Divino Tuscany | James Suckling: e se avesse ragione lui?

di Leonardo Romanelli

Partiamo dai numeri: 53 produttori presenti, 300 biglietti venduti a 1500 euro circa, 6 location di altissimo livello dove si sono svolti gli eventi, cena con il catering di Galateo Ricevimenti e Pinchiorri con 500 persone presenti. Le premesse per una buona riuscita c’erano tutte e in effetti così è stato, “Di Vino Tuscany”, primo esempio di manifestazione internazionale sul vino svoltasi a Firenze ha raggiunto il suo scopo: far degustare i vini toscani nel territorio di origine, creando un’ambientazione di grande fascino per i partecipanti, aumentando la capacità di attrazione di un nome, Toscana, che già da solo evoca il paradiso terrestre per molti stranieri.

Le polemiche che hanno preceduto l’evento, sollevate soprattutto in rete, sono note: non si fa più comunicazione in questo modo, l’immagine troppo “glamour” del vino non paga, non si può usare una regione come una location di un film, sarà..però erano anni che non si muovevano persone da tutto il mondo, con jet privati, spinti da quanto succedeva nel capoluogo toscano. Barrett Wissman, l’organizzatore, insieme a James Suckling, l’ideatore, hanno vinto la sfida, considerando i tempi ristretti nei quali sono riusciti a mettere in piedi il tutto.

Saranno i prossimi mesi a far capire se una kermesse che mescola il vino di qualità all’alta cucina e a performance di grandi artisti, possa incidere sul fatturato delle aziende partecipanti che hanno colto l’occasione per un rilancio della loro immagine. Rimarranno comunque negli occhi e nel cuore il concerto del violinista Joshua Bell al teatro della Pergola, la cena a seguire nel Giardino della Gherardesca del Four Seasons, la degustazione dei Merlot 2007 e Brunello 2006 nel Palazzo Capponi dell’Annunziata. La cronaca si ferma qui, perché l’invito ai giornalisti era “part time”: inutile forzare per partecipare a tutta la manifestazione, d’altronde eravamo in un’organizzazione di tipo americano e se la “policy” era quella, la pur brava responsabile dell’ufficio stampa non poteva certo permettersi di forzare la mano (se non cambiano un’insalata a Victoria Beckam in un ristorante , figuriamoci se fanno entrare Il Rosso e il Nero in un evento privato!)

Gran finale con Sting e Trudi Styler ad offrire porchetta a tutti (ma non erano vegetariani?). Appuntamento al 2011, con le aziende che magari diventeranno ancora più numerose, ma un sommesso consiglio però sentiamo di darlo: perché la suddivisione tra aziende fondatrici e quelle partecipanti? Da consumatori sembra quasi una classificazione di qualità, se poi si tratta di investimenti fatti sulla manifestazione, è un altro paio di maniche!

[Video e interviste: Andrea Gori. Errata corrige: Enrico Viglierchio (non Enzo) e Giovanni Poggiali (non Simone)]

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

39 Commenti

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anonimo

circa 10 anni fa - Link

adesso sta cosa qui la facciamo anche noi. parlo col Succi e con Gianpaolo e invitiamo un centinaio di cagariso ed ex-comunisti rolex addicted alla trattoria Mirella di faenza per un tasting di Sangio e Lambro. prezzo 25 euro tutto compreso. e sul pulman dall'aeroporto di rimini magari ci ficchiamo una vendita di padelle per cucina a vapore sul bus come corollario. invaderemo il mondo con il brunello dei colli romagnoli.

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Flachi10

circa 10 anni fa - Link

Anonimo=Kenray

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anonima

circa 10 anni fa - Link

Sarai genovese, ma non ti tieni un cece in bocca eh...!

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Francesca ciancio

circa 10 anni fa - Link

Ma la notizia e'..... Andrea gori ha finalmente imparato a montare i video ?

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

tutto merito della fretta e del Mac credo...io ci metto lo stesso impegno di sempre, ovvero poco o troppo a seconda dei punti di vista!

