Da Salon alla Peroni: siamo tutti lo stracciaballe di qualcun altro

Da Salon alla Peroni: siamo tutti lo stracciaballe di qualcun altro

di Fiorenzo Sartore

Io appartengo a tre gruppi di appassionati. E come spesso capita ai fanboy all’epoca delle reti sociali, seguo socialmente almeno tre gruppi tematici riferiti alle mie passioni in questione. Sono tutti ambiti relativi al gusto. Il primo gruppo è quello del vino, che frequento da un bel po’. Il secondo gruppo è quello dei fumatori di sigari, specificamente toscani cioè a base tabacco Kentucky, con qualche sconfinamento sui caraibici. Il terzo gruppo è quello dei bevitori di birra artigianale.

Sono tre ambiti distinti eppure hanno tratti in comune. Accade, in ogni sottogruppo, un fenomeno simile: la iper specializzazione, collegata alla conoscenza approfondita della materia, che è dovuta allo studio e alla passione oltre che alla frequentazione, determina uno strano tipo di intolleranza nei confronti di chi sta non dico fuori, ma anche ai margini del gruppo: nei confronti, cioè, di chi ha scarsa conoscenza. Ovviamente non mancano i frequentatori inclusivi, cioè quelli che pazientemente cercano di educare i marginali, i nuovi arrivati, i distratti – ma quelli esclusivi, un po’ intolleranti, che scazzano volentieri, sono più rumorosi quindi si notano maggiormente, essendo le reti sociali una palestra ideale per questo tipo di esibizione di cattivo carattere. Succede, non c’è molto da fare, solo serve armarsi di pazienza. Per la verità sono quasi certo che esista un gruppo di cultori del cashmere (cito a caso) che osserva con orrore quelli (come me) con la felpa.

Questi tre ambiti hanno a che fare, come dicevo, col gusto, inteso proprio come senso. Il fatto di essere, per quanto mi riguarda, trasversale in questi tre gruppi mi consente di osservare un fenomeno curioso, che mai smette di stupirmi. Proverò a descriverlo in breve. In termini generali (attenzione), non vale per tutti, ma per moltissimi, succede la seguente cosa:

1. I bevitori di vino di qualità stracciano le balle su etichette stracult. Tuttavia bevono birre di merda, industriali, e fumano sigarette, o quando va bene sigari improbabili. E lo esibiscono con noncuranza.

2. I fumatori supercult di Kentucky single cru della Val Tiberina (cito una zona a caso) stracciano le balle su qualsiasi altra area di provenienza, se un incauto prova a chiedere lumi sul Garibaldi (un toscano entry level) questo viene volentieri sommerso da improperi. Tuttavia bevono birre di merda, industriali, vini tipo Galestro, distillati non ne parliamo, sono capaci di postare la foto del sigaro single cru di cui sopra assieme al Glen Grant. E ovviamente lo esibiscono con noncuranza.

3. Gli appassionati di birra artigianale sono i miei preferiti, perché la materia è vastissima e una vita di bevute, studio e viaggi non sembra bastare a coprire la metà dello scibile. Per questo leggo (e bevo) avidamente, frequentando gruppi e gruppuscoli. Pure qui gli stracciaballe sono fenomenali, basta per errore nominare un birrificio ex artigianale passato all’industria per finire crocifissi. E date le dinamiche note, è inevitabile. Ecco perché con scoramento rilevo che pure questi, tuttavia, bevono vini approssimativi, turbo déjà vu quando va bene, e fumano cose orrende. Come forse avrete indovinato, lo esibiscono con noncuranza.

Qualcosa mi sfugge. Se usi il gusto, cioè il tuo cavo palatale, con qualche attenzione, cosa ti impedisce di uscire dal tuo ambito specifico? Ovvero: come fai a fare sogni bagnati bevendo Salon, se poi trangugi la Peroni? Che è successo alle tue papille gustative? Che tipo di selettività hai attivato?

E però. Probabilmente da questo dovremmo tutti, io per primo, trarre una conclusione costruttiva. Dato che ‘sto tipo di scollamento sembra inevitabile, dovremmo essere tutti molto meno stracciaballe. Io per primo (again) in fondo qui che ho appena fatto? Ho inflitto gli effetti della mia triplice passione su un gruppo composito che ha il torto di non avere (forse) quelle competenze specifiche che mi ha fornito la stessa triplice passione. Probabilmente c’è qualcosa di sbagliato anche in questo, e probabilmente dovremmo riuscire, tutti quanti, a coltivare con la passione anche la tolleranza per chi è fuori dal giro. Di più: quasi certamente qui nessuno riesce a essere duramente coerente con se stesso ventiquattr’ore al giorno. Quasi certamente là fuori c’è un cultore del fine dining che infila il dito nel barattolo della Nutella. Ad ammettere questo alla fine si vive un po’ meglio.

