Coronavirus: gli impossibili esami della scuola alberghiera

Coronavirus: gli impossibili esami della scuola alberghiera

di Leonardo Romanelli

Gli esami di Stato del 2020, ovvero nell’anno del Coronavirus hanno senso?
Per gli studenti forse si, il senso di cavarsela con un esame facile che ha tutta l’aria di una farsa.

Per i docenti costretti a questa pantomima il senso viene meno. Sentire i proclami dei vari rappresentanti delle istituzioni che tutto sarà fatto secondo le regole, anche in smart working lascia perlomeno perplessi. E speriamo che l’appello dello scrittore Paolo Giordano non rimanga inascoltato: almeno 1 ora di colloquio con la commissione sarebbe auspicabile. Appare francamente arduo altrimenti pensare che non ci possa essere uno scambio simultaneo di informazioni tra allievi, uso di telefoni normalmente vietati, squadre organizzate in casa, collegate su siti diversi per carpire tutte le informazioni necessarie al momento.

E allora perchè non fare una di quelle manovre nelle quali siamo specialisti in Italia, almeno con animo in pace e risparmio di soldi faremmo passare anche questa “nuttata” con una bella sanatoria.

Ma la sanatoria non appare possibile e quindi mi chiedo: in una scuola alberghiera in cosa consisterà la prova d’esame?

Dal momento che per ovvie ragioni la parte pratica è abolita, cosa resta della prova di esame dei futuri addetti alla ristorazione nelle sue svariate forme? E mi permetto di aggiungere che per gli allievi la preparazione di un piatto per quelli di cucina, di una specialità alla lampada o un cocktail per quelli di sala, possono essere di aiuto nel superamento della prova. Ma la prova virtuale perde ogni senso: di contesto e di efficacia.

La cucina di casa non è quella professionale e gli studenti in divisa in salotto a preparare un negroni è assolutamente fuori contesto. A questo si aggiunge l’impossibilità di odorare e assaggiare quei piatti, il trasferimento dell’emozione gustativa che è lo scopo stesso dell’arte culinaria. E’ vero che da anni dopo la riforma, non è la parte essenziale dell’esame, che si giudica più la formazione generale, ma inutile negare che la parte pratica, quando inserita, aveva indubbiamente il suo fascino.
E allora ripongo la domanda: che senso ha tutto questo?

Questa pandemia potrebbe addirittura essere l’occasione per decretare la chiusura delle scuole alberghiere statali, come istituti di scuola secondaria, causa che sostengo da tempo, e la loro trasformazione in strutture per l’insegnamento di corsi universitari atti a preparare gli studenti in una laurea breve di cucina, sala o segreteria: ma questa è fantascienza.

Perchè chiusura?

Perchè oggi il mondo scolastico dedicato al food and beverage è molto cambiato, basta guardare il proliferare delle scuole private, costose e ben agganciate al settore del lavoro, che superano spesso, come opportunità di impiego, le scuole statali. E poi lì arrivano persone super motivate, desiderose di apprendere disposte a pagare migliaia e migliaia di euro per frequentarle, ogni parola no viene mai sprecata.

Nel pubblico bisogna fare i calcoli con la mancanza di interesse di chi, avendo intrapreso il percorso, si accorge strada facendo di avere sbagliato, ma prosegue per inerzia, almeno per conquistare quel benedetto pezzo di carta di nome diploma.

Se a tutto questo aggiungiamo che queste scuole sono sempre meno di preparazione professionale e sempre più legate alla formazione culturale generale, capirete l’inutilità di una scuola così. Tanto vale istituire adatti a formare influencer su Instagram o Facebook: bravi nella forma, inutili nella sostanza.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

3 Commenti

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vinogodi

circa 1 anno fa - Link

...articolo amarissimo , ma condivisibile...

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marcow

circa 1 anno fa - Link

E in Cina, dove è scoppiata l'epidema, tornano a scuola? SHANGAI e PECHINO tornano. Dal WEB 27 aprile 2020: "Scuole riaperte anche a Shanghai e Pechino. “Questa assenza invernale è stata molto dura" dice uno STUDENTE LICEALE. "A breve dovrò FARE ANCHE GLI ESAMI per l’ingresso al college e sono stato a casa così tanto. Ora torniamo a scuola dopo più di due mesi, penso che dovrò lavorare molto duramente” E a WHUAN? Tornano a scuola ma il 6 maggio. " La Cina prova a tornare alla normalità dopo essere riuscita a domare il contagio: nelle ultime 24 ore ci sono stati solo 3 casi. Tanto che le scuole si preparano a riaprire anche a Wuhan, città cinese da cui è partita l’epidemia di coronavirus, epicentro mondiale della malattia. Qui si torna sui banchi dal 6 maggio, dopo una sanificazione straordinaria". (Dal WEB) __ Ricapitolando: CINA 1 Dal 6 maggio tornano a scuola... anche... a WHUAN!!! 2 Nelle ultime 24 ore... in CINA... soltanto 3 casi. __ E in ITALIA? 1 A scuola non si torna. È uno degli argomenti dell'articolo di Romanelli su cui ci invita a riflettere. 2 Continuano le morti con numeri ancora notevoli. Numeri IMPRESSIONANTI se paragonati al colosso CINA da cui tutto è partito.

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marcow

circa 1 anno fa - Link

Le riflessioni di Romanelli sugli esami "online", sulla riforma della scuola e dei suoi effetti sull'istituto alberghiero dove Romanelli svolge da molti anni l'attività di docente, sui giovani al tempo del WEB e dei social ecc... mi inducono a esprimere qualche "opinione". 1 La scuola, si dice, deve formare delle belle menti, capaci, cioè, di pensare e dotate di PENSIERO CRITICO. E questo vale per TUTTI I TIPI DI SCUOLA, anche per quelle alberghiere, dove bisogna acquisire delle competenze, delle abilità tecniche. E su questo sono d'accordo con Romanelli: sminuire la l'istruzione pratica nel percorso di un giovane che dovrà entrare nel mondo della ristorazione(S. L.) è stato un errore di chi ha riformato, negli anni passati, la scuola italiana. 2 Ma si può correggere una riforma!!! (Perché penso che la SCUOLA può ancora svolgere un ruolo importante nella "formazione" di un ragazzo, di un giovane: cerco di spiegarlo nella conclusione) Come bisognerebbe CORREGGERE le varie riforme della Sanità: il CORONAVIRUS lo ha evidenziato in un modo brutale: sono morti MIGLIAIA DI ITALIANI E ITALIANE CHE POTEVANO SALVARSI!!! __ Conclusione: Di una scuola pubblica seria e efficiente c'è bisogno, ECCOME! ... Anche per COMPRENDERE... quel disastro che il coronavirus ha combinato in Italia con numeri da capogiro nella regione italiana più "evoluta" d'Italia...dal punto di vista della sanità(così è stato detto negli ultimi dieci anni) __ Un giovane che esce dall'albergierobdeve...chiaramente...saper preparare e servire un cocktail(e "saper fare" molto altro ancora) ma... deve uscire dalla scuola(... dopo un giusto esame...e non online...) con una BELLA TESTA. E non lasciare, come accenna Romanelli, che la sua "mente" venga forgiata dagli influencer... che affollano il WEB e i SOCIAL. O da quello che legge, ascolta o vede sui media mainstream. Per questo la SCUOLA, fatta da docenti motivati, ha ancora una MISSIONE(e non vi sembri esagerata la parola) da svolgere.

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