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stefano tesi

circa 10 anni fa - Link

Caro Leo, si tratta di capirsi. Mai dubitato che l'evento sarebbe stato un successo, in tal senso il glamour paga sempre e di gente disposta a spendere per mangiare la porchetta con Sting il mondo è pieno. Se sia stato un successo anche dal punto di vista promozionale e il gioco abbia valso l'investimento, lasciamo che ce lo dicano i produttori. Magari in una bella conferenza stampa di consuntivo. Invece niente, nè prima e nè dopo, evidentemente. Perchè quello che disturba, francamente, è questo: pensare che i giornalisti vogliano essere invitati per mangiare a sbafo, bere gratis e presenziare, non per avere informazioni di prima mano. Invece i giornalisti vogliono (e devono) esserci per capire, vedere, chiedere. O almeno avere l'opportunità di farlo. Altrimenti a che serve avere un ufficio stampa? Oppure la stampa serve solo a fare da acritico megafono promozionale dell'evento, senza fare domande? Ecco, questo in effetti è antipatico. Per il resto, facciano quello che vogliono. Se tutto è stato ok ne sono lieto per gli organizzatori e i partecipanti. Compreso l'ex collega Suckling. Ciao, Stefano.

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Tommaso

circa 10 anni fa - Link

Dear Leonardo (visto che a questa manifestazione si parlava perlopiù inglese - nota da segnare subito in positivo - m'è rimasto qualche strascico), poi te ne parlerò di persona, ma devo dire che anche uno stronzetto bastiancontrario come me alla fine ha trovato molto interessante questa iniziativa. Parlando con un amico/collega la definizione di scherno che ho sentito usare è stata "è una festa di paese per milionari". Ecco ... prova a mettere da parte il tono di scherno e pensa alla definizione in sè. A me le feste di paese piacciono. I milionari potranno piacere un po' meno. Ma i milionari hanno - va da sè - i milioni. E di questi tempi (ma poi anche in altri) i milioni pesano. Si consideri la non banale notazione per cui, avendo i milioni, i milionari possono decidere serenamente di andare a far festa in altri paesi. Se vengono qua perchè qualcuno è in grado di allestire una festa che funziona io dico che quel qualcuno è bravo. Ha potuto sfruttare il richiamo del brand Toscana? E io rispondo che ha fatto bene, benissimo! Perchè quel brand è a disposizione di chi vuole investirci per metterlo a frutto (cosa che gli autoctoni trovano non sia di moda e chissà perchè? Perchè non gli riesce? Perchè han più puzza sotto il naso di chi ritengono abbia la puzza sotto il naso? Non lo so e ad un certo punto non m'interessa più di tanto). A seguire ci sarebbero una serie di ulteriori considerazioni più specifiche sul ritorno in termini commerciali per le aziende che hanno investito a loro volta. Ma non è il caso adesso. Tirando le somme a Suckling mi sento di dire bravo. Poi sui vini devo dire che mi ha molto colpito il Carbonaione del 1992 (per me è stato il migliore bicchiere degustato). Poi va da sè che c'eran tanti campionissimi: Flaccianello, Uccelliera, Sodi di San Niccolò, Serre Nuove, Solaia 2006 (in ordine proprio sparso), ma perchè Sassicaia 2001? Rancia 2000? Ne riparliamo a voce! ;)

