Ogni anno parte una spedizione alpina enoica oltre che eroica. Un migliaio di bottiglie prodotte da uve Prié Blanc dalla Cantina Cave Mont Blanc salgono con gli sherpa valdostani alla conquista della vetta del Monte Bianco e delle vette dei mercati. Il vino va in quota a farsi tutta la sua bella spumantizzazione a 2173 metri. Nelle immensità, precipizi e sommità delle montagne si ricerca la sfida e l’assoluto, il silenzio e la quiete. Ma qui forse si va alla ricerca di un più banale Mark up. Una spintarella in alto verso le agognate somme del pricing e del marketing.
Tasso di credibilità 2

Affinamento subacqueo
Qui siamo all’opposto invece, dopo la montagna gli abissi. D’altronde siamo andati pure nello spazio ad affinare i vini (se avete notizie di altri luoghi insoliti e amenità segnalatecelo che poi giriamo tutto ai Nas). Dopo anni alla ricerca e alla mercificazione del terroir passiamo a quella del meroir (nel senso di mere come a Beri). E dopo la spasmodica caccia al contenitore per la vinificazione siamo passati all’ambiente. Da cemento, legno, anfora e vetroresina ai mari e monti come la pizza anni ’80.
La spinta di figaggine l’ha impressa forse Pietro Lugano col suo Abissi nel 2009. Adesso gli underwater wine sono naufragati in tutti e sette i mari. Sono circa una trentina le cantine sottomarine nel mondo. Il business cresce e arrivano aziende come Jamin che vendono addirittura servizi per le cantine che vogliono inabissarsi nel magico mondo dei luxury wines, delle nicchie e della sostenibilità, del mercato in crescita e dei big money. Al bar affogato al caffè… in enoteca affogato allo Sciardonnè.
Tasso di credibilità 3

Vigneto Bonsai e sezioni auree
Il genio creativo che ha ideato per l’azienda di famiglia le tazzine d’artista si è fatto prendere non solo la mano ma tutto intero l’uomo vitruviano applicando le teorie proprio di Vitruvio e di Leonardo addirittura alla viticoltura. Il tutto mixato con una mestolata abbondante di biodinamica e una spruzzata di arte giapponese del bonsai. Il risultato è molto affascinante. Nel panettone più caro d’Italia  Francesco Illy ha creato un vigneto giardino con una densità monstre di 62.500 piante/ettaro e una cantina totalmente ispirata, ideata e realizzata seguendo le perfette proporzioni della sezione aurea.

Progetto molto intrigante e suggestivo quello del Podere Le Ripi. L’idea è quella di una estrema competizione radicale delle piante per spingere il più possibile le radici ad affondare nella terra alla ricerca di acqua e nutrimento. Suggeriamo però uno sguardo al dizionario etimologico perché bonsai vuol dire esattamente l’opposto. I Bonsai rimangono piccoli e bassi perché non hanno terra per radicare. Bonsai = piantato in vaso piatto.
Tasso di credibilità 5

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Jacopo Manni

Nasce a Roma ma si incastella a Frascati dove cresce a porchetta e vino sfuso. L’educazione adolescenziale scorre via in malo modo, unica nota di merito è aver visto dal vivo gli ultimi concerti romani dei Ramones e dei Nirvana. Viaggiatore seriale e campeggiatore folle, scrive un libro di ricette da campeggio e altri libri di cucina che lo portano all’apice della carriera da Licia Colo’. Laureato in storia medievale nel portafoglio ha il santino di Alessandro Barbero. Diploma Ais e Master Alma-Ais, millantando di conoscere il vino riesce ad entrare ad Intravino dalla porta sul retro.

26 Commenti

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Lo studio del Marketing andrebbe inserito nel percorso scolastico degli ultimi anni prima del diploma di maturità. Per capire meglio il mondo contemporaneo E per essere più liberi e meno condizionati dal marketing. . La finalità di questo studio è, quindi, opposta a quella di chi studia il Marketing dai livelli di base ai corsi di Harvard per influenzare e manipolare il consumatore.

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

I tuoi interventi non sono mai banali, condivisibili o meno. Questa volta, per quanto può valere, condivido assolutamente tutto.

