Elisa Semino e i Timorasso de La Colombera

Elisa Semino e i Timorasso de La Colombera

di Jacopo Cossater

Tra le rare cose buone che questo 2020 è destinato a lasciare dietro di sé le tante degustazioni fatte a distanza. Appuntamenti che sarebbero altrimenti rimasti sempre legati al concetto di presenza: per quanto non sia possibile sostituire l’esperienza di una visita in cantina i lockdown di questi mesi hanno dato la possibilità a tanti operatori e appassionati di assaggiare a distanza vini che altrimenti avrebbero faticato a conoscere. Off-topic ma non troppo: una modalità, questa dei tasting virtuali, destinata a rimanere anche in futuro magari a supporto di altre attività svolte in cantina, dimostrazione di come grandi sconvolgimenti portino con sé anche grandi cambiamenti che erano già da prima a portata di mano.

La mia esperienza con il Timorasso va esattamente in questa direzione: una sola visita in cantina, da Walter Massa, un certo numero di assaggi nelle occasioni più disparate, qualche degustazione anche verticale. De La Colombera avevo un’idea un po’ sfocata, mi erano sempre sembrati vini molto buoni ma non ero mai andato oltre. C’è voluta una bella rassegna insieme a Elisa Semino, l’altro giorno, per approfondire un po’ le cose.

Date fondamentali: nel 1937 i bisnonni di Elisa prendono in affitto l’attuale struttura appena fuori la piccola frazione di Vho, appena alle spalle di Tortona, sulle prime colline. Nel 1980 il padre di Elisa, Piercarlo, inizia a imbottigliare il vino che storicamente veniva venduto sfuso. Nel 2000 a La Colombera inizia la produzione di Timorasso, con la sua prima vendemmia. Nel 2006 esce una seconda etichetta dedicata al vitigno principe di Tortona, Il Montino.

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Non solo timorasso, evidentemente: i 25 ettari su cui può contare l’azienda comprendono tra gli altri anche cortese, dolcetto, barbera, croatina. Certo quanta strada è stata fatta dalla fine degli anni 90 e da quello che era un pugno di viticoltori. Oggi gli ettari vitati complessivi di timorasso sono 200, una goccia nell’oceano ma al tempo stesso una quantità sufficiente per raccontare una storia e un territorio.

Gli assaggi delle annate più recenti di Derthona e di Montino hanno confermato quelli che erano i ricordi. I vini di Elisa appagano grazie a grande facilità di beva, in generale freschezza, senza cedere in termini di struttura e di aderenza varietale e territoriale. Vini molto buoni, contemporanei, ben definiti nelle forme anche grazie a 2 vendemmie particolarmente felici, 2018 e 2019. Assaggi più che consigliati.

Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2019, La Colombera

Derthona ovvero il grande classico del territorio, dall’antico nome romano della città di Tortona. Vino di grandissima classicità fin da subito su toni di pesca e di fiori di acacia, di salvia e di biancospino. È ancora giovanile e si sente, non per questo però si tratta di assaggio precoce, anzi. Evolverà, il frutto diventerà più maturo ed emergeranno tonalità maggiormente minerali ma già adesso risulta appagante: fresco e saporito, dinamico, mentre ne scrivo mi viene voglia di tornare sul bicchiere grazie a un ritmo che non lascia tregua e che invoglia al riassaggio.

Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2018, La Colombera

Il Montino ovvero il nome di uno specifico vigneto a circa 250 metri di altezza con terreni soprattutto argillosi. Vinificazione e affinamento in acciaio per un Timorasso che da subito si esprime con sicura tenacia a dimostrazione di una longevità tutta da scoprire. La pietra focaia emerge con evidenza, sentore seguito da note di resina, di miele di acacia, di idrocarburi e da sentori fruttati e floreali che sullo sfondo rimarcano il carattere varietale. È ricco ma non grasso, teso, decisamente fresco e ben bilanciato da una punta di calore che ne imprezosisce il sorso. Dopo le calde 2015, 2016, 2017, finalmente un’annata di equilibrio che ha portato a vini snelli e raffinati, buoni oggi ma sicuramente da aspettare.

[immagine: La Colombera]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Giornalista, su Intravino dal 2009.

3 Commenti

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Luca

circa 11 mesi fa - Link

Adoro il Montino, veramente un timorasso top class!!!

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Sancho P

circa 11 mesi fa - Link

Bravi e umili. Probabilmente sbaglio, ma in alcune annate del Montino, ho avuto l'impressione di un estratto zuccherino importante.

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Sancho P

circa 11 mesi fa - Link

Nella 2015 per esempio.

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