Il Gattopardo a Montalcino: Biondi Santi Tenuta il Greppo 2013 e Riserva 2006 e 1995

Il Gattopardo a Montalcino: Biondi Santi Tenuta il Greppo 2013 e Riserva 2006 e 1995

di Andrea Gori

Una porta blindata a custodire le vecchie riserve che deve essere aperta da due persone in contemporanea con schede che ricordano i codici di lancio degli ICBM, una scrivania con gli oggetti personali di Franco cristallizzati nel tempo, contenitori e botti in nuovo ordine di cui non possiamo rivelare alcunchè, etichette con codici stampati in filigrana a metà strada tra i codici miniati medioevali e le nanotecnologia, rituali di accoglienza coinvolgenti e un’atmosfera solenne che svela la liturgia degli assaggi in maniera intrigante.

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L’attesa prima visita alla Tenuta il Greppo dopo l’acquisizione francese coincide con il primo Benvenuto Brunello di Giampiero Bertolini, supermanager in arrivo da Frescobaldi e reduce da tanti successi. Il Gruppo Epi della famiglia Descours proprietario anche di Champagne Piper-Heidsieck, Champagne Charles Heidsieck e Chateau La Verreire nel Luberon confida in lui e in Giovanni Lai (ex Ômina Romana) per impostare una comunicazione intorno a Tenuta il Greppo che ne conservi la magia e che sappia sviluppare il potenziale alla francese.

Secondo Giovanni la magia dei vini del Greppo sta nel loro scolpirsi in maniera sorprendente nell’immaginario del degustatore, con quel loro passare da note fruttate giovani alla speziatura finissima e terziaria, senza passare da confettura e da note fruttate meno che solari e luminose. I vini assaggiati sono lì a bella posta come a voler suggellare queste parole e non ci potrebbero essere annate più efficaci per spiegarlo. Si va da un riposizionato Rosso di Montalcino (dal punto di vista economico visto che va sullo scaffale oggi a 50-60 euro) ad una serie di Riserve storiche che verranno centellinate nel tempo a coppie a partire dal duetto 2006-1995 di sicuro effetto.

Rosso di Montalcino 2015
L’annata super si rivela subito e senza indugi con una polpa fruttata, carnosa e freschissima: ciliegia amarena, prugna, bocca sapida e croccante, vivace e con un tannino bellissimo. Aroma coinvolgente e succosissimo di arancia rossa, lamponi e finale lungo, punteggiato di richiami alla freschezza come a comporre quasi un second vin più che un classico Rosso, bello, accattivante e giocato più su piacevolezza che austerità del Brunello. 95

Brunello di Montalcino 2013
Olfatto e presa di campo iniziale con una dolcezza di frutto tra amarena, visciola e fragole più classica dell’annata che del Greppo. Bouquet ampio, ricco e con una vena balsamica intrigante, poi toni muscolari e nervosi, ginepro e piccantezza, incedere cupo, denso, ricco ma solo al naso perché in bocca ha lo stesso timbro di sempre di amarene e canditi poi susina prugna e ginepro. Finale che dura per minuti, rilanciando di freschezza e tannino splendido. Un vino perfetto per chi non vede l’ora di dire che i “francesi” hanno cambiato tutto ma che, in realtà, conferma il ferreo proposito di lasciare immutati gli stigmi dei vini della casa. 97 

Brunello di Montalcino Riserva 2006
Impressione vivissima di frutto scuro e potente, naso brillante ancora in evoluzione ma con splendide ciliegia e amarena, tocco lieve di selvatico, poi tamarindo e canditi. Bocca sicura e ben scandita che troviamo sorprendentemente in fase rocciosa e floreale a chiudere su una nota bellissima di viola aggraziata e mentolata, alloro e fumè. Grip tannico stupendo, spessore grandioso, da seguire nei decenni perchè non accenna a perdere l’irruenza e la grana tannica della bellissima annata di cui è figlia. 98

Brunello di Montalcino Riserva 1995
Colore terso e guizzante, il terziario olfattivo comincia a dispiegarsi in maniera sublime tra note di cardamomo, visciole, saggina e liquirizia, poi amarena e arancio in scorza candita, pepe nero, cardamomo, noce moscata. Ancora la cola, ginepro, vaniglia,  terroso e fumè ma con una persistenza che lascia basìti e incapaci di descriverla a fondo, tanto continua a rivolgersi nel bicchiere per sfuggire alla definizione. Un bicchiere di seduzione completa anche in bocca dove il tannino copre la bocca in maniera serena ma risoluta. Splendido e ancora in stato di grazia. 97

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

7 Commenti

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Tino

circa 5 mesi fa - Link

Ma quando i Francesi hanno comprato la Tenuta? Mi riferisco al commento deIl' annata 2013, vino che che sarà già stato imbottigliato o perlomeno non c'era "più niente da fare" anche se avrebbero voluto, o mi sbaglio? Se vorranno o andranno a cambiare, sarà al più presto dalla prima vendemmia sotto il loro controllo.

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Andrea Gori

circa 5 mesi fa - Link

la prima vendemmia completamente "francese" è stata la 2016 ma già in tante degustazione gli espertoni di turno hanno cominciato a dire (assaggiando appunto vini delle annate precedenti) che si sente la mano francese. Cosa ovviamente assurda...ma tant'è per molti degustatori che assaggiano con la voglia di far polemica ad ogni costo.

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Paolo A.

circa 5 mesi fa - Link

Uauh visto che il rosso lo trovo a 42 euro e la riserva a 450, per 3 miseri punti di differenza mi fiondo a prendere 2 cartoni da 6 del primo!

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Andrea Gori

circa 5 mesi fa - Link

mica è una brutta idea!!! Ma costerà qualcosa di più la 2015 quindi sbrigati!

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nello

circa 5 mesi fa - Link

bernabei la vende a 42 la 2015!! è un bel bere ad un giusto prezzo!

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Claudio Ferrucci

circa 5 mesi fa - Link

Io ho una bottiglia del 2010 ancora da aprire e non vedo l'ora!

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Andrea Gori

circa 5 mesi fa - Link

anche io ne ho qualcuna ma prima di dieci anni non vale la pena!

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