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MP

circa 3 mesi fa - Link

Il Progetto del Podere Le Ripi sarà pure suggestivo ma non certo innovativo. Citofonare Marco Casolanetti per dettagli.

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Nelle Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

La credibilità non influenza affatto il risultato di tali operazioni di marketing. Però nel caso del mondo del vino questo tipo di strategie ha il fiato corto, alla fine anche the colour purple annoia. Quello che mantiene nella distanza l'efficacia è il racconto, chiamatelo pure "storytelling" se avete meno di trentanove anni, ma va formulato bene e addizionato di contenuto, cioè di una verità riscontrabile in quel che si beve.

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...voti eccessivamente alti , quasi fiduciali ... come elargire sintesi numeriche ( voti) alle argomentazioni di vendita di Wanna Marchi e Do Nascimiento... Perchè anche i famosi scioglipancia avevano argomentazioni, apparentemente solide ,di vendita...

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V.A.Mangialardo

circa 3 mesi fa - Link

..."i famosi Vini Arrangiati" è geniale🤣🤣🤣🤣

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...ma proprio nessun enologo di grido ( o anche non di grido) che levi la propria illuminata e competente opinione rispetto a codeste scemate? Come se Cesare Gridelli (uno dei più grandi oncologi viventi) potesse intervenire affermando perentoriamente che la cura più efficace per il cancro al fegato è la pet therapy

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Nicola Micheletti

circa 3 mesi fa - Link

Classifica simpatica ma non mi trovate d’accordo sul cavallo in vigna. Zeno Zignoli a Monte Dei Ragni lo usa con soddisfazione e il suo Amarone certo è un buon bigliettto da visita. Lui stesso mi diceva che lo usano anche a Romanée-Conti e pure loro credo sappiano quel che fanno. Semmai è l’abuso di questa soluzione agricola (o il suo uso a mero scopo di pubblicità) a renderlo una fuffa.

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Lanegano

circa 3 mesi fa - Link

Infatti, al netto delle pagliacciate di tanti produttori, che un trattore sia più sostenibile di un cavallo richiama alla mente il buon Ugo Fantozzi e il suo commento sulla corazzata Potemkin.....

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Jacopo Manni

circa 3 mesi fa - Link

Caro Lanegano, piace anche a me citare la cultura pop ma tendenzialmente quando scrivo qualcosa cerco di documentarmi e di imparare da chi ne sa più di me...Qui puoi trovare una intervista a Olivier Humbrecht che parla di questa ...cagata di cavallo pazzesca come la definisci tu: https://france3-regions.francetvinfo.fr/grand-est/emissions/rund-um-0/alsace-cheval-fait-son-retour-vignes-labourer-1749879.html qui invece trovi un pezzo della Repubblica che cita la suddetta cagata pazzesca e la articola per non francofoni https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/07/05/news/cavalli_invece_del_trattore_le_vigne_francesi_tornano_al_passato-308564427/ Quello che sembra molto spesso non lo è....

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Lanegano

circa 3 mesi fa - Link

L'articolo di Repubblica è solo per abbonati, purtoppo, ma si legge il sottotitolo: 'Anche se alla lunga costano più di un mezzo meccanico, gli animali consentono di preservare al meglio ceppi antichi. Benefici anche per la salute dei lavoratori. E le pecore sono meglio dei diserbanti per tenere puliti i filari'. Proverò a leggere l'articolo in francese.

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Lanegano

circa 3 mesi fa - Link

Letto anche l'articolo in francese....Ragionano sui costi alti della gestione 'equina' ma traccia del fatto che il cavallo inquini più di un trattore non ne ho viste... Detto che ovviamente ci sono questioni più capitali al mondo di 'trattore cattivo/cavallo buono', rimango un filo perplesso che una macchina a gasolio sia più 'green' (ammesso che questo termine abbia ancora senso) di un animale. Saluti.

