Etna Rosso, versanti e contrade: quando le sfumature contano

Etna Rosso, versanti e contrade: quando le sfumature contano

di Andrea Gori

Sono centrotrentatre le menzioni geografiche (contrade) sull’Etna e centotrentaquattro le chiese che potete visitare a Catania. L’Etna si staglia e si definisce bene come un territorio estremo con latitudini africane e altitudini vertiginose capace ad ogni colata lavica di ridisegnarsi  e dare origine a nuove varianti e sfumature di territorio. Siamo agli inizi della seconda giovinezza di questa DOC (che era una delle più produttive d’Italia solo poche decine di anni fa) e il Consorzio lancia una serie di seminari per stuzzicare l’appetito in attesa di un evento in loco da organizzarsi nel settembre prossimo, pandemia permettendo. Stiamo parlando (in cifre) di più di 4 milioni di bottiglie (rispetto al 2019, calo compreso dell’Etna l’8%) di cui Etna Rosso 16.000 ettolitri, Etna rosso Riserva 163 ettolitri, Etna Bianco 9.000 ettolitri, Etna bianco superiore 220 ettolitri, Etna Rosato 2.500 ettolitri e Spumanti : 1.400 ettolitri.

Il seminario andato in onda su Zoom e condotto da un ispiratissimo Filippo Bartolotta ci pone di fronte a 6 campioni di Etna Rosso anonimizzati (inizialmente) in maniera da provare a cogliere sfumature e differenze a seconda dei versanti e contrade. La DOC infatti ha una forma di C ad abbracciare il vulcano sui tre versanti nord, sud ed est e alcuni tratti emergono con forza pur essendo sempre determinante il lavoro dell’uomo per la scelta dei vini da produrre. Volendo tracciare alcune caratteristiche al nord (dove troviamo il 60% delle 133 contrade, capitale Randazzo)  possiamo dire che predominano i rossi con vini dalla grande struttura alcolica per via della grande escursione termica, precipitazioni abbondanti e lunghissima fase di maturazione all’ombra dei Nebrodi.

VIGNETO ETNA_EROICA

Ad est prevale il carricante con la “capitale” Milo che guarda il mare dall’alto dei 900 metri, terrazzamenti con pietre laviche, un versante molto scosceso, con piovosità simile alle Alpi, vento grecale che fa la sua opera fondamentale per le escursioni. Infine  il versante sud est, con capitale Trecastagni con le sue altitudini importanti, crateri estinti, piccoli e grandi, viticoltura terrazzata, pendenza al 45% e quello sud, dove si parla più di alta collina che di montagna, più maturità e ricchezza e dolcezza. Sono 140 le cantine che qui imbottigliano usando i vigneti attorno ai 70 qli ad ettaro (ma spesso molto meno) per un totale di 4 milioni e 300 mila bottiglie, ben ripartiti tra rosso e bianco.

1 versante sud est  contrada Monte Ilice Etna Rosso DOC Santa Maria La Nave 2018 petalo di rosa, sanguigno luciferino e pepato, grafite, ribes rosso, visciole, pepe nero e senape, soffuso e intenso, roccioso e sapido, finale con tannino che chiude un poco il sorso, energia, elegante, tannino sullo sfondo 88

2 versante  nord Castiglione di Sicilia Etna Rosso DOC Cottanera 2018 alcolico e ricco, ematico corposo, fruttato, ciliegia, amarene, lunghezza e dinamica, macchia mediterranea e susina matura, lavanda e tabacco, piccante e di ampiezza, molto intenso e fruttone, lieve nota alcolica nel finale ma grande struttura 91

3 versante nord est Trecastagni Contrada Ronzini  Etna Rosso DOC Cisterna Fuori Ciro Biondi 2018 da vigne su colata enorme, suolo molto ferroso e pietra pomice, il vino ne risulta ematico sottile, nervoso e diretto, fragolina di bosco, affumicato e vulcanico ben presente, tannino, di buona reattività americante sul finale, sensazione da vino bianco, lieve nota erbacea, erbe officinali, finocchietto, anice, stretto ematico e con acidità quasi fuori scala che fa salivare quasi fosse un bianco 90

4 versante sud est  Contrada Monte Ilice Etna Rosso DOC Cantine di Nessuno Trecastagni 2017 vigneto su sabbie, frutto scuro molto pesante, visciole prugna, ciliegie e amarene, mon cherì, nota ferrosa e di polpa, rovere e vanigliato, pepatura, legno che affiora a tratti (24 mesi barrique), finale di sostanza energia, grande energia e sostanza 92

5 versante nord (Etna Rosso DOC Irene Badalà PassoPisciaro 2018 vigneti tra Santo Spirito e Passopisciaro, intensità ed energia, ebanisteria, liquirizia, canfora, mandarino, incenso, sottigliezza nel sorso con grande acidità e sapidità, sorso con tannino vispo e dirompente, finale con traccia amarognola in evoluzione 88+

6 Versante sud Etna Rosso DOC Tenuta Papale Lysios 2018 rosmarino, ginepro, menta e visciole, durone di menta, balsamico, agilità e pepe, tannino di bella fattura e sottigliezza, chiude con energia e dinamica e prospettiva , dolcezza struggente e saporosa, elegante e raffinato, più dolce, acidità, ananas in barattolo tropicale 93

Di sicuro il Consorzio ha scelto con cura i campioni per questa degustazione ma anche pescando a caso tra i versanti per la nostra esperienza possiamo dire che quando si assaggiano i vini della montagna per versanti (per le contrade forse ci sarà da aspettare ancora qualche anno) si trovano corrispondenze profonde e intriganti e la lettura del territorio è davvero fedele soprattutto dove la mano dell’uomo non interviene troppo in termini di legno. Una chiave di lettura importante per una DOC giovane ma che sta giocando bene le sue carte.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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Maurizio Garozzo

circa 2 mesi fa - Link

I dati relativi alla produzione di Etna bianco superiore non sono reali.

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