È morto Gianfranco Soldera

È morto Gianfranco Soldera

di Leonardo Romanelli

Sembra il colpo di scena di un grande attore, morire quando il mondo guarda a Montalcino, quando i produttori presentano le ultime annate in commercio: Gianfranco Soldera se n’è andato da questa terra, riuscendo ancora una volta a stupire. È un’ arte, quella di sorprendere, che appartiene solo a coloro dotati di grande personalità, mai ovvii e convenzionali nelle scelte

I suoi vini sono riusciti a dividere gli amanti del Brunello in detrattori ed entusiasti, ed hanno scatenato sempre reazioni viscerali, amati e odiati con la stessa intensità. Come lui, d’altronde, che sceglieva con cura gli amici, ignorando bellamente coloro che non lo amavano. 82 anni e non sentirli, un amore profondo per quell’attività di vignaiolo che gli aveva fatto superare anche prove importanti, come la famosa vuotatura delle botti fatta da un ex dipendente.

È andato avanti, come sempre fiducioso della sua visione del mondo vinicolo: chi vede più avanti degli altri spesso rimane solo e antipatico, ma apre una strada che in molti arriveranno a percorrere.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

4 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 mesi fa - Link

È morto chi è stato un amico, un amico con cui ho combattuto battaglie molto dure. A volte vinte, e a volte no. Molte altre scelte non le ho condivise, e con il tempo abbiamo finito per vederci solo raramente. Un uomo difficile, ma a suo modo grande. Mi mancherà.

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Montosoli

circa 5 mesi fa - Link

D’altronde per arrivare a vendere una bottiglia di Brunello a $900...non da tutti a Montalcino. Condoglianze.

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Alessia Lapomarda

circa 5 mesi fa - Link

Qualche volta mostrava rigidezze verso gli interlocutori. Con gli anni ho assunto consapevolezza che i suoi vini erano gli ultimi avamposti del tradizionalimo. Corrente enoica che ha poi partorito per naturale riflesso un modo di intendere il Sangiovese Grosso influenzando schiere di produttori ad un ritorno ad privilegiare il purismo. Un grande visionario che ha tracciato una strada. Che verrà percorsa da chi avrà occhi per vedere ed orecchie per sentire

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Monica

circa 5 mesi fa - Link

Ho avuto l'onore di essere tra le persone che frequentava senza far parte del mondo del vino ma semplicemente condividendo la sua visione del mondo della natura e pur criticandolo quando le mie opinioni erano diverse dalle sue. Ho potuto apprezzare la sua dolcezza, la sua gentilezza e la sua premura delicata nascoste ad arte sotto una scorza ruvida.

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