Guida Veronelli, cronaca di una fine annunciata?

di Jacopo Cossater

Insomma, a seguire le vicende legate alle guide del vino italiane non c’è mai da annoiarsi. L’ultima notizia almeno in ordine cronologico è che l’editore de “I Vini di Veronelli“, la guida dell’omonima casa editrice curata da Gigi Brozzoni, Daniel Thomases e Rocco Lettieri, a partire da quest’anno ha deciso di chiedere un contributo alle cantine recensite nella guida stessa. Ecco l’email che circola in queste settimane:

“…Il lavoro di redazione di una Guida è lungo e costoso: costi di stoccaggio delle bottiglie e di smaltimento degli imballaggi; costi per l’organizzazione logistica delle degustazioni; costi di grafica, composizione e stampa; da ultimi costi di segreteria e di amministrazione. Tutti sappiamo come questi oneri siano coperti solo in minima parte dal ricavato della vendita in libreria, per quanto i numeri e la diffusione della Guida Veronelli negli ultimi anni siano stati più che soddisfacenti e lusinghieri.

Per aderire all’edizione 2013 della Guida Oro I Vini di Veronelli, inviandoci i campioni e le informazioni che più sotto indichiamo, abbiamo deciso, quindi, di chiedere alle aziende l’acquisto anticipato di 3 copie della Guida 2013, ad un prezzo di tutto vantaggio di 75,00 euro complessivi (e dunque con un risparmio di oltre 20,00 euro sul prezzo di copertina), che saranno regolarmente fatturati.

Tale acquisto, sia subito chiaro a tutti, non dà alcun diritto ad un punteggio di favore o comunque minimo ai vini che presenterete, né tanto meno all’inserimento automatico della Vostra azienda tra quelle recensite. I criteri di selezione delle aziende e di giudizio sui vini rimarranno sempre gli stessi, chiari, trasparenti ed imparziali. L’unico diritto che la Sua azienda potrà vantare sarà, pertanto, quello di ricevere 3 copie della nostra nuova Guida, da sole o in aggiunta a quelle che, come ogni anno, vorrà eventualmente acquistare con le consuete agevolazioni.”

Quindi da oggi una delle guide storiche del vino italiano, quella che forse porta il nome di maggior peso, oltre ai campioni chiede ai produttori un contributo economico per riuscire a sopravvivere. Certo, nell’email è chiaramente specificato che questa cifra è tanto facoltativa quanto non vincolante, non dà alcun privilegio, non ha niente a che vedere con i contenuti e non è una proposta commerciale. È una richiesta di aiuto. Per giunta c’è la clausola “soddisfatti o rimborsati”: se il vino non esce in guida, l’importo viene restituito. Tuttavia nel momento in cui il carattere editoriale di una pubblicazione che fa della critica la sua ragion d’essere comincia a confondersi con quello commerciale, le acque tendono inevitabilmente ad intorbidirsi. Ancor di più in un caso come questo: acquistare un certo numero di copie non è come una pubblicità – un’inserzione identificabile da tutti i lettori. Come sapere quindi se un’azienda ha comprato trenta copie, invece delle tre consigliate? L’augurio è che i curatori facciano la cosa ovvia: siano il più trasparenti possibile.

Ma non è questo il punto. L’onestà intellettuale della guida non è in discussione. Quello che lascia l’amaro in bocca è vedere una pubblicazione così prestigiosa perdere terreno sulle altre. Voglio dire, “I Vini di Veronelli” non è esattamente quella guida i cui premi fanno più scalpore, gli stessi produttori è raro vadano in giro vantando un “super tre stelle“. Per certi versi è spiacevole, ma un “tre bicchieri” tira molto di più. Fa male quindi vedere una guida chiedere un aiuto economico alle cantine per riuscire a sopravvivere. Almeno per formazione sono infatti (tendenzialmente) liberista, ho sempre pensato che la fortuna e la sfortuna di un prodotto commerciale – come una guida dei vini – debba essere decisa dal mercato e che un prodotto editoriale a pagamento abbia ragione di esistere solo se il mercato lo premia, acquistandolo. In caso contrario forse la sua ragione di esistere viene meno. Sempre e comunque, a prescindere dal nome che porta in copertina.