[Immagine – crediti]

avatar

Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

20 Commenti

avatar

Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

devo ammettere che da bevitore (saltuario) di Salon mi sento tirato in ballo perchè in effetti sulla birra sono industriale e rilassato. Se bevessi una birra artigianale che poi magari in realtà non è ben considerata dalla community o peggio una artigianale che non so che è passata di proprietà mi straccerebbero le balle da qui all'infinito e oltre. Quindi a quel punto bevo una Becks e amen.

Rispondi
avatar

Luca Ferrero

circa 2 mesi fa - Link

Bravo, bravo e ancora bravo. Non sto a quotare tutto quanto detto, ma è una riflessione che ho fatto molte volte guardando gli acquisti dei miei clienti. La tolleranza è una buona cosa, ma io sogno piccole sacche di resistenza i cui membri bevano bene, mangino meglio e fumino con gusto, a tutto tondo, per tacer delle altre arti! Utopia?

Rispondi
avatar

Anulu

circa 2 mesi fa - Link

Birra Artigianale Is Dead. Ricordiamolo.

Rispondi
avatar

Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Va bene, ma non toccarmi il Galestro (esiste ancora?): il giorno dopo Salon, Galestro o Heineken vanno benissimo; il semestre successivo direi, giusto per rientrare sui costi

Rispondi
avatar

Capex

circa 2 mesi fa - Link

Esiste, esiste il vecchio Galestro! Pure Capsula Viola! Non riesco a berlo manco appellandomi alla mia seppur grande fede calcistica.

Rispondi
avatar

Paolo A.

circa 2 mesi fa - Link

In realtà il discorso è un pelo più complesso, in particolar modo con riferimento alle (inevitabili) mode. Negli anni '90 se non amavi la barrique nuova e la surmaturazione non capivi nulla di vino, ora è esattamente il contrario... E inoltre: non eravate voi di Intravino a girare per il Vinitaly con il Tavernelle per smascherare i super esperti?

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

Era a Cerea...tra i vini naturali...

Rispondi
avatar

Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Io bevo sia birra che vino con attenzione, sul fumare mi astengo. Concordo che il gusto vado declinato in ogni aspetto e anche io poco comprendo chi è agli antipodi. Non sono d'accordo sulla affermazione che il mondo birrario sia vastissimo. Tra i due quello del vino è infinitamente più vasto e complesso. Basta solo contare il numeri di birrifici e cantine per rendersene conto. Uno appassionato se ci si mette riesce anche ad assaggiare in alcuni anni da tutti i birrifici di svariati paesi e comunque dei birrifici che vale la pena conoscere il pensare di assaggiare da tutti o quasi non è utopico. La birra l'ho lasciata un po' perdere recentemente perché non mi piace affatto la piega che sta prendendo la cosa, soprattutto in Italia, però a inizio anni 2000 per dire penso di aver assaggiato e conosciuto tutti i birrifici italiani del tempo (ora sono parecchio aumentati). Se avessi voluto fare lo stesso col vino mi ci sarebbero volute 3 o 4 vite.

Rispondi
avatar

Lisa

circa 2 mesi fa - Link

Ebbene, confesso: scrivo su Intravino, sono mediamente stracciaballe riguardo al vino e al cibo, ma bevo birra Moretti e Peroni con una certa noncuranza. Mi sono interrogata varie volte pure io sul tema e mi son detta che, almeno in parte, è una questione di tempo e di energie: c'è voluto tanto studio appassionato, e tanta pratica, per arrivare a essere così stracciaballe riguardo al vino... difficile avere così tante energie, tempo e dedizione per tutto.

Rispondi
avatar

marcow

circa 2 mesi fa - Link

"Ebbene, confesso: scrivo su Intravino, sono mediamente stracciaballe riguardo al vino e al cibo, ma bevo birra Moretti e Peroni con una certa noncuranza". Sei grande, Lisa F.