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francesca ciancio

circa 10 anni fa - Link

boh non so...... non c'ero perchè non invitata per essere chiara io ero in francia , in Jura, a casa di qualche "spiantato" produttore di vin jaune, con i resti del pranzo sulla tavola, con ragnatele in casa e muffa in cantina. a fare picnic a Pupillin con grassi e grossi agricoltori francesi boh non so, ma ero contenta così condivido l'intervento del collega Tesi. Mi sa che è tutto un po' autoreferenziale, ma prima di affermarlo con certezza serve una cosa indispensabile: un report delle aziende partecipanti, capire se hanno davvero venduto più vino tra qualche mese intanto rimangono centinaia e centinaia di cantine toscane in gamba che fanno fatica e a cui tremono i polsi per il mutuo fatto con le banche. Forse il compito dei Grandi è far conoscere anche il lavoro dei Piccoli.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Anche io condivido l'intervento di Stefano Tesi. Che la manifestazione sia stata un successo non ci sono dubbi. Con quello che i partecipanti hanno sborsato se fosse stata un flop, James King of Florence sarebbe stato decapitato! Bisogna vedere come si considera questo successo. Sicuramente per l'immagine di Suckling, fortunatamente anche per quella di Firenze. Successo anche per le tasche di Sting e consorte. Di rimbalzo ci sarà qualche ritorno anche per i produttori toscani che non hanno partecipato. Una ventina di straricconi cinesi ora sanno che Tuscany non é solo un profumo ma anche un luogo, non difficile da raggiungere se si viene trasportati da un jet privato e alloggiati in alberghi mille stelle, il tutto pagato da altri. Gli straricconi russi riempiranno le cantine di vino toscano? La stampa internazionale riporterà in prima pagina l'evento scrivendo anche il nome dei partecipanti o solo quello di Suckling? Il Nostro si conferma un ottimo venditore di sé stesso, sul fatto che sia in grado di vendere anche gli altri ho i miei dubbi, ma il mondo é bello perché é vario. Soprattutto però tiro un respiro di sollievo: ora che JS si é buttato a capofitto in questa nuova attività si potrà ricominciare a leggere il Wine Spectator e le classifiche dei vini con meno mal di pancia (Bruce Sanderson mi raccomando!).

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Andrea Pagliantini

circa 10 anni fa - Link

Senza invidia alcuna, ma quelli sono super antani col riporto residuati bellici della vecchia milano da bere di nani e ballerine che mangiano le paste a crema avanzate di Maria Antonietta, uno sbadiglio di ciuco dei tempi che furono.

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Gabriele Succi

circa 10 anni fa - Link

Hai ragione Andrea. Tutta 'sta manifestazione mi sembra una riesumazione di un evento anni '90 in pieno boom-vino. Lo stile e il modo di porsi è quello.....

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Gabriele Succi

circa 10 anni fa - Link

....sono quelli.... :twisted:

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ag

circa 10 anni fa - Link

I bei tempi antichi..... bei tempi quelli..... parliamo d'altro, meglio, e a proposito di bellezza, rivolgendomi a chi c'è stato al DT: c'era la vinaia più affascinante del mondo?

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...attento : la "vinaia" e quello che rappresenta sessualmente nel tuo inconscio è argomento estremamente tabù , per Morichetti e combriccola...

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ag

circa 10 anni fa - Link

"Vinaia" rende e non rende nel caso specifico. E a conoscerla l'immaginario va a farsi bellamente benedire.... (perdonate l'espressione)

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Marco De Tomasi

circa 10 anni fa - Link

Se il target della manifestazione era quello di invitare 300 danarosi bevitori di etichette, che si lasciano intortare da brillocchi e cotillons, disposti a pagare uno sproposito di ingresso per sentirsi coccolati in un ambiente esclusivo, dove gli fan credere che solo loro possono accedere ad un simile Eden, ha ragione Suckling. Tanto lui che gli frega la promozione del vino toscano o italiano ? Lui doveva vendere l'evento a spettatori ed aziende partecipanti (paganti profumatamente). Operazione riuscita. Probabilmente anche ripetibile.

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roberto gatti

circa 10 anni fa - Link

Se l'evento è riuscito a catalizzare l'attenzione dei " danarosi " partecipanti ben venga. Ancora meglio se farà da traino alle vendite ( anche ) per le aziende che non erano presenti, perchè non tutti si possono permettere i 10/15.000 euro per partecipare. Mi sarebbe piaciuto esserci stato per poterne scrivere, ma ero già impegnato in AA per il Simposio del GWT. Prossimo giro.... Ciao Leo

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davide bonucci

circa 10 anni fa - Link

Suckling è uno che la sa parecchio lunga, evidentemente. Dal suo punto di vista è un successo programmato. Le aziende grosse avevano sicuro interesse e riscontro (anche certi rapporti da conservare), per i piccoli non so, ma è giusto consentire a tutti la possibilità di sognare. Non pagherei mai per esserci, ma mi sarei intrufolato con curiosità. Devo ammetterlo, è un successo: chapeau per James! Detto questo, non fossi stato a Radda, sarei andato a Spoleto. In questo caso, Firenze (e stavolta faccio il bravo ghibellino) può attendere parecchio, nella reciproca indifferenza! :D

