Già, giammai | Come fare moda con un vino modesto di cui nessuno sentiva il bisogno

di Alessandro Morichetti

Quando la soddisfazione nel promuovere un vino modesto come il neonato Già è riassunta dal motto “comunque vada, sarà un successo” c’è poco da stare felici, anche se ti chiami Oscar mr Eataly Farinetti. Quello che NON vorresti da un imprenditore illuminato è che ammanti di tradizione una trovata puramente commerciale, diffusa in pompa magna persino in tv. Premessa: lo spot è prodigioso, confezionato al dettaglio e ingentilito dal delizioso accento piemontese di un patriarca dei mugnai di Langa come Felice Marino. Per il resto, aria fritta e marketing. Marino parla di un buon vino della trazione piemontese bevuto prima di Natale, nuovo ma non novello, fresco, poco alcolico e il riferimento è alla “picheta”, risciacquo di vinacce leggero e poco impegnativo: d’incanto compare Già, associato al discorso del “vecchio” anche se di tradizionale non ha davvero nulla. Un vino figlio della tecnica, privato di alcol mediante filtri molecolari di derivazione farmaceutica e poi venduto sullo scaffale a poco meno di 10 euro per la bottiglia da litro. Vale quel prezzo? Chi lo assaggiato dice di no stracciandosi le vesti: il vino è corretto al naso ma povero in bocca, si ricorda la pubblicità più che il vino e non è un complimento. Ho sentito 3 assaggiatori professionali e il giudizio è concorde.

Perché tutto questo allora? Promozione e soldi, l’ordine è opzionale. Farinetti sa come far parlare di un prodotto pur modesto. Franco Ziliani ha acceso la discussione sul suo blog, i commenti sono fioccati e altri autori hanno ripreso la questione. Ferita alla tradizione barolista di Serralunga o meno, i motivi di scontento sono molteplici ma l’occhio vergine vede altro. Ottimo lancio, packaging da urlo e la tradizione a fare capolino, poco alcol a dare serenità e un prezzo importante a dare dignità e rilevanza. Che Già, come dice Farinetti sempre su Vino al Vino, nasca anche per risolvere il problema delle uve pagate troppo poco sembra una profezia pre natalizia più che una enorivoluzione (orrore!): nobile l’intento, meno la realizzazione. Io penso