Dicono che la vita sia troppo breve per bere vino cattivo ma forse non è vero

Dicono che la vita sia troppo breve per bere vino cattivo ma forse non è vero

di Pietro Stara

Da quando Robert Lanza, medaglia di bronzo degli scienziati mondiali, fisico quantistico e clonatore di tutto riguardo, ha scritto che il corpo muore, ma la coscienza no, quella continua a vivere, sono decisamente più tranquillo. I nostri corpi, dunque, sarebbero imbrigliati nelle categorie nefaste dello spazio/tempo, mentre la coscienza, libera e bella, potrebbe sostare dentro di noi, ma pure andare a prendere una boccata d’aria al di fuori delle nostre miserande viscere. E io che pensavo, ma lo pensa pure mia moglie, che il massimo della mia prestanza psico-fisica fosse dovuta all’attività degli acidi nucleici e delle proteine guardando il Festival di Sanremo.

Robert Lanza non sta dicendo che si muore e una parte di noi si stacca per fare la bella vita, ma che la morte, nella sua sostanza intima, vale soltanto per i corpi e che, conseguentemente, non si muore affatto. Questa teoria si avvale dell’esistenza degli universi multipli: mentre i parenti tutti ti stanno facendo un funerale di tutto riguardo, con fanfara, banda del paese e corone di fiori freschi, tu, al contrario, incurante di tutto, te la stai passando con alcune giovani cortigiane della metà ‘500, un po’ grassottelle secondo i canoni dell’epoca, in un altro universo e in un altro corpo (si spera un tantino migliore di quello che hai lasciato) che ha assorbito la tua coscienza.

Nel momento della sua presunta morte, l’essere umano oltrepasserebbe un tunnel oltre il quale troverebbe nient’altro che un mondo simile, ma con un campionato di calcio meno corrotto, e così all’infinito. Qui siamo ben oltre da quanto ipotizzato dal centro di Astrofisica di Harvard, e anticipato sapientemente dal genio di  Isaac Asimov  oltre 75 anni orsono (Notturn, 1941)¹,  ovvero che la vita aliena potrebbe fluire nei meandri degli ammassi globulari: “Se una civiltà è minacciata dalla morte della sua stella, per esempio, ‘potrebbe ‘saltare’ su un altro pianeta intorno ad un’altra stella’- rivela l’astrofisica Rosanne Di Stefano. Qui siamo noi che saltelliamo da una parte all’altra dell’universo e senza pagare neppure il costo del biglietto.

Questi postulati fisico quantistici potrebbero ridefinire categorie, parametri e assiomi che  contribuiscono a rivelare il nostro mondo eno-gaudente: già il concetto di terroir è così difficile da definire, tali e tante sono le connessioni con la storia, con gli elementi edafici, pedologici, climatici, umani che in questo caso diventerebbe ancora più etereo, o ‘liquido’, per dirla alla Zygmunt Bauman, o ‘polvere interstellare’, per raccontarla alla Zichichi.

Ma, poi, dico, pensiamo un po’ all’invecchiamento: se spazio/tempo sono categorie puramente mentali, che cosa lo teniamo a fare un vino per tre anni in botti di rovere di Slavonia da 5000 lt e due in bottiglia? E infine, ma non per concludere, il famoso aforisma germanico che campeggia in note e meno note pagine di facebook, su blog di periferia e vinerie à la page, secondo cui la vita sarebbe troppo breve per bere vini cattivi, verrebbe così messo in discussione. Radicalmente.

Dunque concediamoci vini e bevande anche un po’ più cattivelle giacché le nostre coscienze girovaganti ce ne renderanno merito. A patto che se lo ricordino.

¹ Non le pallide tremilaseicento stelle visibili agli occhi di un terrestre; Lagash si trovava proprio al centro di un grappolo gigantesco. Trentamila potentissimi astri risplendevano di un fulgore che feriva l’anima, più spaventosamente gelido, nella sua orrenda indifferenza, del vento tagliente che spirava invisibile attraverso un mondo freddo, orribilmente informe.”

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

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il farmacista goloso

circa 5 anni fa - Link

Peter Star !

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