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Lido Vannucchi

circa 10 anni fa - Link

Siamo proprio sicuri che far ber il proprio vino a 50 ricconi con palato mediocre" forse" sia la strada giusta, non credo, non credo ma non credo d'avvero,sarebbe troppo facile, non vi sembra un' operazione gia' fatta "supertuscan" non vorrei ritrovarmi di nuovo a bere marmellate al posto di vino, sentendomi dire ma il Mercato vuole questo. Quale mercato alcuni anni fa /5 americani oggi 4 cinesi e 2 russi imborghesiti. Con gusti da voltastomaco, quando le cose girano male spesso ci si affida alla sorte, o ai maghi, speriamo che i maghi non si vestano a lusso. Ciao da Lido uno che vede il cibo e il vino in altra Maniera

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Partendo dal presupposto che la riuscita manifestazione del signor Suckling non cambia certo la mia politica commerciale, porgendo il dovuto rispetto a tutti, sono nauseato da commenti del tipo "sicuramente è stata una manifestazione riuscita, ma.... (e via a cercare il pelo nell'uovo)", "mi sembra di esser tornato anni indietro", "una manifestazione per vecchie mummie imbalsamate". E' possibile avere così poco rispetto per chi la pensa in modo diverso dal proprio? E' possibile continuare a immaginare il vino come una continua guerra tra la FORZA e il suo LATO OSCURO? Rimane tanto difficile pensare che non ci sono guerre ma semplici obiettivi da ragiungere con un lavoro silenzioso e certosino senza "sparare" contro nessuno? p.s. Sarei curioso di osservare le carte vini di coloro che crticano e hanno al contempo un'enoteca o un ristorante... tanto per vedere quanti dei marchi, rei di aver intrattenuto nani e ballerine del 21° secolo, sono presenti in carta

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Tommaso

circa 10 anni fa - Link

Sì a volte anche io rimango allibito da quanto spesso accade che ogni possibile ragionare "laico" intorno ad una questione, qualunque essa sia, lascia ben presto il passo a divisioni (un po' grottesche e caricaturali a dire il vero) la virginale purezza degli uni e il criminogeno abbrutimento degli altri.

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Silvana Biasutti

circa 10 anni fa - Link

Mi viene in mente di tutto, ma non di 'dare addosso' a questa manifestazione. Concordo con le osservazioni di Stefano Tesi e di Nelle Nuvole e mi rimane solo da osservare criticamente che l'accrocchio sarà stato certamente appagante per un certo pubblico (da Sting che diventa carnivoro per l'occasione, al naming Di Vino= divino oh che originalità, e il lusso immaginato come "tutto ciò che è più costoso e meno accessibile" a riempire ogni interstizio). Ma si tratta di un 'gruppo' lunarmente lontano dai "milanesi" citati da Andrea Pagliantini qui sopra; lontano anche dalla gente che si concede consumi che si possono definire anche 'di lusso', ma che si ribellerebbe a sentirli chiamare così. Giusto per dire che i 'pubblici' del vino sono diversi - proprio come accade, per esempio, con i libri (o con la musica) o con altri prodotti che pur essendo merce hanno un forte contenuto culturale. E i piemontesi (e i siciliani) - a mio parere - hanno capito di più questo 'valore' e lo interpretano meglio di quanto non accada agli amici toscani, troppo intenti a difendere una toscanità che certe volte scivola nel folklore, come forse è successo anche a divino (o di vino) Tuscany.

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Tommaso

circa 10 anni fa - Link

Interessante spunto Silvana, questo sulla toscanità che a volte rischia di divenire sinistro sinonimo di provincialismo. Ma è un discorso che riguarda non solo (e non tanto) il vino, quanto l'idea di sviluppo e di misura col mondo di un'intera regione (e prima ancora della sua città simbolo: Firenze).

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Silvana Biasutti

circa 10 anni fa - Link

E che dire di Siena...?

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Silvana Biasutti

circa 10 anni fa - Link

...e non intendo il Palio, sia chiaro.

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ag

circa 10 anni fa - Link

attenta Silvana...... appena ho tempo provo a rispondere compiutamente. un abbraccio

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Leonardo Romanelli

circa 10 anni fa - Link

@silvana Francamente in questo caso specifico, di folklore ce n'era davvero poco..

