I vini di Salvatore Martusciello: benvenuta sia la golosità

I vini di Salvatore Martusciello: benvenuta sia la golosità

di Antonia Papagno e Antonio Tomacelli

La parola “piacevolezza” non rende l’idea e nemmeno “bevibilità” definisce bene il concetto che vorrei esprimere. Mi servirebbe un neologismo a metà tra golosità e soddisfazione per descrivere i vini di Salvatore Martusciello e Gilda Guida, due campani che alle pendici del Vesuvio hanno il vizio del vino buono.

L’altra parola che vorrei, dovrebbe definire quella testa dura che marito e moglie hanno nel recuperare antichi vitigni e pratiche scomodissime di coltivazione della vite, mentre il resto del mondo merlotteggia seduto comodamente sul divano. L’Aspirinio di Aversa, per dire, viene coltivato col sistema dell’antica Alberata Aversana che “marita” le viti agli alberi e e ci vogliono scale da trenta pioli per raccoglierlo, mentre per il Gragnano devi mettere d’accordo otto vitigni diversi per otto maturazioni differenti (il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna).

Trentapioli Asprinio d’Aversa Spumante di Salvatore Martusciello – Story from salvatore martusciello on Vimeo.

Va un po’ meglio col Piedirosso e la Falanghina ma, insomma, la vita su di un vulcano semi spento non è comodissima.

Ma torniamo alla golosità/soddisfazione dei vini di Salvatore e Gilda. Li avete mai provati con la pizza, il ragù o una grigliata di pesce? Il Gragnano con la pizza è un’esperienza lisergica ma Asprinio e crudo di mare mettono paura. Piedirosso e ragù, poi, è matrimonio d’amore.

Ecco, per me il vino perfetto dev’essere così: goloso, gastronomico e sfacciatamente bevibile. Deve chiamare il cibo, deve completarlo e farne parte come nelle ricette. Il resto è noia e falegnameria.

Le note di Antonia Papagno che seguono rendono l’idea, ma un consiglio accettatelo: provateli subito!

 

Trentapioli, Asprinio d’Aversa doc 2019
Agrumi, cedro e scorze di limoni toccano il cielo. Anima sparkling selvaggia e vitale. Il suo equilibrio oscilla tra aspro, bolle e sale. Uomini arrampicati sulle scale sposano viti e alberi, memoria contadina e paesaggi disegnati sono la vera essenza del Trentapioli di Martusciello.

Settevulcani, Piedirosso dei Campi Flegrei doc 2019
Il rubino pieno e trasparente veste il calice di quintessenza. La frutta rossa è già sotto spirito e le marmellate di more e lamponi sono state appena invasate. L’anima flegrea del piedirosso esplode vulcanica e la sapidità accentra l’assaggio. Se i messaggi fumé e l’appeal alcolico sono alla ricerca dell’equilibrio perfetto, il piede franco gli fa dono arcaico e primitivo di corpo, densità e “persistenza” proprio come Salvatore definisce i suoi vini.

OttoUve, Gragnano della penisola Sorrentina doc 2020
Ottouve, un lascito di vecchie vigne plurivarietali, è un vino raro. Profumi di cantina in vendemmia e di succo d’uva rossa appena spremuto sopravvivono all’estinzione. File di bollicine animano il gusto mentre il tannino delicato promette complessità.
I vitigni da collezione dell’Ottouve non seguono mode e mercati globali e rilanciano la biodiversità come risorsa viticola.

Settevulcani, Falanghina dei Campi Flegrei doc 2019
La falanghina di Martusciello è un vino profondo e complesso. Affonda le radici nella cenere vulcanica e respira da secoli l’aria di cratere e di fatica in vigna. Il suo legame primordiale con la terra ne definisce identità e carattere. Predestinato alla longevità disegna note aromatiche di nocciole, timo e selce con accenni fumè e iodati.
Dotato di eleganza ed energia, ha freschezza e sapidità dirette e un lungo finale che ostenta un x-factor indubbio.

 

1 Commento

avatar

ALBINO BONACCI

circa 3 mesi fa - Link

Ciao, sono ammirato da simili iniziative ! Non tutto è perduto, bisogna rispettare e amare ciò che ci è appartenuto attraverso la cultura della,povertà. Condividete con chi, ancora oggi, non potrà mai gustare il nettare che un tempo era solo dei ricchi e dei potenti ! Io lo faccio tutti gli anni, è un modo per ringraziare il buon Dio che mi restituisce abbondantemente quello che ho dato ! Associo alla bottiglia di vino, una bottiglietta di grappa ed un vasetto di semini polverizzati dell'uva, che aiutano a combattere i radicali liberi ! La condivisione è un atto d'amore verso i meno fortunati ! Complimenti e auguri ! Bino Bonacci

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.