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Littlewood

circa 3 mesi fa - Link

Ehm ehm...l' amico Zeno e' vero che usa il cavallo ..ma x es in un' annata difficile come la 020 se devi trattare praticamente ogni settimana un buon trattore ti serve x cui ....concludi tu!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 mesi fa - Link

Essere o non essere fuffa, questo è il dilemma. Ma che c'è più nobil di un monte di fuffa, e da quest'altro trasecolar d'aver fregato il mondo? O precipitar travolti da un mare di fuffa, e affogarci perfino. Fuffare, dormire, morire forse.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Capex, non dobbiamo essere d'accordo su tutto. Anche in questa prima parte di dibattito ci sono delle differenze di opinioni. Ma questo lo vedo come un fatto positivo. Soltanto dal confronto di opinioni diverse nasce un dibattito interessate che stimola la riflessione. ____ Chiaramente, mi fanno piacere le tue parole. Ti saluto con sincerità.

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

Ricambio con la medesima. Leggerti è sempre interessante. Saluti Sinceri.

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

Cavallo in vigna è buono. Finito lo shooting fotografico il rumeno lo carica sul camion e lo riporta dove è stato affittato.

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

Dalle mie parti un improbabile ex assessore semianalfabeta e produttore di vino ha proposto la vendemmia turistica. Superate oggettive problematiche (assicurazione infortuni, giornata meteorologicamente favorevole, vigna non erta, tipologia di uva adatta, nen marsa o ka kröva) restano parecchi dubbi. Dopo venti minuti di vendemmia ne avranno, per dirla in francese, i coglioni pieni. Si può inserire nel pacchetto la suprema balla che l'uva raccolta sarà appositamente per loro vinificata e le bottiglie inviate a domicilio. Pagamento anticipato, ovviamente. Operazione pijme en bras.

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Paolo

circa 3 mesi fa - Link

Gentile Giacomo, mi par di ricordare che l'ex assessore sia in buona compagnia. Non molti anni fa (o molti? boh...) un Famoso Possidente del Chiantishire proponeva le giornate in vigna, a lavorar di vendemmia. Ma quivi si applicava alla lettera l'insegnamento del moderno capitalismo: sotto la veste del relais stellato del Chiantishire, le tue giornate di vendemmia e raccolta olive le paghi, mica ti pagano! Questo è il genio applicato al marketing!

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

Sezioni auree, bonsai... si suma fram a fè pasè agricula ra cà növa di fjò o di nud per nen paghè i oneri...

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Gurit

circa 3 mesi fa - Link

La vera bestia che ha sempre lavorato la vigna è l'uomo con la zappa, il cavallo resto convinto sia un lusso, ma talmente ben mascherato che merita 5. Tutti gli altri meritano 1 + calcio nei cojones, tranne Illy, che tutto sommato giustifica i 200€ per il suo Bonsai, a fronte di una spesa di rimpiazzo delle fallanze che sarà sui 4000€/anno/ha, manodopera esclusa..

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Tra i vantaggi del cavallo c'è il fatto che, mentre lavora tra i filari, produce letame. Ben 5 kg al giorno. Che migliorano il suolo. Questo letame, poi, entra in sinergia con il letame della vacca che ha partorito almeno una volta che si trova nel corno del famoso cornoletame. :-) __ Quella di Repubblica non si legge perché è per abbonati. Quella francese invece l'ho letta. Dice anche: cose banali. Cose tutte da dimostrare. E anche delle sciocchezze. __ Alla fine nella vendita segue un po' la logica dell' ex assessore descritto da Giacomo. Vende il vino prodotto.... avec le cheval.... a un prezzo diverso e più alto. ... Perché il cavallo costa. Ma vuoi mettere un vino...fatto... con il cavallo...

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Bimbumbam

circa 3 mesi fa - Link

La fuffa più grande è l’alcol

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 mesi fa - Link

Ripensandoci avete trascurato la fuffa più popolare del 2021, la cena in vigna! Con fili volanti per l'illuminazione, bouquet di fitofarmaci (o rame per i bio) che olezza tra i piatti e zolle come pavimenti a norma. L'unico pregio è che scaccia i cinghiali meglio di un rave.

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Gianluca Rossetti

circa 3 mesi fa - Link

Altro che Nirvana

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Alberto

circa 3 mesi fa - Link

Vette di pricing a 12,9€+iva un metodo classico da uve coltivate su terrazzamenti? Cosa devono fare, regalarlo il vino? Mah...

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