A voi la palla.

Jacopo Cossater

Se di giorno insegna marketing digitale e si occupa di e-commerce dopo il tramonto scrive di vino provando ad allontanare un po’ lo sguardo e a non concentrarsi troppo sul solo bicchiere. Ha un debole tanto per i bianchi più continentali quanto per i rossi più mediterranei, non potrebbe però mai fare a meno dei vini dell’Italia Centrale, Chianti Classico su tutti. Qui su Intravino dal 2009.

38 Commenti

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Montosoli

circa 10 anni fa - Link

Ma la cosa e semplice da capire....con il continuo aumentare e crescita di aziende e vini...la selezione finale diventa sempre piu costosa e lunga.... Poi anni fa la guida Vronelli era una dlle poche in giro....oggi e una delle tante Mi sembra anche giusto che ogni produttore dovrebbe avere una copia o 3 che eventualmente regali ai suoi importatori

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Enzo Pietrantonio

circa 10 anni fa - Link

"Almeno per formazione sono infatti (tendenzialmente) liberista, ho sempre pensato che la fortuna e la sfortuna di un prodotto commerciale – come una guida dei vini – debba essere decisa dal mercato e che un prodotto editoriale a pagamento abbia ragione di esistere solo se il mercato lo premia, acquistandolo. In caso contrario forse la sua ragione di esistere viene meno. Sempre e comunque, a prescindere dal nome che porta in copertina." Vale quotare anche se non sono tendenzialmente liberista ?!?!?!?!?! :)

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Haha, ma certo. In effetti il "tendenzialmente" l'ho aggiunto dopo visto che per esempio non sono a priori contro i finanziamenti pubblici all'editoria. Ma era discorso off-topic, rischiava di allungare eccessivamente il post e di deviare il succo del discorso.

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Massimo D'Alma

circa 10 anni fa - Link

Mhh, arrivo tardi, vedo che ti hanno già quotato... Va bene lo stesso se sottolineo in toto?

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Siempre Max, siempre. :)

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Andrea Pagliantini

circa 10 anni fa - Link

Conto fino a mille e poi è bene un dica nulla.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Antano :)!

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carolina

circa 10 anni fa - Link

conto assieme a te, fino a 2000...

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Paolo Cianferoni

circa 10 anni fa - Link

Anche io conto fino a 3000, e un dico nulla! Bravo Andrea.

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esperio

circa 10 anni fa - Link

Il recensore sostenuto economicamente dal recensito. In Italia, siamo cosi intrisi nel marcio che abbiamo perso il senso della misura e della decenza. O no? E poi, visto che il nostro Buon Veronelli non e' piu' fra di noi che senso ha una rivista che porta il suo nome. C'e' sempre il pericolo di deturpare la sua memoria e la sua opera.

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Remo Pàntano

circa 10 anni fa - Link

...mala tempora currunt! Le intenzioni mi paiono oneste,l'amico Rocco altrettanto, sicuramente meglio palesarsi con una richiesta esplicita pittosto che vendere copie a migliaia ai produttori per metterli in guida! ( Chissà, magari altri avranno anche tentato di farlo???) Guida "Veronelli" ebbè, peraltro forse è stato veramente il primo e perchè non continuare a celebrarlo, morse economiche permettendo? Di certo, guide ce ne sono diverse, quale di queste sarà la migliore, la più interessante, la più leggibile o quella che puo soddisfare meglio le esigenze degli appassionati? Il numero di copie vendute, direttamente in edicola, ne stabilisce per lo meno l'interesse! Prosit. Remo Pàntano gustologo

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gp

circa 10 anni fa - Link

"Certo, nell’email è chiaramente specificato che questa cifra è tanto facoltativa quanto non vincolante (...) Per giunta c’è la clausola “soddisfatti o rimborsati”: se il vino non esce in guida, l’importo viene restituito". Dalla parte citata della mail si capisce invece che la richiesta NON è facoltativa, oltre a essere non vincolante per la guida. Inoltre la clausola “soddisfatti o rimborsati” non risulta e sembra in contraddizione con quanto scritto (i costi principali deriverebbero dalla gestione dei campioni e dall'organizzazione degli assaggi, non dalla finale inclusione o meno in guida). Se c'è un'altra parte della mail in cui viene specificato chiaramente quello che Cossater sembra interpretare, sarebbe meglio riportarla per chiarezza.