Rispondi
avatar

Lisa

circa 2 mesi fa - Link

Ahahah, grazie, ma non so se esserne lusingata :-)

Rispondi
avatar

Renzo

circa 2 mesi fa - Link

Spessoe volentieri critico etichette stracult, quei vini delle "guide" e degli enologi che non danno emozioni; non bevo birra, vista la grandissima passione per il vino. E sfraccico le palle perchè chi scrive di vino scrive , non parlo del suo caso, dovrebbe avere un minimo di conoscenza enologica, di degustazione e di "vocabolario" adeguato. Fumato due sigarette nella mia vita, se posso, magari, un paio di volte l' anno , un Montecristo n 4 o un Partagas. Se dall' altra parte trovo un santo bevitore che non ha pretese di fare tendenza, preferisco il "mi piace " o il "non mi piace". Non bevo sempre Salon, non me lo posso permettere, ma ogni tanto stappo qualche buona bottiglia di annate tipo '89 o ' 90 . Ripeto , sfraccico quelli che scrivono di vino perchè vorrei trovare competenza senza fare tendenza, in generale, parlo . Da uno che negli anni a cavallo del' 90 godeva già a bere ogni tanto Salon, Miani e via dicendo . IMHO in my honest opinion

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 1 mese fa - Link

Salon non ha millesimato l'89

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 1 mese fa - Link

83'85'88'90

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 1 mese fa - Link

Scusa ho sbagliato. Problema mio che non lo ho mai bevuto 😔

Rispondi
avatar

Leonardo Finch

circa 2 mesi fa - Link

Io mi ritengo un decente democratico e cerco di praticare la tolleranza sebbene pure io abbia il mio quarto d'ora di insofferenza. Parto dal presupposto che è impossibile conoscere tutto e ugualmente impossibile bere tutto e, restringendo ulteriormente il campo, che è impossibile conoscere tutto il buono e bere tutto il buono. Per questo ritengo che tutti abbiano il diritto di bere un po' quello che gli pare e parlarne come gli pare: dal punto di vista dell'appassionato anche l'ignoranza è una benedizione perchè vuol dire che ci saranno un sacco di prime volte e che il mondo là fuori conserva ancora un sacco di sorprese. Un po' diverso è il discorso degli stracciatori di palle seriali su uno specifico argomento... ecco secondo me lì il discorso si fa diverso: se conosci a menadito tutte le annate di Salon e poi ostenti la bevuta di Peroni (per rimanere sui nomi del post) vuol dire che hai un problema e lo stesso se conosci a menadito tutti i birrifici di Franconia ma come vino bevi orrende capsule viola. Che sia un problema di "gusto" o di rigidità (o compartimentazione) mentale, forse due domande bisognerebbe farsele e magari stracciare un po' meno le palle al prossimo tuo sul vino se poi come birra ti bevi l'acqua delle pozzanghere. Il nostro compito di appassionati è aiutare gli altri ad approfondire e conoscere, non spaccare il capello in quattro su quello che il mondo beve (in contrapposizione a quello che beviamo noi) che molto spesso è solo una gara a chi ce l'ha più lungo. Gabba gabba hey.

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 2 mesi fa - Link

Ebbene, io mi ritengo Cnob, cioè selettiva, ancora peggio che stracciaballe. Questo vuol dire che seleziono vino, birra e fumo... eppure altro. Uno stadio a cui si arriva con l'età e la pratica. Non potendo bere molto, fumare troppo e in generale fare tutto in abbondanza, io scelgo il meglio, nel senso di quello che mi piace veramente, altrimenti mi astengo. Spesso mi astengo. La differenza fra una persona Cnob ed una semplicemente stracciaballe è che alla prima non importa affatto obbligare alle sue scelte chiunque altro e la seconda si sente appagata solo se lo fa.

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...sono "democratico del gusto" per natura e penso sia il gusto personale ad indirizzare le scelte delle persone , in qualsiasi categoria : cibo , vino , birra , sigari . Per cultura personale ed amicizie "deviate" ... e un percorso del gusto piuttosto lungo , amo scegliere ciò che edonisticamente mi appaga , che sia una cena in un pluristellato , che bermi Monfortino , Chateau Latour oppure La Tache, una Thomas Hardy oppure una Westvleteren 12 oppure fumarmi un Bolivar oppure un Cohiba, e , perchè no, Hoyo de Monterey oppure Montecristo, oppure un Romeo y Julieta ( ho amici che se ne vanno annualmente a Cuba per fare scorta) ... ma ognuno deve avvicinarsi al gusto che più ritiene stimolante i propri sensi e se uno gode bevendosi una Capsula viola oppure una Peroni , fumandosi un toscanello , davvero sono cav ... ahem ... piaceri suoi ...

Rispondi
avatar

Eb2323

circa 1 mese fa - Link

Chapeau

Rispondi
avatar

Renzo

circa 1 mese fa - Link

Marco , sei sempre un grande .

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.