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Silvana Biasutti

circa 10 anni fa - Link

La Toscana che 'diventa Toscana' è folklore! Solo i tirolesi quando si mettono a fare i tirolesi ci riescono altrettanto bene. Poi esiste una Toscana "naturalmente elegante" e naturalmente tipica, che non si mette in scena e dà il meglio del meglio. Ma sono due 'modi' molto diversi tra loro.

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essere

circa 10 anni fa - Link

@Leonardo scusa perchè ,mangiare porchetta con Sting per 1200 euro cos'é??? Puro folklore direi....e del più triste...

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Vinoso

circa 10 anni fa - Link

"Purtroppo" mi sono perso questa tappa del Circo di Suckling, ma con solo 10 euro al Florence Wine Event ho assaggiato una Ribolla Gialla e un Sauvignon a dir poco FANTASTICI, dell'azienda Ronco di Zegla piccolo produttore che non conoscevo....

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Tommaso

circa 10 anni fa - Link

Ecco quella è un'iniziativa che nel suo piccolo mantiene la sua piena dignità. E trovo sia da apprezzare per questo. Poi però l'anno scorso ci siamo trovati di fronte al disastro che fu Florence WineTown ... ecco ... stendiamo un velo?

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Luka

circa 10 anni fa - Link

Leggo Intravino (spesso, non sempre) ma commento poco, comunque... sono pienamente d'accordo con il sig. Fabbretti e ancora qualcun altro. Soprattutto non riesco a capire questo accanimento verso i milionari (e io non sono assolutamente ricco). Chi vi dice che i 300 ospiti hanno tutti un palato mediocre? Certo probabilmente la maggioranza dei presenti era li perché "fa figo". Ma su 300 ce ne saranno stati 5 o 10 che sono appassionati, no? Poi, visto la loro disponibilità finanziaria, potranno comprarsi decine di casse d vino... e poi berselo con il loro amico milionario, che non era presente alla manifestazione e così via... Non mi sembra che manifestazioni più normali (per es. Vino Vino Vino) sia la patria di chi abbia palati fini... Poi, se la manifestazione ha luogo in località suggestive, con tanto di concerto, personaggi tipo Sting ecc.. , non ci vedo niente di male. E' un modo come un altro di promuovere un vino o una regione che fa vino, ad un certo target di clientela.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Aggiungo: quanti dei milionari cinesi che stanno svuotando le cantine francesi capiscono qualcosa di vino?

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Giovanni Solaroli

circa 10 anni fa - Link

Questa poi no, scusami eh, ma pensi che ai proprietari di cantine freghi una motosega se chi compra capisce qualcosa? Stiamo freschi, allora.

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Ma figurati! Avercene di cinesi ignoranti dietro la porta :-D

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...che conosco io 27 ... ma penso siano qualcuno in più , là da loro ...

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Tommaso

circa 10 anni fa - Link

Ad oggi pochi. Pochissimi. Ma hanno dalla loro i numeri. Grandi numeri. Grandissimi. E trattasi di un mercato in cui altri hanno iniziato a lavorare quando quei pochi di oggi erano ancora meno. E credo che quelli che hanno iniziato prima non siano dei coglioni. Ma l'esatto contrario.

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Andrea Pagliantini

circa 10 anni fa - Link

Bello, superbo, commovente, appassionante, cosi si deve vendere il vino come fosse fumo negli occhi. Se un giorno Corona diventerà primo ministro non se ne meraviglierà nessuno.

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Silvana Biasutti

circa 10 anni fa - Link

Vado fuori argomento, ma ora si meraviglia qualcuno del ministro che usa il tricolore in luogo della carta igienica? Battute (tristissime) a parte, Andrea Pagliantini, credo che il lusso abbia un suo perché, anche nell'enomondo: solo non dovrebbe essere kitsch, come sembra sia stato (il vegetariano Sting che offre porchetta ha afflosciato per sempre certi miei ricordi...) il fescennino di cui stiamo amabilmente dibattendo. Se il meeting in questione - invece - fosse stato immaginato per "far addentare", a caro prezzo, ciò che di superbo ha da offrire la Toscana, la mitica Toscana Felix, beh che male ci sarebbe?. Tutti tifiamo per il PIL (e per non sputtanare la Toscana)!

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