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Ed hai ragione. Scusa se ci ho messo un po' a risponderti ma volevo riportare esattamente quanto scritto nell'email della redazione della guida. "Qualora al termine delle degustazioni i Suoi vini non venissero selezionati e la Sua azienda non venisse, di conseguenza, recensita sulle pagine della Guida, provvederemo immediatamente alla restituzione della quota di 75,00 euro, perché non ci pare ovviamente opportuno che Lei debba contribuire ad un’opera che non rechi direttamente alla sua azienda alcun vantaggio in termini di immagine e di visibilità." Nel frattempo modifico il post.

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Andrea D'Agostino

circa 10 anni fa - Link

Dov'è il problema? La Guida Veronelli, con grande trasparenza ed umiltà, chiede un contributo? Se fosse veramente vero che è la prima volta che ne ha bisogno sarebbe fenomenale! Tra recensori consulenti, recensori querelatori codadipagliati, recensori ricettori di pallet... il mondo delle guide da sempre si finanzia anche dai produttori. Questa sarebbe la prima operazione trasparente. Evviva la Guida Veronelli!!!

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Jack Land

circa 10 anni fa - Link

Totalmente daccordo! Per gli editori vendere direttamente le guide è un guadagno doppio, e le guide si fanno appunto per essere vendute.

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Nella guida di Veronelli - come un po' in tutte - ci saranno 1000/1500 cantine recensite, forse di più. Davvero non trovate aberrante che una guida, per sopravvivere, chieda un contributo obbligatorio (per quanto sotto forma di acquisto di copie) ai soggetti che dovrebbe giudicare?

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GiacomoPevere

circa 10 anni fa - Link

Aberrante o meno, è veramente così necessaria per la sopravvivenza di una guida un incasso di (75x1500) 112.500 euro ai quali vanno poi comunque sottratti costi vivi di produzione di 4.500 copie della guida e loro spedizione? Mi sembra ben misera cosa.

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gp

circa 10 anni fa - Link

Per quel che ne so, la stampa di 4.500 copie addizionali (sottolineo addizionali) di un libro ha costi unitari molto bassi. D'altra parte, 112.000 euro (lordi) non sono proprio bruscolini, se si tratta di un'iniziativa tutto sommato artigianale.

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GiacomoPevere

circa 10 anni fa - Link

Non sò se siano addizionali o meno in realtà cambia molto poco perchè su migliaia di copie i costi fissi di impianto (costi cioè che non cambiano se stampi una copia o 10.000) pesano molto poco, azzarderei nell'ordine di decimi di euro) i costi di stampa sono sicuramente bassi ma non irrisori (tieni conto che la carta ha cmq costi fissi e il numero di pagine è elevato) e poi c'è la spedizione di 4500 malloppi. Non ho idea di quale siano i numeri che la Guida fà normalmente sul mercato, questo sarebbe un dato interessante, perchè a me la guida Veronelli tanto artigianale non sembra.

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gp

circa 10 anni fa - Link

Più della richiesta in sé, mi colpisce negativamente la finalità (il "per sopravvivere"). Darei per certo che questa guida abbia sofferto più di altre sia la perdita del fondatore, sia la moltiplicazione delle guide negli ultimi 10 anni (ultima quella di Slowine), nonostante la dichiarazione aziendale che "i numeri e la diffusione della Guida Veronelli negli ultimi anni siano stati più che soddisfacenti e lusinghieri". Perché non prendere atto che i tempi sono cambiati e dichiarare chiusa l'esperienza, magari per iniziarne una nuova e diversa? Anche senza essere liberisti, il mantenimento di iniziative obsolete e la mancanza di ricambio sono un fatto negativo.

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gionni1979

circa 10 anni fa - Link

Niente di male a chiedere un contributo semi "volontario", ma che tristezza "sopravvivvere" con questi e non con i contenuti. In fondo sarebbe preferibile uno sforzo a rendere più "appetibile" la guida ( e quindi venderen più cipie )piuttosto che farsi finanziare da chi deve essere giudicato. Certo meglio essere limpidi e trasparenti, ma è comunque un passo falso che, secondo me, non farà altro che affondare sempre più la suddetta guida...

