Cronache Marziane #1 – Gaspare Buscemi, l’alieno

Cronache Marziane #1 – Gaspare Buscemi, l’alieno

di Emanuele Giannone

#1. Rocket summer.

Come stai? Ti distingui dal luogo comune? Se dico Merlot 2000 mi guardi male, premesso che non sto estraendo dal cilindro Petrus o altro pleistovino bordolese? Certo, pensi a pingui e stracchi Merlot nostrani o californiani. Deluso? Parliamone. In Friuli-Venezia Giulia fanno tanto Merlot, forse troppo, ma certe volte è particolarmente buono. Assaggia, dunque. Ecco. La tua freddezza bluette trascolora in rosso vivo: il vino è droit, preciso, incisivo, intatto. La presa è garbata ma evolve in presenza risoluta, lo sviluppo è slanciato e soave con segnature di frutta rossa matura, farinata, tè, confettura di amarene, tabacco, calore corroborante e sassolino à sucer in persistenza. Ha finezza e franchezza aperte e godibili, bouquet eccedentario per il mio spettrometro, quindi lascio la parola ai tuoi superpoteri da esperto. Per me è semplicemente un marziano, vino di immediata e ineccepibile bontà, caldo quanto basta a liquefare i luoghi comuni. È Alture Rosso 2000 di Gaspare Buscemi.

“And then a long wave of warmth crossed the small town. A flooding sea of hot air; it seemed as if someone had left a bakery door open. The heat pulsed among the cottages and bushes and children. The icicles dropped, shattering, to melt. The doors flew open. The windows flew up. The children worked off their wool clothes. The housewives shed their bear disguises. The snow dissolved and showed last summer’s ancient green lawns.” 

Quali erano i bianchi à-la-page da Ustica alla Vetta d’Italia nel 2000? Ricordate le Ribolle ribollite, gli Chardonnay paciocconi, i Fiano a metano? Gelées disciolte in alcol, maroneggiamenti avvampanti e mordenzanti, fissativi fruttati e i fruitelli magistralmente alchilati per accrescere gli ottani. Anche questo bianco del 2000 ha in verità un attacco al calor bianco, ma il bianco è qui abbaglio, nitore e solarità. Infatti, passa il caldo e il frutto spicca maturo e integro, giallo di mela e mirabella, svariato di kumquat, tisane, spezie dolci e due dita di Rheingau. Di questo vino si può parlare anche solo sommessamente poiché testimonia del fatale e duplice errore di Gaspare Buscemi: quello di non esser nato Kaspar Busch a Rüdesheim o Caspar Dubuisson a Meursault. La Rocket Summer, o il marziano di turno, è di nuovo lui: Gaspare Buscemi, Alture Bianco 2000.

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

4 Commenti

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Sancho P

circa 4 mesi fa - Link

Tutto ciò che sta attorno a Zegla è patria dei grandi bianchi. Vero Grand Cru del Collio.

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Emanuele

circa 4 mesi fa - Link

... e puntando da Zegla il naso all'insù ecco Medana, solo un tiro di schioppo e in quel tiro due Grand Crus.

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Scipio

circa 4 mesi fa - Link

Gaspare Buscemi è un grande enologo, tutti i suoi vini sono eccezionali, la pressa che usa per vinificare, interamente progettata da lui è geniale, come geniale è la depurazione dei tappi di sughero e tante altre invenzioni;tutte accortezze che gli permettono di trasmettere il terroir nel bicchiere come nessun altro.Il 20 settembre 2020 abbiamo mandato a vinificare da Gaspare le nostre uve bianche biologiche da vecchie vigne pitiglianesi, ed il risultato finale ha superato ampiamente le nostre aspettative.

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Emanuele

circa 4 mesi fa - Link

Qui si intravede la natura del "problema" - sempre parlando per iperboli - di G.B., che ovviamente non è il suo: i vini sono buonissimi e i più si fermano a questo. Sui vini, in effetti, non c'è proprio nulla da dire, tanto sono buoni e belli. Su chi vi sia dietro i vini buoni e belli e che cosa faccia per darcene di tali, non si è mai detto e studiato abbastanza. Lui è un patrimonio di conoscenze tecniche ed esperienze pratiche che andrebbe custodito e adeguatamente diffuso. Invece, purtroppo, non è così. Chi lo beve è contento e si accontenta del bere.

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