Donnafugata nel grande nord dell’Etna

Donnafugata nel grande nord dell’Etna

di Andrea Gori

Lo stile è sempre quello inimitabile e garbato della famiglia Rallo ma la potenza, l’energia e il carattere sono quelli unici dell’Etna, il vulcano più famoso d’Europa e più spettacolare al mondo come dimostrano le ultime eruzioni di questo febbraio 2021. Lassù in questo ferro di cavallo che abbraccia il vulcano da Randazzo (a nord guardando i nebrodi) fino a Belpasso (a sud, guardando Catania) si susseguono sciare e storie di eruzioni e sedimentazioni geologiche  a comporre un puzzle che non ha uguali nel mondo del vino.

Arrivare qui da (quasi) ultimi per Donnafugata era una sfida non da poco perchè non gli si sarebbe permesso vini banali o sotto l’eccellenza. Al contempo c’era da mantenere costante lo stile aziendale di vini con una certa accomodanza al palato, capaci di piacere ad un pubblico trasversale, dall’enosnob e nerd del territorio fino ai casual drinker asiatici dove, con un poco di sorpresa, questi vini hanno avuto un successo inaspettato.

Oggi sono già 21 gli ettari su 6 diverse contrade e due comuni, tutti tra 700 e 750 mt slm, vinificati nella cantina di Contrada Statella a Randazzo. L’assaggio della gamma 2017-2018, con l’arrivo di due contrade vinificate a parte, fuga ogni dubbio sul fatto che l’approccio scelto sia stato quello giusto e c’è anche da aggiungere il plauso alle etichette di Stefano Vitale, tra le più belle mai viste sul vulcano e nel vino italiano in genere, che giocano sul tema della Dea Vulcano, figlia di Urano e Gea.

Donnafugata Sul Vulcano Etna Bianco Doc 2018 Carricante
Pesca e agrumi, mela candita e fresca, pera kosher, susina bianca, anice e menta, erbe aromatiche e sensazioni gessose ben inframezzate al frutto. Sorso agile e mentolato, non tradisce mai il suo alcol o struttura, grande dinamica. 88

Donnafugata Sul Vulcano Etna Rosso Doc 2017
Nerello Mascalese e piccola parte cappuccio, sapido e scattante con speziatura fine e intrigante, robusta complessità e abbondanza del millesimo si fanno sentire ma lo slancio finale è sempre presente con la sua bella piccantezza. 91

Donnafugata Dea Vulcano Etna Rosso Doc 2018
Violetta e iris per un floreale iniziale di nitida croccantezza, tono dolce e coccoloso, caramella ai frutti di bosco, lamponi e ribes rosso fragranti ed esplosivi, pepe e tabacco. Tannino che si sente e diverte con finale succulento e pepato con molto grip un filo dolce. 89

Donnafugata Contrada Marchesa Etna Rosso Doc 2018 (anteprima)
Siamo a Castiglione di Sicilia, molto sole e vento, anfiteatro naturale di sciare con pochissima vegetazione che causa molta escursione termica, più freddo e maturazione tardiva. Al naso note intense e piccanti tra lamponi, ribes rosso, un tocco di mirtillo, rabarbaro, sandalo, vetiver, legno ohud, viola candita più timo a raffrescare. Sorso di bello slancio e piccantezza, sostanza ed energia, ricco e opulento al primo sorso ma conclude infine in spezia e frutto scuro. 96

Donnafugata Fragore Etna Rosso Doc 2018 Contrada Montelaguardia  (anteprima)
Nerello Mascalese a Randazzo, alberello di oltre 70 anni di età a 750 mt slm, suoli da eruzione del 1614-1624, matura presto per il clima relativamente mite. Note di cassis, sottobosco, ribes nero, more e mirtilli, solenne e austero, ricchezza e pienezza rimarcate in maniera forte, sapido e ferroso, sorso importante ricco e speziato, finale di lunghezza notevole, forti e emozioni e tanta materia. 94

Apprezzabile e incantevole la narrazione di questo vino fatta per immagini e cartoni animati dall’azienda stessa: un modo di comunicare non alla portata di tutti ma che apre davvero il cuore  e la bocca alla meraviglia.

I vini di Donnafugata li trovi su Enosearcher (sponsored link)

 

 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

avatar

SALVATORE AGUSTA

circa 2 mesi fa - Link

Per me il bianco è di gran lunga il migliore della linea e uno dei migliori dell'Etna.

Rispondi

Commenta

Rispondi a SALVATORE AGUSTA or Cancella Risposta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.