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armando trecaffé

circa 10 anni fa - Link

le guide servono come supporto ai vasi di fiori....sono oramai (quasi) tutte prodotti parassitari e sommamente superflui...la richiesta in oggetto è scandalosa... Finirà anche questa epoca folle del cartaceo paleocene...

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Il consumatore

circa 10 anni fa - Link

Che tristezza! In origine immaginavo che le guide si comprassero i vini. E invece alla fine saranno i produttori a comprare le guide e lo faranno solo loro. E spero che restituiscano loro le bottiglie non stappate o serviranno anche quelle far quadrare il conto economico?!

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carolina

circa 10 anni fa - Link

avrei voglia di dire la mia ma sto zitta, perchè a me certe cose fanno incazzare. poi non chiedetemi perchè non mando campioni alle guide, potrei mordere. ps: almeno potevano dare 4 guide e non 3, una gamba del tavolo resta sprovvista.....

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armando trecaffé

circa 10 anni fa - Link

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Stefano Cinelli Colombini

circa 10 anni fa - Link

Che la più antica delle guide sia ridotta a chiedere soldi ai recensiti è il chiaro segno del tramonto di un'epoca, e questa è una cosa triste ma soprattutto preoccupante. Le guide e la stampa specialistica hanno accompagnato e spinto il boom dell'enologia italiana, cosa verrà dopo? Non so se noi vinai, divisi in mille generi e tipologie, riusciremo a reggere alla concorrenza mondiale senza una comunicazione strutturata che ci appoggia.

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MAurizio

circa 10 anni fa - Link

Boh. Mi sembra un'implicita ammissione di perdita di autonomia e autorevolezza. Intanto per le modeste cifre in gioco (davvero NON possono fare a meno di 100-150K euro per sopravvivere ?) Però farei qualche altro calcolo. Da profano. Corriggetemi se sbaglio .. Se testano 1000-1500 cantine, immagino che "qualcuna" la scarteranno. Diciamo almeno un terzo ? Ma ho capito male o le cantine mandano loro i vini "da testare" ? Ma se e' così, immagino che come minimo invieranno una cassa (6 bottiglie) per tipo. Vogliamo fare una media di 4-5 tipi per cantina ? Facciamo conti pari, 30 bottiglie a cantina. Complessivamente sono almeno 60.000 bottiglie che da un lato implicano un impegno logistico notevole. Ma rappresentano anche un valore intrinseco non indifferente. E vengono consumate tutte in "prove" ? Sbaglio qualcosa ? PS. Capisco che sono dei professionisti, ma il "costo dell'organizzazione logistica delle degustazioni" ... sono un dilettante, ma parteciperei non solo gratis, anche con (piccolo) contributo ...

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Gianluca Colò

circa 10 anni fa - Link

Penso che le fondamenta del discorso non sia sui 75 euro ma sull'utilità della guida in se stessa. Il cartaceo puro è morto, chi di voi va a cercare sulla guida cartacea un vino... si usa google, o le varie applicazioni per Ipad o Android. I contenuti devono essere multilingua, Italiano, Inglese, Tedesco, questi sono i mercati principali, TUTTE le cantine che spediscono campioni dovrebbero essere recensite sia con prodotti buoni che meno buoni. La cantina dovrebbe essere fornita del pdf della sua pagina da mettere nel propio sito ma anche di un tot. di codici per far scaricare l'App ai propri importatori o clienti per far vedere quanto si è bravi, e far scaricare gratis le guide degli anni precedenti. Ci dovrebbe essere un archivio online delle annate precedenti per vedere l'evoluzione del produttore per chi consulta il web. Etc.. etc... Questa si chiama evoluzione. Gian...

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GiacomoPevere

circa 10 anni fa - Link

Tutto giusto, tutto bello, tutto vero, ma finchè le guide si limiteranno a fare una versione ridotta, povera di contenuti e a volte pure mal fatta del cartaceo, il cartaceo continuerà a sopravvivere. Tieni conto poi che una guida stampata costa 30+ euro e una app mediamente 8 (con costi di sviluppo non proprio irrisori) e nel caso di apple devi togliere pure la percentuale che trattengono per il servizio. Ragionando in termini puramente economici credo che il cartaceo ad oggi renda ancora molto di più. Cmq la guida Veronelli è su appstore e a quanto ne sò è la prima che supporta il multilingua. ;)

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MAurizio

circa 10 anni fa - Link

Oddio. E' una questioni di numeri. Quante guide cartacee riuscirai a vendere (a prezzo pieno)? Quante X-volte guide elettroniche (specie se a prezzo decente) si acquisteranno (magari in maniera compulsiva ...) ? Di frequentatori di librerie (anche online) ce ne sono sempre meno. Di possessori di smartphone/ipad/tablet/kindle milioni (in aumento). Se uno riesce a pubblicizzarsi (online) è fatta ...

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GiacomoPevere

circa 10 anni fa - Link

Che le vendite in formato elettronico siano potenzialmente più alte di quelle cartacee non c'è dubbio. Il punto che volevo sottolineare è che queste guide sono mediamente mal fatte e con pochi contenuti (GR e 2000vini in primis) e quindi poco invogliano all'acquisto. Inoltre non è solo una questione di numeri, ma di margini, perchè il 30% (ipotizziamo) di 35€ è ben diverso dal 30% di 5,6€ (8€ meno il 30% che la apple trattiene). Solo per pareggiare il conto dovresti riuscire a vendere 6 volte tanto e per la maggior parte delle guide che si rivolge unicamente all'italia son numeri quasi impossibili. La guida Veronelli, come già detto, mi pare sia la prima a proporsi come multilingua e quindi potrebbe ambire ad un mercato più ampio, resta da vedere quali e quanti contenuti abbia.

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MAurizio

circa 10 anni fa - Link

Oddio. Se per acquistare un volume da 35 euro dovrei avere una valida ragione (e averlo visto fisicamente in libreria) per spendere 8 euro per un'app ... via internet ci vuole poco. Anche perchè l'appassionato potrebbe spendere 8 X 4 = 32 euro in App e avere una panoplia delle guide disponibili (o acquistare app di altri campi di interesse) mentre magari di quelle cartacee ne acquista una sola (quella che reputa "migliore")

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GiacomoPevere

circa 10 anni fa - Link

Volendo, ma ripeto, la pochezza di contenuti (la valida ragione di cui tu parli) fin qui riscontrata non invoglia certo all'acquisto. La compri una volta, forse la compri la seconda poi la loro inutilità ti fà ritornare al cartaceo. Esperienza vissuta sulla mia pelle di grafico, web designer che vive in simbiosi continua con iQualunquecosa. Se poi vogliamo continuare a ripetere che il futuro è il digitale va bene, diciamolo, ma col fumo e senza arrosto questo futuro è ben lontano. Comprati, se vuoi fare l'esperienza contraria, l'app della hacette (solo francese) e capisci la differenza. Nel suo piccolo anche il buon Andrea Gori ha lavorato per un paio di app molto ben fatte, con qualche limite, ma ben fatte.

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gp

circa 10 anni fa - Link

Interessante. Questo ragionamento porterebbe a interpretare la richiesta dei famosi 75 euro ai produttori come l'assicurazione di un limite minimo di copie da stampare, più che come la richiesta di una sorta di "fido" a inizio campagna da restituire in parte alla fine sotto forma di copie cartacee, come abbiamo fatto fin qui. Cpome dicevo sopra, i costi fissi della stampa sono alti, e possono diventare proibitivi al di sotto di un numero minimo di copie.

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carlo cambi

circa 10 anni fa - Link

Ma non vi sembra semplicemente un'operazione di emersione del sommerso? Come fa il Governo. Per sapere se è così chiedere delle (altre) guide ai produttori. Quanto alla carta che è morta e sepolta, andateci piano con i funerali. A volte il finto morto si risveglia. E se si incazza può fare anche molto male. Per esempio cominciare a domadarsi con una bella inchiesta come campano certi blog. Un saluto

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Con la pubblicità, mi sembra chiaro.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Quindi esattamente come la carta stampata.

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carlo cambi

circa 10 anni fa - Link

Appunto

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